Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Beppe Grillo ha Ragione 18


Beppe Grillo, con grande coerenza, nonostante l’atmosfera di feroce giustizialismo che anche MenteCritica sta scientemente contribuendo a creare, ribadisce la sua posizione esplicitamente contraria alla pubblicazione dei redditi dei contribuenti on line. Diversi i motivi (nel 2008, fra l’altro, la sicurezza personale), ma stessa l’opinione.

Grillo ha ragione. L’eventuale pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi, se sarà approvata, se i comuni se ne prenderanno carico, se ci saranno risorse sufficienti, se e quando sarà on line, tirerà fuori il peggio da tutti noi: la propensione alla delazione (rigorosamente anonima) e al ricatto.

Dato a Cesare quel che è di Cesare, veniamo invece a quello che spetta a noi. L’alternativa quale sarebbe? Le indagini dell’agenzia delle entrate? Gli scudi rigorosamente anonimi? Gli scontrini controllati dai finanzieri all’uscita dal bar? Tutto organizzato e sistemato in modo da tutelare la pace sociale, la mielosa ipocrisia che consente all’evasore di eleggersi a cittadino modello, pontificare, criticare stato, istituzioni e cittadini tutelato dallo scintillante scudo della privacy.

Io della privacy me ne fotto. Nel senso che se uno mi deruba e contribuisce a seppellire il futuro dei miei figli a vantaggio dei suoi, ne voglio conoscere faccia, età, nome, cognome, indirizzo. Basta con la tutela solo per i colpevoli. Chi non delinque non vuole medaglie, ma il diritto di disprezzare chi lo prende per il culo, quello almeno, bisogna lasciarglielo.

Siamo una repubblica e i titoli nobiliari non sono più riconosciuti. Poco male, ci basta essere considerati dei galantuomini. Ma se cani e porci sono galantuomini e questo titolo è garantito costituzionalmente a prescindere se si sia dei mariuoli o no, allora tenetevelo perché non vale un cazzo.

Fra l’ipocrisia, il mutuo sostegno a tutela dei reciproci interessi, il sottobraccio complice e la delazione, il ricatto, la guerra sociale, io scelgo le seconde. Se proprio si deve mangiare merda che sia almeno una merda purificatrice e di cambiamento che della merda che mangiamo oggi ne ho mangiata tanta da non riuscire più ad ingoiare.

Quindi Beppe, se c’è da scegliere tra le riforme civili e rispettose da mettere in campo a babbo morto e il medioevo con i forconi e i roghi, io scelgo il forcone. Tu, che te lo puoi permettere, aspetta pure la Parusia.


18 commenti su “Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Beppe Grillo ha Ragione

  • Vincenzo Rauzino

    Redditi online per tutti.
    Bisognerebbe anche eliminare il sistema delle scatole cinesi, in modo che ogni società o patrimonio siano tracciabili e dichiarate.
    Senza pietà, anch’io me ne fotto della privacy.

  • idn

    se serve per smascherare gli evasori ben vengano i redditi on-line!il primo passo per responsabilizzare un popolo di bambini.
    complimenti per il forcone 2.0,cos’è in lega leggera? 🙂

    • Comandante Nebbia

      Io sono solo interessato a capire chi mi incula e a comportarmi di conseguenza.
      A smascherare gli evasori ci pensi la finanza.

      Il forcone ha anche il wifi e la presa usb per mettere al rogo i nobili rimanendo connessi su facebook.

  • fma

    Dovrebbe essere la sola e unica condizione possibile per far pagare le tasse a chi non le paga. Perchè se ce ne fosse un’altra, io sceglierei l’altra.

    • Comandante Nebbia

      Ce n’è sicuramente un’altra e capisco la ritrosia verso certe forme di gogna.
      Però, l’asticella si è alzata e non possiamo più consentirci il lusso di essere così “garantisti”.

      Dobbiamo guardarci nello specchio e riconoscere la malattia, se no non si guarisce mai.

      Le tasse non c’entrano nulla, questa è una guerra contro l’ipocrisia e la furbizia che ci trasciniamo dal medioevo. E’ inevitabile che qualcuno ci lasci le penne.

      • Antonio

        Ma sì, un bel premio a chi denuncia glia altri, un altro ai finanzieri che scoprono gli evasori, i redditi online così i malfattori trovano le loro vittime su internet… Gli italiani quando parlano di calcio sono tutti allentatori, quando parlano di politica sono tutti nelll’altro schieramento e quando gli parlano degli altri sono tutti santi (sono sempre glia altri che rubano, hanno le raccomandazioni, evadono etc. etc. Ora ci manca anche di essere un popolo di delatori). Bravi!

    • Doxaliber

      Un’altra soluzione c’è e ne già scritto: tracciabilità totale di ogni pagamento, ergo eliminazione quasi totale del contante (che dovrebbe rimanere solo per i piccoli pagamenti) e altre misure volte comunque alla trasparenza e alla tracciabilità.

  • Marius

    Penso che a smascherare gli evasori di ogni paese/città occorrerebbe esclusivamente far applicare la legge dagli organi preposti al controllo (finanzieri in primo luogo). Infatti ogni 3-4 paesi di medie dimensioni, oltre che in ogni città, esistono comandi di Brigate di finanza e stazioni di carabinieri. Basterebbe che per un pò di tempo controllassero a tappeto le uscite degli studi medici, studi legali, studi tecnici edili, parrucchieri, istituti di bellezza, palestre, artigiani e quant’altro. Ad ogni cliente che esce dovrebbero chiedere di esibire la ricevuta fiscale/scontrino e qualora ne fossero sprovvisti, prendere severi provvedimenti amministrativi e penali verso i professionisti (se del caso prevedere anche la sospensione temporanea della professione o della licenza)ma anche multe ai clienti in modo che anche ognuno di noi pretenda l’emissione delle ricevute che quasi sempre non richiediamo perchè ci vergognamo.
    Penso che sia un modo semplice e che non richieda cervellotici provvedimenti per stanare gli evasori e far contribuire tutti ad una eque giustizia sociale.
    In Italia ci sono circa 80.000 finanzieri, sufficienti a stanare gli evasori e non solo a controllare se l’ortolano al mercato non ha fatto lo scontrino fiscale o se a una festa paesana c’è una bancarella abusiva.
    Purtroppo, quasi sempre, chi è preposto a controllare, è il primo beneficiario del malcostume del mancata caccia agli evasori.
    Si può prevedere anche un incentivo ai finanzieri che scoprono gli evasori.

  • ilBuonPeppe

    In generale della privacy me ne frego e sono d’accordo con te comandante: se dopo tanta sofferenza siamo arrivati al forcone, perché privarci proprio della parte più divertente?
    Due appunti però vanno fatti.
    Avere a disposizione i dati sui redditi servirà a ben poco dal punto di vista della giustizia e dell’equità. Vendetta, e solo in pochi casi.
    L’altro è che l’alternativa esiste e si chiama “anagrafe tributaria”. Bene organizzata e affiancata dagli strumenti giusti avrebbe effetti strepitosi.

  • Giacomo

    Assolutamente d’accordo. Giusto qualche giorno fa ne scrivevo (http://jedan58.splinder.com/post/25499326/solidale-a-chi) a margine dell’ennesimo delirio sulla finanziaria. Ed in coda aggiungevo un concetto legato alla delazione, istituzionalizzata :-):

    “Tra i tanti deliri ascoltati in queste ore qualcosa di buono ho sentito: sembra che qualcuno abbia proposto di girare i proventi riscossi stanando evasori ed elusori direttamente ai comuni. E chi se non gli amministratori locali, soprattutto nei centri medio-piccoli, può avere indicazioni più o meno certe su chi potrebbe essere un piccolo o grande evasore nel proprio territorio? Altro che redditometro (parola già sentita molti ma molti anni fa da parte di un viscido presidente del consiglio qual era Giuliano Amato). Indicatelo! Additatelo! Mettete la pulce nell’orecchio ai finanzieri ed agli ispettori dell’erario!
    Perché no? Forse perché quegli stessi amministratori locali sono anche quelli che hanno l’attività professionale? La fabbrichetta? L’aziendina?…

    Ed a quelli che mi dicono che gli evasori sono pochi rispondo che io da solo, e solo nella stretta cerchia dei parenti, ne posso additare tre!

  • efraim

    Come ho scritto più volte, non ci sarebbe niente di più facile che azzerare l’evasione fiscale: basta introdurre, insieme al divieto di uso di contanti, una moneta elettronica (con mezzi già oggi disponibili per esempio sui moderni smartphone) con un collo di bottiglia da cui deve passare ogni transazione per essere valida (quelle non transitate, semplicemente, non sarebbero acquisibili, né realizzabili). Ogni reddito passerebbe da lì e, facendolo, pagherebbe automaticamente – non necessariamente istantaneamente – pedaggio in base a tutti i criteri scelti e accettati dalla collettività. Con chiavi di cifratura adeguate – ce ne sono – e tutti gli strumenti di sicurezza che si possono desiderare (per esempio, per transazioni oltre un tot, si potrebbe scegliere di passare da un ufficio pubblico o altro per farle valere), ma si potrebbe anche, se si vuole (questo è un altro ordine di problemi) lasciare come assolutamente anonime le fonti delle entrate (per esempio basta scomporre gli importi in loro frazioni di entità e numero variabile, con due passaggi nei quali nel primo si registra solo l’uscita da conti, portafogli o depositi di chi versa, privo della chiave per decifrare il destinatario, facendoli uscire a loro volta senza più l’indicazione del mittente) o, più ragionevolmente, lasciare questi dati intangibili se non con l’adozione di chiavi a disposizione di chi, solo superati certi controlli (autorizzazioni a procedere), potrebbe ricomporle per garantire il rispetto di valori più importanti di quello della privacy.
    Per un eventuale mercato nero dei “contanti” o di altre forme di pagamento, è facilissimo approntare meccanismi di incentivo alla denuncia e di deterrenza nei confronti della delinquenza da escluderne la possibilità senza che si crei quel clima di sospetto e delazione di fronte a ogni possibile transazione o vago indizio.

    “Fatta la legge, trovato l’inganno” vale perché siamo in mano agli imbroglioni, ai pre-potenti, ma metodi e procedure validi e sicuri sono assolutamente fattibili. Chiaramente, però, tutto ciò è impossibile in qualunque sistema di potere e segnatamente nelle democrazie di mercato, in particolare nell’Italia odierna, visto che i politici che dovrebbero farlo e dovrebbero garantire che si faccia bene andrebbero contro gli interessi di chi li mette al loro posto (non certo la società civile).

    • Comandante Nebbia

      Non credo che sia un problema tecnico, ma solo una volontà politica.
      Il controllo elettronico delle transazioni economica è un’arma letale che difficilmente verrà utilizzata.

      • efraim

        Allora su questo siamo d’accordo.
        Già che ci sono, segnalo un punto su cui invece non credo lo si sia, ovvero l’essere questa crisi una guerra fra nazioni (cfr. http://www.efraim.it/2011/08/usa-a-dead-country-walking-o-di-fort-knox-come-fort-apache/ ultimo capoverso del secondo paragrafo). In sintesi, i poteri finanziari sono ben più intrecciati che le famiglie reali della vecchia Europa e sono davvero globalizzati, oltre a esser disposti, per loro ineludibile natura, a vender la propria nazione per un prezzo stracciato rispetto a quello comunque abbordabile per cui si venderebbero le madri. Senza contare che le cose sono comunque un po’ complicate, anche a vedere le forze politiche nazionali come delle corporations – per esempio la Germania non avrebbe mai potuto brillare nella congiuntura, non avesse avuto i PIIGS a indebolirne la divisa che altrimenti avrebbe dovuto deprezzare con una politica monetaria ben più dispendiosa per non farsi avvolgere dalle spire di un apprezzamento eccessivo rispetto al dollaro… – il succo è che da un lato, si può ben dire come dicevano tutti a ragione già nei decenni passati che, se di guerra si tratta, è quella del potere (incarnatosi principalmente nel capitale finanziario a ‘sto giro) contro l’umanità. Ma è più corretto parlare di cancro, uno di quei cancri che sanno arruolare fra le proprie fila i linfociti e il sistema immunitario.

        Non è che voglio fare il cagacazzo per forza, ma che trovo sempre più proficuo parlare di ciò su cui non si è d’accordo.

        • Comandante Nebbia

          Nessun problema, anzi è stata una lettura interessante.
          Sinceramente, credo che si tratti di un insieme di varie motivazioni che concorrono a creare un effetto di grandissima complessità.

          Probabilmente, ognuno di noi trova un pezzo del puzzle ed è molto faticoso metterli insieme.

  • abc

    Qualche facilone impreparato in vena di invidia consiglierà di pubblicare la dichiarazione dei redditi on-linee.

    Non sempre i redditi su cui sono state pagate regolarmente le imposte devono essere inserite nella dichiarazione dei redditi (es. dividendi di azioni e cedole di obbligazioni) e non sempre chi ha un’automobile grande è facoltoso (fanno 10 euro di benzina e mangiano pane e cipolle)

  • uno dei tanti

    67 giorni? incomincio il conto alla rovescia:
    se ci siamo è più facile perchè inevitabile
    Io sono pronto

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