Dagli USA uno schiaffo a Marchionne 8


Incensato e leccato, l’amministratore delegato della FIAT Sergio Marchionne chiude l’anno ricevendo un dispiacere da  24/7 Wall Street, sito statunitense dedicato ai temi economici, che piazza la FIAT 500 al sesto posto della poco onorevole classifica dei flop commerciali dell’anno.

This year, Fiat released its new 500 — a three door car that is under 12 ft. long. The car was expected to be a big seller, rivaling BMW’s Mini. Even before the car’s launch, however, detractors were predicting failure. Alan Mulally, CEO of Ford (NYSE: F), stated in Panorama magazine, “I do not see large market in the U.S.A. for a smaller car than the Fiesta. Those that tried failed.” He was right. According to online magazine DailyTech, “Fiat expected to sell 50,000 500s during 2011 in North America. Through the first seven months of 2011, Fiat sold fewer than 12,000.” Sales were so poor that Chrysler Group, which manages the Fiat brand in the United States, ousted U.S. chief Laura Soave this past November.

Un piazzamento che rappresenta l’ennesima impietosa dimostrazione del fallimento delle politiche commerciali della FIAT a cavallo dell’Atlantico, ora solcato da bastimenti che portano in Europa i vecchi modelli Chrysler e negli USA la vetturetta FIAT, senza tuttavia riuscire a suscitare l’interesse della clientela.

Dopo la Dodge Journey trasformata in Fiat Freemont, anche le vendite delle Chrysler Voyager e 300, divenute rispettivamente la Lancia Voyager  e Thema segnano il passo, mentre il trionfale sbarco della 500 negli USA si è trasformato in un bagno di sangue per i concessionari locali , spinti da Marchionne a pesanti investimenti per promuovere la vetturetta che poi ha tradito le aspettative. Perché al prezzo con il quale viene proposta, gli americani possono comprare un’infinità di vetture più grandi e comode e la 500 non è diventata abbastanza trendy e ambita da suscitare amori irrazionali.

Politiche commerciali assurde, che hanno portato a vendere una minicar con un prezzo da auto media agli americani e restyling di vecchi prodotti premium a prezzi di sconto in Europa, raccogliendo risultati disastrosi in tutti i casi.

Il livello di tecnologia di queste vetture e i prezzi sono assolutamente imbattibili. Chieda quale ammiraglia puo’ trovare a quei prezzi li’ in giro” aveva dichiarato Marchionne alla presentazione delle ultime due travestite Lancia. Ma la clientela premium non vuole acquistare restyling di vecchie (seppur buone) auto a prezzi bassi.

Vuole auto che siano novità, tecniche ed estetiche, vuole esclusività, auto performanti da esibire come status symbol ed è disposta a pagarle care, tanto che il prezzo è, insieme al marchio, parte integrante dell’immagine per questo tipo di vetture, che regalano a chi le produce margini inimmaginabili per i prodotti FIAT. Per converso è molto difficile attirare la clientela sensibile alle spese puntando esclusivamente sul prezzo d’acquisto, se l’auto ha i costi di gestione elevati propri della categoria premium. Considerazioni che sono l’ABC di chi produce e vende auto, ma Marchionne non ha significative esperienze pregresse nel settore e il tempo sta dimostrando quanto invece siano necessarie per interpretare il mercato, che è sicuramente uno dei più competitivi e difficili.

Non basta saper gestire una fabbrica o le alchimie finanziarie, come non basta saper trattare con i governi per ottenere o estorcere finanziamenti pubblici. Se vuoi vendere automobili, devi essere capace di costruire le vetture giuste al momento giusto. Vetture belle, performanti, che abbiano l’immagine della novità e il profumo della modernità. Tutte cose che la FIAT di Marchionne si è dimostrata incapace di fare.

 


8 commenti su “Dagli USA uno schiaffo a Marchionne

  • fma

    Sì. E’ molto più facile e di effetto immediato gestire la finanza e perfino l’organizzazione produttiva di una grande azienda manifatturiera, piuttosto che il suo prodotto.
    Una buona progettazione non si inventa e senza una progettazione all’altezza i prodotti non escono.

  • giesse51

    Complimenti, ottimo articolo. Posso solo aggiungere alcuni pensieri di carattere soggettivo: certo gli “americani” non si genuflettono ne si fanno prendere per i fondelli da un pseudo-manager imbonitore, più capace nel ricattare i deboli e i pavidi (lavoratori italiani) che turlupinare gli “acquirenti” americani. La ” nuova 500″, poi è una m… già per noi italiani… e senza la prerogativa del prezzo più basso del mercato della “vecchia” e beneamata 500 (nostalgia? Probabile…!).

  • Emanuela Pesciaroli

    Marchionne pensava di trovare in America quell'America che aveva trovato in Italia la Fiat? Mantenuta a costi zero dalla politica italiana con lo spauracchio della disoccupazione!!!!!

  • RS6plus

    Si potrebbero anche riposrate le motivazioni commerciali, ovvero le appena 100 cocnessionarie su 133 previste quindi il 25% in meno.
    Il paragone che automotivenews fa con mini non tiene contio del fatto che la tedesca è composta da cinque modelli contro solo uno del cinquino.
    Ma indiscutibilmente si è sotto target, altrimenti non cacciavano Laura Soave, responsabile fiat USA.
    Subdolamente però si da per assodato che ilò freemont sia un flo commerciale, eppure hanno dovuto quadruplicare la produzione in questi 6 mesi di presenza commerciale.
    20mila ordini ottenuti in 1 mese, contro quelli che ci si aspettava ottenesse in 6
    Thema e voyager flop commerciali…?
    Target annuale di 15pezzi a 3 mesi dal lancio, si conoscono a malapena i dati di novembre e non ancora quelli di dicembre e già è un flop?
    Su quali dati di immatricolauioni si desume tale giudizio?
    Inutile stare a citare fonti come interautonews ed acea, sconosciti all’autore dell’articolo. Più che mente critica, mi sembra mente disinformata
    Per scrivere su qualcosa bisogna avere qualcosa di interessante da scrivere e se non si hanno le fonti e si conosce ciò di cui si parla, si dovrebnbe far riposare semplicemente la tastiera, altrimenti inutile bar sport.
    Aprite la mente all’informazione

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