Da arrossire: Tutti gli incredibili numeri dello spreco della politica italiana 87


Attenzione nel Luglio 2012 è stato pubblicato un rapporto aggiornato. La situazione è peggiorata

Di seguito il rapporto aggiornato (fonte UIL)

(PILLOLE DI SPENDING REVIEW)

N° 1 – IL COSTO DELLA REPUBBLICA

Quanto costano i “Palazzi” del Potere?

Quanto costa agli Italiani mantenere un tanto pletorico quanto ipertrofico apparato politico-istituzionale?

Che la (Casta) politica italiana sia la più costosa d’Europa (probabilmente tra le più dispendiose al mondo!) è un fatto notorio

L’ITALIA, rispetto agli altri paesi europei, SPENDE in media IL 30% IN PIU’ PER I COSTI DELLA POLITICA.

Per l’esattezza (dati Uil):

  • OGNI CONTRIBUENTE DESTINA AL MANTENIMENTO DELLA macchina della REPUBBLICA circa “646 EURO” L’ANNO;
  • I COSTI DELLA POLITICA ITALIANA (diretti e indiretti) AMMONTANO A circa “24,7 MILIARDI” DI EURO (cifra, per intendersi, pari al 2% del Pil nazionale e ad oltre il 12% dell’intero gettito Irpef!).

Più in dettaglio (secondo quanto emerge dai rapporti sui costi della politica presentati da Uil e Confindustria):

GLI ORGANI DELLO STATO centrale (Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio e Ministeri) COSTANO ai cittadini “3,2 MILIARDI” DI EURO l’anno (in media, 82 euro per ogni contribuente!);

  • le quattro più alte Istituzioni dello Stato (QUIRINALE, SENATO, CAMERA E CONSULTA) pesano sulle tasche degli Italiani per “2,2 MILIARDI” DI EURO;
  • il solo funzionamento della PRESIDENZA DEL CONSIGLIO (dati 2011) comporta spese per “477 MILIONI”;
  • i costi per il funzionamento dei MINISTERI (dati 2011) ammontano a “226 MILIONI”;
  • per gli Organi di REGIONI, PROVINCE E COMUNI (Giunte e Consigli) si spendono “3,3 MILIARDI” (ossia 85 euro per contribuente!);
  • ed Organi quali la Corte dei Conti, il Consiglio di Stato, il CNEL, il CSM ed il Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia pesano sul bilancio dello Stato per “529 milioni” di euro.

Spulciando i conti delle due Camere, poi, si scopre che:

  • dal 2001 al 2011, il bilancio della CAMERA DEI DEPUTATI è salito da 749 milioni di euro ad oltre “1 MILIARDO e 70 MILIONI”;
  • mentre il bilancio del SENATO DELLA REPUBBLICA è passato da 349 milioni nel 2001 a “603 MILIONI” nel 2011.

Secondo la Banca d’Italia, in barba a ogni crisi, DAL 2001 AL 2010 LA SPESA PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E’ PASSATA (in rapporto al Pil) dal 48,1% AL 51,2%.

“Questo è il normale costo di ogni democrazia”, si sostiene…

Ma quanto è “normale” il fatto che IN FRANCIA L’ELISEO E IL PARLAMENTO COSTANO “900 milioni” di euro l’anno (MENO CHE LA META’ DELLE PARI ISTITUZIONI ITALIANE) e in Spagna soli “700 milioni”?

Come spiegare il fatto che IN SPAGNA IL CONGRESSO DEI DEPUTATI COSTA soltanto “100 milioni” (MENO DI UN DECIMO DI MONTECITORIO)???

Come dar conto del dato “impressionante” per il quale (fonte la Stampa, 30/01/2012) IL PARLAMENTO ITALIANO COSTA PIU’ DELLA SOMMA DEGLI ALTRI QUATTRO GRANDI PARLAMENTI NAZIONALI D’EUROPA (la Bundestag, la Assemblée Nationale, la House of Commons e il Congreso de Los Deputados), i cui costi di funzionamento solo complessivamente ammontano a 3,18 miliardi di euro l’anno?!

Come giustificare il fatto che (sempre secondo la Stampa) OGNI CITTADINO ITALIANO SPENDE “27,15 EURO” l’anno SOLO PER mantenere LA CAMERA DEI DEPUTATI, mentre:

  • uno francese 8,11 euro per la Assemblée Nationale (tre volte meno che in Italia);
  • uno inglese 4,18 euro per la House of Commons (quasi sette volte meno);
  • ed uno spagnolo 2,14 euro per il Congreso de Los Deputados (dieci volte meno)???

Cosa giustifica simili “sproporzioni”?

Delle due l’una:

  1. o l’Italia vanta la classe dirigente “migliore” al mondo, che conseguentemente merita anche un trattamento “unico” al mondo (il che, non fosse per altro, si contraddice con la constatazione d’avere l’unica classe politica, al pari di quella greca, al contempo “commissariata” da un tecnico, “sfiduciata” dall’Europa e “screditata” da ogni agenzia di rating!);
  2. oppure siamo di fronte alla più grande “truffa” orchestrata ai danni di un’intera Nazione da una vera e propria “Associazione politica a delinquere”!

Per quanto altro tempo tale odioso “spread” (tra il costo della politica italiana e d’oltralpe) sarà tollerabile???

LA DEMOCRAZIA HA certamente UN COSTO, tanto fisiologico quanto irrinunciabile…

MA LA POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO COSTI che definire “PATOLOGICI” è dir poco!

Il debito pubblico italiano ormai si attesta sui “2.000 miliardi” di euro, i conti dello Stato hanno più buchi di una gruviera (il pareggio di bilancio nel 2013 è solo un’ipotesi…), la finanza pubblica rischia il collasso (il debito pubblico ha superato quota 123% sul Pil, mentre molti enti locali rischiano il dissesto finanziario), la “stagflazione” è dietro l’angolo (una fase di pesante recessione coniugata ad una perdurante inflazione…).

In questo scenario l’aumento delle tasse per “far cassa” non è più una strada percorribile (la pressione fiscale italiana “effettiva” o legale, secondo gli ultimi dati della Confcommercio del luglio 2012, si attesta al 55%, facendo registrare un record mondiale!).

Prima di trovarsi costretti a metter mano al welfare ed alla spesa sociale, ovvero a tagli sulla “viva carne” delle persone (dai licenziamenti nel pubblico impiego alla cancellazione delle tredicesime…), è dunque un “dovere morale” per la classe politica mostrare un “sussulto di dignità”: provvedere da subito ad un taglio netto della spesa pubblica “parassitaria”!

In Italia è proprio la politica il principale terreno fertile per “sprechi e privilegi”.

Per tutto questo TAGLIARE I COSTI DELLA POLITICA E LA SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA NON E’ PIU’ UN’OPPORTUNITA’ BENSI’ UNA NECESSITA’ per il Paese!

LA CRISI economica e finanziaria NON HA CAUSE ESCLUSIVAMENTE ENDOGENE, essendo legata a filo stretto alla capacità di autoriformarsi dell’Europa ed alle strategie occulte della speculazione internazionale.

MA SULL’ITALIA PESA, diversamente o più che in altri paesi, anche L’INSOPPORTABILE FARDELLO di una classe dirigente inadeguata, DI UNA POLITICA “GATTOPARDESCA” sempre più obesa ed ingorda (praticamente un’“oligarchia insaziabile”!).

OGNI singolo CITTADINO PUO’ BEN POCO CONTRO LO STRAPOTERE DI CASTE consolidate, DI LOBBY coalizzate, DI POTERI FORTI ben radicati…

MA UN POPOLO CHE NON SENTE IL BISOGNO DI “INDIGNARSI” di fronte a insostenibili “sprechi” e insopportabili “privilegi”, che non mostra alcun moto di ribellione dinanzi all’autoreferenzialità, all’affarismo ed al professionismo politico di un’intera classe dirigente, E’ semplicemente UN POPOLO SENZA DIGNITA’!

Blog “PANTA REI”:                                          http://gaspareserra.blogspot.it

Pagina facebook “L’ANTI-CASTA”:            http://www.facebook.com/nuovarepubblica

Lo studio UIL

PERCHE’ LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA NON SI RIDUCA AD UN SEMPLICE SLOGAN

Sintesi indagine UIL sui costi della politica

I costi delle Istituzioni (Parlamento, altri Organi Costituzionali, Regioni, Province, Comuni), ammontano a circa 6,3 Miliardi, a cui vanno aggiunti:

2,8 Miliardi di euro per incarichi e consulenze conferiti dalla Pubblica Amministrazione (centrale e periferica dello Stato);

ulteriori 2,5 Miliardi di euro, secondo una stima della UIL, per i compensi degli amministratori di società ed enti promossi e/o partecipati dalla Pubblica Amministrazione.

Si arriva così a oltre 11,6 Miliardi di euro.

E’ quanto emerge da una indagine della UIL che ha analizzato i bilanci delle Istituzioni, gli elenchi degli incarichi e delle consulenze nelle Pubbliche Amministrazioni.

Nel dettaglio, spiega Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL – le spese per il funzionamento dei cosiddetti Organi della Democrazia (Parlamento, Consigli e Giunte Regionali, Provinciali, e Comunali), ammontano a oltre 4,6 Miliardi di euro l’anno, per gli oltre 123 Mila tra Parlamentari e Amministratori Locali. A cui vanno aggiunti 628 Milioni di euro l’anno per il funzionamento della Presidenza del Consiglio; 473 Milioni di euro per gli altri Organi Costituzionali; 546 Milioni di euro per il funzionamento degli altri Organi a valenza Costituzionale.

In particolare, dai dati elaborati sui Bilanci dei due rami del Parlamento, si deduce che i costi di funzionamento di questa Istituzione ammontano a 1,5 Miliardi di euro.

Il funzionamento dei 21 Consigli Regionali e delle relative Giunte costa alla collettività oltre 1 Miliardo di euro l’anno.

Il funzionamento dei 107 Consigli Provinciali e delle relative Giunte costa alla collettività oltre 459 Milioni di euro l’anno.

Il funzionamento di 8.072 Consigli Comunali, delle relative Giunte e delle Circoscrizioni costa alla collettività oltre 1,5 Miliardi di euro l’anno.

Secondo nostre stime, continua Guglielmo Loy, oltre 1 milione di persone vivono direttamente, o indirettamente, di politica. Un esercito composto da:

più di 123 Mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali;

circa 25 Mila amministratori delle oltre 7 mila tra società e consorzi partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni;

oltre 299 mila persone con incarichi e consulenze elargite nella Pubblica Amministrazione.

A questi vanno aggiunti gli oltre 8.845 consiglieri circoscrizionali (limitati alle Città Capoluogo); la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; i numerosi componenti dei consigli di amministrazione degli ATER, degli Enti Pubblici ecc.

A livello di Amministrazioni Centrali dello Stato, la spesa impegnata per incarichi e consulenze ammonta a quasi 192 Milioni di euro; nella scuola e nell’università a oltre 433 Milioni di euro; nel

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comparto della sanità a oltre 635 Milioni di euro e nel comparto degli Enti Territoriali a più di 1,5 Miliardi di euro.

Il più alto numero di incarichi e consulenze conferite dalle pubbliche amministrazioni si registra in Lombardia dove sono oltre 51 mila con un impegno di spesa di oltre 482 Milioni di euro, seguita dal Veneto, con 35 Mila incarichi e consulenze e impegni di spesa di 288 Milioni di euro; dall’Emilia Romagna con 30 Mila incarichi e consulenze e impegni di spesa di 362 Milioni di euro; dal Lazio con quasi 24 mila incarichi conferiti e impegni di spesa per oltre 263 Milioni di euro.

L’importo medio percepito da ogni singolo consulente o incaricato per tali prestazioni è di 9.511 euro, con punte di 21.265 euro in Valle d’Aosta, 12.674 euro in Piemonte, 11.858 in Emilia Romagna, 11.261 euro in Friuli Venezia Giulia.

Abbattere del 30% tali costi non significa attentare alla democrazia, ma può rappresentare una risposta vera e concreta al tema del reperimento delle risorse, oltre 3,5 miliardi di euro, da destinare, soprattutto, all’abbattimento del carico fiscale a favore dei redditi da lavoro dipendente e pensione.

Basti pensare che la semplice razionalizzazione di alcune funzioni non essenziali delle Province, in quanto istituzioni, lasciando dunque inalterate tutte le altre funzioni e tutto il personale, comporterebbe un risparmio strutturale di oltre 1,2 Miliardi di euro, che potrebbero diventare oltre 3,5 Miliardi di euro con la loro completa abolizione.

Occorre rivedere radicalmente il funzionamento di questi enti istituzionali, ridurre il numero di componenti degli organi elettivi, snellire gli apparati burocratici, rivederne le funzioni, anche e soprattutto, per evitare la duplicazione dei ruoli.

Bisogna rivedere, ad esempio, il numero degli assessorati, molto spesso pletorici, di Regioni, Province e Comuni non in base alla dimensione demografica, che nella realtà non esiste neppure oggi, ma in base alle reali funzioni dell’Ente. Ciò non significa soltanto risparmiare lo stipendio dell’Assessore, ma ottimizzare le risorse con effetti ben più consistenti in termini di efficienza.

Significa, per fare un esempio, meno costi per le segreterie personali degli assessori, meno consulenti, meno incarichi, meno “auto blu” in circolazione.

Diminuire i consigli di amministrazione delle controllate pubbliche, abbatterne i compensi, chiudere le Società inutili, significa non drenare risorse pubbliche.

Sono queste le scelte che avvicinano i cittadini alla politica e all’amministrazione del “bene comune”, conclude Loy.

Di questo la politica dovrebbe occuparsi quando pone il tema del contenimento della spesa pubblica. E’ un’operazione che “si può” e “si deve” fare perché ridurre i costi della politica non sia un semplice slogan. Con la manifestazione di UIL e CISL il 9 Ottobre prossimo a Roma si intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di un’effettiva riduzione dei costi della politica.

CAMPAGNA UIL: MENO COSTI DELLA POLITICA = MENO TASSE

SINTESI DELL’ANALISI E DEI NUMERI

Secondo le nostre stime, sono oltre 1,3 milioni le persone che vivono direttamente, o indirettamente, di politica.

Un esercito composto da oltre 145 mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali di cui 1.032 Parlamentari nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari; 1.366 Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali; 4.258 Presidenti, Assessori e Consiglieri provinciali; 138.619 Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali.

A questi vanno aggiunti gli oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole Città Capoluogo); 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici.

Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un “sovrabbondante” sistema istituzionale quantificabili in circa 6,4 miliardi di euro, arrivando così alla cifra di 24,7 miliardi di euro.

Una somma che equivale al 12,6% del gettito Irpef (comprese le Addizionali locali), pari a 646 euro medi annui per contribuente.

Vediamo di seguito il dettaglio.

Per il funzionamento degli Organi dello Stato centrale (Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, Indirizzo politico dei Ministeri) secondo il Bilancio preventivo dello Stato, quest’anno i costi saranno di oltre 3,2 miliardi di euro (82 euro medi per contribuente).

Per gli Organi di Regioni, Province e Comuni (funzionamento Giunte e Consigli) i costi ammontano a 3,3 miliardi di euro (85 euro medi per contribuente).

Per il funzionamento della Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, per il 2011, sono previste spese per quasi 2 miliardi di euro.

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Per il funzionamento della Corte dei Conti, Consiglio di Stato, CNEL, CSM, Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, nel Bilancio dello Stato sono stati stanziati 529 milioni di euro.

Per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio, per il 2011, sono previste spese per 477 milioni di euro.

I costi per l’indirizzo politico dei Ministeri (che comprendono esclusivamente i costi di funzionamento dei Centri di responsabilità amministrativa quali il Gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro) ammontano nel 2011 a 226 milioni di euro.

Nel 2010 il solo costo per il funzionamento dei Consigli e Giunte Regionali è stato di circa 1,2 miliardi di euro, pari al 14,1% del gettito derivante dall’Addizionale Regionale IRPEF.

Per le Province il costo per il funzionamento dei rispettivi Consigli e Giunte, come si ricava dai certificati consuntivi del 2008 (ultimo dato omogeneo pubblicato dal sito del Ministero degli Interni) è stato di circa 455 milioni di euro.

Per i Comuni, comprese le Comunità Montane e le Unioni dei Comuni, nel 2008 (vale lo stesso discorso delle Province) il costo per il funzionamento delle Giunte e Consigli è stato di oltre 1,6 miliardi di euro, che equivale al 55,8% del gettito delle Addizionali Comunali IRPEF.

Per le consulenze, gli incarichi, le collaborazioni e le spese per i comitati e varie commissioni la spesa nel 2009 è stata di 3 miliardi di euro.

Per i compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei consigli di amministrazione, organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate ed Enti, locali e nazionali, si sono spesi nel 2010 2,5 miliardi di euro.

I costi di gestione del parco auto della Pubblica Amministrazione (auto blu e grigie), secondo una stima molto prudente, ammontano a circa 4,4 miliardi di euro l’anno.

Il costo per la direzione delle 255 Aziende sanitarie e ospedaliere è di oltre 350 milioni di euro; mentre il costo dei Consigli di Amministrazione degli Ater/Aler è di circa 40 milioni di euro.

I costi per il personale contrattualizzato, di nomina politica, per le Segreterie di Presidenti, Sindaci e Assessori, secondo nostre stime, si aggirano intorno a 1,5 miliardi di euro l’anno.

Fin qui i costi diretti e indiretti della politica per un importo – come già sopra precisato – pari a 18,3 miliardi di euro.

Si possono, inoltre, ottenere risparmi di spesa, quantificabili in almeno 6,4 miliardi di euro, approntando una riforma per ammodernare e rendere efficiente il nostro sistema istituzionale.

Basti pensare, ad esempio, che se le Province si limitassero a spendere risorse, soltanto per i propri compiti attribuiti dalla Legge, il risparmio sarebbe quantificabile in 1,2 miliardi di euro annui.

Inoltre, se si accorpassero gli oltre 7.400 Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, il risparmio ammonterebbe a circa 3,2 miliardi di euro. Senza contare che con una più

“sobria” gestione del funzionamento degli uffici regionali, si potrebbero risparmiare 1,5 miliardi di euro.

Oltre 500 milioni di euro l’anno potrebbero arrivare da una razionalizzazione del funzionamento dello Stato centrale e degli uffici periferici, anche a seguito del

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decentramento amministrativo avvenuto in questi anni (come nel caso dei Ministeri del Turismo, dei Giovani, degli Affari regionali e di vari dipartimenti affidati a diversi sottosegretari).

È del tutto evidente che sarebbe impossibile una riduzione tout court dei costi analizzati. Riteniamo, tuttavia, che senza ridurre minimamente il servizio ai cittadini e senza intaccare i processi democratici, alla base delle Istituzioni, si possa determinare una riduzione del 20% dei costi diretti e indiretti della politica (18,3 miliardi di euro).

Si potrebbero così ottenere 3,7 miliardi di euro a cui aggiungere i risparmi per l’efficientamento delle Istituzioni pubbliche (6,4 miliardi di euro).

Si tratterebbe complessivamente di 10,1 miliardi di euro l’anno a disposizione per politiche fiscali e/o sociali a vantaggio di tutti i cittadini.

È significativo sottolineare che questa cifra sarebbe sufficiente per azzerare del tutto le addizionali regionali e comunali Irpef.

Se poi questa cifra dovesse essere dirottata esclusivamente a favore dei lavoratori dipendenti e pensionati si potrebbe, ad esempio, ottenere una permanente detassazione della tredicesima con un vantaggio economico pari a circa 400 euro in busta paga.

Roma, Marzo 2011

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COSTI DELLA POLITICA: LE TABELLE

NUMERO PARLAMENTARI, MINISTRI, SOTTOSEGRETARI, PRESIDENTI DI REGIONE E PROVINCIA, SINDACI, CONSIGLIERI E ASSESSORI REGIONALI, PROVINCIALI, COMUNALI

ENTI

NUMERO

PARLAMENTO- GOVERNO*

1.032

REGIONI

1.356

PROVINCE

4.258

COMUNI

138.619

TOTALE ORGANI ELETTIVI

145.265

ELABORAZIONE UIL SU DATI TRATTI DAI SITI ISTITUZIONALI

* NEL NUMERO SONO COMPRESI I PARLAMENTARI NAZIONALI, EUROPEI E I MINISTRI E SOTTOSEGRETARI NON PARLAMENTARI.

COSTI DI FUNZIONAMENTO PER ORGANI COSTITUZIONALI, PRESIDENZA DEL

CONSIGLIO DEI MINISTRI, UFFICI POLITICI DEI MINISTERI,

GIUNTE E CONSIGLI DI REGIONI, PROVINCE E COMUNI

COSTI DI

COSTO PRO

ENTI

CAPITE PER

FUNZIONAMENTO

CONTRIBUENTE

ORGANI COSTITUZIONALI*

1.984.012.190

50

ORGANI A RILEVANZA COSTITUZIONALE

529.418.440

13

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI**

476.756.556

12

UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE DEI MINISTRI

226.122.126

7

TOTALE AMMINISTRAZIONI CENTRALI***

3.216.309.312

82

REGIONI****

1.173.447.315

30

PROVINCE*****

454.818.007

12

COMUNI*****

1.660.273.352

43

TOTALE AUTONOMIE TERRITORIALI

3.288.538.674

85

TOTALE GENERALE

6.504.847.986

167

ELABORAZIONE UIL SUL BILANCIO PREVENTIVO DELLO STATO ANNO 2011

*NEI COSTI SONO COMPRESI ANCHE I RIMBORSI ELETTORALI AI PARTITI

**NEI COSTI NON SONO COMPRESI I TRASFERIMENTI PER IL TURISMO, PARI OPPORTUNITA’, FAMIGLIA , COMUNICAZIONE E AFFARI REGIONALI E PROTEZIONE CIVILE

****ELABORAZIONE UIL SUI BILANCI PREVENTIVI 2010

****ELABORAZIONE UIL SU CERTIFICATI CONSUNTIVI 2008 (ULTIMI DATI DISPONIBILI DEL MINISTERO INTERNO)

NUMERO E SPESE PER INCARICHI E CONSULENZE, NUMERO COMPONENTI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DI

SOCIETA’ PARTECIPATE E COSTI DI FUNZIONAMENTO ORGANI

ENTI

NUMERO

COSTI DI

COSTO PRO CAPITE

FUNZIONAMENTO

PER CONTRIBUENTE

CdA DI ENTI SOCIETA’

24.310

2.471.300.000

PUBBLICHE

63

INCARICHI E CONSULENZE**

317.693

3.072.445.000

78

TOTALE GENERALE

342.003

5.543.745.000

141

*I COSTI PER IL FUNZIONAMENTO DEI CDA, SONO UNA STIMA UIL E TENGONO CONTO, OLTRE CHE DEI COMPENSI PER GLI AMMINISTRATORI, ANCHE DEI GETTONI DI PRESENZA, SPESE IL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI, SPESE DI MISSIONE, RAPPRESENTANZA ECC.

**LE CONSULENZE SONO RIFERITE AL 2009

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REGIONI: SPESE DI FUNZIONAMENTO DI GIUNTE E CONSIGLI (ANNO 2009- 2010).

SPESE FUNZIONAMENTO CONSIGLI E GIUNTE

REGIONI

DIFFERENZA

DIFFERENZA

2009-2010

ANNO 2009

ANNO 2010

2009-2010IN

VALORI

%

ASSOLUTI

V. D’AOSTA

16.398.240

17.215.000

816.760

5,0

PIEMONTE

56.252.552

64.900.000

8.647.448

15,4

LOMBARDIA*

73.775.740

73.825.740

50.000

0,1

TRENTO

14.215.500

15.644.940

1.429.440

10,1

BOLZANO

15.600.000

12.400.000

– 3.200.000

-20,5

VENETO

67.885.547

70.525.547

2.640.000

3,9

FRIULI V.G.

24.354.000

25.579.000

1.225.000

5,0

LIGURIA

37.574.800

39.684.348

2.109.548

5,6

EMILIA R.

36.332.820

37.884.000

1.551.180

4,3

TOSCANA

77.098.652

84.856.234

7.757.582

10,1

UMBRIA

21.305.807

21.305.807

0

0

MARCHE

20.937.612

22.700.000

1.762.388

8,4

LAZIO

99.888.561

128.329.204

28.440.643

28,5

ABRUZZO

25.785.705

28.385.000

2.599.295

10,1

MOLISE

29.758.905

30.661.114

902.209

3,0

CAMPANIA

88.134.900

88.617.000

482.100

0,5

PUGLIA

44.013.211

40.930.000

– 3.083.211

-7,0

BASILICATA

23.159.313

22.884.381

– 274.932

-1,2

CALABRIA*

79.320.000

84.570.000

5.250.000

6,6

SICILIA

157.152.890

158.350.000

1.197.110

0,8

SARDEGNA

102.847.000

104.200.000

1.353.000

1,3

TOTALE

1.111.791.755

1.173.447.315

61.655.560

5,5

ELABORAZIONE UIL SU DATI BILANCI DI PREVISIONE

REGIONI: NUMERO RAPPRESENTANTI ORGANI ELETTIVI

NUMERO

NUMERO

NUMERO

COMPONENTI

REGIONI

COMMISSIONI

CONSIGLIERI

GIUNTA

CONSILIARI

REGIONALE

V. D’AOSTA

36

9

6

PIEMONTE

60

13

10

LOMBARDIA

80

17

8

TRENTO

35

9

5

BOLZANO

35

9

9

VENETO

60

13

8

FRIULI V.G.

59

11

6

LIGURIA

40

13

8

EMILIA R.

50

14

6

TOSCANA

55

11

11

UMBRIA

31

9

5

MARCHE

43

11

7

LAZIO

70

15

20

ABRUZZO

45

10

7

MOLISE

30

9

13

CAMPANIA

61

13

12

PUGLIA

70

15

7

BASILICATA

30

7

5

CALABRIA

50

12

9

SICILIA

90

13

13

SARDEGNA

80

13

8

TOTALE

1.110

246**

Media 9

Media

53

12

/

Elaborazione UIL su dati tratti dai siti delle Regioni

5

NUMERO RAPPRESENTANTI ORGANI ELETTIVI DEGLI ENTI TERRITORIALI

ENTE

GIUNTE

CONSIGLI

TOTALE

PROVINCE*

3.218

1.040

4.258

COMUNI**

39.644

98.975

138.619

TOTALE

43.108

101.135

144.243

ELABORAZIONE UIL SU DATI TRATTI DAI SITI ISTITUZIONALI

*2 PROVINCE SONO COMMISSARIATE

**186 COMUNI SONO COMMISSARIATI, TRA CUI 2 CITTÀ CAPOLUOGO DI PROVINCIA

 


Informazioni su Gaspare Serra

Mi definisco un “LIBERO PENSATORE”: politicamente “APOLIDE DI SINISTRA” (laico, libertario e riformista), SPIRITUALMENTE "AGNOSTICO” (antidogmatico ed umanista). “MEDIATTIVISTA”, FREELANCE, OPINION BLOGGER e SCRITTORE, gestisco numerosi spazi web che affrontano svariate tematiche (riflettenti i miei principali interessi e sensibilità).