Ritorno a parlare di scuola, dopo una parentesi un po’ cialtrona.
Mi voglio soffermare su di un episodio accaduto nella scuola in cui insegnavo l’anno scorso, una scuola pubblica ma quasi d’elite, per il quartiere in cui si trova. L’anno scorso, frequentava una delle mie classi un bambino che aveva difficoltà di apprendimento.

Io non sono un’insegnante di sostegno e non posso riferire precisamente il termine medico usato. Sotto la voce difficoltà di apprendimento si trovano tali e tante sfumature che davvero ci vorrebbe una laurea ad hoc per elencarle tutte.
Sappiate che il ragazzino aveva un’ottima memoria, ma incapacità di collegare i fatti sia logici che matematici. Sapeva magari recitare le tabelline, ma non sapeva spiegarsi perché 2 per 2 fa 4. Il suo cervello non riusciva ad arrivarci. Sapeva rispondere ad una domanda in inglese di tipo semplice, ma solo se aveva sentito da poco la risposta. La lettura, pur essendo ormai in una classe avanzata, gli era ancora molto ostica e la scrittura altrettanto.
Naturalmente, quando non era accanto a lui l’insegnante di sostegno che lo richiamava all’attenzione e all’impegno, non riusciva a stare fermo nel banco ed ogni occasione era buona per alzarsi e disturbare i compagni e la lezione. Un baby terremoto, insomma, ma capace anch’egli di tanti piccoli progressi.
L’anno si è concluso infatti con una discreta pagella per lui, che premiava i piccoli sacrifici fatti e cercava di non evidenziare le lacune che ancora possedeva. Prima che quest’ultima frase venga tacciata di buonismo, vorrei che rifletteste sul fatto che i bambini della primaria più che di minacce e bocciature e voti in decimi, hanno bisogno di incoraggiamenti e lodi. Tutti i bambini, soprattutto quelli che hanno difficoltà dovute al loro handicap, di qualunque natura esso sia. Questo non vuol certo dire che alle scuole elementari non ci sia rigore e autorevolezza, tutt’altro: si tiene però in gran conto il bambino nella sua interezza e i suoi progressi sul campo vengono registrati in modo circolare, confrontandosi giornalmente con le altre insegnanti della classe e attuando le migliori strategie didattiche per i bambini che ne hanno più bisogno.
Orbene, tenendomi ancora in contatto con le colleghe dell’anno scorso, sono venuta a sapere che l’insegnante di sostegno che si occupava del bambino in questione, quest’anno non avrebbe fatto parte di quella scuola. Non perché l’insegnante fosse andata via per una sua necessità e fosse stata sostituita, magari! Si sarebbe sperato anche in questo pur di evitare che l’alunno rimanesse senza aiuto, nonostante la difficoltà, per questi bambini con handicap, di interagire con facilità con persone nuove.
Credo siano noti a tutti i balletti di insegnanti che ogni anno si alternano sulle varie cattedre senza un filo logico di rispetto per la continuità didattica e formativa. Non per colpa loro, ovviamente! Anche io sono una di quei precari che ogni fine estate attende con ansia la propria destinazione, ben sapendo che la scuola che ha frequentato per un anno intero è meglio archiviarla tra i ricordi e con essi le amicizie costruite, gli alunni conosciuti, le realtà facili e difficili affrontate. Ma non è questo il punto, non solo. Quest’anno, in quella scuola, le mie ex-colleghe attendevano con ansia la vecchia o la nuova insegnante di sostegno che le avrebbe aiutate a rendere più facile il percorso del proprio alunno.

La scuola inizia, dell’insegnante non vi è traccia, ma poco male, arriverà. Del resto, i primi giorni è sempre un gran caos e poi la didattica si basa soprattutto sul ripasso e sul ripescaggio dei contenuti affrontati l’anno prima. Ma settembre è quasi finito ed il bambino con handicap è ancora solo. Le maestre si interrogano e la mamma del bambino, separata e con un marito che non la sostiene, è sempre più preoccupata. Lo stesso dirigente non si capacita di come il Ministero non abbia ancora provveduto alla bisogna. Intercorrono tra il dirigente e il Ministero fax e telefonate sempre più infuocate, finché si giunge all’amara scoperta: il bambino non avrà alcun insegnante di sostegno.
Come mai, ci si chiede sempre più disperati e nonostante vi siano fior di certificazioni mediche che evidenziano il suo handicap? Chi l’ha deciso? Forse si è riunito un team di psicologi e medici per decretare la nuova diagnosi? Il bambino è improvvisamente guarito da un deficit congenito? Il perché è presto detto: lo scolaro non ne ha più diritto, perché un alto impiegato del Ministero, obbedendo all’ordine di tagliare le risorse per la scuola pubblica, ha semplicemente decretato che l’alunno non ha un deficit così grave da giustificare la spesa di un insegnante di sostegno.
Che faranno le insegnanti adesso? Io lo so: si rimboccheranno ancor di più le maniche per non abbandonare il bambino a se stesso, spremeranno il proprio orario di servizio per farci uscire qualche ora (in via gratuita) da dedicare solo a lui, inventeranno ulteriori strategie didattiche per non lasciarlo indietro, ma certo alle difficoltà proprie del bambino si sommeranno per forza anche lunghi momenti in cui resterà completamente da solo.
Credete che sia un fatto unico e raro questo appena raccontato? Vi assicuro di no, e allora vi consiglio, anzi vi esorto! ad aprire bene occhi e orecchie, cuori e cervelli per capire che le proteste degli insegnanti di questi giorni non sono inscenate quasi mai per conservare il proprio posto di lavoro, che pure sarebbe un’aspirazione legittima, ma per garantire a tutti i bambini pari possibilità di apprendimento.
E la sig.ra Gelmini, che gira per le scuole a promuovere a mo’ di spot pubblicitari la sua riforma, le conosce queste realtà? Io temo proprio di sì, ed è questa la grande tragedia…
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Tag: disabili, insegnanti, maria stella gelmini, riforma-della-scuola, scuola
Angelika
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8 Ottobre, 2008 a 9:03
lupoalburnino
In un ramo del parlamento, la camera, ha approverà oggi in via definitiva il decreto legge gelmini.
Ieri sera ho visto ballarò, in cui si è parlato anche del decreto. Bonanni, segretario generale della cisl, ad una domanda di floris, ha risposto di non essere stato neppure interpellato da berlusconi e questo, ha detto, è un brutto segnale di autoritarismo che merita una risposta adeguata. Che sarà questa risposta? Mi auguro che anche gli altri sindacati si uniscano alla cisl per stroncare questi unilateralismi che sanno di “regime”. la cgil sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda. la uil ancora non si sa come risponderà, ma qualche apertura allo sciopero generale c’è già stata. i sindacati più autonomi come gilda, cobas già protestano. lo snals come sempre nicchia. l’incognita è l’ugl, sindacato vicino al governo perchè è la cisnal in versione aggiornata.
Al di là dello sciopero e delle manifestazioni di protesta, la gelmini davvero non sa cos’è la scuola e cosa intende dire quando dichiara di volerla riformare. non si rende conto che la scuola presenta tanti di quei problemi, seri e profondi, che con il grembiulino, il voto in condotta e con la nuova (!?) disciplina sulla costituzione, non solo non possono essere affrontati, ma nemmeno solamente sfiorati.
Auguro alla scuola tempi migliori e responsabili migliori. la gelmini e quel direttore generale dovrebbero andare solo a raccattare carte che non sanno nè leggere, nè scrivere.
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Angelika reply on Ottobre 8th, 2008 17:43:
Mi leggi nel pensiero!
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8 Ottobre, 2008 a 9:16
connemara
Una vergogna, ma ormai questo governo di spot ci ha abbondantemente abituato a queste nefandezze!!!
Cercano il consenso con gli spot, grembiule, maestro unico, voto in condotta per coprire un evidente quanto sconsiderata politica di tagli.
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Angelika reply on Ottobre 8th, 2008 17:44:
Connemara, il problema più grave è che la gente ci crede in questo governo! Sento da più parti che molti (ovviamente quelli che nella scuola non ci lavorano), considerano giusta quest riforma!
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8 Ottobre, 2008 a 10:10
maricrizzi
Cara Angelika… quanto mai d’accordo! Ma la Gelmini vincerà! La Marcegaglia vincerà! Ercolino vincerà! I nostri bimbi, il nostro futuro… Peccato!
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Angelika reply on Ottobre 8th, 2008 17:48:
Maricrizzi, anche io sono avvilitissima: ti confesso che se da una parte mi deprime vedere la scuola ridotta così, gli insegnanti costretti a tornare al passato e a insegnare contenuti minimi (In 24 ore, da solo, cosa puoi insegnare? poveri bimbi), dall’altra mi dico che è meglio che vada via perché questa “nuova” scuola e chi la governa mi nauseano giorno dopo giorno.
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8 Ottobre, 2008 a 10:44
Lara
Che situazione vergognosa, quella che descrivi.
Avremo da stupirci quando torneremo sulla rocca di Sparta?
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Angelika reply on Ottobre 8th, 2008 17:49:
No Lara. Non mi stupirò. Tutto sta andando in quella direzione. Questo coalizione politica non aiuta chi si trova in difficoltà, anzi, cerca di eliminarlo del tutto. Se non è la rocca di Sparta questa…
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Lara reply on Ottobre 8th, 2008 18:06:
A livello concettuale ci siamo già.
Io mi sto seriamente domandando quando ci arriveremo a livello fisico, magari non gettando un bambino da una rupe, ma eliminando fisicamente chi non è “perfetto”(tra virgolette perchè non condivido questa idea di perfezione=sanità fisica e mentale)
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8 Ottobre, 2008 a 11:51
Francesca
Avere un bimbo con problemi a questo punto non è solo una tragedia umana ma una condanna inflitta dall’amministrazione.
Un’amministrazione che non sa una cippa di cosa sia la scuola e di come vada riformata.
Anche in questo caso la costituzione è carta da culo per la politica tutta.
Ormai i capi saldi del nostro Paese (sanità e scuola) stanno per essere eclissati.
Ma la sinistra, il Pd in particolare chi li sveglia?
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Angelika reply on Ottobre 8th, 2008 17:52:
pare si stiano svegliando, ma ritengo che dobbiamo contare sulle nostre forze. Se avessero protestato questa estate, quando la gelmini cominciava a tirare il sasso, se le avessero impedito di varare un decreto per motivi “urgenti” (che urgenza c’è, ancora nessuno l’ha capito), forse non ne staremmo qui a parlare in questi toni.
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Francesca reply on Ottobre 14th, 2008 12:55:
da aprile ogni cosa è diventata un’emergenza, ci avete fatto caso?
e con la scusa delle emergenze, si fanno i decreti legge…
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lupoalburnino reply on Ottobre 9th, 2008 17:32:
Vedi, Francesca, sto convincendomi che gli uomini si conoscono solo se appartengono allo stesso ceto sociale. Coloro che hanno la pancia piena non capiranno mai chi stenta anche a riempirsela. E non è un modo figurato per dire che viviamo in una società ingiusta.
In questi commenti se citi la chiesa o il papa quasi ci scappa il morto. Voglio sfidare la sorte. Giovanni Paolo II disse, in uno dei tanti suoi interventi sul rispetto umano, che se l’uomo non ha la pancia piena perde la sua dignità, riferendosi al lavoro. Non è che noi non sapessimo questo aspetto della nostra società, ma detto da papa fece un grande effetto. Lo disse quando governava Berlusconi. Purtroppo si è fermato all’effetto, ma ancora oggi governa B.
Spesso noi ci accapigliamo per questioni senza dubbio importanti, quali la coerenza, la fede, l’ateismo, la laicità, ecc., ma questi temi onestamente mi interessano di più, perchè sono più vicini alla mia sensibilità di uomo. Tutto il resto è importantissimo, non c’è dubbio, ma se vedo un bambino che porge la mano mi emoziono molto di più e sarei disposto a barattare anche le mie scarse conoscenze se quel bambino e naturalmente la sua famiglia non avessero bisogno di chiedere l’elemosina.
Berlusconi sta portando l’Italia ad impoversi sempre di più. A lui interssa lo spettacolo! Il decreto Gelmini, approvato così rapidamente, quale significato può avere?
Ho letto sui quotidiani di oggi che tutto il mondo della scuola è in agitazione, sindacati, docenti, molti genitori, studenti. Ancora spero in qualche miracolo.
E vorrei aggiungere: Berlusconi personalmente è anche molto fortunato, non solo di suo, ma ogni volta che va al governo capita qualcosa che gli fa dire: “C’è una crisi internazionale. Non possiamo fare di più”.
Nel 2001 furono abbattute le torri gemelle, oggi la crisi delle banche.
Che cu…!
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Francesca reply on Ottobre 14th, 2008 12:54:
Quest’ultimo è un aspetto che ho considerato anch’io…mah!
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8 Ottobre, 2008 a 12:46
Pierluigi
La cosa che mi fa incazzare è che il ritorno al maestro unico taglierà intorno ai 100.000 posti di lavoro, 20 volte più di Alitalia, ma non vedo titoloni di giornali al riguardo. Nè Berlusconi considera il salvataggio di tali posti di lavoro una sua battaglia personale, anzi, è proprio il contrario!!
2 domande:
1) Ma secondo voi ha più difficoltà a trovare un nuovo posto di lavoro un pilota Alitalia, o una ex maestra laureata in Scienze dell’Educazione?
2) Ma pensate davvero che la decisione di tornare al maestro unico l’ha presa la Gelmini? E non chi sta nel Governo per quadrare i conti?
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simona_rm reply on Ottobre 8th, 2008 15:00:
la gelimini ha preso pochissime decisioni in questa pseudo-riforma, le sciocchezze del genere: il ritorno del grembiule (VERO) e il voto di condotta.
Il resto del programma è stato dettato da Tremonti. Come ho letto in un blog: questa non è una riforma dell’istruzione, ma solo un colossale pignoramento del sistema scolastico e accademico.
(about me)
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Angelika reply on Ottobre 8th, 2008 17:52:
Hai capito tutto, cara Simona!
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Lara reply on Ottobre 8th, 2008 18:07:
Il ritorno al grembiule mi pare una cosa tanto strana…
Insomma, da quanto ne so il grmbiulino ce lo facevano mettere per no sporcarci e per distinguerci tra maschi e femmine.
Come può una Ca***ta del genere essere messa in una legge???
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Chiara di Notte - Klára reply on Ottobre 8th, 2008 18:33:
Nel mio Paese, quando studiavo io, per tutta la durata del periodo studentesco, dalle elementari alla fine del ginnasio, avevamo una “divisa”. Le ragazze in un modo ed i ragazzi, oviamente, in un altro. Le divise erano tutte uguali e dovevano essere confezionate con gli stessi materiali. Cio’ voleva dire che nessuno poteva farsi disegnare la divisa da Giorgio Armani, e neanche confezionarla in seta invece che in cotone.
Oltre a cio’ esistevano delle regole precise che riguardavano l’aspetto: nessuna ragazza poteva portare capelli sciolti o truccarsi, ed i ragazzi non potevano avere capelli lunghi, barba o baffi.
Questo non era tanto per distinguerci quanto per renderci “uguali”, per non creare differenze fra chi era figlia di un burocrate (e quindi poteva permettersi un look piu’ modaiolo) e chi era una zingara contadina con minori possibilita’ economiche.
Tutto cio’ va interpretato con le chiavi ideologiche del tempo, ma aveva un preciso significato “sociale”.
Se queste fossero le finalita’ della Gelmini non mi sentirei di non condividerle. Purtroppo dubito che lo siano e che invece, questo sapore d’amarcord, voglia accontentare la nostalgia dei genitori sviando l’attenzione dai reali problemi.
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Angelika reply on Ottobre 8th, 2008 19:08:
Esattamente Chiara. Anche perché in molte scuole, in moltissime, il grembiulino si è sempre usato e non è stata certo la trovata della gelmini a rispolverarlo. Vuoi sapere perché non era obbligatorio? Perchè lavarlo e stirarlo per molte mamme è una vera scocciatura, senza contare che con il grembiule non è possibile far vedere l’abbigliamento firmato del proprio pargolo. La cosa più vergognosa di tutte è che agli italiani piace da morire l’amarcord, perché hanno la memoria corta, perché vivono di apparenza, perché sono (per la maggior parte) superficiali. La scuola sta per essere demolita dalle fondamenta e nulla più sarà come prima: tutto quello che c’era di buono sarà gettato nel gabinetto. Se è possibile che una riforma dell’istruzione poggi il suo consenso sul grembiulino, già questo può dare la misura di come stiamo messi…
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simona_rm reply on Ottobre 8th, 2008 19:14:
ECCO! ****sapore d’amarcord**** dovrebbe essere il sottotitolo del pezzo.
E’ la definizione esatta di tutta l’operazione.
Il voto in condotta, il grembiule, il maestro unico, la “finta” abolizione dei giudizi con i voti numerici.
Fumo negli occhi. Negli occhi dei nostalgici, per solleticare la lacrimuccia…che appanna la vista ed oscura i problemi concreti, cioè la mancanza di fondi e di idee.
BRAVA CHIARA: 8+
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lupoalburnino reply on Ottobre 8th, 2008 19:40:
La Gelmini ha dichiarato, tra l’altro, che ogni scuola è libera di adottare “il grembiulino”. Non è obbligatorio: è solo fumo negli occhi.
Ho letto la stesura finale dell’ultimo decreto così come è stato approvato, il quale stabilisce che con il 5 non c’è la bocciatura sic et simpliciter del maestro unico, ma deve essere tutto il consiglio di classe a fissane le modalità.
Anche la figura del maestro unico è ridimenzionata!
Vuoi vedere che ha fatto scuola il figlio di Bossi!
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lupoalburnino reply on Ottobre 8th, 2008 19:46:
Ho posto la stessa domanda per quanto riguarda le assunzioni di piloti e maestri. Scusami.
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8 Ottobre, 2008 a 14:45
francy68
Alitalia: +3 miliardi di spesa
Istruzione: -3 miliardi di tagli
Devo aggiungere altro?
ricordati che l’approvazione per il premier non è mai stata così alta…
Sarà una lunga notte…
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Angelika reply on Ottobre 8th, 2008 19:08:
Temo infinita…
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8 Ottobre, 2008 a 15:10
Simone
Mah, che schifo. La verità è che ci sono migliaia di ingiustizie o leggi del cavolo, o anche cose giuste e leggi che andrebbero rispettate. Solo che alla fine ci vanno sempre a rimettere i più deboli…
Simone
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8 Ottobre, 2008 a 17:13
Iniquo
Quando si parla di tagli ai servizi pubblici è questo che si intende, ma non credo che all’elettore medio di destra freghi qualcosa dei bambini handicappati. Anzi, avendo visto e sentito il comportamento di molti genitori di bimbi “normali”, penso che non vedano l’ora di toglierseli dai piedi perché sono una palla al piede per l’apprendimento del pargoletto. Oggi non hanno vergogna di dire queste cose dei bambini non italofoni, domani urleranno con orgoglio anche contro i disabili (molti già lo fanno).
La CGIL ha annunciato l’intenzione di uno sciopero generale da almeno una settimana, ora pare che anche la CISL abbia capito; i sindacati professionali ed autonomi sono abbastanza forti nella scuola e propendono anch’essi per lo sciopero, molti genitori sembrano capire. Speriamo bene.
Ho sempre preso con le pinze sondaggi, ma certamente questa destra non ha perso consensi nonostante tutte le porcate. Gli italioti non si smentiscono mai.
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8 Ottobre, 2008 a 17:59
Angelika
Vi dico solo che la gelmini ha osato chiamare fannulloni e piccole frange di esaltati gli insegnanti che sono andati a protestare. Ha persino detto di avere il consenso popolare! Quando ci ripenso, mi ribolle il sangue…Tuttavia, proprio oggi ho letto che al di là degli scioperi che comunque vanno fatti, c’è forse ancora qualcosa che tutti e non solo gli insegnanti possono fare, se la scuola è un bene comune. Si può bloccare il decreto con un referendum abrogativo. E’ necessario però raccogliere almeno 500.000 firme. Vorrei chiedere ai gestori di MC se, avendo in mano il testo finale, potrei mettere un link qui e chiedervi di firmare. Insomma, la scuola è di tutti, ci siamo passati tutti, non lasciamo che la calpestino!
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simona_rm reply on Ottobre 8th, 2008 18:09:
io lo firmo. Se non ti fanno mettere il link, sei già autorizzata ad avere il mio indirizzo per farmi avere notizie via mail. Lo giro a chi posso.
Però ho un dubbio: una sottoscrizione per via informatica, è valida come una fisica presso i punti raccolta?
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Iniquo reply on Ottobre 8th, 2008 19:06:
No. Anche quella “fisica” deve soddisfare determinati requisiti quindi non si può neanche firmare su fogli scaricati da internet.
La legge che disciplina il referendum abrogativo è la 352/1970.
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8 Ottobre, 2008 a 18:59
Angelika
Credo di no Simona. Infatti pensavo di mettere il link con l’intento di scaricare il modello e poi farlo girare e firmare. Naturalmente non potrei raggiungervi tutti andando casa per casa, quindi l’eventuale impegno sarebbe di raccogliere firme ognuno come può e poi inviarlo in Cassazione per chiedere l’abrogazione. Non so ancora come si può fare, ma più abili e preparati di me lo stanno approntando. Appena so qualcosa, non mancherò di farti sapere. Grazie comunque per il tuo appoggio! Non è poca cosa di questi tempi!
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lupoalburnino reply on Ottobre 8th, 2008 19:32:
E’ veramente una situazione senza precedenti. Un governo che ha fatto fuoco e fiamme per salvare l’Alitalia per la sua itlianità e per non lasciare disoccupati un migliaio di dipendenti e poi non si preoccupa di creare un esubero di 150.000 tra docenti e ATA?
Stamattina ho sentito un giornalista che diceva: “Voi pensate che sia più difficile per un pilota trovare una nuova assunzione o per un docente?”
Domanda retorica che però mette in evidenza l’odiosità di un governo che solo per fare cassa lascia per terra non i piloti ma i docenti. Così si salva e si migliora la scuola.
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francy68 reply on Ottobre 8th, 2008 21:11:
purtroppo devo darti torto…non è senza precedenti: è quello che succede ovunque quando il potente di turno riesce ad arrivare al controllo dell’informazione.
Era quello cui puntava il piano rinascita, ed è ciò che è accaduto…ma non siamo i primi, nè, temo, saremo gli ultimi.
Mi auguro però che anche tra quei 150.000 ci sia la “maggioranza silenziosa” che opprime questo paese.
E, fra parentesi, vorrei spendere 2 parole di conforto per 90.000 di quei 150.000 che statiscamente l’hanno votato
1) alitalia è salva e resta italiana, siate felici
2) non dimenticate mai che siamo campioni del mondo
efooorzaitaliaaaaa….
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lupoalburnino reply on Ottobre 10th, 2008 16:43:
E’ vero! Dalle statistiche risulta che la maggior parte dei precari ha votato per Berlusconi, credendolo più capace di “governare”: Mi verrebbe di dire: “Prendetelo in saccoccia!”, per non essere volgare. No, non sarebbe giusto, perchè in esubero andrebbero anche altri moltissimi docenti già di ruolo che non l’hanno votato, altrimenti come si spiega il recupero di 8000 miliardi di euro? Il recupero avviene licenziando e non “non assumendo”. Ma non è neppure questo il vero problema: con la reintroduzione del maestro unico si distrugge un progetto educativo e didattico che ci porta ad essere al terzo/quarto posto nel mondo per qualità. Non si riforma per peggiorare, ma per migliorare!
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francy68 reply on Ottobre 10th, 2008 17:12:
il problema è che agli italiani piace chi fa…
stare a vedere se si è fatto bene o male sono sofismi da intellettuali del cazzo.
E non metto la faccina :-), perchè c’è poco da
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9 Ottobre, 2008 a 19:49
F.Maria Arouet
Mi pare che siate tutti d’accordo, magari a ragion veduta posto che parecchi di voi appartengono al mondo della scuola.
A me, da non addetto ai lavori, qualche dubbio rimane.
a) Il problema della scuola primaria italiana é la qualità degli scolari, o sono i 150.000 posti di lavoro di docenti e ATA?
b) E’ troppo meschino applicare alla scuola, come a qualsiasi altra attività, un qualche forma di valutazione del rapporto costo/beneficio, cercando di migliorarlo ove possibile? (non voglio dire che sia il caso della Gelmini)
c) Ho letto da qualche parte che il rapporto alunni/insegnanti in Italia é il più basso d’Europa, che la spesa complessiva per la scuola primaria é tra le più alte, che tuttavia gli stipendi degli insegnanti sono tra i più bassi. Il che porterebbe a dire che, in rapporto alle altre nazioni europee, gli insegnanti sono troppi. E’ vero, o sono le solite leggende metropolitane?
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lupoalburnino reply on Ottobre 10th, 2008 16:59:
Caro F.Maria Arouet, si dicono tante cose sulla scuola in parte vere e in molta parte false. Nello specifico non si tiene conto di come è formata l’Italia. Come sai meglio di me il nostro Paese è il Paese dei “mille comuni” nel senso che per la sua conformazione allungata i paesi sono sparsi su tutto il territorio anche il più speduto. Per cui succede che ci sono scuole piccole con pochi alunni che hanno il diritto allo studio come tutti gli altri e scuole con numerosissimi alunni nei grandi agglomerati urbani. Se fai la somma tra gli uni e gli altri risulta forse che i docenti in media siano più numerosi di altri paesi europei. Non si può fare un esame ragionieristico. Gli studenti non sono oggetti, sono persone che valgono nello stesso modo sia nei piccoli centri che nelle metropoli. Tra l’altro oggi questo è un falso problema. Con i bambini extracomunitari il numero è aumentato di molto, per cui la media si è alzata. Ma la conta va fatta comune per comune, non sull’intero territorio nazionale. Non so se sono stato chiaro!
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F.Maria Arouet reply on Ottobre 10th, 2008 17:29:
L’Italia è indubbiamente lunga e stretta, ma forse non è una ragione bastante a spiegare tutti i nostri deficit nei confronti del resto d’Europa.
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francy68 reply on Ottobre 10th, 2008 17:06:
premesso che non dispongo di dati per fare un discorso accurato sulle cifre, una cosa mi sento di dirla:
la scuola, come la sanità, NON E’ NE’ DEVE ESSERE un’impresa gestita con criteri economici.
La scuola è un servizio (a mio modestissimo parere il 2°, dopo la sanità appunto, per importanza) fornito dallo stato ai cittadini. Le tasse servono a finanziare questi servizi, che non devono produrre utili, nè pareggiare i conti, ma solo fornire il servizio in questione.
Cominciamo a non regalare 3 miliardi di euro agli amici del capo, prima di tagliare i fondi all’istruzione.
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F.Maria Arouet reply on Ottobre 10th, 2008 17:23:
Sono assolutamente d’accordo che i miliardi non si debbano dare agli amici. Del resto chi non lo è?
Non ho capito invece perché, parlandp di scuola, non si debba perseguire, per principio, alcuna ottimizzazione del rapporto costo/beneficio.
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francy68 reply on Ottobre 10th, 2008 17:36:
No, attenzione, non intendevo esprimere contrarietà all’ottimizzazione costi/benefici.
Qualsiasi bene va ben amministrato, quindi anche in questo caso ridurre gli sprechi è un dovere. Quello che intendevo è che, sprechi a parte, queste istituzioni non devono, non devono, non devono avere obiettivi di bilancio; esse nascono per lavorare in perdita e cercare il pareggio di bilancio vuol solo dire ridurne l’effettività e l’efficacia.
Il pareggio di bilancio lo possono perseguire le istituzioni private, che si sorreggono sulle profumate rette di utenti abbienti, stesso discorso vale per gli ospedali; dopo di che ai poveracci non resta che crescere senza istruzione e crepare prima del tempo…USA docet.
Personalmente sono ben felice di pagare le tasse nella speranza di contribuire a un’istruzione e una sanità pubblica.
E peraltro la nostra bistratta (e misconosciuta) costituzione sarebbe anche d’accordo con me (argg…scusate…sono io a essere d’accordo con Lei).
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F.Maria Arouet reply on Ottobre 10th, 2008 17:49:
Non si tratta di perseguire alcun pareggio di bilancio.
Se mai di inseguire costantemente un modello virtuoso e, ove non ne esistesse uno, ma per il momento ce n’è più di uno, di sforzarsi per migliorare il proprio.
Come si dovrebbe fare per qualsiasi attività organizzata, di qualsiasi genere.
Sono anch’io contento di pagare le tasse per l’istruzione pubblica, e sottolineo pubblica, ma lo sarei ancora di più se fossero spesi meglio.
Diciamo la stessa cosa?
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francy68 reply on Ottobre 10th, 2008 18:00:
In effetti sì, mi sembra …
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lupoalburnino reply on Ottobre 10th, 2008 20:37:
Però, francy68, non ho capito cosa significa per te “se fossero spesi meglio”, naturalmente i soldi delle tasse pagate da noi italiani.
Per la scuola primaria, la ex scuola elementare, sono stati raggiunti standard quasi ottimali, altrimenti non saremmo al terzo/quarto posto nella classifica Ocse per qualità. E, guarda caso, il segmento scolastico più drasticamente colpito è proprio la scuola primaria. Non ti viene il dubbio che sia solo un’operazione di cassa?
Non ho mai visto un’operazione così al ribasso soprattutto in un settore importante come la scuola.
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F.Maria Arouet reply on Ottobre 10th, 2008 20:53:
Se siamo al “al terzo/quarto posto nella classifica Ocse per qualità” e al primo per la spesa è evidente cosa s’intenda dire.
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10 Ottobre, 2008 a 17:15
lupoalburnino
Giusto!
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