Contribuisci alla Ripresa Economica: Muori.

incidenteOgni giorno che Dio o chi per lei, manda sull’asfalto italiano, quindici persone muoiono a causa di incidenti stradali. Migliaia di cadaveri non hanno però ottenuto un centesimo dell’attenzione riversata su un’unica morte in quel di Cogne o, più propriamente, sulla morbosità di una madre che divora i propri figli.

Dopo l’ennesima strage causata dall’alcol, dalla stupidità e dalla incompetenza, e grazie all’ennesimo servizio poetico di Studio Aperto e al plastico di una famiglia straziata a Porta a Porta , scendono finalmente in campo i politici.
Per non deludere le aspettative i nostri amministratori si sono concentrati sull’aspetto fondamentale della questione: i soldi. La prima e ferma risposta è stata infatti: “aumenteremo le sanzioni”. Ovviamente questo dovrebbe dissuadere gente ubriaca come una scimmia, che nemmeno ricorda il proprio nome, dall’investire altre persone. Comunque l’innalzamento delle multe fino a 6.000 euro, in sinergia con la restituzione ad oltranza della patente, creeranno un gettito di entrate tale da poter mandare in onda l’isola del tesoretto 2. Tanto per non rendere vana la morte di migliaia di innocenti. L’educazione e la prevenzione, sono state viste sfrecciare lontano, in direzione opposta… alla nostra.

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cruman Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo
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Ho paura che tu abbia fin troppa ragione…

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Silent Enigma

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Ne ha da vendere. Falsa soluzione per un problema monetizzato

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Aumentare le sanzioni amministrative può andare bene, ma se poi a combinare un disastro è un imbecille appena diciottenne, la sanzione ricadrà su di povero genitore che ha l’unica colpa di avere un imbecille per figlio.

Io propendo per irrigidire la sanzione penale e, perchè no, ritiro decennale per la patente.

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Purtroppo la punizione per essere un buon sistema educativo deve colpire sempre duro e tutti. Altrimenti bisogna davvero puntare sull’educazione, sui valori e sulla prevenzione. Basta macchine mostruose, basta con la cultura della potenza (in tutti i sensi), basta con la patente a tutti come se fosse un diritto. Ci vuole il lavoro anche della gente comune, che deve colpire ed emarginare gli atteggiamenti socialmente dannosi.
Ci vuole una rete viaria decente, ci vogliono provvedimenti sensati e ci vuole cultura civica. Aumentare multe e inasprire pene non è mai stato un deterrente fruttuoso. tanto più se si cerca di colpire gente ubriaca marcia.

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Silent Enigma

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Nej, un diciottenne in carcere per un incidente è un diciottenne morto, e l’occhio per occhio non ha mai dato buoni risultati. Vero è che pignorare lo stipendio di papà non è nemmeno molto utile. Confisca del veicolo, ciaociao alla patente ma soprattutto esami più seri, patente a vent’anni e tutta una serie di restrizioni coraggiose sui veicoli. Bisogna intervenire alla fonte, imho.

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Silent Enigma

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Vedo solo ora il commento di cruman, non l’ho plagiato :-D

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Le regole nel codice della strada ci sono bisognerebbe farle rispettare, non so se la paura di multe salate potrà ridurre il comportamento incosciente di molte persone alla guida di mezzi di distruzione di massa, secondo me, parlo per avere osservato lo stile di guida di alcuni amici, si è molto più accorti quando la probabilità di essere colti in fallo aumenta. Quando statisticamente è molto improbabile venire multati si rischiano maggiormente comportamenti fuori legge, magari uno su mille paga per tutti però in questo caso che abbiamo ottenuto, non credo più sicurezza, ma una persona salassata da multe inverosimili che piangerà lacrime amare per la sfiga che ha avuto. Non è la pena in se per se il deterrente ma la certezza della pena.

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Il fatto è: esiste una soluzione? Una soluzione immediata, dico. Un provvedimento risolutivo. No che non esiste.
Non è l’ubriachezza su strada a spaventarmi, è il come ci s’arriva. La mancanza di rispetto che sta dietro all’individuo che conosce bene il rischio che fa correre agli altri (il rischio per sè stessi è fin troppo ovvio) ma riesce a passarvi sopra con una leggerezza fenomenale.

Il rispetto, si diceva. E la situazione immediatamente si generalizza ai 1000 atteggiamente antirispettosi che la società ci propone affiancati alla totale lascività con cui eventuali educatori non intervengono di fronte a essi. Il cambiamento va compiuto nella testa della gente, ed è una questione di cultura, e per creare una cultura ci vogliono decenni.
Gli stessi che sono occorsi per sventrarla, ovviamente a scopo commerciale.
Abbiamo avuto veri e propri specialisti dello sventramento, organizzati in maniera stupefacente, che ne hanno tratto un tornaconto enorme. Tristemente, non pagheranno loro il fio per tornare a una situazione normale. E nel frattempo non credo si potranno levare le chiavi da ogni cruscotto.
Non è finita, insomma. E’ questa la vera tragedia.

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sono d’accordo. http://celodicehillman.blogspot.com/2007/04/mi-sono-espresso-senza-mezzi-termini.html se non per il fatto che basta molto meno a distruggere secoli di cultura

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Checché se ne dica, l’educazione stradale, oggigiorno, si impara a 14 anni in sella allo scooter. Con il quale si fanno cosucce come sbattersene delle precedenze, delle frecce, dei semafori, delle strisce, degli incolonnamenti, dei sensi unici, e soprattutto della prudenza, del buonsenso e del rispetto degli altri utenti della strada. E questi ragazzi, dopo aver imparato allegramente le leggi vigenti sulla strada (ha ragione il più forte, il più svelto, il più prepotente, il più impunito), a 18 anni si siederanno su una macchina, spesso nuova di pacca e spesso troppo potente. Aspettare che i ragazzi prendano la patente B è troppo tardi per educare. Bisogna farlo prima. Anche perché l’educazione stradale è solo un sottoinsieme dell’educazione civica.

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