DDL Mastella: Ma non Doveva Riguardare le Intercettazioni?
20 aprile, 2007 - 9:00 di tusaichi
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Il giorno 17 aprile 2007 la camera dei deputati approva con 447 voti favorevoli e 7 astenuti il disegno di legge mastella riguardo alle intercettazioni. mastella è evidentemente un fan di . Altrimenti non avrebbe dato un nome simile al suo ddl.
Dumas ci ha insegnato che non importa il dato ad un’opera: nel suo “i tre moschettieri”, infatti, narra essenzialmente la storia del quarto. Così ha fatto il ministro della giustizia clemente mastella.
Se si leggono i lanci di agenzia, il sembra un semplice provvedimento atto ad inasprire le pene per colui che pubblica in toto o in parte atti protetti da segreto. Il giornalista (perchè è di questa categoria che si tratta) che prima incappava in una pena di 30 giorni di carcere o, in alternativa, in una multa di massimo 258 euro per tale reato, si vede ora confermata la pena detentiva (restano i 30 giorni di carcere) e aumentata la pena pecuniaria fino a 100.000 euro (centomila) per lo stesso reato.
Già a questo punto sorge un primo dubbio: perchè la pena detentiva rimane invariata e la pecuniaria è così aumentata?
Già, . Nel 2006 i pm hanno autorizzato 808 autorizzazioni per un costo totale di 1.638.100 euro. A fare un calcolo semplice ogni intercettazione è costata (mediamente) 2027 euro e 35 centesimi. Questa la molla (dice mastella) che ha fatto scattare l’esigenza di un disegno legge atto a ridimensionare tale pratica investigativa. Il ddl si presenta così una entità biplanare: da una parte limita le “intrusioni” della stampa, dall’altra quella degli investigatori. Se poi volessimo andare a leggere tutto-tutto, allora ci accorgeremmo di alcune novità particolarmente “singolari”:
1- Il ddl vieta poi la “pubblicazione, anche parziale o per riassunto” degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non piu’ coperti da segreto, “fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”.
2- Il ddl vieta la pubblicazione, anche solo nel contenuto, “della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico e telematico, anche se non piu’ coperti da segreto“
3- Il ddl consente la pubblicazione di provvedimenti emessi in materia di misure cautelari “nel contenuto dopo che la persona sottoposta ad indagini ovvero il suo difensore ne abbiano avuto conoscenza“
4- Il ddl, per quanto riguarda invece le intercettazioni e i dossier illecitamente formati, stabilisce che questi “non possono essere acquisiti ne’ in alcun modo utilizzati tranne che come corpo di reato”
Questi sono i quattro punti più oscuri del disegno di legge. A me il burocratese è sempre stato ostile, ergo: posso tradurli?
1- non si può sapere se una persona è indagata per un qualche reato fino alla fine dell’udienza preliminare. Ora, visto che si possono attuare due riti alternativi (il patteggiamento e il rito abbreviato), ciò significa che arriveremmo al paradosso di sapere prima la pena del reo-confesso e poi il suo reato.
2- non potremmo sapere chi altro è stato coinvolto in un misfatto a meno che costui non abbia avuto un ruolo principale (indagato) nel reato. Ovvero, scomparirà dai giornali la locuzione “persona informata dei fatti”. Altresì: nessuno potrà essere giudicato dalle sue compagnie. (nomi? berlusconi, andreotti…)
3- non potremo sapere chi è l’indagato prima dell’indagato stesso. Ovvero per sapere che Tizio ha ricevuto un avviso di garanzia dovremo aspettare che sia Tizio stesso a dircelo!
4- se si acquisisce una informazione in modo illecito (anche se è una informazione esatta) non è possibile renderla pubblica. Anzi, il dossier non avrà altro uso che essere una prova del reato commesso dal redattore.
Il punto su cui fa forza questo disegno legge è la grandissima influenza che ha (avuto, iniziamo ad usare il passato) la stampa sui processi giudiziari. L’esempio lampante (lo specchio per le allodole) è stato il processo noto col nome di Cogne. Vi diranno che questo ddl è stato concepito per rendere più autonomi i processi giudiziari, per evitare inquinamenti vari, per far svolgere meglio ai giudici il loro lavoro.
La scrive due righe a proposito di tale ddl e (incredibile, non ho parole) si lamenta solo del fatto che vengano inasprite le pene per il giornalista. Non dice altro.
Riflessione dell’autore
- se passerà questo ddl così come è stato concepito non avrà più senso comperare giornali: li troveremo pieni di sport, di panda nati in cattività e di rubriche di cucina-spettacoli. Personalmente, sono quasi certo che diventerà presto legge. Infondo non è altro che una tutela per chi comanda.
- i danneggiati finali non saranno tanti gli organi di stampa, quanto coloro che da questi si aspetteranno verità. Noi.
- se la stampa avesse svolto (svolgesse) veramente bene il suo lavoro non saremmo arrivati a questo punto. Purtroppo anche stavolta rende chiaro che non può contrastare chi legifera.
L’unico giornale a cui (illusoriamente) mi appiglio per un barlume di verità è ora in sciopero.
Io ho sinceramente paura per il futuro, ho paura che verremo tenuti all’oscuro di una fetta sempre più grande di informazione, ma non ce ne accorgeremo perchè verrà rimpiazzata da notizie create ad hoc per farci credere che un dibattito esista ancora.
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DDL Mastella: Ma non Doveva Riguardare le Intercettazioni? è di

Bisogna mettere alcuni pezzi insieme e si ha il quadro liberticida di questi ultimi anni. Legge elettorale e conflitto d'interessi compreso.
infatti.
Ottimo tusaichi, articolo che inquadra bene la questione.
Quello che non ha finito Silviuccio lo finisce Clementino. E buonanotte agli ultimi residui moribondi di informazione.
Beh ma tanto adesso c'è il nuovo partito deficienti e il remake del partito socialista. Vedrai che ci pensano loro. Fanno tutto loro. Eh si.
mumble mumble.
possibile che ieri eravam più liberi di oggi?
"1- non si può sapere se una persona è indagata per un qualche reato fino alla fine dell’udienza preliminare. Ora, visto che durante l’udienza preliminare si possono attuare due riti alternativi (il patteggiamento e il rito abbreviato), ciò significa che arriveremmo al paradosso di sapere prima la pena del reo-confesso e poi il suo reato."
NON E' VERO. Ho subito un processo penale, quindi parlo per esperienza. Tu vieni immediatamente a sapere se sei indagato, e funziona così. Uno ti denuncia, il GIP decide di procedere, ed a te suonano il campanello i carabinieri che ti invitano ad andare in caserma. Invito ovviamente senza possibilità di rifiuto. Lì ti danno un bellissimo AVVISO DI GARANZIA, e sai che stanno indagando su di te. L'udienza preliminare è successiva. Le ho vissute di persona queste cose, quindi hai detto una grave inesattezza.
"2- non potremmo sapere chi altro è stato coinvolto in un misfatto a meno che costui non abbia avuto un ruolo principale (indagato) nel reato. Ovvero, scomparirà dai giornali la locuzione “persona informata dei fatti”. Altresì: nessuno potrà essere giudicato dalle sue compagnie. (nomi? berlusconi, andreotti…)"
E' GIUSTO IL SENSO DELLA LEGGE E SBAGLIATO IL TUO COMMENTO. Ed il senso della norma è che se tu telefoni ad un delinquente ma non lo sai, non credo che chiedi la fedina penale ai tuoi conoscenti, non puoi essere sputtanato. Tra l'altro è così in tutto il mondo.
"3- Il ddl consente la pubblicazione di provvedimenti emessi in materia di misure cautelari “nel contenuto dopo che la persona sottoposta ad indagini ovvero il suo difensore ne abbiano avuto conoscenza“
PROBABILMENTE NON SAI LEGGERE L'ITALIANO. Infatti tu dici:
"3- non potremo sapere chi è l’indagato prima dell’indagato stesso. Ovvero per sapere che Tizio ha ricevuto un avviso di garanzia dovremo aspettare che sia Tizio stesso a dircelo!".
Non è l'indagato a dirtelo. Gli atti processuali sono pubblici e depositati in cancelleria del tribunale, e quindi non serve che te lo dica l'indagato ma se fai richiesta hai diritto a vedere gli atti depositati.
Saviano, quando ha scritto il bellissimo libro GOMORRA, ha citato atti giudiziari, non sono mica segreti.
il tuo commento è insensato e demagogico. Se passa il DDL, e tu hai un tuo amico che spaccia cocaina e non lo sai, eviti di essere sputtanato con il mondo come amico di uno spacciatore.
Il decreto non tutela i delinquenti, tutela chi non c'entra un cazzo.
Ed è giusto che i giornali non possano pubblicare notizie celate dal segreto istruttorio, altrimenti che cazzo di segreto è.
Poi prima di scrivere minchiate su come funzionano avvisi di garanzie ed udienze preliminari, informati.
Ah, nel processo penale poi mi hanno assolto.
Ah, sempre a proposito del rischio "sbatti il mostro in prima pagina", guardati il film su GIROLIMONI, di Alberto Sordi.
e' una storia vera di una persona distrutta dai media perchè presunto criminale, poi innocente con due righe in ultima pagina e la vita distrutta.
queste cose in un paese civile non devono accadere.
Grazie al cazzo, queste sono mere garanzie costituzionali già vigenti. Comunque tu nel punto 3 parli di "misure cautelari": se ti riferisci a quelle personali, vuoi conoscerle prima dell'indagato? Intercettando la corrispondenza? Boh. Non capisco come si inserisce qui l'avviso di garanzia (cioè di inizio delle indagini). Tra l'altro, si chiama di garanzia per l'indagato, mica per altri.
Bah, gli istituti del rito abbreviato e del patteggiamento servono a snellire le procedure e far confessare i colpevoli. Credo che si verrebbe a conoscere la pena contestualmente al reato ascritto. Come oggidì, del resto.
Qui sono anche d'accordo, perché si evita il processo mediatico e la figuremmé in caso di "non luogo a procedere". Del resto si è imputati solo dopo la disposizione di rinvio a giudizio. Prima si è solo indagati. E comunque, anche da imputati vige la presunzione "di non colpevolezza" fino a sentenza definitiva (per essere pignoli).
Mi ricollego al rischio-gogna. Pensa ad Azouz di Como, ad esempio: la verità non sta sui giornali (tu stesso lo confermi poco dopo nelle riflessioni). Penso che attendere la verità processuale – che non è Verità, sia ben chiaro – non sia un delitto. Poi, certo, la libertà d'informazione è compressa.
Ma, come diceva il mio prof di economia politica, la coperta è corta, e se la tiri da una parte, resterà scoperta l'altra.
ma non scomparirà certo nel mandato a comparire che arriverà alla persona informata sui fatti! E poi, giudicato da chi? da te lettore, da te giornalista che fai il titolone o dal giudice che è lì apposta?
NB: queste sono considerazioni in base all'articolo. Quando avrò letto il testo del ddl magari mi farò un'idea diversa. Chissà.
@MC: legge elettorale e conflitto d'interessi sono molto più liberticidi di questi provvedimenti all'acqua di rose che comunque, essendo al limite in favor rei, sono costituzionalmente accettabili.
allora…
punto1) io ho scritto di udienza preliminare e di indagato. Non ho nominato l'avviso di garanzia. Non ho quindi capito la relazione tra la tua esperienza e il primo punto. Anzi, mi sembra che tu confermi quanto dico io, cioè che non potremo più sapere chi ha ricevuto avvisi di garanzia.
dove è l'inesattezza?
punto2) è la tua personale opinione e scriverla in maiuscolo non ti le da valore aggiunto. (anzi, ti invito a ricordare il proverbio con lo zoppo e il zoppicare)
punto3) la mia era una provocazione e questa mia intenzione è intuibile dal fatto che contiene l'unico punto esclamativo di tutto il pezzo. Era altresì un modo per prendere in giro persone che, avvalendosi del loro potere mediatico, influenzano l'opinione pubblica. Inoltre ti pongo un quesito: se colui al quale sta per essere notificato un avviso di garanzia muore (fugge) prima di ricevere "l'invito" dei carabinieri, si potrà saperlo?
se passa questa legge mi sembra di no.
Aggiungo poi una considerazione: la stampa, il diritto di informare, può venire dopo l'accertamento di una singola persona?
Credo ti sia sfuggito il fatto che in nome di una più rigorosa privacy (che va tutta a favore di chi commette, o è indagato per, un reato) il diritto del pubblico di sapere.
Poi, visto che insisti con l'amico spacciatore… domandati se una persona che spaccia (o che compie altro crimine) può esserti amico. Domandati se una persona così è degna di ricevere una tua telefonata.
…o di farti da stalliere… (chissà se questa l'hai capita)
Ultimo punto, tu scrivi:
"Ed è giusto che i giornali non possano pubblicare notizie celate dal segreto istruttorio…"
e io ti invito solamente a rileggere le parti in grassetto nei primi due punti del mio pezzo. Non credo serva perdere altro tempo.
In futuro, se vorrai una risposta (così) articolata ad una tua critica, ti prego di moderare molto i toni del linguaggio.
grazie.
precisiamo:
il mio commento precedente è in risposta al solo panattoni.
@davide
allora… mi sembra che per la maggior parte esprimi tue opinioni. Opinabili, ma tue. Ovviamente non sono affatto d'accordo con te perchè credo che la libertà di stampa debba venire prima di tutto, persino prima della conoscenza dell'indagato. Mi spiego meglio, cosa cambia a Caio se compare sul giornale "Caio riceverà un avviso di garanzia" e magari l'avviso lo riceve il giorno dopo? Se tutto si svolgesse alla luce del sole non cambierebbe nulla. Chi vuole impedire ciò è solo una persona che spera di poter fare qualcosa prima che la stampa ne sia informata. I puri possono star tranquilli anche se ricevono quattrocento avvisi di garanzia. Gli impuri no.
Anche tu, mi sembra (scusa, è tardi) critichi il mio punto3. Allora è evidente che ho scritto male e il paradosso non è passato. Capita, ho ancora molto da imparare.
Poi, tanto per l'inciso, inviterei a riflettere sull'avviso di garanzia. Perchè una persona deve sapere che stanno indagando su di lei?
Se è una persona ligia al suo dovere (a tutti i suoi doveri) non ha bisogno di questo avviso, nè di altre garanzie.
Chi invece necessita di avvisi di garanzia è chi deve porre immediato rimedio alle sue malefatte.
Indi per cui l'avviso di garanzia ha un nonsochè di mafioso. A me gli avvertimenti non piacciono: ci sono le regole, vanno rispettate, punto.
ma qui ci sarebbe un'altro articolo da fare…
Non c'è ombra di dubbio
Ma se io sono un puro? Se ho ragionevolmente modo di credere che l'indagato possa:
-fuggire
-inquinare le prove
-reiterare il reato
allora intervengo con la custodia cautelare.
E comunque il fondamento dell'avviso di garanzia è, secondo me, così a naso, nel fatto che si deve dar modo al reo di "pentirsi". Non vedere tutto come un complotto, non credo che lo sia. Gli imputati eccellenti fanno notizia, quelli anonimi no: questa è una regola aurea.
Gli imputati a cui ti riferisci (e condannati o prescritti) non hanno posto alcun rimedio alle loro malefatte, degli avvisi se ne fottono, lo sai anche tu
L'altro fondamento sta nel diritto alla difesa. Ecco, mi era sfuggito
Un altro punto che condivido in pieno, è questo:
Anzi, è può essere visto come il punto di partenza delle mia riflessioni. Cia'
posso sorridere pensando a un tal ex-premier che riceve un avviso di custodia cautelare?
il fatto è che non vedo un complotto, vedo un compldieci-undici.
come può gente che riceve avvisi di garanzia a palate poter mettere le mani su questa questione?
(lo stesso mastellone è stato raggiunto da un avviso di garanzia a febbraio)
e qui non si parla di destra-sinistra, ma di casta.
…sì, parlo solo degli imputati eccellenti… il fatto è che se gigi il pizzettaio riceve un avviso di garanzia… vabbè, fatti suoi… se lo riceve prodi sono anche fatti miei.
Anzi, ti dirò di più, sono più fatti miei che fatti suoi, perchè lui è lì che su mia delega prende decisioni e a me deve render conto anche delle scorregge che fa se influenzano il suo operato.
Su questo aspetto siamo perfettamente d'accordo. Perfettamente. Soprattutto con l'accenno alla casta.
Lo sai bene se fosse per me dove li manderei
@ tusaichi
ritengo che il diritto dell'informazione debba essere libero, ma che non possa, visto la differenza enorme di potere tra il singolo ed i media, schiaccare le persone.
Se io ricevo un avviso di garanzia, mi sta bene che i giornali lo pubblichino, è un atto depositato in cancelleria del tribunale quindi il giornalista passa, lo fotocopia e fa l'articolo.
Ma deve essere un atto pubblico.
Se io ho un amico spacciatore e mi intercettano parlando con lui, perchè devo essere sputtanato sui giornali?
E se capitasse a te?
Sull'avere un amico spacciatore o delinquente, tu quando conosci qualcuno dalle elementari, e poi fate strade diverse di vita, smette di essere tuo amico?
Io non giudico le amicizie in base alla fedina penale, ma in base al rapporto che hanno con me.
ed in palestra ho avuto degli estremisti ed una bella indagine della DIGOS, ma quello era giusto, ma se non te lo scrivevo io tu non lo sapevi.
Non hai letto un articolo tipo "covo di estremisti fanno boxe e boxe thailandese".
Perchè non era vero, ma se all'epoca ci fossero state le intercettazioni selvagge, ed un mio allievo (estremista) mi telefonava e come al solito mi salutava dicendo "A noi", cosa succedeva?
Essendo il maestro ero il leader del gruppo?
Le indagini e le conclusioni lasciale trarre agli sbirri, non ai giornali.
Ah, se tu vieni in palestra da me, non ti chiedo come la pensi nè se hai precedenti.
Vedo solo se ti comporti bene con gli altri, con educazione e rispetto.
Se fai così sei accettato, e nel tempo possiamo diventare amici.
E se fuori dalla palestra, paradossalmente, alcuni miei allievi vanno al Centro Sociale e si picchiano con alcuni miei allievi di Forza Nuova, la ritengo una loro scelta personale e non muta il mio rapporto con loro.
In parole povere, se qualcuno è un mio amico, quello che fa quando non siamo insieme sono cazzi suoi.
ma scusate,cosa vi aspettavate?quando si tratta di difendere la "specie" diventano subito tutti amici e le differenze scompaiono come per incanto…
a questo punto uno si può chiedere quale sia la differenza tra destra e sinistra..berlusconi si faceva le leggi su misura per lui,mentre adesso mastella le fà su misura per tutta la classe politica,a volte mi vergogno veramente di essere governato da certa gente,ma possibile che questi personaggi siano tutti qua da noi?
un politico finisce nei guai con la giustizia?mica lo possiamo far sapere in giro,la gente potrebbe pensare male,meglio fare una apposita legge per vietane la diffusione..gia adesso ci ritroviamo un parlamento che è una succursale di san vittore visto il numero di indagati e pregiudicati che vi siedono,ma almeno lo sappiamo,con questa bella leggina che rende legale la censura lo potremo sapere forse tra 10/15 anni(visti i tempi della giustizia) se la tal persona è un poco di buono o meno.
E non venitemi a raccontare che lo fanno per la gente comune,per proteggerla dai cattivi giornalisti..
Quando nel parlamento italiano votano tutti all'unanimità c'è sempre da preoccuparsi perchè la faccenda puzza,ormai la gente dovrebbe averlo imparato.
@lore
eh! il fatto è che son ridicoli quando bisticciano e terrificanti quando sono d'accordo. La tua preoccupazione è giustificata, forse l'unico rimedio sarebbe davvero quello di non andare più alle urne. Infondo non sappiamo chi stiamo votando.
@panattoni
scusa… se uno dei tuoi allievi fa il bravo in palestra, poi esce e picchia tua madre, per te continua ad essere tuo amico? "eh, ma non lo sapevo che era tua madre" potrebbe dirti.
Vedi marco, se una persona mi saluta con "a noi" al telefono io ho due possibilità: o invito quella persona a non chiamarmi più o sto implicitamente accettando il suo modus operandi violento e fascista.
Se fanno i tuoi allievi fanno i bravi in palestra e poi giocano alle ss quando escono il sabato sera, come puoi tu continuare a definirti loro amico? usano quello che tu insegni loro per fare il contrario di quello che tu dici nella tua palestra. Ciò non ti sembra illogico?
Se hai un amico che conosci dall'infanzia e, per causa ignote, costui diventa il tony montana di ostia, come puoi tu ancora definirti suo amico? Quella persona sta contaminando il tuo futuro, vende merda a chi ti è intorno. Come fai a fargli gli auguri di natale? non vedi che ti sta sporcando casa?
@ tusaichi
ti ripeto, io valuto le amicizie per il rapporto che hanno con me, non per quello che fanno per i fatti loro.
se i miei allievi fanno risse in giro, si beccheranno una denuncia e saranno cazzi loro. Io dico loro di non fare le cose, ma non sono loro padre nè il prete del catechismo, e non mi illudo che qualcuno faccia qualcosa solo perchè glielo dico io.
Le persone devono capire ciò che è giusto o sbagliato con la loro testa, non perchè hanno ordini.
Se un mio allievi mi saluta dicendo "A noi", mi viene da ridere come quando il mio allievo del Centro Sociale mi saluta con il pugno chiuso e ogni volta mi dice la frase del Che (che non so scrivere in spagnolo quindi evito).
Riguardo ad un mio amico che divenisse come Tony Montana, gli direi che non sono d'accordo con le sue scelte, ma resterebbe comunque un mio amico.
Un amico è colui che ti dà una mano senza volere nulla, una persona che capisce se sei triste solo guardandoti negli occhi e tante altre cose.
E' un amico.
E se ho rapporti così, me ne frego di quello che fa nel resto del tempo. Guardati il film "The Sleepers", io ho il concetto di amicizia che c'è in quel film.
Ma quelli di forza nuova non ci arrivano alle cose con la loro testa, è risaputo.
@ panattoni
Scusa, da quello che ho capito tu sei un istruttore. Se è così ti consiglio di distinguere i concetti "amico" e "allievo": un amico non si aspetta di essere educato da te (anche se questo può accadere), mentre un allievo (dal momento che è tale) se lo aspetta eccome (anche se non si esclude legame d'amicizia). Come educatore, hai il dovere di formare i tuoi allievi in tutto il loro essere, fuori e dentro la palestra. Se vedi un tuo allievo fuori dalla scuola che commette un crimine cosa fai? Resti a guardarlo solo perchè la cosa non rientra tra le quattro mura della palestra?
@ tusaichi
scusa se ho divagato dagli argomenti dell'articolo, colgo l'occasione per farti i complimenti!
questi si fanno le leggi come pare a loro..
a me fregherebbe nulla se mi controllassero il telefono (secondo me, dati i contenuti e la durata delle mie conversazioni, staccano dopo 10 secondi)!
Per di più, metterei [b]volentieri[/b] la mia privacy a rischio, se questo servisse a farmi sapere se la gente che ho votato merita la mia X!
Evidentemente, i nostri legiferanti hanno parecchie cosucce da nascondere..
@ giorgia
io insegno, ma la vera conoscenza e formazione di carattere ed educazione è data dal tempo.
io posso dire qualsiasi cosa ai miei allievi, ma loro la fanno o meno se la capiscono.
non sono un educatore nè voglio esserlo, io insegno sport da combattimento e pugilato, e facendoli impari ad impegnarti, a soffrire, a stringere i denti, a rispettare il tuo partner in palestra ed a fidarti del coach.
se poi uno rimane testa di cazzo comunque, c'è poco da fare.
poi ti preciso che i miei allievi, se sopravvivono all'allenamento, diventano miei amici oppure se ne vanno dal corso, in quanto per evitare che si ammazzino di botte in palestra o imparano a rispettarsi e fraternizzare oppure li caccio.
Se mai vedessi un mio allievo commettere un crimine, gli tiro due schiaffi, e visto che peso 100 kg, poi ha mal di testa per un pò.
Ma tornando al discorso iniziale, io non giudico i miei amici per quello che fanno nella loro vita, guardati anche tu il film, più di così non riesco a spiegarlo.
THE SLEEPERS, con Robert de Niro, Brad Pitt e vari altri attori famosissimi.
Per me la vera amicizia è quella che c'è nel film, e quello che fa Brad Pitt è quello che farebbe solo un vero amico.
@ marco il buono
per una volta ti devo dare ragione, faccio molta fatica a parlare con i miei allievi estremisti, sia quelli di forza nuova che quelli del centro sociale, perchè su certe cose sono proprio di coccio.
Come fai a dire nello stesso commento, contemporaneamente, che insegni e che non sei un educatore? o_O
Chi insegna educa, fosse anche solo per il modo che ha di porsi di fronte a quella disciplina. Chi insegna deve essere consapevole di ciò.
Facendo si impara, è vero, ma non si viene per forza educati. Al massimo si viene istruiti. E ti ricordo che educazione e istruzione sono due cose ben diverse (esempio scemo: posso imparare a memoria una poesia, magari in lingua a me sconosciuta, senza coglierne il significato – pura istruzione- oppure leggerne una per la prima volta e saperla intepretare -educazione-)
hai colto in pieno la cosa con l'esempio della poesia, cara giorgia.
io insegno con l'esempio, se uno lo capisce bene, se non ci arriva alla fine molla il mio corso perchè non accetta l'impegno che richiede e le botte che prendi, e quindi non ha capito che se vuoi qualcosa nella vita devi impegnarti e farti un mazzo così.
ciao.
lo finisco al ritorno, tra poco incominica il mio sabato sera e sono già in ritardissimo..! :S
..ma si può (e si deve) anche insegnare a saperla interpretare, una poesia..
altrimenti vanno avanti solo i più svegli e gli altri restano indietro.. mi pare una posizione un pò troppo elitaria, la tua.
Errata Corrige:
-posso insegnare facendo imparare poesie a memoria ai miei alunni (istruzione)
OPPURE
-posso insegnare loro ad interpretare le poesie (educazione).
Ecco, ora il mio esempio rispecchia meglio ciò che volevo dire prima. Mi scuso per il disagio che posso aver provocato. Buona serata a tutti!
grazie giorgia.