Dead in the water


Io ho le mani grosse e ruvide, una casa gialla con tre rampe di scale, un ciliegio con i rami alti e secchi, una macchina grigia tutta ammaccata, la tv accesa con la voce abbassata, un piccolo prato fiorito, un pappagallo verde che mi guarda con un occhio solo, due paia di scarpe alte con la suola di gomma, un ombrello che si apre premendo un bottone, un quaderno con le bandiere degli stati d’Europa, una bambina che mi bacia la sera, una bottiglia di cognac che non ho ancora aperto, sonniferi a sufficienza se dovessero servire, una foto dove sorrido, delle cicatrici, duecento cartucce calibro 38, trecento calibro 12, una stanza con un divano rosso, un balcone che da sulle montagne, una madre che mi chiama ogni sera, una cartolina con un bacio stampato col rossetto, un padre, un lavoro inutile, una radio a pile, un martello che sul manico porta scritto il mio nome, un telefono che non squilla mai, dei fogli di carta con una lista di cose da fare,  una cassetta della posta rossa, un fazzoletto piegato nella tasca sinistra, una scatola di legno scuro con delle medaglie, una bussola di ottone, un giubbotto che puzza di cuoio, una catenina con la stella di Davide, degli album con dei francobolli con le farfalle, occhiali di scorta sempre con me, dei libri che non apro più, un ipad col vetro spaccato, un cappello di paglia troppo stretto, il conto di un ristorante con la data del 13 aprile, un orologio che aggiusta l’orario da solo, una motocicletta nera, due portafogli, qualche ricordo, pochi capelli, una cintura di pelle con i buchi aggiunti, una quieta rassegnazione e notti brevi che separano lunghi giorni pallidi di silenzio e muti di emozione.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi.
Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.