Medici in Prima Serata

Il mio nome è Bellomo. John Fitzgerald Bellomo. Sono un dottore. In medicina, per i più pignoli. Mi sono laureato a Harward ed ho conseguito un master in malattie rare, uno in gestione di pronto soccorso e uno in tecniche di sutura all’uncinetto.
La mia professione non è curare i malati e nemmeno cercare la cura del secolo, come il siero antipapera influenzata, la pillola modellaculo o il profumaflatulenze. No, io faccio il consulente. Lavoro per tutte quelle produzioni televisive che vi vomitano in casa truculente storie di trincea ospedaliera incorniciate in affascinanti acconciature brizzolate.
Come potete immaginare nessuno tra attori, registi, produttori e telemaestranza saprebbe che cosa fare con uno sfigmomanometro in mano e probabilmente non riuscirebbe nemmeno a rimanere serio pensando al suo nome.
Qui intervengo io. Suggerisco i casi più interessanti e il modo più acrobatico per risolverli. Fornisco tutti i termini più sexy da snocciolare all’occorrenza e specifico quanti cc di quellacosamiracolosa servono per salvare la pelle all’ingrato di turno.
Ammetto che mi è andata bene. Avrei potuto passare la vita a impazzire in mezzo alla sofferenza della gente e agli assalti di avvocati da combattimento. Il destino mi ha risparmiato questa realtà fatta di paure, incompetenze, senso di impotenza e altre mostruosità tipo case farmaceutiche e ministeri della sanità. Così l’altro giorno riordinando il mio scantinato ho ritrovato la mia coscienza e visto che era nuova nuova ho avuto voglia di usarla per spiegare un paio di cose a chi smette di vedere ER per seguire Gray’s Anatomy al termine del quale pare ovvio interessarsi al Dr.House per poi finire intagliando membra a Nip/Tuck e sperando che Huff abbia trovato qualcosa di nuovo o finisce che si annoiano persino gli ipocondriaci.
È importante non orientarsi su aspettative troppo hollywoodiane nel malaugurato caso di trovarsi nell’urgenza di cure mediche. Non è detto che l’autista dell’ambulanza somigli a Cary Grant e sia in grado di praticarvi una manovra di Valsalva stando appeso per i piedi, anzi nella realtà può anche essere che sbagli manovra e vi investa e per sopramercato somigli pure a Marty Feldman. Giunti al Pronto Soccorso è plausibile che non ci sarà un poliziotto a spingere di corsa la barella urlando “maschio, 35 anni, trauma toracico, bradicardico, praticato massaggio carotideo” ma piuttosto un tizio che biascica un “ahò, sto tizio ha ‘nfrociato caa’ machina” ed è più probabile che in risposta non avrete un “Presto 10 cc di lidocaina (che forse è droga spacciata in spiaggia), intubiamolo e prepariamo la sala 2” ma piuttosto un “occhei appoggialo là”.
È inoltre vieppiù remota la possibilità che, in seguito a TAC (i puristi direbbero TC visto che non è più assiale), RM e carotaggio del retto che hanno portato alla diagnosi “fa solo i capricci”, compaia dal nulla un’infermiera diplomata alla Playboy University College che vi lancia un’occhiata più a proprio agio in una discoteca che in una corsia d’ospedale e ipotizza un eritroderma ittiosiforme congenito bolloso, cavandovi dai guai.
Un’altra controindicazione che nei bugiardini dei telefilm non è riportata è la sindrome da “quella ce l’ho di sicuro”. L’ipocondria indotta, l’associazione di sintomi personali a quelli del malato immaginato e financo la comparsa di dolori sospetti durante i titoli di coda o persino in corrispondenza della pubblicità (che vi segnala un nuovo serial incerottato). Guardatevi bene dunque dallo strisciare fino allo studio del medico di famiglia e dichiarare con voce sofferente “dottore temo di avere la ciclite eterocromica di Fuch, ho tutti i sintomi”, perché tutto ciò che il paziente medico potrà dirvi è “non ho la minima idea di che cosa stia parlando, ma uscendo si copra bene perché ha un brutto raffreddore”.
Insomma la realtà è sempre qualcosa di diverso e se cerchi di affrontarla si trasforma in qualcos’altro. Ci sono medici che sanno di non poter curare le malattie, ma solo prendersi cura delle persone e lo fanno sacrificando del proprio. Altri che trattano i pazienti con l’idea che se stanno male si vede che se lo meritano, perché sono inaciditi da troppo orrore, da troppi problemi o solo perché hanno deciso di nascere stupidi.
Se c’è qualcosa della realtà che è possibile e utile adattare alla finzione filmica forse è proprio il rapporto tra chi chiede aiuto e chi può darlo, che (senza bisogno di diventare “sessuale” come spesso accade in tv) dovrebbe essere impostato su canoni diversi. Non dico umani, perché rimanere umani in condizioni disumane è inumano, ma di collaborazione e comprensione reciproca. Senza esagerare, non pretendo molto: diciamo qualcosa di più di “come si sente? Ci vediamo domattina, se ci arriva”. Ma per arrivare a questo occorre anche una diversa educazione all’essere malato e in questo i telefilm che collaboro a creare non aiutano. Quindi, prima di riporre la coscienza nello scantinato, vi do un ultimo consiglio: guardate questi programmi con la consapevolezza della finzione che li caratterizza, sapendo che sono costruiti, finti e improbabili come, chessò, Amici di Maria De Filippi o il Tg4. Altrimenti è meglio che seguiate il grande fratello: male che vada vi immedesimerete in Taricone, ma è sempre meglio che immedesimarsi in una atrofia dentato rubropallidoluysiana… o no?

Di: Cruman

 

Che voto dai all’articolo? Clicca la stellina.
Fa SchifoMi piace (Vota questo Articolo!!11!!)
Loading ... Loading ...

MenteCritica ha deciso di non usare nessuna forma di pubblicità per i suoi contenuti. Se questo sito ti piace, un modo concreto per sostenerci è diffondere la voce tra le persone che ritieni adatte a partecipare alla discussione. Puoi anche scrivere per noi. Te ne saremmo grati. Grazie.

Linkaci - Sostienici Gratis -Feedati - Scrivi Per Noi - Partecipa Agli Speciali

Tag: , , ,

cruman Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo
Fa SchifoMi piace (Vota questo Articolo!!11!!)
Loading ... Loading ...

John Diamond

John Diamond’s avatar

Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

straordinario. Articolo straordinario.

[Rispondi a questo commento]

grazie del consulto allora stasera mi farò solo antibiotici ad ampio spettro per farmi passare la dissenteria.

[Rispondi a questo commento]

conosco un fantasma che prende gli stessi antibiotici

[Rispondi a questo commento]

Grandioso!
In questo periodo sto giusto guardando dr.house (adoro la sua misantropia) e stavo proprio pensando a quanto detto.
Della serie: speriamo di non ammalarci

[Rispondi a questo commento]

Caro Cruman, lavoro in sanità da diversi anni, anche se non faccio il medico. Sono, infatti, una psicologa che fino ad un anno fa passava le sue ore di lavoro in oncologia. Puoi facilmente immaginare con chi e con cosa cercavo di confrontarmi ogni giorno. Una cosa, tra le altre, ho però compreso in tutti questi anni di lavoro: per arrivare ad una “diversa educazione dell’essere malato” bisognerebbe poter parlare di una “diversa educazione dell’essere cittadini e persone”. L’ospedale ed i luoghi ad esso similari non sono altro che lo specchio di una società in cui limiti e grandezze vengono indubitabilmente amplificate dalla sofferenza e dalla morte. In primis, proprio gli stessi limiti e grandezze di noi operatori sanitari. Un caro saluto. :)

[Rispondi a questo commento]

Miriam sono d’accordo con te e l’ho raccontato spesso nel mio blog. Comunque conosco bene l’ambiente in cui lavori, purtroppo dall’altra parte. A bientot

[Rispondi a questo commento]

Davide@work

Davide@work’s avatar

5 stelle caro cruman. Ottima panoramica!

[Rispondi a questo commento]

Oi grande Cruman! :D
..e cosa dire del dottor House, quando dà il meglio di sè ipotizzando qualche strana patologia dal più minuto e insospettoso particolare, somministra una medicina che può portare il paziente alla morte violenta, e invece miracolosamente il malato guarisce?!?
Mi verrebbe da dire: CHE C**O!!!

[Rispondi a questo commento]

Ho qualche dubbio sul frangente anatomico a cui accenni criptatamente, ma la penso come te… giorgia on my mind.

[Rispondi a questo commento]

sì ok gli asterischi sono due, ma è anche l’una di notte…porca paletta

[Rispondi a questo commento]

argh, non mi sento bene. ho di certo la sfintomanoctomia eritocosa laterale! e cos’è questa escrescenza tritorsoluta in mezzo alla faccia? vi giuro che prima di leggere questo articolo avevo un nasino alla monroe!
che un eritroderma ittico coassiale iperipotrofico sublimale xenofobo neweconomyemiliofede ti colga!

[Rispondi a questo commento]

scusate, come mai la mia risposta a miriam è in coda di moderazione? non bastavano le poste?

[Rispondi a questo commento]

fantastique. merci beaucoup

[Rispondi a questo commento]

de rien… si dice così? va be’ prego

[Rispondi a questo commento]

Gatto Assassino

Gatto Assassino’s avatar

Mi è venuta voglia di farmi un goccetto di succinilcolina con una punta di atomidate… chi beve con me???

[Rispondi a questo commento]

TORINO

Quando si parla di Ospedale mi vengono in mente i miei due pneumotorace… Devo dire che l’esperienza è stata positiva, ho trovato gente (credo) competente, giovane, simpatica. Sono stato trattato bene.

Non mi è successa la stessa cosa una sera in cui ho accompagnato mia madre in ospedale che vomitava sangue una notte poco prima di Natale. Che spavento. Ricordo una notte di inferno. Ospedale semi-vuoto, attese senza fine passaggi in lunghi sotterranei dove su alcune porte leggevi (ATTENZIONE PERICOLO AMIANTO) Fili penzoloni… Medici in reparti semibui che escono con i capelli arruffati mezzi addormentati dopo attese indecenti… Dopo molte analisi successive ancora ad oggi non si sa cos’abbia. Dicono nulla, falso allarme.

Quella sera siamo entrati alle 10 in ospedale e siamo usciti alle 3.00 del mattino, il giorno dopo più o meno la stessa cosa… Senza nessuno che ci desse notizie. Mia madre ha avuto paura di morire ed io che moresse li affianco a me.

Bisogna tirare i dadi ogni giorno… Rien ne va plus…

[Rispondi a questo commento]

© 2007 (MC-Team) Aggiornato: 03/12 - 00:37 Visite: 2,048,609 Ultime 24h: 10,273