Default Italia 92 Giorni al Fallimento: Feroci o Coglioni? 29


Come ho scritto diverse volte su queste pagine, non sono uomo di progetto. Un teorico ed idealista come me non è adatto a formulare proposte concrete al di fuori dei propri ambiti di competenza (che sono diversi, alcuni dei quali non auspicabili in queste contingenze). Al massimo posso raccontare qualche sogno, più spesso qualche incubo.
E’ per questo che mi sono astenuto dal formulare proposte concrete sulla soluzione del problema default.  C’è gente più preparata e volenterosa di me in giro. Non parlo solo dei soliti soloni strapagati per scrivere quello che decide il governo, confindustria o i sindacati, ma anche di “semplici” tecnici (si legga ad esempio questo interessante articolo) o uomini di buona volontà che hanno generosamente provato a dare il loro contributo anche su queste modestissime pagine (vedi, ad esempio,  qui, qui e anche qui).

Comunque, non voglio astenermi dal prendere una posizione. Quella che esporrò non può definirsi una proposta. Più propriamente rientra in un quadro onirico. Sogno o incubo, lo lascio decidere a chi leggerà.

 

Per passi:

  1. Secondo me a questo governo andrebbero imposte dimissioni a furor di popolo. E quando dico furor di popolo non uso una metafora, ché le metafore non mi sono mai piaciute, ma intendo scioperi senza preavviso, occupazioni pacifiche di strutture pubbliche, blocco di linee ferroviarie e autostrade, presidio fisico e rumoroso ad ogni manifestazione che veda l’intervento di rappresentanti del governo, appostamenti nei pressi di alberghi (anche senza monetine), contestazioni rumorose (particolarmente di notte) nei pressi di residenze, lanci di uova crude ed ortaggi morbidi (da evitarsi le patate) ai cortei di auto blu. Chi è ricorso tante volte alla “volontà popolare” per giustificare decine di azioni deprecabili, merita di essere disarcionato per via plebiscitaria più che politica.
  2. Il presidente della repubblica, anche per giustificare un ruolo che appare tristemente più simile a quello di un prelato che di un capo di stato, dovrebbe incaricare immediatamente una persona di altissimo profilo internazionale (Mario Monti?) con due soli compiti: adottare le misure più urgenti per arginare la crisi e riscrivere una legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di esprimere preferenze. Tempo massimo tre mesi e poi sciogliere le camere. Io propendo per un’uninominale secca, ma sono di bocca buona. Le preferenze. Le preferenze, sono essenziali. Sulle misure non mi dilungo. Non sono un economista e la mia esperienza mi dice che oltre i redditi fissi, le pensioni, l’abolizione dell’articolo 18 e una patrimoniale “popolare” (nel senso che colpisce i poveretti) non si può andare. Magari mi sbaglio, nel caso sono contento.
  3. Se il governo non si forma o non persegue i due soli obiettivi che gli sono affidati, si torna al punto 1, ma stavolta con i forconi e con i cappi ché tanto non abbiamo più nulla da perdere.
  4. Contemporaneamente alle elezioni politiche, affiderei ai cittadini la scelta di cento nomi di persone incensurate che non abbiano mai ricoperto nessuna carica politica o posizione in ente pubblico, che non siano mai stati iscritti ad un partito e che, esplicitamente, rinunceranno in via definitiva ad assumere qualsiasi carica pubblica successivamente all’elezione. Questi 100 probi viri, una volta eletti, avrebbero il compito di formare una commissione d’inchiesta con l’incarico di individuare eventuali responsabilità penali della classe politica partitocratica che ha governato l’Italia negli ultimi vent’anni. La commissione avrebbe il potere di dare notizia di reato alla magistratura e dovrebbe poter disporre delle forze di polizia, dei servizi segreti e libero accesso ai loro archivi e a quelli di stato, compresi i documenti secretati. Non ho pretesa di giustizia, parola troppo sacra per un laico come me, mi accontenterei di banalissima vendetta di cui, invecchiando, sento più bisogno delle pillole per la pressione o del viagra.
  5. Chi, fra gli attuali leader o peones, decidesse di riparare all’estero dovrà essere consapevole che, in via cautelativa, la Repubblica provvederà a sequestrare tutti i beni di sua proprietà o ricollegabili a società partecipate e a congelare quelli dei congiunti fino al secondo grado sino all’emissione di giudizio definitivo.
  6. Il governo, mentre la giustizia inizia a fare finalmente il suo corso, dovrebbe lavorare su diversi fronti:
    • La drastica riduzione della spesa pubblica e l’implementazione di un sistema che la renda trasparente ai cittadini. Un cittadino di una regione X deve sapere con pochi click quanto spende la sua ASL per le siringhe monouso e confrontarlo, on line, con il costo sostenuto dalla regione Y.
    • La riforma della legislazione penale sull’evasione fiscale prevedendo pene severissime ed inflessibili su quello che è uno dei reati più vili e dannosi per la comunità.
    • La pubblicazione on line dei redditi di tutti i cittadini censiti dall’agenzia delle entrate.
    • La creazione della figura professionale di delatore fiscale. Tutti i cittadini dovrebbero avere il diritto ad iscriversi alle liste dell’agenzia dell’entrate per svolgere l’attività ed ad una percentuale sull’importo recuperato. Alla seconda delazione non corretta, ci sarebbe la cancellazione permanente dalla lista.
    • Una riforma del mercato del lavoro che aumenti la flessibilità, ma che fornisca garanzie previdenziali e retributive ai lavoratori a tempo determinato in modo da rigirare sul prestatore d’opera un’aliquota apprezzabile del risparmio fiscale ottenuto dal datore di lavoro con l’adozione di un contratto flessibile.
    • Una riforma della giustizia che elimini un livello di giudizio o che, perlomeno, preveda la cassazione solo in casi particolarmente gravi e alleggerisca il carico della giustizia civile potenziando lo strumento dell’arbitrato e del giudice di pace aggirando tutte le pastoie imposte dall’ordine degli avvocati.
    • Un inserimento esplicito in costituzione dell’inalienabilità del diritto ad esprimere preferenze in fase di voto politico o amministrativo.
    • L’abolizione immediata di tutti gli ordini professionali e albi. L’avocazione a funzionari pubblici di tutte le competenze attualmente in carico al notariato.
    • La liberalizzazione totale della professione di tassista (questa merita una voce a parte perché è francamente una lobby indecente)
    • Ritiro dei contingenti schierati all’estero. Imposizione della legge marziale in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Dispiego di truppe, aviazione  e mezzi corazzati per il presidio e il rastrellamento delle zone di riferimento per la criminalità organizzata. Istituzione di governatori militari per le suddette regioni con il compito di segnalare ai tribunali militari le malversazioni rilevate nella cosa pubblica ed applicazione delle relative sanzioni comminate.
    • Altro che ora non voglio aggiungere perché mi sono già dilungato troppo.

Questo, ovviamente, è solo l’inizio del sogno che continua con i cittadini pronti a ripartire di nuovo dal punto 1 appena si accorgono che l’andazzo sta ridiventando lo stesso.
Che sia un sogno è chiaro, non tanto per i forconi perché tutti, prima o poi, sono capaci di fare una rivoluzione, quanto per la capacità di rimarne vigili sui propri diritti e feroci con i disonesti.
La ferocia, di cui ho ricevuto una razione francamente superiore alla necessità, è un elemento della personalità umana ingiustamente sottovalutato. Anni di comprensione nei confronti di chi ha approfittato della benevolenza di una società eccessivamente mansueta hanno indebolito la tempra nazionale trasformando l’Italia in un paese di flaccidi mollaccioni politicamente corretti che prendono il caffè con il mignolo alzato e si occupano solo dei cagnolini abbandonati in autostrada. La severità e l’inflessibilità sono un’assunzione di responsabilità. Il perdono e la tolleranza nei confronti dei rei sono una delega del problema alla collettività, cioè a nessuno.
Io non mi aspetto comprensione da nessuno e non delego. Mi auguro che sempre più persone cerchino di raggiungere questo stato di feroce disperazione. Se non vi va, rimante pure a guardare quello che succede. Magari ci rivedremo nel vostro salotto, quando cercherete di mettermi paura abbassando il ditino con cui reggete la tazza.

immagine di Tomoran


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi. Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.