Cuffaro si è Dimesso. Dobbiamo Festeggiare? Vediamo Cosa può Esserci Dietro.
29 gennaio, 2008 di doxaliber
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Informazione
Cuffaro si è dimesso. In Sicilia c’è chi ha organizzato una manifestazione in piazza per festeggiare il lieto evento, in molti hanno espresso la loro soddisfazione per essere riusciti nell’intento di far decadere il Presidente della Regione Sicilia, manifestazioni di giubilo si leggono su molti siti internet, nei comunicati di rappresentanti del centro-sinistra e di alcune associazioni contro la mafia. Ma, fermiamoci un attimo a pensare, c’è davvero qualcosa da festeggiare?
Guardiamo ai fatti, Cuffaro non si è dimesso dopo la condanna a 5 anni per favoreggiamento di alcuni mafiosi, anzi ha festeggiato tale condanna con guantiere di cannoli, come se una sentenza che ti accusa di aver favorito singoli personaggi legati al mondo della mafia fosse la cosa più normale del mondo. Alcuni TG ed alcuni Giornali in un primo momento, invece di sottolineare l’insolito comportamento del Presidente della Regione Sicilia, lo hanno assecondato, tant’è che alcuni miei conoscenti poco informati erano convinti che Cuffaro fosse stato assolto, non condannato.

Poi le proteste per il comportamento di Cuffaro si sono fatte sempre più veementi, ed infine, l’ormai ex Governatore della Sicilia, ha indetto una riunione straordinaria dell’ARS e, tra gli applausi scroscianti dei suoi colleghi del centro destra, ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili. Qualcuno ora è convinto che Cuffaro si sia dimesso proprio in seguito allo scandalo provocato dai suoi opinabili festeggiamenti, ma in verità molti, tra cui l’ex Ministro Antonio di Pietro, affermano che Cuffaro ha semplicemente anticipato gli eventi, giacché il Governo aveva già avviato la procedura per la sospensione di Salvatore Cuffaro da presidente della Sicilia.
In realtà io, che ho ormai la pessima abitudine di pensar male e di vedere il marcio in ogni cosa, ho pensato che le motivazioni che hanno indotto Cuffaro a rassegnare le proprie dimissioni potrebbero essere ben altre. Il Governo Prodi è caduto, comunque vada molto presto saranno indette nuove elezioni nazionali, l’attuale sistema elettorale prevede liste bloccate che non consentono ai cittadini di scegliere chi votare ma che in teoria consentono ai partiti di scegliere chi mandare in Parlamento, se anche fosse rifatta la legge elettorale in ogni caso nessun partito approverebbe un sistema che non dà garanzie certe di rielezione ai suoi maggiori esponenti (anche con il sistema maggioritario in vigore prima dell’ultima riforma elettorale era prevista una quota proporzionale pari alil 25% degli eletti, tale quota serviva proprio a garantire l’elezione dei politici più in vista), i deputati ed i senatori della Repubblica Italiana godono di immunità parlamentare, inoltre i Parlamentari, davanti a certe vicende “giudiziarie” che vedono coinvolti altri colleghi, tendono sempre ad essere molto solidali tra loro.

Ho pensato: se io fossi al posto di Cuffaro darei le mie dimissioni da Governatore della Sicilia, farei un bel discorso strappalacrime, parlerei di persecuzione politica e dell’importanza della famiglia, aspetterei che il polverone sollevato dalla vicenda “cannoli” si calmasse, infine, quatto quatto, con la solidarietà e la connivenza del mio partito, tradizionalmente “garantista” verso le persone condannate per reati mafiosi, mi candiderei per l’elezione alla Camera dei Deputati, potendo godere così di tutti i privilegi riservati a questa carica dello Stato, della solidarietà dei miei colleghi e, se mi dice bene, di un governo molto amico di persone come me ed invece poco simpatizzante nei confronti di coloro che mi “perseguitano”. Infine, se la fortuna gira dalla mia parte, magari mi fanno anche Ministro della Giustizia, un ruolo che potrei svolgere più che degnamente vista la mia esperienza nel “settore”. Che poi, anche nel malaugurato caso dovessero vincere gli altri, la solidarietà nei miei confronti non mancherebbe lo stesso, d’altro canto proprio in questa legislatura un altro ex Governatore di Regione, poi divenuto parlamentare, ha potuto godere dei benefici concessi dalla sua carica e della solidarietà di tutti i suoi colleghi.
Dobbiamo davvero festeggiare? Oppure è il caso di chiedere a Cuffaro se le sue dimissioni sono dalla politica o semplicemente dalla carica di Governatore della Sicilia?
Quando avevo iniziato a scrivere questo pezzo ero appena venuto a conoscenza delle dimissioni dell’ex Governatore siciliano, non ho nemmeno fatto in tempo a liberare su carta i pensieri che vagavano nella mia mente e già su alcuni quotidiani cartacei l’ipotesi da me paventata è diventata quasi realtà. Anche sul web iniziano a girare le prime indiscrezioni sulla ricandidatura di Cuffaro. L’ineffabile ex Governatore della Sicilia sarà il primo nella lista dei candidati dell’UDC nel caso dovesse scegliere un posto al Senato o, in alternativa, al secondo posto della lista nel caso dovesse optare per una candidatura alla Camera dei Deputati.
A quanto leggo in questo articolo il leader dell’UDC Pierferdinando Casini avrebbe dichiarato in un’intervista al quotidiano cattolico “l’Avvenire” che “Toto’ si deve sottoporre al giudizio dei suoi elettori. Si capira’ se, come me, credono alla sua onesta’”. Casini parla facendo finta di non sapere che, con l’attuale sistema elettorale, visto che gli eletti sono scelti all’interno delle segreterie di partito, ai cittadini non è concesso scegliere “chi” votare e “chi” invece rimandare a casa. L’elezione di Cuffaro, nel caso fosse davvero candidato come primo o secondo della lista, sarebbe cosa certa. L’ineluttabile vittoria elettorale di coloro che Casini sceglierà come “compagni di scranno” in Parlamento regala un significato del tutto nuovo al termine “garantista”, appellativo di cui l’ex Presidente della Camera ama fregiarsi.
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Complimenti per l’articolo, OpinioneLibera!
O tempora, o mores! Mala tempora currunt!
Se continua così me ne vado a vivere su una colonna nel deserto….
Aspettando l’esercito di liberazione (che non verrà mai…)
Sta preparandosi al salto di qualità da Palermo a Roma praticamente non ha bisogno di campagna elettorale, è già eletto, può solo scegliere con chi
…a questo punto diventiamo come loro, voglio vedere come faranno a gestire 60.000.000 di ladri, furbi, assassini e criminali.
Grazie.
Stefano, secondo me se si è di indole onesta è davvero impossibile riuscire a diventare ladri. Solo la necessità può spingere una persona per bene a rubare.
Come Casini può dare del cialtrone a tutti quelli che non hanno un suocero come lui, così Cuffaro ha il diritto di defendarsi dal processo d’appello .
Giustamente c’è pilu pi tutti ! .
Certo che ha diritto di difendersi, inoltre Cuffaro potrebbe benissimo dimostrare la sua innocenza in secondo grado o in Cassazione, uscendo pulito da questa spiacevole storia. Tuttavia anche il solo “sospetto” di colpevolezza dovrebbe bastare a non candidare una persona al Parlamento della Repubblica italiana. Purtroppo non è così e Cuffaro in tal senso non è certo l’unico caso.
Mi hai messo una grossa e fastidiosa pulce nell’orecchio. Limortacci!
Hai fatto un’ottima considerazione. E c’è da dire che se uno, come Cuffaro, pensa davvero così, il sistema italiano è del tutto marcio.
http://www.sentimentoitaliano.blogspot.com