Default Italia, 72 Giorni al Fallimento. 11


La dura realtà

Pagano anche i laureati (donne e uomini, in questo caso): per l’età pensionabile non contano più gli anni di università, che sono stati finora recuperabili attraverso un versamento, spesso anche sostanzioso, a copertura dei contributi. Il calcolo infatti sarà effettuato soltanto in base agli «effettivi anni di lavoro». Il raggiungimento degli anni di anzianità non terrà più conto quindi degli anni di servizi militare prestato e degli anni universitari che «verranno scorporati» mantenendo immutato l’attuale regime previdenziale. Gli anni in questione, quindi, verranno computati per il calcolo dell’ammontare della pensione, mano non hanno più alcun valore per il calcolo dell’età pensionabile. Corriere del 30 agosto 2011

Una rapina a mano armata. Niente pistole, niente cappucci. Tre o quattro righe di emendamento e via. Rapinati 40, 50 mila euro a centinaia di migliaia di persone che si erano dissanguate per comprarsi quattro o cinque anni di libertà. Ben vi sta stronzi, così imparate a fidarvi dello stato.
Cioè, la logica ora è questa: tu cacci 50.000 euro per pagarti i contributi dell’università. Però, parliamoci che ci capiamo, studiare non è veramente un lavoro. Si sta lì sui libri, una cannetta ogni tanto, la scopatina con la compagna di corso. E’ una specie di vacanza. Allora, dicevo, dammi i 50.000 euro che, poi, sempre se non cambiamo idea, io ti mando in pensione come quello che è andato a fare l’elettricista a 15 anni, anzi dopo perché tu per quattro o cinque anni hai cazzeggiato, ma ti do 250 euro lordi di pensione in più al mese. 200 netti.
Facciamo una botta di conti: io tiro fuori 50.000 euro adesso. Tu, tra quarant’anni, forse, me ne restituisci 200 netti al mese quando avrò 65 anni. Il che vuol dire che, solo per riavere i miei soldi, dovrò campare altri 250 mesi. Quasi ventun’anni. Praticamente se uno crepa prima degli 85 anni ha fatto un regalo alla Repubblica Italiana. Sono soddisfazioni.

Studiare conviene ogni giorno di più.

I capitali scudati non si toccano. E’ una questione di etica. I contributi di solidarietà sono sospesi (tranne che per i parlamentari, poverini, che comunque a livello di pensione non hanno bisogno ri riscattarsi nulla vista che possono andare anche a 50 anni). Gli italiani non sono solidali per decreto governativo, almeno quelli che guadagnano più di 90.000 euro all’anno. Il riscatto di laurea e militare sì, invece, quello si può toccare. Perché? Perché il pallone è mio e si gioca come dico io.

Mettiamola così: ho due lauree e avevo pensato di riscattarmi tre anni per cercare di andare in pensione un po’ prima e dedicarmi al gioco delle bocce con il mio vicino fma e al tressette con Eduardo. Non per molto, tre o quattro anni prima di crepare. Poi, mi sono trovato in ristrettezze e ho rinunciato. Posso dire che se avessi tirato fuori 30.000 euro e me li avessero rapinati così, sono certo che stamattina sarei sulla copertina del Corriere con la faccia da pazzo mentre i carabinieri mi strappano la pistola fumante dalle mani.
La fortuna perviene per vie misteriose.

Il Sogno

Per un certo periodo ho avuto l’onore di scrivere nello stesso gruppo del più grande talento blogistico italiano di tutti i tempi. Conciso, sferzante, intelligente, sensibile, informato. Il vecchio Settantasette è un genio misconosciuto della comunicazione internet italiana.
Poi, più che altro per colpa mia, ci siamo persi di vista e lui si è ritirato dalle scene. Ogni tanto, mi leggo qualche passo del suo blog, almeno finché rimane on line, come se fosse una specie di testo sacro. Ieri sera leggevo “Lo stato ideale“. Poi mi sono addormentato e ho fatto un sogno.

15 settembre 2011
Qualcosa ha fatto traboccare il vaso. Parecchi si sono rotti il cazzo. Complice anche il ritardo nell’inizio del campionato, migliaia e migliaia di ultras e di esserei umani incominciano a incazzarsi seriamente. Che la situazione sia grave i servizi segreti lo capiscono dal fatto che nessuno apre una pagina su facebook per indignarsi pubblicamente.

23 settembre 2011 ore 11:42
Nella Piazza antistante Montecitorio si riuniscono improvvisamente come in un flash mob, più di ventimila persone armate di mazze, bottiglie incendiare, sassi, caschi e forconi comprati su ebay vista la scarsa disponibilità. Sul posto convergono i reparti speciali di carabinieri e polizia. Gli scontri sono subito feroci. Le forze dell’ordine sparano ad altezza d’uomo. Cadono decine e decine di manifestanti. Nel frattempo l’aviazione cerca di far atterrare nel piazzale un paio di CH47 per far evacuare i politici presenti in parlamento. La manovra è male organizzata e un CH47, mentre è in fase di atterraggio, viene distrutto dal lancio di una bottiglia incendiaria. Nel caos risultante i ribelli invadono il palazzo uccidendo 40 deputati, il presidente della camera, 22 commessi, il barbiere e il precario di Montecitorio che si trovava lì per ritirare l’ultima rata del suo compenso in nero.

24 settembre 2011 ore 06.00
Roma è nel caos. Polizia e carabinieri non sono più sufficienti. Interviene l’esercito con le truppe corazzate a presidiare i gangli vitali della capitale. Cecchini ribelli sparano su chiunque porti una divisa. A Frosinone si costituisce un CNT (Comitato Nazionale Trombati) che dichiara decaduto il governo in carica, chiede nuove elezioni e mette una taglia su tutti i politici che saranno consegnati nelle sue mani: 50 euro per un consigliere comunale, 200 per un sindaco di comune con meno di mille abitanti, 100 per un consigliere provinciale e via via fino ai 10.000.000 offerti per il presidente del consiglio o per una parte consistente del suo corpo.

24 settembre 2011 ore 06:02
La Francia riconosce il CNT

24 settembre 2011 ore 08:39
Un contingente composto da 500 contractors ingaggiati dal CNT sbaraglia i 30.000 militari posti a difesa di Roma. Prima di mezzogiorno, la capitale è nelle mani del CNT. Sul Quirinale viene issata la nuova bandiera: Un tricolore con un cappio al centro.

24 settembre 2011 ore 16:02
Polizia, Carabinieri, Esercito, Aviazione e Marina, riconoscono l’autorità del CNT

24 settembre 2011 ore 19:00
Il CNT ordina l’immediata chiusura delle frontiere. Annulla il trattato di Shengen, chiude porti e aeroporti. La trappola è scattata.

25 settembre 2011 ore 03:21
Nel cuore della notte parte l’operazione “Scova e Impicca”. Il 70% della ex classe dominante italiana viene beccata tra le lenzuola o mentre tentava di organizzare la fuga. Il presidente del consiglio si rifugia nel suo compound.

27 settembre 2011 ore 12:01
I ribelli del CNT invadono il compound dove vengono saccheggiate suppellettili per diverse centinaia di milioni per la maggior parte composta da statuette di Priapo con falli enormi. Il Presidente si rifugia in una buca da dove viene estratto con estrema facilità vista la scarsa profondità. Allo scopo di evitare spese per i contribuenti, alla questione viene posta rapidamente fine per mezzo di una corda saponata ecologica e riciclabile appesa ad un ramo raggiungibile senza l’utilizzo di mezzi particolarmente complessi.

28 settembre 2011 ore 19:34
Scilipoti viene catturato mentre, vestito da donna, cerca di sfuggire ad uno stupro organizzato da 6 senegalesi e sette rumeni. I miliziani, prima di prelevare il politico, attendono il compimento della violenza che dura più di 16 ore ininterrotte. La morte perviene come una liberazione.

30 agosto 2011 ore 07:15
Mi sveglio, penso a quanto sono meschino io, a quanto sono meschini i miei connazionali e a quale sia la probabilità che la gente smetta di usare facebook e prenda la corda. Nulle.

Siamo tutti solo delle merde.


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