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L’Eroe Ercolino Contro l’Idra dalle Cinquanta Teste

26 agosto, 2008 di Alessio in Asia  
Archiviato in Informazione



Sono quattordici (14) anni che Berlusconi, quando gli fa più comodo, ripete la litania della persecuzione giudiziaria da parte dei giudici (giacobini, comunisti, rossi, politicizzati, pazzi e/o antropologicamente diversi). Secondo il signor Berlusconi, questi cattivoni ce l’avrebbero con lui solo perché è “sceso in campo”. E Berlusconi sarebbe entrato in politica con l’altruista e nobile intento di aiutare il paese che ama e di ripulirlo da quei fagocitatori di bambini che sono i comunisti.

Berlusconi ha ripetuto qualche centinaio di migliaia di volte che i magistrati ce l’hanno con lui, lo perseguitano senza giusta causa, sono (inspiegabilmente) tutti di estrema sinistra (anche quelli che l’hanno assolto varie volte?) e ultra-determinati non a fare il loro lavoro per amor di Giustizia ma a perseguitare i politici dei partiti avversari. Berlusconi stesso sarebbe l’uomo politico più perseguitato in Italia e, forse, nel Mondo. Di sicuro in Occidente, dove non esiste un politico che vanta una storia giudiziaria lontanamente paragonabile al leader della destra italiana.

Tanta ‘ggente ci crede, pensa veramente che gli zingari rubino i bambini per poi rivenderli ai comunisti, che si nutrono dei loro corpicini fra una puntata di Blob e una lettura de Il Capitale.

Tanta ‘ggente pensa che questo santo martire di Berlusconi sia un moderno crociato che libererà l’Italia da questi mostri bolscevichi, per poi ascendere in Cielo e sedere alla destra del Padre.

Ma finché questo angelo protettore della ‘ggente si troverà in terra, Disegno Divino vuole che il suo corpo mortale sia vittima degli attacchi di questo cancro della democrazia che è la magistratura rossa, la quale cerca – nella sua malignità inumana – di colpirlo con processi inventati e politicizzati.

Berlusconi, secondo la vulgata nazional-popolare, sarebbe un novello Ercole, o meglio un Ercolino, vista la taglia, che deve combattere contro la terribile Magistratura Rossa, un’Idra dalle cinquanta teste, che può attaccare indifferentemente dalla Procura di Milano, Palermo, Roma o Perugia.

Secondo la maggior parte delle leggende tanti eroi avevano già sfidato la terribile Idra, ma invano. Secondo alcuni mitologi, le teste dell’Idra sarebbero state tutte d’oro. Addirittura secondo altri le teste erano cento o addirittura diecimila. Il corpo era di un drago gigantesco e senza ali. Qualsiasi testa venisse tagliata, subito ne rispuntavano tre. Come i processi di Berlusconi, che prescritto uno, ecco che ti arrivano altri tre avvisi di garanzia. Il fiato ed il sangue dell’Idra erano velenosissimi e dalle bocche eruttava fuoco e fiamme.

Il mito narra che l’Idra fu uccisa da Ercole durante la seconda delle sue fatiche. Non fu un’impresa facile. Ercole stanò l’orrenda belva mentre digeriva il suo pasto nella caverna. Appena uscì l’Idra gli si avvinghiò contro facendolo cadere. Ercole reagì e tagliò tutte le teste dell’Idra ma immediatamente altre tre ne presero il posto. Per non cadere preda del suo fiato tremendo Ercole trattenne il respiro. Ebbe poi un’illuminazione. Aiutato dal suo fido Ministro della Giustizia Iolao, ogni volta che tagliava una testa all’Idra bruciava le teste che rispuntavano usando un tronco infuocato. L’ultima testa tuttavia era immortale e non servì nemmeno il suo nuovo stratagemma. Allora seppellì la testa e il corpo sotto un masso enorme, a forma di Costituzione Italiana. Poi bagnò la punta delle frecce nel sangue dell’Idra, per rendere le ferite inflitte da esse inguaribili.

Insomma, un’impresa non facile, estirpare questo cancro orribile della magistratura, nemmeno per il nostro eroe Ercolino; e a volte, lo confesso, a forza di sentire e risentire questa manfrina, anche chi scrive è stato assalito dal dubbio che nei Tribunali italiani si nascondessero gli ultimi simpatizzanti di Stalin e Mao Tze Tung.

Nasce prima il politico o l’imputato?

Allora, cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte. Quali sono i fatti? Quali sono le cadenze temporali? Insomma, nasce prima il politico o l’imputato? Berlusconi è imputato perché è entrato in politica, oppure Berlusconi è entrato in politica (anche) perché è imputato? Berlusconi nel 1994 era vergine? Mi sembra importante chiarire questo, prima di continuare a parlare di attualità politica.

Certo, se gli italiani ad aprile avessero votato come Presidente del Consiglio Santanchè, Veltroni, Bertinotti, Montanari, Boselli o qualunque altro cittadino italiano senza processi pendenti – e ce ne sono molti, di cittadini più o meno onesti – avremmo potuto risparmiarci queste domande, e staremmo ora a parlare di cose più importanti per tutti, come la Salute, l’Ambiente, l’Energia, i Diritti, il Lavoro, l’Istruzione, la Ricerca e chi più ne ha più ne metta. Ma, si sa, a noi italiani piace complicarci la vita con le nostre mani. Non a caso, un giornale svedese prima delle elezioni titolò: Salvate l’Italia dagli italiani!

Dunque, affrontiamo il discorso una volta per tutte.

La pioggia di Idra e la Grande Paura

Berlusconi prepara l’entrata in politica nel 1993 e scende in campo nel 1994. Nel 1993 la “pioggia di avvisi di garanzia” era già caduta sulle teste dei principali leader politici nazionali, che fino ad allora avevano ben protetto gli interessi economici berlusconiani. Soprattutto il maggiore referente politico berlusconiano, il PSI, è travolto dalle inchieste. La sua dirigenza è letteralmente decimata. L’amico intimo di Berlusconi Bettino Craxi cumula una ventina d’avvisi di garanzia e si difende non invocando la sua innocenza ma dicendo che sono tutti colpevoli. Lo stesso Craxi attacca la Procura di Milano (si sarebbe mossa secondo “un preciso disegno politico”) in un celeberrimo discorso alla Camera (il 29 aprile del 1993). Ciò nonostante le indagini dimostrarono come Craxi avesse utilizzato parte dei proventi delle tangenti (circa 50 miliardi di lire) per scopi personali (Finanziamento del canale televisivo Gbr di proprietà della sua amante Anja Pieroni, acquisto di immobili, affitto di una casa in costa Azzurra per il figlio).

A ulteriore dimostrazione del fatto che l’utilizzo delle casse del partito PSI non era finalizzato solo all’attività amministrativa ordinaria del partito stesso, durante le indagini (dopo un fallito tentativo di farli rientrare in Italia) Craxi li versò sul conto di un prestanome, Maurizio Raggio [11] . Successivamente emersero sempre più prove contro Craxi. Inoltre con la fine della legislatura e l’abolizione dell’autorizzazione a procedere, per Craxi si fece sempre più vicina la prospettiva di un arresto e dell’amara esperienza carceraria. Il politico milanese decise allora un gesto forse poco nobile: la fuga. Il 5 maggio 1994 scappò in Africa, nella Tunisia del suo amico Ben Alì.

Dunque, questa era la premessa all’ingresso in politica di Berlusconi.
Lo stesso Berlusconi alla fine del 1993 confida a due importanti giornalisti italiani, Montanelli e Biagi,: “Se non entro in politica fallisco e mi arrestano!!”

Dunque, Berlusconi temeva il fallimento e l’arresto? Prima di entrare in politica? A questo punto potremmo già rispondere alla domanda che ci siamo posti. Ma aspettiamo ancora un po’.

Vediamo…come mai Berlusconi aveva paura? Berlusconi nel 1993 era un cittadino onesto oppure aveva già avuto a che fare con i Tribunali?

Ercolino e la Legge prima del 1994!

Eccovi un elenco dei rapporti Berlusconi-Legge Italiana precedenti al suo ingresso in politica:

a) Traffico di droga

Nel 1983 la Guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di Berlusconi. Nel rapporto si legge: «È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo…». L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.

b) Falsa testimonianza sulla P2

La prima condanna di Silvio Berlusconi da parte di un tribunale arriva nel 1990: la Corte d’appello di Venezia lo dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel settembre 1988, infatti, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi aveva dichiarato al giudice:”Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo”. Per questa dichiarazione Berlusconi viene processato per falsa testimonianza. Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavalier Berlusconi è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978.[7]

Nella relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 si legge: “…alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di là di ogni merito creditizio…”. Le due grandi banche, infatti, che danno credito a Berlusconi sono la Banca Nazionale del Lavoro e il Monte dei Paschi di Siena, dove durante gli anni ‘70 la P2 è più attiva. Il Monte dei Paschi concede tra il ‘70 e il ‘79 70 miliardi di mutui fondiari a Berlusconi a tassi fra il 9 e il 9,5%.

Il 10 aprile 1978 Berlusconi inizia una collaborazione come editorialista sul maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, proprio quando la loggia P2 acquisisce, come dice la commissione parlamentare d’inchiesta “il controllo finanziario e gestionale del gruppo Rizzoli“.

Interpellato su Licio Gelli, Berlusconi risponde: “…Anch’io come 50 milioni di italiani, sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli. Anni di inchieste sono serviti solamente ad offrire alle varie fazioni politiche un terreno di lotta e di calunnie facile quanto strumentale.

La corte d’appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2. Il reato è però estinto per l’intervenuta amnistia del 1989.

c) Tangenti alla Guardia di finanza

Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società (Mondadori, Mediolanum, Videotime, Telepiù) dal 1989 al 1993.

In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l’assoluzione è concessa con formula dubitativa (comma 2 art. 530 cpp).

La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l’insufficienza di prove.[8]

d) Caso Lentini

Berlusconi è stato rinviato a giudizio ( nel 1998 ) per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l’acquisto del calciatore Lentini. Nel contratto ufficiale depositato alla Lega Calcio si indicava il prezzo di 18 miliardi e mezzo di lire, ma altri 10 miliardi “in nero” sarebbero stati pagati all’allora presidente della società granata Gianmauro Borsano. Circostanza ammessa dallo stesso Borsano e verificata attraverso lo svolgimento di rogatorie con la Svizzera. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio. Guarda caso, l’imputato Berlusconi ha beneficiato di una legge fatta dal Governo presieduto dal politico Berlusconi.

Le indagini partirono l’11 ottobre 1993 (dunque prima dell’ingresso in politica dell’imputato Berlusconi), con lo scoppio dello scandalo “Piedi Puliti”.

Conclusioni?

Così scrive il GIP Carlo Bianchetti, nell’archiviazione di un atto del 15 maggio 2001:

“Risulta dall’esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle prospettazioni del denunciante (Berlusconi), le iniziative giudiziarie….avevano preceduto e non seguito la decisione di “scendere in campo”.

Ricordo inoltre che:

Il pool di Mani Pulite ha compiuto, tra il 27 febbraio 1992 e 20 luglio 1993 ben 25 accessi presso Fininvest e Publitalia”.

In definitiva, sembrerebbe perciò che l’imputato sia nato decisamente prima del politico. Per dirla in alter parole: sembrerebbe proprio che Berlusconi sia entrato in politica per non essere arrestato.

Per finire vorrei ricordare a tutti l’Art. 3 co. 1 Costituzione Italiana

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI”.

e le parole di un vecchio conoscente di Berlusconi:

“Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa”. Licio Gelli (fonte)

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Comments

33 Risposte a “L’Eroe Ercolino Contro l’Idra dalle Cinquanta Teste”
  1. Emanuele scrive:

    Ottimo resoconto.
    Un ripassino non fa mai male.

    Emanuele post: L’Eroe Ercolino Contro l’Idra dalle Cinquanta Teste

  2. Francesca scrive:

    Concordo, un ripassino per noi, non fa mai male.
    Peccato che la stra-grande maggioranza degli italiani ignora questi che sono fatti e non supposizioni di comunistoidi mangiabambini.

    La cosa terribile (oltre al resto) è che veramente il piano di Gelli si sta concretizzando.

  3. E’ assurdo, ma in effetti non rimane altro che Silvio in persona, a reti unificate, annunci solennemente che ha preso tutti per il culo e che l’unico suo vero interesse era pararsi il proprio, oltre che nel frattempo raggranellare qualcosa…ma probabilmente neppure l’ammissione pubblica spazzerebbe il torpore che attanaglia il paese.

  4. Angelika scrive:

    Ma quale torpore! Sta’ tranquillo che se mai silvio in persona annunciasse solennemente quello che hai scritto, gli italiani gli farebbero un’ovazione, una ola, un’acclamazione senza precedenti. Penserebbero solo che è stato onesto a confessare tutto, pronti a seguire se possono le sue orme e se non possono a invidiarlo e amarlo ancora di più. Altrimenti perchè avrebbe vinto a mani basse e la preferenza per il suo governo non accenna a diminuire??

    • amarlo ancora di più

      Dici che gli italici maschi sono un popolo di gay? :roll:

      Sulle donne non mi pronuncio; anche io lo amerei se mi facesse “ministra” :mrgreen:

      Chiara di Notte – Klára post: La storia delle cose

      • Angelika scrive:

        Un popolo di gay, no, non credo. Almeno, non tutti. ;)
        Ma un popolo di frustrati, pronti a seguire le gesta del cavaliere nero, ahimè, tristemente devo dire di sì.

        • Forse tu sai meglio di me che gli italici maschietti sono molto sensibili all’argomento “omosessualita’”. Parlo degli italici maschietti che millantano di “averlo duro”… dico millantano perche’ poi nella realta’ non e’ quasi mai cosi’ :-)

          Ebbene io credo che creare uno spot in cui il senso del discorso e’ “chi vota B. e’ gay perche’ lo piglia nel culo”, potrebbe sortire un effetto maggiore di qualsiasi altro argomento basato sull’economico o il sociale. :mrgreen”

          Dovrebbero pensarci nella prossima campagna elettorale, non credi?

          Qualora ce ne fosse un’altra di campagne elettorali… cosa che (ahime’) dubito :-(

          Chiara di Notte – Klára post: Nuovi domini

          • davide scrive:

            Distinta Chiara,

            “Qualora ce ne fosse un’altra di campagne elettorali… cosa che (ahime’) dubito”

            Adesso siamo arrivati al punto di accusare Berlusconi di voler abolire le elezioni.

            Mi stupisco che chi critica il governo continui a presentare Berlusconi come il babau che minaccia la democrazia.

            In ogni caso un simile atteggiamo non fa altro che rafforzare Berlusconi e mettere ancora più in ridicolo (come se non lo fasse già abbastanza di suo) la sinistra.

            Saluti Davide

            • Adesso siamo arrivati al punto di accusare Berlusconi di voler abolire le elezioni.

              Abolirle no. Ma renderle una buffonata si’.

              Chiara di Notte – Klára post: Nuovi domini

              • davide scrive:

                Distinta Chiara,

                “Abolirle no. Ma renderle una buffonata si’.”

                Ma se le prossime elezioni fossero vinte dalla sinistra, diventerebbero serie?

                Comunque Berlusconi vincerà anche le prossime elezioni: non per merito suo, ma per demerito della sinistra.

                In questo momento il partito democratico è in coma e Veltroni conta come il due di picche. Di fatto la sinistra è in mano ad un demagogo populista, Di Pietro, che fa il giustizialista.

                Ciao

                • Francesca scrive:

                  Di fatto la sinistra è in mano ad un demagogo populista, Di Pietro, che fa il giustizialista.

                  Opinione tua, credo che in quanto a populismo (parola molto in voga!) ce ne siano diversi prima di lui sulla scala.
                  Di Pietro rimane l’unico che pretende la giustizia come un diritto e un dovere in Italia ma qui viene passato come giustizialista (altra parola molto in voga!)

                  La speranza è che cambi qualcosa prima delle prossime elezioni.
                  E non lo dico solo per chi si sente di sinistra, ma per tutti gli italiani.
                  Ci vorranno anni per riprendersi da tutto il disastro che hanno fatto e che continuano a fare.

  5. Marcoilbuono scrive:

    Nell’ottimo artciolo si legge:
    e a volte, lo confesso, a forza di sentire e risentire questa manfrina, anche chi scrive è stato assalito dal dubbio che nei Tribunali italiani si nascondessero gli ultimi simpatizzanti di Stalin e Mao Tze Tung.
    Non vi ricorda nulla? Qualche articolo dei giorni scorsi?
    Dopo questa inquietante sequela di schifezze, ancora credete che l’italia sia un paese normale?
    Beati voi.

    • ancora credete che l’italia sia un paese normale?

      Per cortesia, sono curiosa, mi dai una descrizione omprensibile di “Paese normale”? :-)

      Chiara di Notte – Klára post: Nuovi domini

      • Marcoilbuono scrive:

        No che tristezza, lo sapevo che doveva arrivare qualcuno a chiedermi cos’è normale e cosa non lo è. stamattina sono yogurt.
        Un paese dove i cittadini possano ragionare con la loro testa senza essere bombardati giornalmente da emilio fede, paolo del debbio, rai politicizzata e mediaset del caso, giornali, radio… e tutto in mano ad una persona sola.
        Mi accontenterei anche solo di questo, visto che in francia, spagna, inghilterra, olanda, svezia e tanti altri paesi non voterebbero mai un personaggio simile.
        Inoltre noi abbiamo anche il problema enorme del vaticano.
        Chiara spero di aver scritto in maniera comprensibile, come da tua richiesta.

  6. Gaetano G. scrive:

    Non credo che tutte le persone che lo hanno votato non sappiano niente di quello che è scritto nel post. Purtroppo a molti piace per quello che ha fatto e per quello è ,un personaggio di Alberto Sordi, l’inbroglione che ce l’ha fatta.

    • simona_rm scrive:

      Si, condivido. Il Berlusconi “furbo” riscuote molta simpatia anche secondo me. L’uomo che gabba i giudici, la Guardia di Finanza, l’uomo che offende l’Europa e annulla la Costituzione, PIACE! Piace moltissimo. Dev’essere il fascino di Arsenio Lupin o Diabolik o chissacchì.
      Comunque, ammirare dei delinquenti comprovati è una patologia (about me).

      • Gaetano G. scrive:

        Non trascurare il fascino del potere, perchè potente lo è diventato e questo è motivo di ammirazione, non solo in Italia

        Credo che dopo quasi quindici anni che che ce lo sorbiamo si possa anche azzardare un giudizio politico sull’uomo non credi ? ( Per me vale quello degli americani al g8:un dilettante)

  7. Oris scrive:

    L’ennesimo spreco di energia.

    L’anti-berlusconismo non funziona, non importa quanto sia fondato, non funziona.

    Le masse non ragionano con la testa.

    Cerchiamo altre strade grazie.

  8. fabio scrive:

    Tranquillo ! fino a che lo scrivi lo leggeremo solo noi che sappiamo leggere…quelli che l’hanno votato guardano la TV…ma in TV non potresti mai dirlo……

    Continua cosi’ comunque, la memoria storica e’ preziosa.

    fabio post: Il nostro futuro

  9. lupoalburnino scrive:

    Nemmeno io, che non ho mai votato a destra, figuriamoci Berlusconi, sapevo tutto su questo “fortunato e perverso personaggio”.
    Vivo in una regione in cui, purtroppo, i camorristi sono difesi dalla popolazione perchè ritenuti datori di lavoro. Per fortuna non tutti. Volete che gli italiani non ammirino un uomo che le malefatte le fa alla luce del sole?
    Gli italiani o italici, come dir si voglia, tanto la sostanza non cambia, non amano chi non li gabba.
    Ripeto una massima latina: “Vulgus vult decipi, ergo decipiatur” ” Il popolo vuole essere ingannato, dunque sia ingannato”. Questa massima risale a qualche secolo fa. Avete mai visto il popolo italiano ribellarsi. E per cortesia non parliamo delle Resistenza (un fatto eccezionale e irripetibile!).
    Per il resto il Gattopardo è sempre tra noi!

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