Default Italia 87 Giorni al Fallimento: Pulcinella Dopo Due Giorni si Rimangia le Misure 2


Faccio una previsione, spero di essere contraddetto. Domani ci sarà un nuovo crollo in borsa e lo spread tra bund e btp si allargherà come il bucio di culo di Berslusconi che senza un sedere come quello che si ritrova sarebbe finito a fare il piazzista di pentole in televisione, altro che l’uomo di stato (che poi, per come lo fa lui, non c’è nessuna differenza. Anzi, almeno Roberto Artigiani può tagliarsi i capelli in tv con il Magic Harry. Lui no).

Io penso che ci sarà un nuovo tracollo perché “misure che fanno grondare sangue” al cuore del nostro Silvione, anche se già firmate dal presidente della repubblica, sono già state aggirate dalle stesse persone che le hanno proposte e redatte.

Il contributo di solidarietà non va più bene all’uomo che aveva promesso di “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Fra le gambe delle figlie sì, ma nelle tasche mai! Meglio un bel punto in più di IVA, così invece di trombare a sangue l’1% dei contribuenti (fra cui lui), si tromba un pochino tutti. Giusto mezzo centimetro di minchia. Una puntina che non si sente nemmeno. Un’IVA sociale, ma senza alleggerimento dei contributi.

La riduzione delle province non va bene a nessuno. A chicchere tutti sono favorevoli, ma da 38 che erano da eliminare adesso diventano 26 o giù di lì.

Calderoli dopo essersi pronunciato contro l’abolizione indiscriminata delle amministrazioni provinciali – «non condivido la strada della soppressione completa. L’unica strada sarebbe quella costituzionale» – ha però specificato: «Abbiamo previsto la soppressione delle Province che non raggiungono o i 300.000 abitanti o i 3.000 km quadri di superficie».
Parole sibilline quelle di Calderoli, con quegli «o…o…», che hanno lasciato aperta la porta al dubbio in una giornata quantomeno concitata. «Secondo quello che leggo, la Provincia è salva» dice l’onorevole Maurizio Del Tenno che però ammette che finché il decreto non sarà votato a Roma il rischio c’è.
Neppure il presidente di palazzo Muzio, il leghista Massimo Sertori, ieri in giornata è stato in grado di dire con certezza se il governo valuterà entrambi i parametri prima di decidere se sopprimere l’ente o se basterà essere sopra uno dei due per salvarsi. Già perché in quest’ultimo caso, avendo la provincia di Sondrio una superficie di 3.211,9 chilometri quadrati, l’amministrazione di palazzo Muzio, nonostante i “soli” 180mila abitanti, resterebbe in vita.

da La Provincia di Sondrio on line del 14 agosto 2011

Si dice che al ministero sia al lavoro un intero battaglione di consulenti strapagati con il compito di individuare un criterio indefettibile che consenta al governo di eliminare le province che vuole senza far vedere che le sceglie una ad una. Scartato il criterio della percentuale di vocali nel nome (Enna, col suo 50% rompe le balle), si parla di durezza media del pene degli abitanti maschi della provincia da rilevare con opportuno campionamento. Si spera, infatti, che “la lega ce l’ha duro” derivi dall’esperienza personale di Bossi e non sia una mera invenzione propagandistica.

Le famose “festività civili” (che quelle cattoliche non si toccano. Ci mangeremo tra di noi per la fame, ma ci sarà sempre il Natale), prima spostate alla domenica, poi portate al lunedì per evitare i ponti, gettano nel panico gli operatori del turismo che senza i ponti non riescono a comprare il pane per i figli e la coca da sniffare prima di andare a puttane. C’è da chiedersi se non sia il caso di fare una riforma del calendario per fare in modo che il primo maggio non capiti sempre di giovedì.

A ripensarci sul taglio dei trasferimenti agli enti locali ci pensa Maroni, quello che fa il ministro degli interni così in conferenza stampa con Berlusconi sono tutti allo stesso livello:

La manovra del governo non è blindata – ha detto Maroni durante la conferenza stampa di Ferragosto – . Credo che il Parlamento debba fare uno sforzo per garantire un taglio dei tagli previsti per le autonomie locali. Mi auguro che i tagli ai Comuni si possano azzerare introducendo altre misure”

Insomma, come giudicare una nazione ed una classe dirigente che prima introducono delle misure e tre giorni dopo se le rimangiano? Io, all’Italia e agli italiani non metterei un euro in mano nemmeno per farmi compare un pacchetto di gomme da masticare. Figuriamoci comprare i titoli di stato.
Domani ci faranno neri come la notte e se non succederà è solo perché qualcuno deciderà che è meglio farlo tra un paio di settimane.
Comunque è finita, perché se non si ha voglia di fare le cose, si è già morti e seppelliti.


Informazioni su Giovanni Grobo

Direttore in una piccola azienda import/export del settore agro-alimentare. Vivo e lavoro nel meridione d'Italia. Terra persa senza speranza. Sono stato compagno di banco alle elementari con dellefragilicose. Allora era un bambino normale.

2 commenti su “Default Italia 87 Giorni al Fallimento: Pulcinella Dopo Due Giorni si Rimangia le Misure

  • TVRT

    Ormai tutto è stato fatto sui mercati, dopo qualche seduta di short squeezing la settimana a venire sarà una fuga dai mercati…la FED proverà a intervenire nuovamente col loro Plunge Protection System ma non riusciranno a invertire il primario al ribasso, Wall Street trascinerà a fondo il resto del pianeta finanziario… credo che quelle merde di banchieri centrali proveranno di nuovo a usare i loro squallidi servi (i politici) per cercare di estorcere quanto più possibile alla popolazione e ai beni degli stati… godiamoci il sole di quest’estate perchè l’inverno sarà duro

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