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Aboliamo le Elezioni: la Buffoneria Sintomo di Regime



L’arroganza, l’ignoranza, la superficialità, la buffoneria, che è dimostrazione autentica che il sistema è diventato regime, ergo: antidemocratico, hanno prodotto l’esclusione delle liste da presentare per le elezioni regionali in Lazio e in Lombardia.

A Roma, non sono state presentate nei tempi previsti dalla legge. Evidentemente, la predisposizione delle liste elettorali nel centro-destra dev’essere stata un’operazione particolarmente complessa. Sarà rimasta esclusa qualche zoccola, qualche cognato, qualche pluri-indagato e la documentazione rifatta più volte sotto, sopra, è giunta in ritardo in Tribunale.

A Milano, la lista Formigoni è stata esclusa perché su 3.500 firme previste, 250 non presentavano requisiti formali regolari. Che anche in questo caso le “trattative” interne si siano protratte a tal punto da produrre una documentazione frettolosa, non verificata? Oppure si è considerata la presentazione delle liste come una scocciatura burocratica della quale fottersene.

Roberto Formigoni, alla quarta candidatura per la presidenza della regione Lombardia è un ciellino. Esponente di Comunione e Liberazione. Legato mani e piedi alla Compagnia delle Opere; le “cooperative bianche” che si contrappongono alle “cooperative rosse”. Ci saranno sicuramente molto più di 3.500 ciellini in Lombardia. Come succede ad ogni elezione o referendum, una parte delle firme presentate viene rigettata. E’ sufficiente presentare un congruo numero di nominativi in più rispetto al minimo stabilito dalla legge per evitare ciò che è successo a Milano. Ma, l’arroganza, l’ignoranza, la superficialità, il mancato rispetto di regole da parte di Roberto Formigoni ha creato l’esclusione della lista.

Il re dei buffoni, i servi di corte hanno gridato: vogliono impedire al popolo di centro-destra di votare. E, allora: l’arroganza, la menzogna di regime ha prodotto un decreto legge snellissimo e velocissimo per “sistemare” la buffoneria del regime Berlusconi. Il decreto “interpretativo”.

Di cosa? Abbiamo votato nel 2008 per le elezioni politiche, nel 2009 per le elezioni europee. Dall’ultima data elettiva ad oggi è cambiata la legge elettorale? Sono cambiate altre norme e regolamenti collegati? Questi cambiamenti stanno producendo dubbi interpretativi? Non per la Lega, non per i partiti di opposizione ma per il partito del predellino: Pdl e per le liste personali di qualche candidato. Come mai? I primi sono stati illuminati dallo Spirito Santo che ha risolto i dubbi interpretativi così da consentire loro di presentare entro i termini stabiliti dalla normativa la documentazione nei contenuti e nella forma previsti dalla legge. Oppure. Non vi sono stati dall’ultima elezione avvenuta a ieri, cambiamenti nella legge elettorale, in norme e regolamenti ad essa collegata. Se è così, come mai per le elezioni politiche del 13-14 aprile 2008 non vi sono stati dubbi interpretativi? Tutto era chiaro allora, tutto, se nulla è variato, è chiaro oggi.

La risposta è facile. Non vi sono dubbi interpretativi. Non si tratta di dubbi interpretativi. L’arroganza, il disprezzo per ogni regola alla quale attenersi – perché siamo società collettiva e non bordello individuale – ha creato l’esclusione di liste elettorali e, conseguentemente, la stessa arroganza, il medesimo disprezzo hanno partorito la leggina ad uso e consumo di Berlusconi per eliminare quelle regole da tempo in vigore. Le stesse con le quali ha più volte vinto le elezioni.

Al peggio non c’è mai fine, dice un detto. Ma ce n’è anche un altro: solo quando cadi puoi risorgere. Ma siamo ancora nella fase del “al peggio non c’è mai fine”. Questo per le persone in buona fede, che pure critiche e insoddisfatte da anni della classe politica che le rappresenta in Parlamento, nei governi, nelle altre istituzioni, credono ancora che la democrazia, nella separazione dei poteri, nel ricambio dei ruoli, sia l’unico sistema per governare, legiferare negli interessi della collettività.

C’è il constatare che una parte del paese neppure si rende conto del regime inconcludente nel risolvere i problemi reali e decisamente attivo e conclusivo nel risolvere quelli del proprio gruppo d’affari e ancor peggio: c’è una parte del paese che ci vive benissimo in questo regime, perché vi si sente rappresentata perfettamente e compiutamente.

Mi auguro che una parte degli italiani si sveglino; quanto meno, che prendano le distanze. Ma ho la sensazione che non abbiamo ancora toccato del tutto il fondo.

Il prossimo passo sarà quello ipotizzato dalla Bonino: un decreto che stabilisca il vincitore delle elezioni. Anzi. No. Il prossimo decreto di Silvio Berlusconi che sia “serio”. Che la si faccia finita una volta per tutte. Aboliamo le elezioni. Costano e portano in Parlamento un sacco di incapaci, fannulloni, perdi tempo, quando ne basterebbero tre o quattro per colui che si crede mandato da Dio.

“Mandato da Dio”. Chissà se Bertone e Bagnasco sono tra quei prelati che glielo hanno fatto credere. Chissà quanti e quali sono i politici dalla porpora cardinalizia, i loro sottoposti, che lo hanno sostenuto in questa convinzione. Chissà da quali pagine della Bibbia, del Vangelo è tratto il sostegno ai deliri di Silvio Berlusconi.

Ma, sì. Facciamola finita una volta per tutte: Aboliamo le elezioni. Il vincitore sia proclamato tramite televoto a reti unificate.

Sono certa che Silvio Berlusconi sarà d’accordo con la mia proposta.

Ad oggi, però, è ancora in vigore una legge elettorale che chiama gli italiani ad esprimere un voto nelle urne. Rispetto a tutto ciò che quotidianamente succede e rilevo anche se solo parzialmente, che a volte mi suscita ironia, più spesso un brivido inquietante, da venerdì scorso è avvenuto qualcosa di nuovo per me. Qualcosa che non mi succedeva da anni: mi è tornata l’intenzione di votare.

Il che, da un certo punto di vista, è una scocciatura. Devo andare alla ricerca del meno peggio dell’opposizione.

Mi conviene iniziare una novena…

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Comments

3 Risposte a “Aboliamo le Elezioni: la Buffoneria Sintomo di Regime”
  1. marechiaro scrive:

    Come si può controllare se hanno messo il nostro nome nella lista di qualcuno a nostra insaputa?

  2. spes74 scrive:

    “Evidentemente, la predisposizione delle liste elettorali nel centro-destra dev’essere stata un’operazione particolarmente complessa. Sarà rimasta esclusa qualche zoccola, qualche cognato, qualche pluri-indagato e la documentazione rifatta più volte sotto, sopra, è giunta in ritardo in Tribunale.”

    Descrizione perfetta del caos che si è creato.
    Non regge la storiella dell’incompetenza: persone che presentano liste da svariati anni non possono commettere un errore così grossolano.
    Sotto ci sono altri scopi, altri interessi.
    Il guaio è che nessuno (o quasi) sembra accorgersene, tanto è colpa dei giudici talebani se viene negato il diritto di voto agli italiani.
    Ah, dimenticavo: tra poco ci saranno i mondiali e noi siamo campioni del mondo, speriamo che i “naufraghi” tornino in tempo!

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  1. [...] le recenti peripezie nella presentazione delle liste Polverini nel Lazio e Formigoni in Lombardia (con conseguente decreto salva irregolarità) rappresentano solo l’ennesima ulteriore [...]



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