Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Una Nuova Norimberga 5


Sono passate da poco le 18 e qui, nel profondo Nord Est italiano, piove e c’è la nebbia. E’ un pomeriggio che sa già di autunno. Sole, caldo e vita distano migliaia di giorni e migliaia di chilometri.

Leggo, più per masochismo che per necessità, la pagina del corriere on line dove, per l’ennesima volta, si riassumono i punti salienti della manovra 3.0 o 4.0 (cit.), non ricordo più.
Più o meno a metà, non mi sembra più di leggere, ma di assistere ad una puzzolente e nauseabonda evacuazione corporale. Come pezzi di merda che cascano nel cesso, la deiezione fecale travestita da manovra finanziaria si compone di stronzi grandi e piccoli. Carnosi, morbidi, pesanti. Si vede che chi li sta cacando sono anni che mangia bello grasso.

La SuperInps. Chi è, un super eroe femmina con le mammellone che schizzano latte? La deroga all’articolo 18 se sono d’accordo i sindacati. Ecco, mancavano solo i sindacati. Ora, invece di avere un padrone e un socio alla pari che becca il cinquanta per cento senza fare un cazzo, di padroni ce ne ritroviamo due.
Come se non si sapesse che i sindacati sono anni che pastrocchiano con confindustria sfruttando il precariato con le loro società interinali e cercando di fottersi le liquidazioni con la truffa aggravata dei fondi pensione.

La tassa del 2% sul money transfer per cavare danaro dagli immigrati. Complimenti. E’ inutile indagare perché dietro la profondità culturale ed economica di certe pensate, si immagina immediatamente la pernacchia ed il dito medio di Bossi.

Le dichiarazioni dei redditi on line? Sì, no, forse,ma se lo decide il comune e non per le persone fisiche, solo per le categorie. Giusto, così non servono a un cazzo. Possibile che in Italia si possa sapere nome e cognome di chi chiava minorenni e trans, ma a fianco di una cifra non è mai possibile leggere un nome? Il vero tabù degli italiani non è la fica, sono i danari. Niente manette, ma pugnette agli evasori.

In compenso, però, rimane il numero chiuso sulle farmacie. bene, bene. Ero preoccupato che qualche farmacista con questa crisi non riuscisse a comprarsi il suo cinquanta piedi e si dovesse contentare di una miserrima barchetta del cazzo.

Mentre la cacata scivola sinuosamente nel cesso, mi scopro ad ammirare la capacità schivatoria che consente a questa gente di cavarsela in ogni frangente. Fare i duri, ma poi dire di sì a tutti. Promettere e non mantenere con assoluta determinazione. Chiacchierare a sproposito, confondere, disperdere, compromettere, sopravvivere, galleggiare, sempre e comunque, esattamente come la merda.

Sarà fatta giustizia? Ma sì, prima o poi si fa sempre giustizia, ma sinceramente la cosa non mi riguarda. Ora, sono affascinato dalla prospettiva di una vendetta che, giorno dopo giorno, sento sempre più possibile e vicina. Io non sono un giusto, nel senso che ho anche io i miei peccati. E’ stata una questione personale tra me e quelli che si sono trovati nei paraggi quando mi è capitato di peccare. Una cosa circoscritta, insomma. Ho pagato e continuo a pagare per questo. Ora, voglio che venga il turno di quelli che da decenni campano sistematicamente alle nostre spalle e ci ridono pure dietro. Trafficoni politicanti, evasori, imboscati, ladri, approfittatori.
Magari pensano di cavarsela con un processo e un po’ di domiciliari. Invece no. Se si riesce beccarli prima che salgano sugli aerei, bisogna fargli la pelle, in nome del popolo italiano e secondo legge, ovviamente.

Fargli la pelle, lo ripeto, perché io caco regolarmente al cesso, quando scrivo e prendo posizione esprimo concetti, non stronzi. Non bisogna mandarla a dire, bisogna fargli la pelle, dopo un bel processo. Una specie di Norimberga italiana per riconciliarci con la nostra storia e per ritrovare il rispetto di noi stessi.
Sempre nel nome del garantismo, comunque. Deve essere garantito che chiunque sarà trovato meritorio di tre metri di corda possa riceverli.

Senza eccezione e senza acrimonia. Così, asetticamente, senza niente di personale.


5 commenti su “Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Una Nuova Norimberga

  • Gilda

    Però sarebbero più utili i lavori forzati, piuttosto che la morte. Perlomeno restituiscono in parte quello che si sono presi, e si prendono quello che hanno rifilato in giro. Farli morire è troppo semplice per loro, e torturarli troppo faticoso per noi.

  • Charlie

    fanno a botte per farsi chiamare “moderati” ma ci hanno inculato smoderatamente per decenni: è giusto ora di far vedere che “non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo” (cit.)

    i “moderati” saranno i primi a soccombere

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