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Cuore di Tenebra: 1968-2008. In Quaranta Anni dalla Piazza alla Melassa

13 maggio, 2008 - 16:00 di  
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Di questo passo non servirà più nemmeno photoshop. Grazie di esistere.

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Comments

3 Risposte a “Cuore di Tenebra: 1968-2008. In Quaranta Anni dalla Piazza alla Melassa”
  1. Greta scrive:

    Unione, AMORE, famiglia… beh, senza dubbio, argomenti profondi e pregni di significato, concetti universalmente riconosciuti come fondamentali per l’uomo. Mi sembra giusto che per parlare di queste cose sia stata invitata una docente che permette ai suoi tesisti di affermare tranquillamente che uno Stato NON può e NON deve essere laico.
    Una persona che rivendica con orgoglio (che fa tanto Santanchè!) secoli di storia della Chiesa sull’italico suolo, storia da cui lo Stato italiano non può prescindere e alla quale deve rifarsi prima di prendere una qualsivoglia decisione!
    Una docente che ricorda con orrore la gestione comunista del liceo frequentato dalla sua prole anni addietro; anni fatti di diaboliche proiezioni di abietti film non adatti ad un innocente pubblico liceale.
    Giusto per concludere riporto le sue considerazioni sull’amore omosessuale: “Contro natura, perchè l’amore è un dare e un ricevere, e questo non avviene in queste unioni”.
    Naturalmente vi risparmio il giudizio sugli esponenti di altre confessioni religiose: è troppo anche per me. Saluti.

  2. Iniquo scrive:

    Una così non può insegnare diritto ecclesiastico, materia che affronta i rapporti tra Stato e religioni e nel nostro caso con specifico riferimento alla legge delle Guarentigie del 1871, ai Patti Lateranensi del 1929 ed all’Accordo di Villa Madama del 1984.
    Ovviamente tenendo bene a mente che la nostra Costituzione, come tutte quelle degli degli stati democratici, stabilisce chiaramente la laicità dello Stato (artt. 7,8,19).

  3. lupoalburnino scrive:

    Qualche tempo fa non ci avrei creduto nemmeno se me lo avesse detto il Padreterno in persona. Una così sfacciata esaltazione della famiglia, cui credo fermamente, quando in esse avvengono i crimini più efferati. Lo stesso Mussolini fece della famiglia una ridicola pantomima: della sua in primis. Ma dopo i risultati politici mi sto ricredendo. Vuoi vedere che gli italiani si vogliano nascondere dietro le parole d’ordine per mascherare le proprie “miserie” familiari e umane? Stiamo freschi! Il passo è breve per raggiungere la dittatura: dolce?

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