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Cuba Sotto Assedio

10 settembre, 2008 di Francesca  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Informazione, Oltre il Confine



E’ un momento in cui i nostri occhi sono puntati sulla critica situazione italiana ma vi chiedo di porre la vostra attenzione anche sulla critica situazione di un paese lontano 10.000 km da qui. Si chiama Cuba e nonostante sia la più grande isola dei Caraibi è una piccola nazione con poco più 10 milioni di abitanti.

Flickr


In questi giorni abbiamo assistito a varie tempeste tropicali ed a 3 uragani che hanno colpito quella zona. Gustav e Hanna hanno lasciato dietro di loro almeno 500 morti solo ad Haiti, il paese più povero di tutti i Caraibi [N.d.R. Secondo ANSA i morti ad Haiti sarebbero 130]. Cuba è abituata (semmai ci si può abituare) a fenomeni come gli uragani, infatti è la zona più colpita da questo tipo di eventi. Il governo e il popolo si sono specializzati dall’inizio della Rivoluzione nel contrastare catastrofi come sono le conseguenze degli uragani. La protezione civile nazionale cubana è una delle più organizzate al mondo, questo nonostante Cuba sia un paese povero del terzo mondo con un’economia a rilento anche grazie all’embargo, che voglio chiamare in lingua spagnola “bloqueo“, termine che esplica meglio il significato di tale parola.

Da una decina di giorni la protezione civile assieme al reparto militare hanno evacuato circa 1 milione di abitanti (circa l’8% della popolazione) e qualche migliaia di turisti. I nostri telegiornali infatti, attraverso i tour operator, si sono affrettati a rassicurare i parenti degli oltre 2000 italiani presenti sull’isola senza specificare il duro lavoro messo in atto dalle autorità cubane. Le notizie di stamattina parlano di 4 morti a Cuba dopo il passaggio di Ike con venti a 190 km/h. L’isola è stata colpita da quest’ultimo uragano, da oriente a occidente, distruggendo case, fattorie e interi campi di riso, di canna da zucchero e di alberi da frutto.

L\'uragano Ike visto dal satellite

L’uragano Ike visto dal satellite, fonte: Flickr

Ike ha finito lo sporco lavoro iniziato da Gustav (e successivamente da Hanna) che la settimana scorsa è passato sull’isola dei Pini – ribattezzata dalla Rivoluzione Isola della Gioventù perché offre scuole e università anche a studenti stranieri provenienti da paesi poveri – e sulla zona occidentale di Pinar del Rio, famosa per la produzione di tabacco.
La situazione è grave, fonti ufficiali della meterologia cubana parlano di una catena di fenomeni che non si presentava così duro dal lontano 1966. Alcuni paesi si sono mostrati solidali con Cuba esprimendo disponibilità all’invio aiuti e di cooperazione per i programmi d’investimento che l’isola dovrà intraprendere onde ristabilire e sviluppare la produzione nel settore agricolo-alimentare e non solo.

Il governo cubano ha chiesto nei giorni scorsi a Washington di sospendere per un periodo il bloqueo. Ora non sto qui a disquisire sulla legittimità o meno di questo embargo che dura ormai da più di 40 anni e che più volte l’Onu e l’Unione Europea hanno chiesto di cancellare. Voglio discutere con voi il secco NO che Cuba ha ricevuto dopo la sua richiesta dal governo statunitense tramite la vicepresidente Condoleeza (che di questo nome non ha proprio nulla) Rice. Ho scritto Cuba e non il governo cubano perché è il popolo che ha ricevuto questo NO. In questi anni l’amministrazione Bush ha colpito duramente i cubani che vivono nel suolo Usa, limitando loro i viaggi verso l’isola ed anche l’invio di denaro ai loro parenti. Non nascondo che le rimesse dall’estero sono molto importanti per Cuba ma qui si parla di persone. Persone che hanno parenti e amici sull’isola, persone che vogliono aiutare altre persone. La libertà di questa gente è limitata in quella che a noi europei piace definire la più grande democrazia del mondo.

Povero cubano con magiletta Havana

Flickr

Io credo che, soprattutto in questi casi, non esistano questioni di principio, esistono solo vite umane. Oppure sbaglio perché non ho una visione obiettiva della situazione?

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Comments

77 Risposte a “Cuba Sotto Assedio”
  1. Buongiorno Francesca e benvenuta su MC.
    Grazie per aver evidenziato una storia di cui si sa pochissimo.

    • Francesca scrive:

      Buongiorno Comandante
      grazie a voi due per aver rattoppato i miei errori lessicali. ;-)
      Siete fantastici.

      Doxa, dovevi proprio scegliere la foto di un borracion! (ubriacone) :mrgreen:
      Scherzo, hai lavorato benissimo.
      Grazie mille davvero per la disponibilità e collaborazione.

  2. Ciao Francesca. Sono completamente d’accordo con te. Questo silenzio dei media su un embargo che dura da quasi mezzo secolo, ormai espressione solo del piu’ bieco sadismo, fa solo vomitare.
    Ma si sa, le cose importanti in Italia sono altre. E poi in questi giorni c’e’ persino Miss Italia…
    Che tristezza.

    • Francesca scrive:

      Buongiorno Chiara,
      fra le altre cose le notizie di Ike sono proprio sparite dai notiziari.

      Sembra che l’uragano sia un problema momentaneo, ma è proprio adesso che Cuba e Haiti hanno bisogno di aiuti e sostegno.

    • lina scrive:

      Ciao. pensavo di essere l’unica ad averlo notato che già non si parla più di questo uragano (e ce ne è in arrivo già uno bello nuovo) e dei danni provocati ad haiti ma anche a cuba. il mio compagno è un medico a cuba e mi sta raccontando che le città sono praticamente “rase al suolo” e i danni economici questa volta sono enormi. la gente è preoccupatissima perchè non sa come risollevarsi e risollevare il paese. mi arrabbio con chi rifiuta di togliere momentaneamente l’emabargo e con chi è daccordo con questo: come dici nell’articolo, non sono fidel/raul ad avere bisogno, qui sono i cubani ad averne estremamente bisogno. dimentichiamoci della politica, il problema ora è la vita della gente a cuba!
      ok per la raccolta firme!

  3. Il piccolo diavolo scrive:

    Buongiorno Francesca.
    Non so in che modo, oltre parlarne, si potrebbe tentare di dare una mano.
    Mi sta venendo in mente un’idea….una raccolta di firme copiose in segno di protesta da inviare a chi di competenza affinchèp si attivino i canali giusti. Non è del resto la prima volta che l’Italia si muove in tal senso verso applicazioni di leggi incommentabili degli Stati Uniti…vedi il caso della pena di morte a STANLEY TOOKIE WILLIAMS che, per quanto non sortì l’efffetto che tutti ci aspettavamo, sollecitò fortemente l’opinione pubblica.
    Forse, come sempre, sono una romantica…ma non posso fare a meno di pensare che l’unione fa la forza, anche contro gli Stati Uniti.

    • Lara scrive:

      Si potrebbe fare.
      Anche se sono molto scettica sull’utilità delle raccolte firme (1- Ai potenti cosa importa di noi? 2- Per dimostrare che le firme sono vere dovremmo teoricamente farle “timbrare” da un’ istituzione 3- Se funzionano a livello pratico spesso non sono efficaci perchè troppo lente) credo che tentare sia importante, soprattutto per iniziare a scuotere la gente.

    • Francesca scrive:

      Buongiorno a lei Piccolo Diavolo.
      Credo purtroppo che se gli Usa non hanno intenzione di ascoltare le voci dell’Onu e della Ue, con la raccolta di firme ci facciano davvero poco.

      La questione trattata qui è però una sospensione di qualche mese per permettere al Paese di risollevarsi da questa crisi.
      L’amministrazione Bush pensa forse che in questo modo il popolo si sollevi contro il regime, ma se non l’hanno fatto in periodo molto più duri di questo (come il periodo speciale dopo la caduta dell’unione sovietica) non sarà certo questo a spaventarli.

      Per fortuna Cuba ha seminato solidarietà in questi decenni in diverse parti del mondo ed ora la sta raccogliendo.

      • Il piccolo diavolo scrive:

        Se partiamo così scoraggiate, non ne tiriamo fuori niente.
        Ci deve essere un modo!
        Che so…proviamo a contattare il comitato che si occupa della campagna elettorale di Obama e sottoponiamo il problema raccogliendo firme.
        Se ne potranno anche infischiare…di sicuro sarà cosi, ma almeno ci saremmo concessi un’opportunità.

        • Francesca scrive:

          Secondo il primo quotidiano nazionale cubano “Granma” ( http://www.granma.cu – c’è anche la versione in italiano) Obama, che ha più volte mostrato apertura verso il governo di Cuba, ha chiesto all’amministrazione Bush di concedere una sospensione per un tempo non inferiore ai 90 giorni.
          Hai visto il risalto che ne hanno dato i media internazionali?

          Sono anni che associazioni si occupano di questo senza cavarne un ragno dal buco.
          Non è questione di scoraggiamento.
          Il problema di Cuba è non contare una cippa a livello internazionale e quindi non ha riscontro mediatico.
          Se fosse stato un altro paese si sarebbero già mossi in molti.

          • Il piccolo diavolo scrive:

            Non ne ero al corrente.
            Che dirti, Francesca….proviamo di nuovo.
            Non che contiamo più di Obama, ma far sentire una voce forte, tra l’altro da parte di persone che non sono politici ma semplicemente persone, forse…chissà…

  4. Lara scrive:

    E’ tristissimo pensare che delle questioni “di principio” siano spesso più importanti delle vite umane.
    La questione che hai messo in evidenza è-purtroppo-uno specchio del pensiero dei nostri governi.

    Paesi troppo ricchi per dimostrarsi umani.

    • Francesca scrive:

      bisogna vedere qual è la vera ricchezza nella vita! :mrgreen:
      Ho capito comunque cosa volevi dire e aggiungerei che hanno perso totalmente anima e coscienza anche per questioni di principio.
      Se di principio si tratta….

  5. Sara scrive:

    Uau, bel primo articolo! Grazie per questa informazione, io sapevo solo le notizie parziali dei tg sull’uragano…
    Comunque questi stati che vanno in giro per il mondo a fare guerre e che ancora hanno paura dei fantasmi fanno ridere. Per non piangere, ovviamente.

    • Francesca scrive:

      Davvero. Non si capisce perchè con Cuba la guerra fredda non si sia mai assopita, anzi.

      Fra l’altro sotto elezione avrebbero anche potuto fare una figura più umana, visto anche quello che capitò con l’uragano Katrina.

    • Francesca scrive:

      Uau, bel primo articolo!

      ;-) Grazie Sara, non è molto bello perchè l’ho scritto in poco tempo e di rabbia, più che altro. M’interessava solo lo scopo cioè di parlarne almeno qui.

      Poi tutto il lavoro non l’ho fatto io! :mrgreen:

  6. ilBuonPeppe scrive:

    Persone? Ma perchè, al governo USA (come a molti altri governi) gliene frega qualcosa delle persone?

    • Francesca scrive:

      Ma infatti il problema non è solo Usa e si capisce chiaramente dal risalto internazionale che hanno certe notizie.
      I pochi che ne hanno parlato non erano per nulla scandalizzati.
      Qui si parla di gente che potrebbe rimanere senza medicine e cibo, io saprei come definirlo ma non voglio apparire esagerata.

  7. simona_rm scrive:

    Sono affogata nel lavoro e non posso dedicare ad MC il tempo che merita.
    Ma passando di corsa per un saluto ho trovato FRA, non ho potuto non leggere! Hai il dono della sintesi, lo sapevi?

    2 cose:

    1) L’EMBARGO FA SCHIFO! Gli embarghi sono stupidi ed inutili (guarda quello all’Iraq!!). Quello contro Cuba poi, è diventato una “questione di principio” per gli USA repubblichettoni. Perchè Cuba ce la fa! Un pezzo di terra nel mar dei caraibi, una popolazione poverissima che si ingegna nei modi più disparati, eppure ce la fa! Senza l’aiuto degli USA. Questa è una mancanza di rispetto intollerabile! Chi ci è stato racconta che, la propaganda castrista è ancora forte e molti giovani smaniano per andarsene. Ma esiste una specie di “cuore cubano”, un senso di appartenenza fortissimo che si manifesta in una solidarietà fuori dal normale in cui le persone condividono il poco che hanno e si sostengono.
    Non leggittimo il governo di Castro, è stato totalitario e si è macchiato di numerosi episodi violenti; ma la gente sembra aver “applicato” il socialismo, condividendo e sostenendosi a vicenda.
    Quello che so di Cuba, l’ho solo sentito dire, ma mi sembra corretto ciò che evidenzia Francesca: i GOVERNI sono una cosa, la GENTE un’altra.

    2) l’associazione italia-cuba che segnali sta raccogliendo fondi per l’emergenza uragani, prometto di fare la mia parte.
    Credo che il primo aiuto ALLA gente, debba venire DALLA gente;
    qui a Roma, fino a pochi anni fa, sentivo di persone che in partenza per Cuba, iniziavano a raccogliere materiale scolastico per i bambini. Non erano onlus, ma privati cittadini che una volta stati a Cuba non l’hanno più dimenticata e ci tornavano ogni anno, avevano “adottato” una scuola!

    ecco:
    BLOQUEO. Probabilmente per i bambini cubani, questa parola significa: “non ho colori per disegnare”.

    • Francesca scrive:

      Ciao Simo,
      non so se ho il dono della sintesi.
      Come ho scritto in commenti precedenti, questo pezzo l’ho buttato giù di rabbia in 10 minuti ed è stavo volutamente sintetico sulla situazione attuale perchè il mio scopo era focalizzare su di essa l’attenzione senza parlare del governo.

      So’ benissimo che l’informazione che si ha di Cuba è manipolata e veicolata come e forse peggio di tutte le altre.
      So’ benissimo che Castro è un dittatore e ti assicuro che è l’unica notizia vera che si sente dire da queste parti.
      Non so invece a quali crimini violenti tu faccia riferimento.

      Per il resto è vero quello che dici, molti cubani vogliono andare via perchè non sanno cosa voglia dire “vivere fuori” e pensano come è umano pensare che l’erba del vicino sia quella più verde.
      Dopo, molti imparano che non è così o comunque ci sono sempre cose positive e cose negative in qualsiasi Paese si prenda residenza.
      E’ per questo che consiglio sempre a tutti di non parlare mai male di Cuba con i cubani, nemmeno se sono loro i primi a schierarsi contro Castro.
      Potrebbero non perdonarvi.

      Grazie per il tuo commento, avevo capito che eri affogata dal lavoro perchè erano un paio di giorni che non ti facevi viva. Ciao

      • lina scrive:

        il mio compagno è rientrato a cuba ad aprile dopo due anni dalla missione milagro in bolivia. è uno dei tanti medici che il paese “scambia” per petrolio. quando era la, emergeva nei suoi racconti il suo desiderio di tornare a cuba a causa della povertà in cui la gente in bolivia vive. figuratevi che diceva spesso: se sento uno dei miei connazionali lamentarsi lo faccio tacere raccontandogli di quel che NON hanno in bolivia. Ora che è rientrato a cuba è più in crisi che mai e non vede l’ora di poter venir via perchè nonostante la povertà in cui vive il popolo boliviano, hanno libertà di pensiero e di azione (anche se non so sinceramente ancora per quanto visto il Fidel pensiero che ha contagiato anche il loro presidente). Possono programmare il loro futuro, esprimere le loro idee liberamente. Possono lavorare per crearsi un domani e non, come succede a cuba, lavorare per superare la giornata di oggi, perchè non si sa quel che deciderà domani fidel. Questo per dire che secondo me non tutti quelli che hanno visto come si vive fuori, pensano che l’erba del vicino sia più verde, ma che comunque la preferiscano anche se meno verde perchè quel che realmente conta per un essere umano è il “poter essere” mentre a cuba la tua vita, il tuo domani non lo puoi mai decidere tu. Lo deciderà fidel stasera.
        Lui ora a cuba sta soffrendo da morire, perchè dopo aver provato che lavorare per crearsi un futuro o esprimere le proprie idee è possibile, ora deve nuovamente rinunciare a questo per non incorrere in “strozzinaggi” di ogni genere.
        Scusatemi se mi sono lasciata così andare parlando forse troppo della mia vicenda. E’ che non posso non stare male per questo e vorrei che il mondo sapesse.
        Togliamo l’embargo!!!!!!!!!!!!

        • Francesca scrive:

          Lina, io ti capisco ma quello che hai scritto:
          “Questo per dire che secondo me non tutti quelli che hanno visto come si vive fuori, pensano che l’erba del vicino sia più verde, ma che comunque la preferiscano anche se meno verde perchè quel che realmente conta per un essere umano è il “poter essere” mentre a cuba la tua vita, il tuo domani non lo puoi mai decidere tu. Lo deciderà fidel stasera. ”

          lo trovo un pò superficiale.
          Perchè tu senti di decidere qualcosa nella nostra politica?Abbiamo le scelte è vero ma sono pur sempre condizionate.
          Nonostante viviamo in una democrazia credo che i cittadini non abbiano nessun potere.
          Meno che mai adesso, momento in cui nemmeno noi possiamo decidere del nostro futuro e abbiamo anche poche speranze.

          Sinceramente capisco la differenza fra dittatura e democrazia a livello teorico ma sulla pelle la sento quasi allo stesso modo. E’ difficile capire dove finisce una ed inizia l’altra.

          Un esempio stupido:
          I cubani non possono urlare male di Fidel in mezzo alla strada, noi sì possiamo farlo ma anche una volta che lo fai e urli “Berlusconi è una testa di c…..” cosa cambia?
          Ci sono trasmissioni come Report che fanno dei veri scoop e il giorno dopo che succede?Nessuno ne parla, nessuno.
          I cubani parlano molto di più di politica di noi italiani anche se non si aggregano, lo fanno mentre giocano a domino agli angoli delle strade o mentre si bevono un trago a casa di amici o al bar.
          Sono molto più critici di noi, a loro la politica interessa veramente.

          • lina scrive:

            Riflettendoci è vero hai ragione, perchè effttivamente non è che da noi le cose sono molto diverse. C’è una “finta possibilità” ma in realtà poi abbiamo ben poco potere.
            Forse è che io mi sento particolarmente toccata per la sua situazione di medico che non può uscire dal paese in alcun modo se non con la fuga o chiedendo la liberazione. La fuga corrisponde a non poter rientrare a cuba e la liberazione, rinunciare a quel che sei, perchè a cuba non si fa il medico per soldi – tu che ci vai spesso lo sai che guadagnano davvero nulla – ma per vocazione.
            E la mia rabbia è dovuta a questo: perchè una persona non può vivere bene nel suo paese anzichè essere costretto ad abbandonarlo?
            Però ora basta parlare della mia storia; ho rubato sin troppo tempo e mi rendo conto che sto perdendo di vista il problema: trovare il modo di aiutarli.
            Ti ringrazio ancora per la possibilità di questi problemi.

            • Francesca scrive:

              No Lina tranquilla.
              Ho scritto che ti capisco perchè lo so che la situazione dei medici come per i professori, gli sportivi o gli attori per esempio è un pò diversa dai cittadini comuni. Molto è dovuto al fatto che sono seguiti dall’inizio alla fine degli studi in modo gratuito. Ho conosciuto dei medici davvero fantastici che hanno poco a vedere con la maggioranza dei nostri medici.
              Il sistema cubano non è perfetto, per carità.
              Nessuno lo è.
              Mi dispiace per la tua situazione, spero che presto riuscirete a stare assieme e felici. Suerte! Ciao

  8. Carmine... scrive:

    ragazzi qualcuno mi spiega come fare per citare qualche passaggio? non sono capace… :-(

  9. Carmine... scrive:

    [blockquote]Ho scritto Cuba e non il governo cubano perché è il popolo che ha ricevuto questo NO.[/blockquote]

    Questa frase mi ha particolarmente colpito. Ed è inutie dire quanto io mi trovi d’accordo. In questo momento non è Fidel o chi per lui che ha bisogno d’aiuto, bensì il popolo. Negae una qualche forma d’aiuto rifiutando di togliere limitatamente l’embargo è un errore dal mio punot di vista. Che potrebbe ben aggirarsi attivando canali umanitari. Sempre che non ci sia una legislazione anche in questo senso. Speriamo che le cose si risolvano nel migliore dei modi per i cubani..

    • Francesca scrive:

      Ciao Carmine
      sinceramente non so come facciano i canali umanitari ad aggirare l’embargo.
      Sicuramente ci saranno limitazioni riguardo ai medicinali per esempio ma dovrei informarmi bene.
      Più su ho messo il link dell’associazione Italia-Cuba che opera da decenni sull’isola e fuori. Se hai voglia di informarti credo che lì troverai quello che cerchi.
      Io mi sono sempre arrangiata nel mio piccolo a portare quello che riuscivo per parenti e amici.

      • Carmine... scrive:

        Pensavo ad esempio ad associazioni come Emrgency o Medici senza frontieri, ma sinceramente non so se sia consentito operare nelle zone d’embargo. In effetti dovrò informarmi meglio…
        Cmq bel pezzo.

        • Francesca scrive:

          Veramente Carmine in campo della medicina Cuba non ha bisogno di dottori, anzi il reparto medico e infiermieristico viene “donato” per periodi ad altri Paesi più bisognosi con cui hanno accordi come la Palestina, l’Ecuador, Venezuela e in molti paesi africani.
          Con il Venezuela per ese,mpio hanno dato vita in cambio di petrolio a basso costo ad un’operazione denominata “milagro” (miracolo) per operare agli occhi (anche solo di cataratta) molte persone che non avevano possibilità.

          Cuba ha bisogno delle medicine che non riescono a produrre nel loro interno.
          Cuba ha un’indutria farmaceutica, la prima dell’America latina.
          Non ho mai visto sul suolo cubano associazioni come Emergency.
          Grazie al cielo di questo non c’è bisogno.
          C’è bisogno al momento di cibo, dato che è andato quasi tutto distrutto e di materiale da costruzione.

  10. missblue scrive:

    Bel pezzo Fra. E grazie per aver riportato la nostra attenzione su un popolo che, di attenzione, ne gode ben poca. Da sempre.
    Sono daccordo nel vedere l’Embargo un male che, alla fin fine, colpisce esclusivamente la gente, non il governo.
    Una mia amica l’inverno scorso è stata a Cuba, mi ha mostrato le foto…mi ha colpito tantissimo la contrapposizione tra una condizione generale di povertà e degrado, e il viso sempre sorridente dei cubani fotografati.
    Sembra davvero, come sottolineava anche Simona, che loro abbiano dimostrato di “sapercela fare” nonostante tutto. Infatti anche la mia amica è rimasta sorpresa e colpita dalla personalità degli abitanti: si lamentano pochissimo, e cercano di arrangiarsi davvero tanto..

    • Francesca scrive:

      Ciao Miss!
      I cubani hanno imparato ad arrangiarsi ben prima della presa di potere di Castro. Ci sono stati periodi davvero duri per loro e sono sempre lì pronti ad aiutarsi.
      Sono un popolo fantastico, imparo sempre molto quando sto in mezzo a loro. Dico sempre che in certi momenti o ti allei o ti scanni: loro hanno scelto la prima opzione e nonostante tutto vivono una vita semplice senza tanti sfizi ma con poche ansie.

    • Francesca scrive:

      Ciao Miss, leggo ora che hai scritto la parola “degrado”.
      Sicuramente a Cuba esiste la povertà ma nessuno è lasciato al proprio destino.
      Te lo dice il fatto che non esistono barboni o mendicanti (tranne casi sporadici in cui spesso sono affetti da malattie mentali).
      A Cuba ti possono chiedere il dentifricio, il profumo o le scarpe da tennis che hai ai piedi (che per via dell’embargo entrano in misure molto piccole), ma nessun bambino ti fermerà chiedendoti degli spiccioli.
      E’ molto importante questo secondo me.

      • missblue scrive:

        Scusami Fra, mi sono espressa male: per “degrado” intendevo rimarcare una condizione di povertà , riferendomi proprio al fatto che, a causa dell’embargo, i cubani ottengono esclusivamente l’indispensabile.
        E il fatto che non chiedano soldi, correggimi se sbaglio, può essere in funzione del fatto che “fisicamente” manca proprio la merce da acquistare?

        • Francesca scrive:

          La merce c’è ma con poca scelta e poca quantità e si compra nei negozi a peso convertible (che ha circa il valore del dollaro, per intenderci) perchè è coi dollari che viene pagata dallo Stato. La moneta corrente è il peso cubano (1 dollaro = 25 pesos) con cui si possono comprare i prodotti cubani cioè effettivamente prodotti a Cuba.
          Ci sono periodi in cui può mancare un prodotto. Per esempio una volta abbiamo girato La Habana intera per cercare la carta igienica.
          Il mio compagno ha raccontato che nel periodo speciale (‘91 – ‘94 circa) si lavavano i denti col bicarbonato perchè non si trovava il dentifricio.
          Ci sono aziende che aggirano l’embargo (tipo l’Adidas o la Barilla per es.) perchè sono aziende potenti e comunque vendono anche negli usa.
          Ma aziende piccole non ce la fanno perchè sarebbero cacciate fuori dalle catene degli usa e non se lo possono permettere.

          Comunque i soldi servono sempre lo stesso!Quindi non la vedo come unica motivazione.
          Una volta fuori da una discoteca abbiamo incontrato un ragazzo (avrà avuto 14 anni) che chiedeva dei soldi, tutto nascosto perchè se la Polizia dovesse beccarti, arrestano i genitori.
          I cubani che erano lì, il mio compagno compreso, hanno iniziato a parlarci chiedendo perchè mendicava, per sapere che problemi avesse, visto il rischio che corri facendolo.
          Lui ha detto che a casa non gli mancava niente, ma voleva comprarsi un paio di Nike al mercato nero che costavano 25/30 pesos. (Nike in effetti non esiste a Cuba).

          Credo spieghi bene cosa intendo dire…

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