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PRINCIPI FONDAMENTALI

Art 1

L’Italia è una Repubblica precaria, fondata sul lavoro precario

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla legge elettorale “Porcellum”

Proposta emendamenti all'articolo 1

a cura del Padre (de)costituente ilBuonPeppe

L’Italia è una repubblica privata fondata sul calcio e sulla televisione.

La sovranità appartiene agli ultras, che la esercitano nelle forme che preferiscono e senza limiti.

a cura del Padre (de)costituente Paolo Marani

L'italia è una costituzione fondata sulla lagna.

La sovranità appartiene a chi offre di più, che la esercita nelle forme e nei limiti dettati dalla propria faccia di bronzo

a cura della Madre (de)costituente Chiara di Notte

Emendamento al comma 2, sentita a Ballaro' e mi pare adattissima:

La sovranità appartiene al pubblico, che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dai sondaggi.

Art 2

La Repubblica riconosce e garantisce alcuni diritti, ma senza troppe pretese, non richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale se non in caso di crac finanziari che riguardano i vertici di Confindustria e Banche.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, con alcune distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali stabilite secondo la formula del bonus malus:

È compito della Repubblica, sentita l’opinione del Papa, aggiungere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Proposta emendamenti all'articolo 3

a cura del Padre (de)costituente dellefragilicose

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

ahahahahahahahah

 

Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro precario e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità di raccomandazione ed inciucio, un’attività che concorra al progresso materiale di sé stesso e della sua famiglia/e.

Art. 5

La Repubblica è divisa e frammentata secondo il principio del campanilismo, per questo motivo lo Stato riconosce e promuove il clientelismo anche a livello locale, adeguandolo, nei principi e nei metodi, alle svariate esigenze delle dicotomie locali.

Art. 6

La Repubblica tutela, con apposite norme e vagonate di Euro, le minoranze linguistiche del Trentino Alto Adige e della Val D’Aosta. Delle altre se ne sbatte.

Seconda parte a cura del Padre (de)costituente CogitoErgoVomito

La Repubblica tutela con apposite classi ponte le minoranze linguistiche.

Art. 7.

La Chiesa è indipendente e sovrana.

I rapporti tra Stato e Chiesa sono regolati dal Papa. Le modificazioni dei vecchi Patti Lateranensi, accettate dai parlamentari in cambio di voti e sostegno elettorale, e dai cittadini mediante la legge porcellum, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Proposta emendamenti all'articolo 7

a cura del Padre (de)costituente cambiamopianeta

Lo Stato è indipendente da qualsiasi confessione religiosa ed è sovrano nel suo agire.

Non sono tollerate, quindi ritenute in contrasto con l'ordinamento giuridico italiano, interferenze che abbiano il fine di insinuare condizionamenti o vincoli di natura mistica, trascendente o fideistica, derivanti cioè da precetti o dettami ovvero dogmi di qualsivoglia dottrina o culto.

Art. 8.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti fino a quando non contrastano il volere del Papa o del popolo, quest’ultimo è rappresentato da Calderoli, da qualche altro leghista o comunque da qualcuno che non abbia “paura di dire ciò che pensa” e che non si nasconda dietro al “buonismo ipocrita tipico della sinistra”.

I rapporti con la religione Islamica sono regolati da squadristri armati di maiali.

Art. 9.

La Repubblica non promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Non tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Proposta emendamenti all'articolo 9

a cura del Padre (de)costituente Tritumbani

La Repubblica non promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, teme i troppo preparati e ne favorisce l'emigrazione in altri paesi

Art. 10.

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle necessità del Presidente del Consiglio in carica e a quelle dei suoi amici o delle persone a cui “deve qualcosa”.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla Lega Nord, sempre, anche quando tale partito è all’opposizione. Qualora questo partito non dovesse ottenere seggi tale compito sarà comunque delegato a qualcuno che non abbia “paura di dire ciò che pensa” e che non si nasconda dietro al “buonismo ipocrita tipico della sinistra”.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche è meglio che vada a cercare asilo da qualche altra parte, a meno che il suo caso non sia abbastanza toccante per l’opinione pubblica e limitatamente al cosiddetto “periodo di fama” (cosiddetto Lodo Azouz Marzouk).

Non è ammessa l’estradizione dello straniero che lavora in televisione, nei campi di calcio o in qualunque attività sportiva che generi effimero orgoglio nazionale e sbandieramenti.

Art. 11.

L’Italia ripudia chi ripudia la guerra e si offende quando essa non viene chiamata “missione di pace”. Nei periodi in cui non ci sono missioni di pace i soldati rimasti sul territorio italiano possono essere utilizzati per presidiare i centri cittadini e le discariche, ma non i quartieri controllati dalle associazioni mafiose, troppo pericolosi anche per i berretti verdi.

Art 12.

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Il verde è di esclusiva proprietà dei padani, che usano gli altri colori per operazioni di toilette.

Proposta emendamenti all'articolo 12

a cura del Padre (de)costituente ilBuonPeppe

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e blu, a tre bande verticali di eguali dimensioni. Sulla banda verde campeggia il carroccio, su quella bianca lo stemma del papato, su quella blu un televisore. Il colore rosso è abolito e non può essere utilizzato sul territorio nazionale

PARTE I

DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

TITOLO I

RAPPORTI CIVILI

Art. 13

Le libertà personali del Presidente del Consiglio, del Presidente del Senato e del Presidente della Repubblica sono inviolabili, sempre e comunque.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza il Presidente del Consiglio può adottare provvedimenti per estendere tale libertà ad altre persone di sua conoscenza.

Proposta emendamenti all'articolo 13

a cura dell Padre (de)costituente Cambiamo Pianeta

Ci si è dimenticati del Presidente della Camera (terza carica dello stato) parimenti parata.

Art. 14

Il domicilio dei residenti nelle case popolari è violabile ed occupabile, secondo il sacro principio: “chi prima arriva meglio alloggia”.

Art. 15

a cura della Madre (de)costituente Chiara di Notte

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono regolate secondo quanto stabilito nell'Art. 3 ed inviolabili solo per coloro che rientrano nella categoria bonus.

In tal caso la loro limitazione non può avvenire neppure per atto motivato dell'Autorità giudiziaria soprattutto se politicizzata e di sinistra.

Proposta emendamenti all'articolo 15

a cura della Madre (de)costituente Sara

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili dai comuni cittadini. Sono violabili da gmail, dai giornali di gossip e da tutte le entità amiche del governo. La loro limitazione può avvenire sempre e comunque, con atto immotivato e ingiustificato, tanto a voi che vi frega, a ognuno il suo lavoro.

a cura del Padre (de)costituente Francy68

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione è garantita solo a chi sia stato eletto in parlamento.

L'utilizzo delle intercettazioni è consentito, solo previo assenso del presidente del consiglio, esclusivamente in trasmissioni televisive approvate dal succitato presidente.

L'autorità giudiziaria non può restringere nè limitare alcunchè a meno che non si appartenga a qualcuno dei malus di cui all'articolo 3.

Art. 16

a cura della Madre (de)costituente Sara

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni imposte dal luogo comune in via generale per motivi vari e non specificabili. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche diverse dall'opinione del governo. E' sconsigliato lo spostamento duraturo da sud a nord, soprattutto nel territorio chiamato "padania", protetto da ronde notturne stabilite da cittadini indigeni. Vietato l'ingresso nella Repubblica a individui abbronzati, via mare, richiesta solo gente che lavora, astenersi perditempo.

Ogni cittadino, soprattutto se cervellotico, scienziato o studioso, è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo aspettarsi uno stipendio vero.

Art. 17

a cura del Padre (de)costituente settantasette

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi, fatta eccezione per le spranghe dei giovani picchiatori fascisti, che devono pure sfogarsi in qualche modo.

Art. 18

a cura del Padre (de)costituente Francy68

I cittadini sono liberi di associarsi per qualsiasi fine, fintantochè appartengano ai bonus di cui all'art.3.

L'iscrizione a una società segreta con fini eversivi è necessaria per l'eleggibilità alla categoria dei bonus di cui al citato articolo 3.

Art. 19

a cura del Padre (de)costituente Tritumbani

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede in qualsiasi forma, individuale o associata, autorizzata dal papa, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. quest'ultima clausola vale per tutti ma non per il capo del governo.

Proposta emendamenti all'articolo 19

a cura del Padre (de)costituente lucaspazio

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti diversi dal rito Cattolico.

Tale limitazione non si applica ai personaggi famosi, specie se calciatori o teleimbonitori o chi appartiene alle categorie bonus all'articolo 3.
Aggravante é l'appartenere alla religione mussulmana nel qual caso verranno applicate le leggi anti-terrorismo.

Art. 20

a cura del Padre (de)costituente Tritumbani

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione sono causa di speciali limitazioni legislative, e di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

Art. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, l’importante è che il pensiero sia massificato e possibilmente allineato alle opinioni del Governo e dell’opposizione istituzionalizzata. I siti internet sono tollerati e la loro esistenza è valutata caso per caso. Non è concesso criticare i “Santi Laici” e gli “Eroi” stabiliti dai mass-media né tantomeno discutere di questioni che non abbiano già ottenuto ampio risalto mediatico attraverso gli strumenti della propaganda.

Art. 22

a cura della Madre (de)costituente Monica

Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome, almeno non spudoratamente. Per il bene superiore dei cittadini politicamente corretti il Presidente del Consiglio, o in sua vece i cittadini di cui all’art. 3 categoria bonus, possono individuare delle categorie di cittadini politicamente non corretti, a loro insindacabile giudizio, da privare di tutto il resto.

Art. 23

a cura del Padre (de)costituente luigibio

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge, a meno che tu non sia un lavoratore precario.

Proposta emendamenti all'articolo 23

a cura del Padre (de)costituente Francy68

Nessuna prestazione di alcun tipo può essere richiesta ai cittadini appartenenti alla classe Bonus.

I cittadini della classe malus sono al servizio dei succitati senza bisogno di ulteriori leggi di applicazione.

Art. 24

a cura del Padre (de)costituente luigibio

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi purché abbiano i soldi per gli avvocati e la possibilità di corrompere i giudici.

Sono assicurati ai non abbienti mutui a tassi da strozzinaggio, con appositi istituti bancari e finanziari, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.

Art. 25

a cura del Padre (de)costituente lucaspazio

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Eccezion fatta in caso per condoni ad-hoc e leggi ad-personam.

Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Gli eletti al parlamento, possono in ogni istante legiferare per far decadere queste leggi.

Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge. Tale misura non si applica agli appartenenti alle categorie malus all'articolo 3.

Art. 26

a cura della Madre (de)costituente Sara

L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia prevista dalle convenzioni internazionali, che avvengano sottobanco o no (vedere Lodo Abu Omar).

Può essere ammessa per reati politici, antipatia, denaro, ricatto, vendetta, odio dei colori verde o azzurro.

Art. 27

La responsabilità penale è personale quindi, personalmente, secondo i propri mezzi, ognuno deve provvedere ad aggirare la legge per farla franca. Ogni mezzo è lecito.

L’imputato non è considerato colpevole fino a condanna definitiva di Porta a Porta.

Le pene non possono impedire al cittadino di andare a Porta a Porta ad invocare la propria innocenza o a chiedere perdono per le vittime, di partecipare ad un reality show, incluso quello che si svolge nelle aule del Parlamento Italiano.

Art. 28

a cura della Madre (de)costituente Simona Proietti

Funzionari e dipendenti pubblici, non sono responsabili di atti compiuti in violazione dei diritti del cittadino.
La responsabilità civile, penale ed amministrativa, di tali atti ricade direttamente sul cittadino;

tutto secondo la buona norma popolare del "cornuto e mazziato"

tale norma è da intendersi estesa alle responsabilità, civili, penali, amministrative di managers di imprese a partecipazione pubblica, che saranno espiate dai dipendenti subordinati e -qualora ce ne fossero- dagli azionisti;

Proposta emendamenti all'articolo 28

a cura del Padre (de)costituente lucaspazio

Solo i funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici fannulloni sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti, specialmente di quelli compiuti dai loro colleghi stakanovisti.

In tali casi la responsabilità civile si estende agli enti pubblici, ma non allo Stato.

Art. 29

a cura della Madre (de)costituente Simona Proietti

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale, ma solo se fondata su una unione eterosessuale.

Proposta emendamenti all'articolo 29

a cura del Padre (de)costituente Cambiamo Pianeta

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sull'unione responsabile e consapevole di individui.

Art. 30

a cura della Madre (de)costituente Sara

E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli secondo i nuovi valori fondanti della Repubblica Italiana.

Nei casi di incapacità dei genitori (magari perchè non arrivano a fine mese), la legge provvede a che siano assolti i loro compiti regalando bonus card. Lo Stato Italiano può fornire in determinati casi TV con digitale terrestre Mediaset da usare come baby-sitter.

La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio qualche pernacchia, la disapprovazione papale, l'ingresso nel limbo dantesco e qualche tutela giuridica e sociale, ma senza pretendere chissà che. La famiglia legittima finirà all'inferno e riceverà anch'essa numerose pernacchie.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità, affindandosi nei casi prestabiliti a Gilbert Arthur Grissom.

Art. 31

a cura del Padre (de)costituente Nicola

La Repubblica agevola, con inusitate misure economiche e altre provvidenze, la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi in luogo esclusivo per coloro che ricoprono alti ruoli istituzionali.
Obbliga pertanto le famiglie comuni a farsi carico di quanto sia necessario per garantire tutto ciò.

Assicura inoltre l'inserimento in settori amministrativi di parenti, amici, utili collaboratori, collusi o amanti su esplicito suggerimento di persone insignite di una carica elevata.

Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo e gli annessi privilegi, purchè la paternità goda condizione di onorabilità o vi sia tangente in qualche modo.

TITOLO II

RAPPORTI ETICO-SOCIALI

Art 32

La Repubblica tutela la salute come il fondamentale diritto di pochi individui di arricchirsi ai danni della collettività, a tal fine stabilisce cure gratuite ed a carico dello Stato anche per gli indigenti, possibilmente da svolgersi in cliniche private convenzionate.

Art. 33

a cura della Madre (de)costituente Simona Proietti

L'arte e la scienza appartengono al libero mercato, la creatività e la scoperta scientifico/tecnologica, sono a disposizione del miglior offerente.

La Repubblica istituisce scuole di ogni ordine e grado, ma senza onere alcuno per lo Stato. I privati hanno medesimo diritto e possono meritare contributo statale, calcolato sul gradimento riscosso da detti Privati presso rappresentati della Repubblica, nonchè presso il Papa.

E' previsto un esame di stato per l'abilitazione professionale, che verrà superato dai candidati in percentuale stabilita annualmente dalle corporazioni afferenti.

Proposta emendamenti all'articolo 33

a cura del Padre (de)costituente GG

L'arte e la scienza, nonché il loro insegnamento, sono materie di stretta ed esclusiva competenza del Vaticano e della Cei.

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione, privilegiando politiche finanziarie di contenimento della spesa a riforme strutturali organiche.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, e lo Stato deve contribuire con le proprie finanze sennò si lede il pluralismo.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni il sacrosanto diritto di ignorare le teorie evoluzioniste.

Sarebbe prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale... ma comunque tranquilli, niente di serio.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi, a discapito dei quali ingrassare liberamente baroni e lobby massoniche.

Art. 34

La scuola è aperta a tutti quelli che hanno i soldi per pagarsela.

L’istruzione è inferiore per chi la vuole gratuita e per gli stranieri.

I raccomandati, i tirapiedi ed i figli di papà, anche se privi di cervello, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi e nella società.

Proposta emendamenti all'articolo 34

a cura del Padre (de)costituente luigibio

La scuola è aperta a tutti quelli che possono pagare.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita, a patto di comprare libri carissimi.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno l'obbligo di raggiungere i gradi più alti degli studi, tanto da essere utilizzati come precari plurilaureati a vita.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso truccato.

a cura della Madre (de)costituente Monica

La scuola è aperta a orario ridotto. L’istruzione non elevata, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e apparentemente gratuita. Gli incapaci e gli immeritevoli, se non privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, percorsi personalizzati, assegni alle famiglie ed altre provvidenze ad personam, che devono essere attribuite per diritto di sangue o di censo.

TITOLO III

RAPPORTI ECONOMICI

Art. 35

a cura della Madre (de)costituente Spes74

La Repubblica tutela il lavoro precario in tutte le sue forme ed applicazioni, soprattutto dal punto di vista dei datori di lavoro.

Cura la formazione di chi se lo può permettere e l’elevazione professionale dei raccomandati.

Promuove e favorisce gli accordi con le organizzazioni criminali intesi ad affermare e regolare i rapporti di lavoro e le gare d’appalto.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e non tutela il lavoro italiano all'estero, anche perché se se ne vanno non pesano sul bilancio e si campano da soli. Riconosce altresì la libertà di immigrazione, salvo gli obblighi stabiliti da caporali, scafisti, magnacci e sfruttatori vari.

Proposta emendamenti all'articolo 35

a cura del Padre (de)costituente ilBuonPeppe

La Repubblica tutela il lavoro precario in tutte le sue forme ed applicazioni per i lavoratori disposti a farsi sfruttare.

Cura la formazione e l'elevazione professionale dei manager capaci di sfruttare i lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affossare i diritti del lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, in particolare per i capitali privati, e tutela le attività illegittime all'estero.

Art. 36

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione sproporzionata rispetto alla quantità e qualità del suo lavoro, tale sproporzione tende verso l’alto per i raccomandati e gli amici degli amici, verso il basso per tutto gli altri.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dal datore di lavoro.

Il lavoratore non ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, a meno che non sia un dipendente dello Stato, un lavoratore a tempo indeterminato (categoria in esaurimento) o un raccomandato.

Art. 37

La donna lavoratice è tollerata, meglio se di bell’aspetto.

Art. 38

a cura della Madre (de)costituente Monica

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto a pesare interamente sulla propria famiglia e sull'assistenza di associazioni di beneficenza, se presenti. In caso di assenza ha diritto di non esistere, di non recare disturbo alla popolazione e non far parlare di se nell’interesse più generale della popolazione.
I lavoratori formalmente hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
In caso di malattia il ministro può prevedere diversamente chiamando il malato “fannullone” e togliendoli parte dello stipendio, se ne ha uno.
Gli inabili ed i minorati, quando non disturbano, hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale quando è a proprie spese; quando a carico della collettività solo limitatamente e compatibilmente con l’orario e il numero ridotto degli insegnanti il cui dovere principale resta quello di pensare prima agli altri .
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L'assistenza privata è libera e sostenuta in tutte le forme possibili con mezzi pubblici, ma solo per gli amici.

Art. 39

a cura del Padre (de)costituente ff

Ogni cittadino inabile al lavoro che pesi sui suoi familiari non deve essere in alcun modo aiutato dallo Stato.

Si predisporranno graduatorie come categorie protette, salvo i posti riservati ai militari in congedo. Il diritto a non esistere non contempla il suicidio o l'eutanasia. Il lamentarsi è ritenuto un comportamento fannullonesco. L'assistenza sanitaria è a carico delle collette.

Proposta emendamenti all'articolo 39

a cura della Madre (de)costituente Simona Proietti

L'organizzazione sindacale è libera.

I sindacati hanno responsabilità giuridica e possono rappresentare i loro iscritti stipulando per questi, contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria.

Possono inoltre incontrarsi ed accordarsi segretamente con i rappresentanti del Governo preferibilmente durante un the o un informale brunch.

a cura del Padre (de)costituente ilBuonPeppe

L'organizzazione sindacale è libera purchè conforme ai dettami del governo in materia di precarietà del lavoro.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la rinuncia a difendere gli interessi dei lavoratori. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

La stipula di detti contratti avviene mediante accettazione delle proposte presentate dalla controparte.

a cura del Padre (de)costituente Cambiamo Pianeta

L'organizzazione sindacale è, entro certi limiti, libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge ed in conformità con la supercazzola che blinda la sbiricuda di cui al modulo C/123, avendo l’accortezza di farne la radice cubica, e con espresso riferimento alla circolare del Ministero competente, qualora lo si riuscisse ad individuare, ovviamente come se fosse antani per due.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Tutto dovrà però superare il vaglio e ottenere esplicita approvazione da parte del Ministero competente, sempre a patto che se ne trovi uno, e della Confindustria.

Art. 40

a cura del Padre (de)costituente lucaspazio

Il diritto di sciopero è un diritto comunista e come tale va eliminato da ogni legge.

Proposta emendamenti all'articolo 40

a cura del Padre (de)costituente ilBuonPeppe

Il diritto di sciopero si esercita in gruppi non più grandi di tre persone.

Art. 41

L’iniziativa economica è privata al normale cittadino ed è libera per i vertici di Confindustria.

Può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, salvo nei casi in cui il contrasto insorga tra i vertici stessi di Confindustria.

Art. 42

a cura del Padre (de)costituente HerryCellophan

La proprietà è pubblica o privata. I beni economici che appartengono allo Stato, vanno ceduti ad enti o a privati se con bilancio in attivo, se il bilancio è al contrario passivo va sanato dai contribuenti prima della cessione.

La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalle leggi ad personam, che ne determinano i modi di acquisto, e di godimento senza limite alcuno, allo scopo di alienarne qualsiasi funzione sociale rendendola inaccessibile a tutti coloro che non fanno parte delle classi privilegiate.

La proprietà privata non può essere in nessun caso espropriata, nemmeno per motivi d'interesse generale della collettività.

La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità di minore entità, su quelle al di sopra di una soglia da stabilirsi ad personam lo Stato non ha diritto alcuno.

Art. 43

a cura del Padre (de)costituente lucaspazio

Anche se non ci sono fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti (insomma agli amici ed agli amici degli amici) determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Proposta emendamenti all'articolo 43

a cura dela Madre (de)costituente Simona Proietti

Ai fini di utile lobbistico, i politici possono -senza il permesso della legge- trasferire tutte quelle imprese pubbliche che si occupano di servizi essenziali, fonti energetiche e beni collettivi, ad imprenditori privati semplici od organizzati in cordata.

Art. 44

a cura del Padre (de)costituente lucaspazio

Al fine di conseguire uno sfruttamento del suolo (anche irrazionale) e di stabilire inequi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; espropria la piccola e la media proprietà in favore della grande proprietà, meglio se di amici e di amici degli amici. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

Proposta emendamenti all'articolo 44

a cura dela Madre (de)costituente Simona Proietti

Al fine di conseguire il massimo sfruttamento del suolo, la legge permette deroghe ai vigenti vincoli ambientali, paesaggistici, storici, purché richiesti da costruttori di risaputa fama o imposti dal governo con la politica dell’emergenza (per la costruzione di termovalorizzatori, discariche, centrali nucleari, ecc.).

Art. 45

a cura del Padre (de)costituente Framaulo

La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità per fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.

La legge provvede alla rovina e alla scomparsa dell'artigianato.

Art. 46

a cura della Madre (de)costituente Simona Proietti

La Repubblica riconosce ai lavoratori, l'obbligo di lavorare senza interferire nella gestione delle aziende. Al fine di cristallizzare la situazione sociale e non creare inutili confusioni di ruoli in ambito aziendale.

La legge provvede alla rovina e alla scomparsa dell'artigianato.

Art. 47

a cura della Madre (de)costituente Monica

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito affinché il flusso regolare e costante di denaro dai risparmiatori ai bancarottieri e speculatori sia sempre assicurato senza intralci.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione per incassare le prime rate e consentire poi l’esproprio e la rivendita dell’abitazione a prezzi inferiori per gli amici e tutti i cittadini che rientrino tra i bonus indicati nell’art. 3; la stessa cosa per quanto riguarda la proprietà diretta coltivatrice e il diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese. Per questi ultimi, in particolare, la partecipazione popolare è favorita e incoraggiata quando, in vista dei futuri progetti di svalutazione, svendita o smantellamento del complesso produttivo, si sia reso necessario l’ingresso di nuove risorse finanziarie con cui ricompensare gli smantellatori, o i proprietari delle scatole cinesi o qualsiasi altro manager, distruttore e indiscutibilmente incapace, purché appartenente alle categorie indicate nell’art. 3 alla voce bonus.

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Art. 49

a cura del Padre (de)costituente iraiscoming223

Tutti i partiti hanno diritto di raggrupparsi liberamente sotto un'unica voce per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale all'atto delle elezioni. Tale diritto si trasforma in dovere qualora tale operazione concorra in parte superiore al 50% alla vincita delle elezioni.

TITOLO IV

RAPPORTI POLITICI

Art. 50

a cura del Padre (de)costituente Framaulo

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità; le Camere sono tenute ad ignorarle nella maniera più categorica.

Art. 51

a cura del Padre (de)costituente Vortexmind

Tutti gli italioti, dell'uno o dell'altro sesso, anche transgender, possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive. Le regole e i criteri e il trattamento economico/lavorativo di ciascuno sono determinati dal grado di raccomandazione che ogni proponente può vantarsi di avere, con una decurtazione nominale del 75% del valore di spintarella nel caso di soggetti transgender e del 50% nel caso di donne.

A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti la discriminazione tra uomini, donne e omosessuali, incentivando specialmente l'irrisione di coloro che vengono regolarmente scavalcati dai meno meritevoli. La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini tutti gli italiani pregiudicati e condannati per qualsiasi reato, anche se non condonabile.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di avvinghiarsi alla poltrona per tutto il tempo che reputa necessario ad espletare le pratiche che egli reputa fondamentali al fine di favorire in ogni modo le attività economiche e le aziende che costui possiede e controlla, anche quelle dei suoi familiari.

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Art. 53

a cura del Padre (de)costituente GG

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, ma ovviamente su imprenditori e liberi professionisti possiamo tranquillamente chiudere un occhio.

Il sistema tributario è uniformato a criteri di progressività, nel senso che progressivamente si arriverà ad un'aliquota unica del 33% e chi si è visto si è visto.

Art. 54

a cura del Padre (de)costituente Mingo

Tutti i popolani hanno il dovere di essere omertosi nei confronti delle Mafie e ciechi alle nefandezze dei governi. Le classi medie, medio-basse e basse hanno l'obbligo di rispettare, acclamare e non giudicare, con la manifestazione di idee comuni contrarie all'operato governativo, le manovre della Classe Dirigente; se ciò non dovesse accadere le Forze dell'Ordine hanno il dovere di picchiare a sangue chiunque esterni i suoi ideali senza previa autorizzazione del Presidente del Consiglio in persona, non quelli anziani certo, ma le ragazzine si.

Coloro che raggiungono i vertici della politica nazionale cui, quindi, sono affidate cariche di governo in questa Repubblica Federal-Dittatoriale, hanno il dovere morale di compierle nella totale dipendenza da lobby, multinazionali, banche e compagnie petrolifere.

PARTE II

ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

TITOLO I

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IL PARLAMENTO

TITOLO II

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Art. 87

a cura del Padre (de)costituente ff

Il Presidente della Repubblica dovrebbe essere il capo dello Stato e dovrebbe rappresentare l'unità nazionale, tranne per le seguenti regioni: Valle d'Aosta, Alto Adige, Friuli, Sicilia e Sardegna. Non rappresenta altresì i separatisti leghisti o qualsiasi altro cittadino che si dica estraneo alla Repubblica. Non deve rompere le scatole con i messaggi alle Camere. Le elezioni vengono decise dai partiti. Non può promulgare leggi. Non può indire referendum, non può fare un bel nulla. Deve stare seduto al Quirinale e apparire una volta l'anno in televisione, il più tardi possibile. Qualsiasi funzione che ha in comune con un qualsiasi ministro gli deve essere tolta. Talvolta può appiccicare medaglie a chi vuole lui.

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TITOLO III

Art. 92

a cura del Padre (de)costituente Gunnar

Il governo della repubblica è composto da un ministro che sorride sempre e da diversi portaborse che rilasciano dichiarazioni in continuazione senza osservare ordini precisi se non quelli del presidente del consiglio.

Essi possono, anche senza sentire il parere del presidente del consiglio, dichiarare apertamente quello che ritengono utile al proprio elettorato direttamente agli organi di informazione senza passare dal parlamento.

Art. 93

a cura del Padre (de)costituente Gunnar

ll presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento reciproco di fedeltà tra di loro.

Art. 96

a cura del Padre (de)costituente Vortexmind

Il Presidente del Consiglio dei ministri, i ministri e tutti i parlamentari in blocco, anche se cessati dalla carica e di qualsiasi schieramento, non sono mai sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni e per quelli commessi prima di farsi eleggere e dopo, alla giurisdizione ordinaria.

Nel caso qualche magistrato troppo zelante tenti di far rispettare cocciutamente qualche assurda legge dello Stato, il Parlamento provvederà ad inserire emendamenti fantasma all'interno di provvedimenti di legge totalmente avulsi dal contesto, per permettere agli inquisiti di evitare ogni processo e grado di giudizio.

Proposta emendamenti all'articolo 96

a cura del Padre (de)costituente Gunnar

Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del ministro della giustizia sentito il parere degli organi di informazione e il parere vincolante degli elettori che vengono consultati attraverso un sondaggio proposto da Mediaset

Art. 97

a cura del Padre (de)costituente Neottolemo

I pubblici uffici sono organizzati secondo clientelismo, in modo che siano assicurati una sufficiente riserva di voti e la parzialità dell'amministrazione.

Nell'ordinamento degli uffici sono assegnate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari in base al peso politico nell'immediato.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante favori, salvo eccezioni per salvare la decenza.

IL GOVERNO

 

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TITOLO IV

LA MAGISTRATURA

Sezione I

Ordinamento giurisdizionale.

Art. 101

a cura della Madre (de)costituente Simona Proietti

La giustizia è amministrata in nome dell'interesse particolaristico dei cittadini di riguardo; in nome dei cittadini comuni, sarà amministrata dall'Ente Auditel.

I Giudici, sono soggetti a revisione psichiatrica nonchè attitudinale del grado di servilismo, in periodo stabilito di mesi sei.

Proposta emendamenti all'articolo 101

a cura del Padre (de)costituente Framaulo

La giustizia è amministrata in nome del polpo.

I giudici sono soggetti soltanto alle leggi che gli imputati si approvano prima di essere condannati.

Art. 112

a cura del Padre (de)costituente Neottolemo

Il pubblico ministero ha la possibilità di esercitare l'azione penale con il consenso dell'imputato

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TITOLO V (federalismo)

La Repubblica è costituita dallo Stato, dalle Regioni, dalle Città metropolitane, dalle Province, dai Comuni, dai Quartieri, dai Condomini, dai Pianerottoli, dalle Famiglie e dal Singolo.

Ognuno è autonomo ed agisce secondo il principi del “mors tua vita mea”, “tengo famiglia”, “bisogna pure campare”, “tiriamo avanti”, “il mondo va così”, “inutile fare i moralisti”, “se lo Stato non fosse ladro”, “se le tasse fossero più basse”, “tutta colpa dei marocchini”, “sono costretto perché lo stipendio è troppo basso”, “gli altri rubano perché non dovrei rubare anchi’io?” e via dicendo.

Art. 101

a cura del Padre (de)costituente Vortexmind

Ogni centro abitato con più di 500 abitanti (specialmente se situato in Padania) è una regione dello stato federalista, con facoltà di emanare leggi in totale autonomia e gestire in libertà le proprie regole senza soggiacere alle pretese di Roma Ladrona.

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TITOLO VI

GARANZIE COSTITUZIONALI

Art. 136

a cura del Padre (de)costituente Neottolemo

Quando la Corte dichiara l'illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, sarà opportuno stracciarsi le vesti ed inneggiare ad un ignobile liberticidio.

La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, possa questa essere aggirata dalle autonomie locali.

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Sezione II

Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali.

Art. 138

a cura del Padre (de)costituente Francy68

Procedure di revisione delle norme costituzionali: maddai?! procedure... muhahahahaaah!!! procedure?! in Italia! oddioddioddio è troppo divertente...

Art. 139

a cura del Padre (de)costituente Francy68

la forma totalmente anarchica dello Stato italiano è soggetta a revisione giornaliera, ma anche no. Tanto fa lo stesso.

Norme transitorie finali

E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito comunista. Vietato altresì il giustizialismo, nell’accezione prevista dal Presidente del Consiglio. Gli episodi di squadrismo e violenza, ancor più se contro cittadini extracomunitari, sono istituzionalmente definiti: “casi isolati”.

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