Cronache dell’Ultra Terronia

Vivendo nella profondissima terronia, praticamente in Africa, permettetemi di spiegarvi che significano le elezioni quaggiù, dove la destra oramai imperante ha guadagnato il 70% dei voti.
Lo faccio con un esempio e per esempio immaginate che domani mattina qualcuno suoni alla vostra porta e che voi siate un amministratore che si ritiene onesto e competente, immaginate di aprire la porta ancora con la tazzina di caffè in mano e però non vi troviate nessuno davanti, troverete invece, adagiata sul vostro zerbino nuovo di zecca, una borsa di plastica sporca e puzzolente, con la punta della vostra pantofolina, a forma di panda, cercherete di capire di che si tratta, poi con aria stupefatta e un po’ spaventata, perché di certo avete capito di che si tratta, vi precipiterete nella vostra cucina dove un marito ancora addormentato starà inutilmente cercando di far bere a due figli recalcitranti il latte mattutino.

albano vitturi


Con lo sguardo, per evitare che i rampolli si accorgano dell’accaduto, cercherete di spiegargli che non era vostra sorella alla porta, lui vi guarderà interrogativo, poi finalmente capirà e lasciandovi imbalsamata e fredda, come un merluzzo surgelato, correrà di là. Passeranno solo due minuti, due interminabili minuti, durante i quali voi non farete altro che sperare con tutte le vostre forse che nella busta ci sia qualsiasi cosa ma non quello che sapete esserci, vi ripeterete come se recitaste tutte le poste di un rosario che sicuramente è spazzatura, sì spazzatura abbandonata per vendetta dal vicino di casa disturbato dal pianto notturno di quel rompiballe del vostro ultimo figlio, poi vostro marito tornerà e il mondo il vostro mondo, ordinato e fitto di impegni improvvisamente vi crollerà addosso, la vostra unica priorità diverrà salvarvi dalla merda che sta per piovervi addosso, la testa del cane nella busta di plastica è un monito grossolano, vi avvisano, ci sono le elezioni, vi conviene farvi da parte, non vogliono essere disturbati, se avevate velleità di candidarvi fatevele passare, tenete famiglia.

albano vitturi

Sognerete ben presto di svegliarvi il più lontano possibile dalla vostra casa, sognerete di andare a vivere in un posto dove nessuno vi conosca, sognerete di tornare a fare la casalinga a tempo pieno.

Dipinti di Albano Vitturi (1888-1968)

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ema aka mascherabianca

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Domanda da ignorante… Esiste un modo per denunciare queste cose in modo che vengano punite oppure neanche le autorità possono nulla? E comunque se nessuno inizia a “combattere”, come si può battere un nemico del genere?

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Se capitasse a me una cosa del genere, me la farei sotto.
E’ cosi’ facile dall’esterno giudicare e sparare frasi retoriche.
Ma, onestamente, io nella medesima situazione, cosa farei?
La risposta onesta e’: non lo so.
E la cosa mi fa incazzare.

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ema aka mascherabianca

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certo che si ha paura… mi sembra normale. Ma esistono organi che dovrebbero tutelare i cittadini da cose del genere. Se questi organi non funziona si avvisano gli organi che dovrebbero controllare questi e via a salire prima o poi ce ne sarà qualcuno che può fare qualcosa altrimenti consiglio di emigrare in paesi più evoluti del nostro tipo tunisia, albania o simili…

Ti fanno qualcosa la prassi è, o almeno dovrebbe essere, denunciare. altrimenti si può sempre andare in un altro paese. Si eradica la famiglia si cambiano le abitudini ma molto meglio che vivere nella paura. Il restare e non far niente a che serve? si migliora la situazione? No. La si peggiora? Nemmeno. Quindi che fare?

Come scritto sopra parlo da ignorante.

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ema non è ignoranza la tua, è solo che forse non hai mai messo piede nell’ultraterronia se non in agosto a prendere il sole.
le tue domande, da studioso di diritto, mi fanno sorridere…ma è un sorriso amaro, sia chiaro

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@ema: mi accodo a quanto detto da Silent Enigma…la situazione laggiù è la medesima e immutata da un sacco di tempo. Concordo col fatto che ci si debba muovere e sia necessario (re)agire…qualcosa sta effettivamente accadendo…lento, ma spero inesorabile. Però, il punto focale del problema, è che in quelle zone la solitudine è terrorizzante e spesso fra la tua coscienza e la loro violenza c’è solo la tua viva carne.

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ema aka mascherabianca

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la mia è proprio ignoranza. Non sono mai stato nemmeno in vacanza in sicilia o più giù di Rimini. Ho presente la situazione che c’è ma continuo a chiedere se non c’è modo di combatterla allora che si fa’? si resta facendo la conta del prossimo che verrà ammazzato oppure si emigra? La situazione immagino sia terribile ma quindi che si può fare? Io chiedo se esistono soluzioni a ciò. Esistono bisogna attuarle non esistono… Bene cambio luogo di residenza. La faccio facile è vero ma di fondo le uniche possibili soluzioni sono andarsene o lottare. La terza possibile l’aspettare la vedo un po’ inutile. non studio diritto ne conosco leggi e leggine. dico solo ciò che in teoria sarebbe da fare. L’immobilismo che regna da un sacco di tempo a cosa è dovuto? Vorrei capire e ripeto parlo da ignorante in quanto non ho visto ne son mai stato in quelle zone. Più ignorante di così che devo dire… Ignorante è colui che ignora. Purtroppo non essendoci stato e non vivendoci non ho idea di quale sia la situazione. spero che le mie domande e affermazioni siano almeno sensate.

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Sul famoso detto dell’ultra terronia: “Calati iuncu ca passa la china” traduco per i nordici “abbassati giunco che sta per sopravvenire il fiume in piena”, sono stati scritti migliaia di saggi, io modestamente penso che in mancanza di:
A) uno Stato capace realmente di proteggere i propri cittadini;
B) uno Stato presente sul territorio con persone capaci, oneste, incorruttibili, sensibili;
C) la capacità di chi non appartiene a queste lande desolate di capire chi se la fa sotto davanti a un certo tipo di affettuosità.
sia l’unica filosofia possibile, naturalmente dopo c’è sempre la famosa valigia di cartone.
E che diamine! non siamo mica tutti nati con la vocazione al martirio, a quelli che parlano per dar fiato alla bocca farei provare la splendida emozione di ricevere un proiettile in busta chiusa, di avere la macchina bruciata in piena notte e di vedersi gironzolare intorno e impenitenti quelli che l’anno prima ha denunciato e che per un cavillo legale ora prendono il sole al bar sotto casa sua.

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“… certo che si ha paura… mi sembra normale. Ma esistono organi che dovrebbero tutelare i cittadini da cose del genere. Se questi organi non funziona si avvisano gli organi che dovrebbero controllare questi e via a salire prima o poi ce ne sarà qualcuno che può fare qualcosa…”

Io proporrei di scrivere direttamente al presidente del senato.

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saint, ma tu credi veramente che legga la posta?

ema, hai riassunto bene in “la faccio facile”…è vero, purtroppo.

l’immobilismo di cui parli non lo vedo: i popoli dell’ultraterronia hanno colonizzato tutti i continenti ;-)

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ema aka mascherabianca

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gli italiani di ogni parte d’Italia hanno colonizzato tutti i continenti. E continuo a non ottenere una “risposta”. Se la situazione è così, cosa spinge le persone oneste a rimanere li? Speranza di un miglioramento? Se si, chi lo dovrebbe attuare? Impossibilità a traslocare? E da cosa dipende? L’immobilismo di cui parlo è riferito a quelli che stanno li e non fanno nulla per modificare la situazione e non hanno coraggio, mezzi, o altro per andarsene. Se resti e non fai nulla, o non puoi far nulla, di che ti lamenti? (non è riferito a nessuno pura esclamazione).
Ritornando abbastanza retorico: E’ vita una vita senza libertà? o basta una libertà fittizia per vivere “bene”? si potrebbe disquisire sul concetto di libertà e che in Italia sia molto relativa ma mettiamola come libertà da questa situazione dell’ultraterronia (anche se non mi piace definire così una parte d’italia…)

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Silent Enigma

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cioè…quelli che hanno titolo per lamentarsi sono solo quelli che fanno qualcosa di concreto per la “libertà”?
non posso far niente, quindi devo stare zitto? 8-O

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