Default Italia: Avere Avuto Ragione non ci Salverà

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Default Italia: Avere Avuto Ragione non ci Salverà" è stato scritto da Comandante Nebbia

Per cercare un percorso simile a quello di Mario Monti, mi faccio venire in mente un altro Mario: Mariotto Segni.  Nei primi anni 90, mentre l’intero sistema politico clientelare crollava sotto il maglio di “Mani Pulite”, Segni seppe interpretare il desiderio di rinnovamento di un paese che era stanco di sé stesso e promosse una stagione referendaria di grande successo. Ebbe, in quei mesi, popolarità e grandi speranze riposte nella sua immagine che era uscita miracolosamente immacolata dal disastro della DC. Se Segni avesse saputo sfruttare l’energia che si era convogliata nelle sue mani, avrebbe potuto avere un posto di rilievo nella nostra storia recente, disinnescare la ticchettante bomba Berlusconi prima della disastrosa deflagrazione e tracciare una rotta alternativa a quella che abbiamo percorso fin qui. Migliore o peggiore non so. Propendo per “migliore”, ma è opinabile. Segni, invece, si rivelò indeciso, titubante, poco energico e fu cancellato dalla storia.

Il caso non si chiama così per caso. Funziona proprio in questo modo. Si creano occasioni eccezionali nelle quali si trovano coinvolti uomini mediocri e, solo molto più raramente, uomini speciali hanno l’opportunità di emergere in situazioni straordinarie. Questione di probabilità condizionata.
Diciamolo chiaramente, secondo me se domani si tenessero libere ed incondizionate elezioni, Mario Monti potrebbe vantare percentuali casiniane o dipietriste, nel gruppo, insomma. Non ho dati scientifici a supporto di questa mia impressione e non sono stato capace di reperire sondaggi recenti sull’argomento (fatto di per sé molto significativo), ma mi sembra ormai plausibile affermare che Mario Monti, esaurita la sua funzione di grimaldello anti Berlusconi, si appresti a essere rapidamente dimenticato dalla gente, mentre sarà ancora molto utile ai gruppi di potere che lo sostengono.

facce nuove su vecchi giornali

In parte c’entrano le aspettative. Lo spudorato endorsement delle corazzate dell’informazione italiana avevano indotto speranze che si sono, poi, rivelate ingiustificate. Monti si è limitato a convocare un po’ di vecchi amici, graditi al presidente Napolitano ed ai partiti che sostengono il suo esecutivo, prendere la lettera della BCE e tentare di realizzarne i punti in un ottuso tentativo di far entrare un cerchio in un quadrato di area uguale.

Ne è venuta fuori un’umiliante serie di provvedimenti monchi e sbilanciati, privi di qualsiasi forma di intuizione, senza la minima attenzione per il cuore di una nazione, l’unica vera risorsa che può fare miracoli quando non c’è petrolio, carbone, diamanti e oro per pagarsi un passaggio aldilà del fiume in piena. Questo perché Monti è un uomo mediocre, a prescindere dai titoli che può vantare. Io, che posso permettermelo, lo dico liberamente e grande serenità.

Credo di averlo intuito, più che saputo, pochi giorni dopo la nomina e l’ho ribadito anche in tempi più recenti. La fedeltà alla linea è un valore che nella società italiana premia più del genio e dell’iniziativa. Quando ero comunista, questo mi veniva spesso indicato come un difetto strutturale del socialismo. Ora, su questa cosa bisognerebbe riflettere seriamente.

Sono il conformismo, l’approccio minimalista e ragioniere alla visione del futuro, la mediocrità intellettuale e la scarsa professionalità le metastasi che hanno prodotto Monti e stanno uccidendo quel poco che di vivo resta in questo paese. L’iniziativa e l’energia sono viste con sospetto, perché più dello spread mettono in evidenza l’insipienza di una classe dirigente insignificante. Si arriva al punto che anche l’antipolitica, appena si siede al tavolo del potere, ne assume i metodi e gli usi prestandosi a comparire come macchiette sugli stessi giornali che fino a qualche giorno prima si sarebbe gettati via con disprezzo.

Avevo ragione, anzi, avevamo ragione perché non sono l’unico ad averci pensato, ma questo non ci salverà. Il cancro uccide senza distinguere tra cellule sane e cellule “impazzite”. Non fa piacere a nessuno affondare, ma è una questione di evoluzione e nessun dinosauro, per quanto in gamba, è riuscito a portare il suo seme fino ai giorni nostri.

edit: due ore dopo l’uscita di questo post, Monti, per chi sa leggere e scrivere e non solo guardare le figure, getta la spugna.

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una volta era uno in gamba

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