Default Italia, 18 Giorni al fallimento: l’Ultimatum di Francia e Germania Scade Mercoledì 10


Dopo i messaggi a mezzo stampa sono arrivate le richieste faccia a faccia. Al summit europeo convocato per proteggere la zona euro da una ulteriore drammatizzazione della crisi dei debiti sovrani, l’Italia è infatti stata sollecitata da Francia e Germania a introdurre le riforme economiche necessarie per evitare uno scenario simile a quello della Grecia, sull’orlo di un default […] entro mercoledì.
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Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?”. A questa domanda, la reazione ilare di Merkel, Sarkozy e di tutta la stampa presente. Poi la risposta del presidente francese: “Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell’insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche
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I nodi vengono sempre al pettine. Ora c’è tempo fino a mercoledì per fare quello che questo governo e i precedenti non sono stati in grado di fare in vent’anni. Consapevoli che l’Italia, di fatto, è politicamente inabile, Germania e Francia si rendono conto che sarà più semplice salvare Grecia, Spagna e Portogallo che, almeno, hanno una guida. L’Italia, senza mezzi termini è in balia di sé stessa e della classe dominante che la tiene prigioniera con la complicità delle persone che si sono rese conto del disastro troppo tardi.

Indignarsi è inutile a questo punto, siamo oltre il si salvi chi può e stanno per finire anche i tempi supplementari. La partita è irrimediabilmente persa. Nei prossimi giorni inizieremo a pubblicare una serie di suggerimenti per contenere i danni che saranno comunque gravissimi ed irreparabili nell’immediato. Come già ampiamente anticipato, ogni opzione, anche la più negativa, è possibile. Licenziamenti, riduzioni di stipendio, patrimoniali, una tantum, prelievi dai conti correnti, cessazione dei servizi essenziali.

Abbiamo dormito per troppo tempo pensando che per fare opposizione bastasse leggere Il Fatto Quotidiano e guardare Santoro e Saviano in televisione. Ora è il momento di pagare il conto. La “casta” si è defilata e qualcuno dovrà pur saldare.
E salderemo tutto, fino all’ultimo centesimo.


10 commenti su “Default Italia, 18 Giorni al fallimento: l’Ultimatum di Francia e Germania Scade Mercoledì

  • Matteo Melardo

    ma che droga usate?
    vi faccio un piccolo esempio…io presto € 1.000 ad un amico e lui mi promette di ridarmeli entro il mese…dopo una settimana purtroppo il mio amico muore…chi mi restituisce i soldi? nessuno.
    sapete chi possiede l'80% del debito greco? Francia e Germania…se la Grecia fallisce (muore, come il mio amico che mi doveva i soldi!) Francia e Germania non beccano un soldo, o meglio, non prendono quanto dovuto e rischiano il fallimento a loro volta…capito perchè tutta questa frenesia e finta amicizia franco-tedesca degli ultimi giorni?

    • Mente Critica

      Qui non usiamo droghe perché siamo dei dipendenti con famiglie a carico e non ci possiamo permettere certi lussi.
      Quando avrà il tempo di informarsi un po' e di comprendere l'entità reale del debito greco nei confronti di Germania e Francia, ritorni e faccia un commento più interessante.
      lei si è limitato a ripetere a pappagallo quello che legge su facebook. Intervento insulso.

    • Alberto 'Ndro

      Mente Critica, Matteo non ha tutti i torti sulla logica del debito. Questo governo becero ha aperto casa agli speculatori in un modo che non mi fermerò a descrivere. Ora: se il nostro debito coi francesi è di 500 mld di euro e coi tedeschi 200 mld, se chiediamo il default (non controllato) la sola Francia si vede annientata l'oltre 20% del suo stesso pil. Una batosta devastante per chiunque! Se noti, proprio per "colpa" nostra, la Francia ha perso la tripla A nel rating e lo spread sul bund è da record storico (negativo, però) a causa dell'esposizione in Italia. Ecco perché Sarkò ha ben poco da ridere… la situazione è tragica anche per loro.

    • Mente Critica

      Alberto 'Ndro, mettiamola così: è ovvio che se cade l'italia si fanno male anche francia e germania, ma la grecia, sinceramente, potrebbe sparire domattina dalla faccia della terra e se ne accorgerebbero solo i greci, forse.
      Comunque, quando un debitore fallisce è un male anche per i creditori che, però, possono sempre pretendere partecipazioni o proprietà negli asset pubblici che, in Italia, sono ancora consistenti. In più, il debito con Francia e Germania non ce l'ha il governo, ce l'abbiamo noi che possiamo garantire con i nostri stipendi e le nostre proprietà.
      Vedrai che, quando sarà necessario, pagheremo tutto quello che c'è da pagare. A meno che di non fare come Argentina e Islanda che si sono messe contro la comunità internazionale. Ma noi non ce lo possiamo permettere. Dipendiamo troppo da tutti. Basterebbe che non ci fornissero più petrolio per affogarci in 15 giorni.

    • Alberto 'Ndro

      Mente Critica, a livello economico non finirebbe proprio così. Come hai già detto, il crollo della Grecia creerebbe "solo" qualche scossone… il crollo italiano è tutt'altra cosa. Se il popolo italiano (come fecero in Islanda e Argentina) decide di non pagare il debito alla Bce&co, alias chiede il default (pilotato o meno che sia), tutto il sistema crolla. Nessuno dà niente a nessuno, né i beni pubblici saranno svenduti. l'Italia "is too big to fail" e, se dovesse farlo, andrebbe giù l'Euro e il mondo intero. Per una banca americana, la Lehman br, ci fu tutto quel casino … ti lascio immaginaro lo tsunami che innesterebbe l'Italia.
      Ultima precisazione: noi dipendiamo in quanto esportatori … ma non è la Germania o la Francia che dovremmo temere; loro non posso tagliarci il petrolio o le materie prime, ovvero beni di cui neanche loro dispongono.

    • marcello

      Molti si illudono che il default non sia questa gran cosa, perché vedono che tutto sommato, in Argentina non se la sono cavata poi così male.

      Errore. Gli argentini hanno ancora i soldi per comprarsi il pane solo perché hanno venduto casa (la loro patria).
      Il nuovo dollaro argentino vale qualcosa solo perché è stato garantito dall’ipoteca sulla proprietà degli immensi territori della pampas. La Cina ha comprato il terreno dell’Argentina. Quando gli servirà nuova terra coltivabile per sfamare la sua enorme popolazione, se vorrà potrà requisirà tutte le pecore, coltive il riso nella pampas e portare via il raccolto, lasciando gli argentini nella fame e nella miseria.

  • MAURO

    Qualcosa non mi torna…Possibile che con la lira ci abbiamo fatto 100 anni senza problemi e che in 10 anni di euro siamo già in fallimento?

    • marcello

      non dipende dalla moneta, ma da quello che uno ci fa. Quando c’era la lira lo stato spendeva più di quello che entrava, chiedendo ogni anno sempre più soldi in prestito. Quando siamo entrati nel club dell’Europa Unita abbiamo sottoscritto una clausola che obbliga tutti i soci a pagare i propri debiti.

      Oggi è arrivato il giorno della scadenza delle “cambiali” sottoscritte dai politici a nome nostro… anzi, meno della metà. il prossimo anno maturerà la scadenza delle cambiali più pesanti, ci sarà da pagare il doppio di quest’anno.

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