Della Necessita’ Storica di Infliggere un Durissimo Castigo alla Classe Politica Italiana 13


Articolo originale dell’8 agosto 2011. Riproprosto per l’estrema attualità dell’argomento.

Osservando quello che accade stamattina, con gli indici di borsa letteralmente impazziti e la contrazione dello spread fra bund e btp a seguito della decisione (anticipata ieri sera da Le Monde) della Francia e della Germania di sostenere l’Italia, si capisce immediatamente che il governo italiano non ha più titolarità in campo economico.
L’alato discorso di sua Eccellenza il Presidente del Coniglio dei Ministri della Repubblica Italiana Cav. Berlusconi Dr. Silvio, tenuto qualche giorno fa, aveva avuto un effetto così depressivo sul mercato da far sperare più di uno che una laringite fulminante colpisse il Grande Imprenditore per impedirgli di parlare ulteriormente.
Non era andata molto meglio con quella che, bonariamente, abbiamo definito la supercazzola. L’insieme fumoso di intenti e prospettive definite con le parti sociali. Non se l’è filate nessuno.

Invece, quando parlano la signora Merkel e il signor Sarkozy, i mercati ascoltano e gli scambi riprendono allegramente. Berlusconi, Tremonti & co. non contano più un beneamato cazzo.
Certo, per ricevere i denari serviranno le riforme, ma queste le imposteranno Berlino e Parigi, a noi toccherà solo predisporci nella corretta posizione per riceverle (un bagnetto preventivo con acqua calda, lenitivo e crema idratante può predisporre la parte a ricevere le misure che si prospettano grosse e dure). Questo è quello che vuol dire “essere commissariati” che è la versione terzo millennio di “essere occupati” (militarmente, il lavoro non c’entra).
Non sperate nelle liberalizzazioni. Avvocati, notai e tassisti, solo per fare qualche esempio, sono già sul piede di guerra e quelli non li tocca nessuno. Le privatizzazioni arricchiranno un bel po’ di gente, si ricordi la vicenda Alitalia che doveva rimanere italiana a tutti costi e che ora diventerà di Air France con la differenza che i danari li incasserà Colaninno e non lo stato. Toccherà come sempre ai redditi fissi accollarsi la croce. Più tasse, meno pensioni, riduzione della copertura sanitaria, riduzione delle invalidità, abolizione dell’articolo 18. Cambiano i problemi, ma i culi rimangono sempre gli stessi. Nessuno si faccia illusioni.

Comunque, tutto questo prima o poi, probabilmente poi, passerà. Allora si dovrà ricominciare e per farlo si dovrà avere fiducia nel futuro, nei propri connazionali e nel paese che ci si accingerà a ricostruire, magari con nuove regole e nuovi culi. Per fare questo è necessario un passaggio obbligato che, senza se e senza ma, va portato a termine senza pietismi, senza ipocrisie, senza sentimentalismi. Cosa fare di questa classe politica che fino a qualche settimana fa disquisiva di processi lunghi e di processi brevi, che ci raccontava che l’Italia era fuori della crisi e che impegnava intere mensilità parlamentari a parlare della figa minorenne di Ruby?

La mia idea personale è che sia necessario, storicamente più che eticamente, infliggere un castigo esemplare.  A questo punto i processi, il carcere con la detenzione nei penitenziari, il 41 bis in alcune situazioni specifiche, la privazione dei beni, la revoca dei diritti civili, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, il divieto di ricevere prestiti o aprire conti correnti, il ritiro del passaporto, mi sembrano misure abbastanza leggere, ma comunque immediatamente applicabili senza modificare la costituzione. Per le imputazioni, basterà predisporsi alle indagini con la corretta attitudine. Non mancheranno argomenti.
E’ vero, non tutti sono colpevoli o per lo meno non lo sono allo stesso modo, ma ci sono momenti nella storia nei quali non si ha il tempo per cavillare. Senza aver timore di usare le parole, un’epurazione è un’epurazione, non una passeggiata sulla riva del mare al tramonto.
C’è da dire che non è tutta colpa loro. Anche noi glielo abbiamo concesso. Gli abbiamo concesso di privarci del diritto di voto senza ribellarci. Abbiamo partecipato gustosamente alle polemiche sulle fighe e sui festini dei vari uomini politici, ci siamo preoccupati di più dello scudetto rubato dall’Inter che della cosa pubblica. E’ così, non possiamo negarlo.
Però, non si può processare un’intera nazione, altrimenti la colpa ricade su tutti e nessuno è responsabile e non si riparte mai. Il potere ha i suoi onori, ma anche i suoi oneri. Quando una squadra va male, il primo che salta è l’allenatore. Quindi, per il bene dell’Italia, essa va decapitata per fare posto ad una nuova testa che altrimenti non spunterà mai.

Detto questo, cittadini, mi aspetto da voi che incominciate a pensare ed agire in maniera diversa. Non è più tempo di comprendere, non è più tempo di perdonare. Quello che loro hanno mangiato è stato tolto dalla tavola dei nostri bambini e noi, fino ad oggi, siamo rimasti a guardare. Io credo che se non cambiamo, se non diventiamo più duri, se non facciamo uscire la rivolta da facebook  e twittere non portiamo la protesta nelle urne, rimarremo quello che siamo stati fino ad ora: un insieme di vigliacchi dalla bocca gigantesca e dal culo sfondato.

Sacrificio, punizione severissima, lavoro e ricostruzione. Ci siamo già passati nel 1945. Tocca rimboccarsi le mani di nuovo per riabilitarci nei confronti dell’Europa, del mondo e, soprattutto, dei nostri figli.


13 commenti su “Della Necessita’ Storica di Infliggere un Durissimo Castigo alla Classe Politica Italiana

  • ilBuonPeppe

    “Invece, quando parlano la signora Merkel e il signor Sarkozy, i mercati ascoltano e gli scambi riprendono allegramente. Berlusconi, Tremonti & co. non contano più un beneamato cazzo.”
    Non condivido: i mercati se ne fottono anche della Merkel e di Sarcozzi. A loro interessa solo il guadagno.

    Quanto al castigo sono d’accordo ma non deve essere “durissimo” bensì “giusto”.
    Una cosa giusta a me sembra sequestrare tutto (ma veramente tutto) quello che hanno loro e i loro familiari fino al quarto grado (almeno), e dargli un impiego precario part-time in un call center con il quale mantenersi.

    • Comandante Nebbia

      Duro è fisicamente quantificabile. Giusto, no. Comunque, non è il momento di sottilizzare, “giusto” va bene lo stesso.

      Quarto grado è troppo, rischiamo di trovarci imparentati pure noi con uno di questi senza nemmeno saperlo. In quanto al lavoro, ognuno fa per sé. L’impiego part-time se lo cerchino da soli, dopo aver scontato l’eventuale pena, ovviamente.

  • eduardo

    D’accordo. Completamente d’accordo.
    Però, vedo un problema. In questa materia l’individuazione del fine, senza indicazione del mezzo, rischia di finire con l’affidare ai politici (quelli che ci sono) le azioni da porre in essere, con l’ovvia conseguenza di ridurre l’analisi più spietata in una sorta di benevola esortazione.
    Forse, è tempo di riflettere anche sui “mezzi” da mettere in campo. Almeno, bisogna provarci.

I commenti sono chiusi.