Dal Gettone al Megabyte

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Avete presente i due cavetti, quello bianco e quello rosso, che hanno trasportato per anni e anni le parole che abbiamo pronunciato e ascoltato al telefono? Devono averne sentite di cotte e di crude, quei due, e probabilmente una ventina d’anni fa hanno creduto che il loro immane lavoro fosse destinato a concludersi in tempi relativamente brevi. Chissà che emozione quando, credendosi vecchi e prossimi alla pensione, si sono sentiti attraversati da un brivido digitale da 4 mega al secondo. E chissà cosa staranno immaginandosi ora che il loro sfruttamento vocale diminuisce sempre più e, al posto delle nostre parole, ascoltano ben più spesso quello strano brusio.
Sembra che Telecom voglia dismettere la gestione della linea voce e far passare tutte le chiamate attraverso l’IP, la linea dati. Il cambiamento sarà a lungo termine e non avverrà in modo traumatico, semplicemente il telefono di casa non si collegherà più direttamente alla presa ma verrà veicolato da un modem. L’apparecchio probabilmente rimarrà quello di prima,  si userà esattamente come prima e tantomeno verranno toccati i numeri di telefono: non dovremmo avvertire nulla di diverso rispetto al solito. Invero una differenza ci sarebbe, e sostanziale.
Quasi nessuno sa che il telefono di casa è autoalimentato, ovvero non necessita di essere allacciato alla rete elettrica: la tensione ad esso necessaria viene trasportata direttamente dalla linea assieme alla voce. Se si vogliono far passare dei dati è invece necessario utilizzare un modem, che va alimentato prelevando corrente dalla rete elettrica. In sintesi, oggi l’energia elettrica necessaria per telefonare viene fornita da Telecom; domani, passando attraverso la linea dati, ogni singolo utente dovrebbe provvedere all’alimentazione dei suoi apparecchi. Per Telecom si tratterebbe di un risparmio immane ma, forse, almeno una parte di questo saving venga girato agli utenti.
L’unica vera criticità del cambiamento in corso riguarda le emergenze. Il sistema attuale è autonomo, consente quindi di telefonare anche durante i blackout; il sistema futuribile, essendo legato a un’alimentazione domestica o comunque locale, sarebbe direttamente legato all’efficienza della rete elettrica e priverebbe dell’uso del telefono fisso nei momenti in cui la rete perde tensione. Si è pensato di spostare le chiamate d’emergenza sulla rete mobile ma per far ciò si renderebbe necessario fornire un back up elettrico ai ponti mobili. Sembra che questa via sia decisamente più facile ed economica che non continuare ad alimentare le attuali centrali della telefonia fissa. Garantire la rete mobile però non fornisce le medesime sicurezze del garantire la rete fissa in quanto il supporto da utilizzare per chiamare (il cellulare) è legato a una batteria, ha quindi un’autonomia limitata. Va da sé che, seppur in misura contenuta, con questa mossa si accetterebbe di abbassare la percentuale di sicurezza fornita dall’attuale supporto.
Ad oggi v’è tutto il tempo per definire meglio questo punto, che non ritengo assolutamente un dettaglio; spero si possa trovare una formula che salvaguardi (o, perchè no, migliori) le garanzie che sono sempre state patrimonio del caro vecchio telefono fisso.

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serpiko Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo
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Articolo molto interessante.
Ne avevo già sentito parlare ma mi era sfuggito l’aspetto del risparmio per telecom

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Io credo che in ogni caso il cambiamento sia vantaggioso:

1) La fonia “digitale” (over IP) permette di usufruire di servizi avanzati senza bisogno di sottoscrivere abbonamenti particolari e/o utilizzare apparecchi dedicati. Basta avere un minimo di potenza di elaborazione sul terminale utente. Inoltre essa è già utilizzata nell’infrastruttura di trasporto (perlomeno in senso “digitale” perchè i protocolli possono anche essere differenti da IP ma questo è un problema “tecnico” che non interessa agli utenti), quindi si renderebbe uniforme la rete

2) Data la densità di telefonini per abitante, non penso sia un grave problema trasportare le chiamate d’emergenza sulle linee mobili.

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Gatto Assassino

Gatto Assassino’s avatar

Credo che, giustamente, serpiko volesse solo evidenziare come questo passaggio, da un alto corrisponde ad un risparmio per l’azienda, e dall’altro una diminuzione della fruibilità del servizio. Se facciamo 100 l’attuale fruizione del servizio telefonico, su VOIP la fruibilità è sicuramente inferiore (stimata credo non superiore a 80). I vantaggi derivanti dal VOIP, ci sarebbero comunque, anche mantenendo in parallelo la linea telefonica classica. Qualcosa di più ci può dire qualche utente che ha disdetto la telefonia fissa, per passare voce e dati su IP (Fastweb). Conosco una persona che si è vista costretta a riaprire un contratto con Telecom per problemi alla linea telefonica su IP con Fastweb. Non sono in grado di stimare se è un caso isolato o no. Certo è, che i problemi alle linee dati sono di gran lunga superiori a quelli sulle linee PSTN. L’obiettivo di Telecom, quindi, è solo quello di risparmiare. Trasportare le emergenze su linea mobile, può non essere in tutti i casi accettabile. Pensiamo agli anziani che vivono soli, magari in microscopici paesini… un blackout e sono totalmente tagliati fuori. Che facciamo, forniamo il salvalavitabeghelli????

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Gatto Assassino

Gatto Assassino’s avatar

Alè!! Anch’io per la prima volta in coda di moderazione!!! :)

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Bello l’articolo, per questo mi permetto di completare il quadretto con qualche informazione piu` dato che i consumatori devono fronteggiare manager con introiti a 6-7 zeri che, in questi casi, si eccitano a tal punto da usare piu` del 90% (*) dei loro neuroni :-)
(*) percentuale ovviamente irragiungibile / chimerica.

Visto che:
- Telecom ha toccato il fondo con i giochetti degli indebitamenti, dei licenziamenti progressivi e delle societa` a cascata tipo scatole cinesi;
- la concorrenza comincia a far sentire il suo peso;
- il canone fisso non e` piu` sostenibile cosi` come lo intendiamo oggi, e comunque ha un’incidenza eccessiva sul costo finale della bolletta media (per le famiglie che fanno al massimo un paio di telefonate al giorno) e su questo la sensibilizzazione (un po’ grezza) fatta da B. Grillo, anche agitando lo spauracchio di Skype, qualche risultato l’ha prodotto;
- la telefonia mobile e` diventata preponderante rispetto a quella fissa;
- l’aumento degli accessi *DSL a Internet non conosce soste;
- sono disponibili a prezzi economici dorsali Internet a 10 e presto a 40 Gigabit/sec. (quelle a 100 arriveranno fra qualche anno);

la strategia (come quasi tutti sanno) e` cosi` cambiata da qualche anno:
- reinglobamento di Tin in Telecom (negli anni ‘90 era stata scorporata secondo la logica della differenziazione del business);
- unificazione delle bollette telefoniche / Internet con drastica diminuzione dei costi fissi per gli utenti e offerta di nuovi servizi (cosi` da rendere meno attraente la fuga verso i concorrenti); in pratica fidelizzazione degli utenti a tutti i costi (essere corteggiati non e` cosi` spiacevole, basta esercitare bene il d.d.s. (*) );
- diffusione di massa di apparecchiature elettriche / elettroniche prodotte in Cina da aziende controllate / compartecipate da Pirelli.

(*) d.d.s. = diritto - dovere di scelta (spesso e` necessario dire un po’ di NO prima che il proponente capisca che deve “proprio” fare la cosa giusta per ottenere un SI).

Dopo aver digitalizzato le linee voce a valle delle centrali telefoniche e` ormai tempo di aggiornare anche l’ultimo “miglio” (termine questo che mi richiama le interminabili guerre di trincea perche` e` ovvio che ci saranno grosse battaglie per quel tratto di cavo).

Le opportunita` di business sono enormi per vari motivi e qui elenco alcune considerazioni sulle stesse (tralasciando quelle gia` menzionate):

1) si tratta di sostituire degli apparecchi che non si rompono praticamente mai come gli attuali telefoni analogici con degli altri molto piu` “tecnologici” e quindi con cicli di vita sicuramente inferiori a quelli attuali (circa 30 - 40 anni).

2) questi nuovi apparecchi avranno probabilmente funzioni multiple, ovvero offriranno anche le funzionalita` degli attuali modem-router *DSL per cui non sara` piu` necessario acquistarne / noleggiarne uno a parte per poter navigare in Internet.

3) in breve il telefono-base potrebbe diventare una specie di gateway / porta di uscita verso il mondo centralizzata attraverso cui faranno capo:
- gli altri eventuali telefoni secondari (sempre VOIP);
- la rete locale della casa cui si potranno collegare 1 o piu` computer.

Il collegamento con il resto del mondo potra` avvenire non solo tramite l’attuale linea telefonica ma (forse, come prospettato) anche direttamente via etere (in osservazione al principio di ridondanza delle vie di comunicazione).

4) Chi riuscira` a fornire meglio soluzioni chiavi in mano completamente funzionanti, quasi senza installazione, potra` fornire piu` facilmente anche il cosidetto “hardware”, cioe` tutti gli apparecchi fisici che, essendo prodotti in oriente (es. Cina, Corea, Taiwan, ecc.), garantiranno ottimi margini di guadagno pur a prezzi ridotti (e soprattutto potranno essere sostituiti molto piu` spesso di adesso); tutto questo senza contare le forniture accessorie per le infrastrutture di rete, ecc.

5) L’aumento esponenziale di apparecchiature con indirizzi Internet, “potrebbe” velocizzare ulteriormente il passaggio da IPv4 a IPv6 (il che favorira` l’ulteriore ricambio di apparecchiature anche se onestamente sarebbe meglio rimanere sul piu` anonimo NAT per le apparecchiature locali) e aprire di conseguenza` ulteriori spazi per lo sviluppo della domotica.

6) “Last but not least”, si potrebbe rendere piu` interessante la corsa al controllo delle comunicazioni di massa (a beneficio del mercato si intende) in stile G.F. 1984.

Infine i piccoli dettagli tecnici.

A) per la sicurezza delle comunicazioni in caso di mancanza di alimentazione elettrica credo si ripieghera` sulle batterie autoricaricabili di nuova concezione (ecologiche), dopotutto penso che garantire alcune ore, es. da 1 a 48 di funzionamento, sia piu` che sufficiente per il 99.99% dei casi; in caso di catastrofe naturale si ricorrera` a metodi alternativi come facciamo oggi.

B) per la rete locale domestica, devo dire che sono tendenzialmente contrario alle comunicazioni via etere dentro le abitazioni (per quanto sicure esse siano), preferirei un qualche sviluppo attraverso le normali prese elettriche, dopotutto se uno vuole la liberta` di parlare senza cavi puo` sempre usare un telefono cellulare diretto.

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