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Decreto Interpretativo: Le Regole Fatte in Sartoria




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Tira tardi il Consiglio dei ministri, per varare in 35′ un decreto interpretativo che dà il via libera alla candidatura di Formigoni in Lombardia e alla lista del Pdl nel Lazio. [...]
In sostanza si prevede che nel valutare i termini di presentazione delle liste ci si basi anche sul fatto che con qualsiasi mezzo si possa dimostrare di essere stati presenti nel luogo di consegna nei termini stabiliti dalla legge. Il secondo punto prevede che la documentazione possa essere verificata anche in un secondo momento, per la parte che attiene ai timbri e alle vidimazioni. Il terzo punto prevede che possano ricorrere al Tar le liste non ammesse, mentre per le liste ammesse sulle quali è stato fatto ricorso ci si può rivolgere al Tar solo dopo il voto. Il quarto punto precisa che queste norme si applicano alle prossime elezioni. I primi due punti dovrebbero permettere di aggirare le irregolarità per la lista Pdl nel Lazio e per quella Formigoni in Lombardia.
La traduzione pratica? La fa il responsabile del Pdl laziale: “Possiamo dimostrare di essere stati presenti in Tribunale, dunque lunedì ripresentiamo le liste”. Parla il ministro Maroni. “Queste approvate sono norme interpretative. Non c’è nessuna modifica della legge elettorale, nessuna modifica delle procedure in corso, nessuna riapertura dei termini”, dice Maroni nella conferenza stampa, di fatto sottolineando che non è stata presa in considerazione l’ipotesi di una proroga dei termini della presentazione delle liste, già scartata ieri dopo l’incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio.
“Le norme vigenti non sono modificate – spiega il titolare del Viminale – ma si è data una interpretazione autentica, affinché il Tar possa applicare la legge in modo corretto secondo l’interpretazione che il legislatore, in questo caso il governo, dà alla legge. E’ lasciata al Tar la decisione se le contestazioni siano fondate oppure no e se la richiesta di riammissione delle liste è accoglibile oppure no”. [...]

E poco più di un’ora dopo il suo varo, il presidente della Repubblica ha emanato il decreto legge salva-liste. Il capo dello Stato ha dato il suo via libera al decreto una volta verificato che il testo – spiega il Quirinale – corrisponde alle caratteristiche di un provvedimento interpretativo della normativa vigente.(1)

Questo è uno dei casi nei quali alla cronaca c’è poco da aggiungere. Probabilmente la questione della presentazione delle liste non è un incidente democratico, ma solo la dimostrazione dell’arroganza e della sicumera con la quale la classe politica italiana, quella responsabile della fesseria e quella che ora sbraita, trattano la legge e le regole democratiche.

Elettore Italiano in mentre esercita il suo diritto

Silvio Berlusconi afferma «Abbiamo dato un’interpretazione per consentire al Tar di dare applicazione alla legge in modo corretto». E se l’interpretazione è quella di Berlusconi, possiamo stare tranquilli. L’ordine, la legge ed il diritto italiano sono in cassaforte.  Non si segnalano dichiarazioni del “poliziotto buono” , Gianfranco Fini. In certi casi è meglio tacere.

Ho il sospetto che questa novità del decreto interpretativo sarà una piacevole ricorrenza nei prossimi mesi. Mi accusi di una cosa? Non hai capito bene la legge, vieni qui che te la interpreto io. Questo candidato ha ricevuto meno voti in questa regione? Non ha compreso appieno la volontà degli elettori, aspetta un attimo che te la interpreto io.

Con Berlusconi che ci fa da interprete non abbiamo più bisogno di vedere o di ascoltare. Possiamo chiudere occhi e orecchie, spegnere il residuo di cervello che è sopravvissuto alla sua televisione e porci docilmente proni, perché, per chi non lo avesse capito, a Berlusconi non è la nostra faccia che interessa.

Un paio di domande la riservo ai miei connazionali che sostengono questo stato di cose col loro voto, perché ce ne sono e ce ne sono tanti.
Cari connazionali, non sembra anche a voi che per vincere una partita stiamo distruggendo il gioco? Cosa rimarrà a voi e a noi dopo che Berlusconi volerà, sazio, in cielo?

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Comments

11 Risposte a “Decreto Interpretativo: Le Regole Fatte in Sartoria”
  1. doxaliber scrive:

    La democrazia italiana sta raggiungendo livelli sempre più bassi. Lo stato delle cose è davvero drammatico.

  2. lembo11 scrive:

    una sera notai che la porta del nostro garage era aperta con la luce spenta. Avvicinandomi cautamente riconobbi mio fratello che aveva inserito una di quelle pompe con soffietto centrale che si usa per travasare il vino tra il serbatoio della mia e quello della sua auto. Prima che potessi profferir parola mi fornì la sua interpretazione autentica: ho fatto il pieno e stavo mettendo un pò di benzina nella tua macchina.

  3. Sofia scrive:

    Napolitano rispone allle critiche «Bisognava garantire piena partecipazione a voto»
    Non dimentichi che prima di tutto bisogna garantire il rispetto delle regole, gentile signore.

    Gli onesti sono stati umiliati con il beneplacido del Presidente della repubblica.

  4. Giacomo scrive:

    Mi associo e riporto (via http://ilcappellodelgiullare.splinder.com/post/22367163/Viola+di+rabbia)

    Ma c’è ancora qualcuno che pensa che se uno cambia idea ogni due giorni (o dice bugie, o è incoerente, o va con le minorenni, o…) la gente lo ritenga indegno del suo voto?
    E se fosse che piace proprio per questo?
    O che che banalmente non gliene frega più niente a nessuno?

    A perdere alla lunga ci si abitua, a fare la figura dei fessi, mai.

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  1. [...] Il re dei buffoni, i servi di corte hanno gridato: vogliono impedire al popolo di centro-destra di votare. E, allora: l’arroganza, la menzogna di regime ha prodotto un decreto legge snellissimo e velocissimo per “sistemare” la buffoneria del regime Berlusconi. Il decreto “interpretativo”. [...]

  2. [...] senso ha fare una grandissima fesseria, fare un decreto interpretativo per giustificarla, farlo firmare al presidente della repubblica se poi un tribunale amministrativo regionale può [...]

  3. [...] Che figura di merda, e mò, come la mettiamo? Sottosegretario alla Presidenza: Che ne dite di un decreto interpretativo? P.: Grande! Vai [...]



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