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Cronache del Basso Impero

26 maggio, 2009 - 8:55 di  
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Berlusconi muore, ma è tranquillo. Prima dell’ultimo viaggio, infatti, si è procurato tutte le autorizzazioni giuste. L’estrema unzione, poi, l’ha ricevuto dal Santo Padre in persona prelevato dal Vaticano e trasportato d’urgenza in Sardegna da uno squadrone di elicotteri della marina militare.
E infatti eccolo caracollare, tutto baldanzoso, lungo il viale dei campi Elisi verso i cancelli dorati del Paradiso, attorniato da nugoli di Angeli (e Angele come nota l’occhio allenato del Premier) che cantano le Lodi dell’Altissimo.

Giunge infine al cospetto di San Pietro che è uomo di mondo e sa benissimo come stanno le cose. Senza nemmeno levare gli occhi dal registro con voce annoiata gli fa la domanda di rito:
“Sei venuto in letizia?”
Berlusconi, preso alla sprovvista, risponde istintivamente:
“No, assolutamente, è una menz…”
Non riesce nemmeno a terminare la frase che si ritrova all’inferno.

Morale: Ogni tanto, quando ti fanno una domanda, conviene dire la verità.




Ho conosciuto molti uomini di potere. E quando parlo di uomini di potere non mi riferisco necessariamente a politici. Parlo di uomini d’affari, grandi impresari, militari e anche capi di organizzazioni criminali.
C’era una sola cosa che li accomunava. L’immagine che offrivano di sé era sempre sostanzialmente diversa da quella che avevano in privato.
Gente carismatica, crapulona, beffarda, strafottente in pubblico, si trasformava in persona timida e remissiva in privato. Altri, che di se davano un’immagine mansueta, dietro le quinte diventavano delle vere e proprie furie scatenate.

La spiegazione è semplice e, in qualche modo, ce l’ha già anticipata fma nel bell’intervento che abbiamo avuto modo di leggere qualche giorno fa.
Un personaggio pubblico sa che la gente non è affascinata da ciò che lui è veramente, ma dell’idea che s’è n’è fatta. E’ per questo che il vero se stesso, la vita privata, le meschinità del quotidiano al quale nessun uomo, nemmeno il più grande, si sottrae, vanno separate dalla vita pubblica da una cortina impenetrabile. E’ una questione di disciplina, professionalità e stile. La discrezione, in certi ambienti, è un valore assoluto.

Tutto questo per dire che, a me, sapere che Berlusconi possa aver trascorso le vacanze con 50 ragazze non stupisce e nemmeno scandalizza. La carne è debole, lui non è sicuramente il primo e non sarà l’ultimo. Quanti, al posto suo, avrebbero preferito fare una gita di studio al Louvre (tranne me, ovviamente)?
Al massimo può suscitare curiosità scientifica la questione sanitaria legata all’approvvigionamento di sildenafil ed agli effetti collaterali che questa sostanza può causare quando viene assunta in dosi massicce da un uomo di una certa età, ma questo, se vogliamo, è un aspetto tecnico di interesse veramente relativo.

La cosa che mi preoccupa veramente, invece, è che Berlusconi non sia riuscito a resistere alla tentazione di fare lo splendido e di presentarsi con tanto di scorta a sirene spiegata nell’amena località di Casoria. Casoria, si badi bene, una sorta di agglomerato decadente ai margini di una città persa. E non finisce qui: come un coglioncello di 14 anni si fa beccare con le mani nella marmellata, finsce in mezzo alla lite di due fidanzatini e viene sparato su tutte le prime pagine dei giornali del mondo per una cazzata del genere.

Un uomo di potere si toglie i suoi suoi sfizi e qui non ci piove adesso e non ci pioverà mai, ma se è disciplinato, professionale e determinato della storia non ne sa niente nessuno.

Insomma, se ti va di fare una vacanza con 50 vergini anticipando le delizie del paradiso musulmano al quale difficilmente accederai, poi ti assicuri che queste non parlino. Come? Le trasferisci all’estero, le fai sposare con un po’ dei lecchini che ti circondano, le minacci, gli fai tagliare la lingua, al limite le fai sparire e con loro fai sparire le loro famiglie, gli amici delle loro famiglie, radi al suolo le città dove vivono, le cancelli dall’anagrafe, dalla storia e dalla memoria quantistica del nostro universo. Cosette così insomma. Men che meno vai a festicciole di compleanno, come un adolescente qualsiasi, a fare il figo perché lei te lo ha chiesto.

Il vero problema è che Berlusconi si comporta come un adolescente complessato con l’ansia di apparire.
Io ad uno così non metterei cinque euro in mano per farmi comprare un pacchetto di sigarette. Gli italiani, invece, gli hanno affidato il loro sedere e quello dei propri bambini.

Ora, bando agli scherzi che mi sono rotto e veniamo alle cose serie.
Berlusconi ha 73 anni. Viagra o no c’è il rischio molto serio che tiri le cuoia.
Se lui muore al comando sarà un disastro per l’Italia che, per ripartire, ha bisogno di liberarsi con coscienza e in autonomia di questa figura.
Se lui morisse adesso mentre è ancora seduto al suo posto, il paese rimarrebbe schiacciato sotto il peso di un peccato dal quale non ha saputo trovare redenzione, una vergogna che non potrà mai essere cancellata, qualcosa di simile alla Spagna di Franco che non ha potuto vantare la catarsi antifascista e liberatoria della resistenza Italiana.

Cacciare Berlusconi, liberarsi del suo dilettantismo, della sua goffaggine, della sua evidente stupidità e meschinità non è qualcosa di necessario per il presente che ormai è perso. E’ il primo passo per costruire un futuro dove non noi, ma i nostri figli, potranno sentirsi migliori così come noi ci siamo sentiti migliori degli italiani che hanno applaudito il duce e sostenuto le leggi razziali.

Se lo lasciamo lì fino alla morte ci siamo giocati anche il domani. Ne verremo fuori, ma non sarà merito nostro, ma solo del caso. E di questo ce ne vergogneremo a lungo.

p.s.: la storiella che introduce questo pezzo è mia. Se non vi fa ridere è perché non avete i geni giusti.

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Comments

30 Risposte a “Cronache del Basso Impero”
  1. diabolicomarco scrive:

    ahahaha
    ora si diranno cose tipo:
    “Mentecritica è alla frutta, quel rimbambito del Comandante si mette a raccontare le barzellette mentre in Italia c’è l’emergenza democratica”. :mrgreen:

    • Mi sembra una descrizione abbastanza pertinente della situazione.
      In effetti è proprio così.

      Però se l’avesse raccontata Luttazzi ora lo avrebbero cacciato dalla televisione, qualsiasi televisione non importa, tutti i blog ne avrebbero parlato e Luttazzi sarebbe un eroe della democrazia.
      Il mio problema è che non ho televisioni dalle quali farmi cacciare.

      • Fully scrive:

        In effetti la storiella è gustosa assai.
        La riflessione che la segue è molto amara: non avevo mai fatto (né letto altrove) un parallelo simile tra la Spagna del dopo-Franco e l’Italia del dopo-Berlusconi. Con la differenza che Franco, loro, se lo dovevano tenere perché non c’era modo di cacciarlo con libere elezioni, da noi invece…

        • grazie
          in merito all’avventurosa associazione Franco/Berlusconi vorrei precisare meglio perché, messa così, suona un po’ ingiusta (per Berlusconi)

          Ovviamente non è possibile alcun confronto con i metodi franchisti e l’attuale situazione italiana, ci mancherebbe.
          Il parallelo nasce, però, quando un uomo politico cambia la costituzione e la legge per proteggere se stesso e perpetuare il suo potere personale. E’ questo, secondo me, lo spartiacque tra un leader ed un dittatore.
          Letta in questa ottica la figura di Berlusconi è meno cristallina di quanto ci piacerebbe pensare.

  2. albyok scrive:

    Condivido TANTISSIMO la speranza di liberarsi di Berlusconi prima che tiri le cuoia, perchè ho paura che una volta che si ricongiungerà con se stesso lassù in cielo, qua sulla terra si sarà creato un martire e una figura che difficilmente poi sarà distruggibile. Però onestamente non riesco ad immaginarmi qualcosa di più clamoroso di quello che ha fatto in questi 20 anni, che possa aprire gli occhi a tutti.

  3. Agu scrive:

    Corsi e ricorsi storici!!!!!
    Lotta Continua…..Sofri……Pinelli……Calabresi.
    Nulla cambia, avanti così!
    Agu

      • Agu scrive:

        Non capisco il ?, non voglio pensare che non abbia afferrato il significato di quanto esposto!
        più chiaramente Le riporto la Sua chiusa:”Se lo lasciamo lì fino alla morte ci siamo giocati anche il domani. Ne verremo fuori, ma non sarà merito nostro, ma solo del caso. E di questo ce ne vergogneremo a lungo.”
        Anch’io non amo il Berlusca ……. ma farne un martire mi sembra eccessivo!
        Eppure anche Sofri ….. sul giornale Lotta Continua ……. a suo tempo iniziò così.
        Carissimo, (l’aggettivo vuole essere affettuoso e sincero, leggo i suoi pensieri, mi piace il suo fervore che sembra ancora giovanile, anche se non condivido tutti i suoi scritti)penso che augurarsi la morte di qualcuno, anche del peggior nemico, non sia una cosa sana, positiva, buona, contraria insomma al Suo desiderio di migliorare, con i Suoi articoli, la mente dei Suoi lettori.
        Cordialmente.
        Agu

        • No, infatti non avevo afferrato.

          Il paragone con Sofri mi sembra inadeguato anche perché io non faccio di Berlusconi un martire ne’ mi auguro che muoia. In genere, quando ritengo una cosa necessaria, non mi affido alla fortuna, la faccio.

          Nonostante lei si sia preso la briga di citarmi testualmente, ho l’impressione che non le sia pervenuto chiaramente il senso del mio pensiero e di questo me ne spiace.

          La ringrazio per le cordialità.

  4. Darsch scrive:

    Anche io condivido la speranza espressa nell’ultima parte del tuo pezzo, ma la vedo dura…

  5. Heeledjim scrive:

    Come si possono controllare le masse nei sistemi moderni chiamati “democratici”, dove i cittadini possono esprimersi liberamente con il voto?

    Molti sanno che la televisione influenza le persone, ma quanti sanno in che modo lo fa? Spesso sento dire “La televisione in Italia è spazzatura”, oppure “gli italiani sono dei superficiali”, ma cosa c’è dietro? Conosciamo il reale significato di ciò che ci viene proposto?

    http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/05/come-controllare-le-masse-1introduzione.html

  6. ilBuonPeppe scrive:

    Un uomo di potere si toglie i suoi suoi sfizi e qui non ci piove adesso e non ci pioverà mai, ma se è disciplinato, professionale e determinato della storia non ne sa niente nessuno.

    Questo è vero per gente un po’ all’antica come te (e come me, che siamo pure coetanei). Per i giovani d’oggi la discrezione non è una virtù ma un difetto; oggi tutto deve essere plateale, sbattuto in faccia, eccessivo. Sono giovani d’oggi (anche a 73 anni!) e hanno uno stile diverso dal nostro. Che ci vuoi fare?

    Il vero problema è che Berlusconi si comporta come un adolescente complessato con l’ansia di apparire.
    Io ad uno così non metterei cinque euro in mano per farmi comprare un pacchetto di sigarette. Gli italiani, invece, gli hanno affidato il loro sedere e quello dei propri bambini.

    Ergo: gli italiani sono degli idioti, o almeno degli immaturi, e hanno scelto un immaturo per governarli. Logico, coerente, democratico, ineccepibile. Ancora ci lamentiamo?

    • non so.
      conosco persone serissime che hanno meno di 30 anni e pagliacci che hanno superato la settantina.
      credo che sia una questione di stile e di carattere.

      evidentemente gli italiani non considerano lo stile ed il carattere qualcosa da valutare al momento del voto.
      ognuno ha ciò che vuole avere, credo.

  7. francy68 scrive:

    la storiella è geniale…e se funzionasse la posta l’avrei già diffusa a tutti gli amici meritevoli.

    Condivido anche l’analisi, soprattutto perchè non sono affatto sicuro che la sua dipartita non sarebbe seguita dall’avvento di qualcuno di peggio (…ok, allo stato è difficile ipotizzare qualcuno di peggio, ma ho dovuto imparare che il proverbio “al peggio non c’è mai fine” è verità assoluta).

  8. fma scrive:

    Credo che i guai siano cominciati quando fallita ufficialmente la grande utopia (parlo del comunismo), non si è capito fino in fondo che il pendolo aveva invertito il suo moto.
    O non lo si è capito, o più probabilmente non si è saputo inventare niente per godere dell’energia del riflusso.
    Ai fini del risultato non cambia nulla.
    Politicamente non si è saputo far di meglio che riproporre gli stessi obiettivi falliti, giustizia e uguaglianza, in una veste solo un tantino meno accesa. Un’uguaglianza meno categorica, una giustizia meno intransigente.
    Lasciando al sig. B il monopolio della delusione.
    Il sig. B in fin dei conti non è altri che il nostro Reagan. Con qualche peculiarità, si capisce. Non siamo il paese di Pulcinella per niente.
    Quanto al vantaggio che potremmo averne in termini di autostima, come nazione, se riuscissimo a passare oltre prima che sia il buon Dio a levarcelo di torno, potrebbe pure essere, anche se personalmente diffido delle catarsi e penso che non basti l’eventuale rinsavimento di un attimo a cancellare il comportamento di una vita (quindici anni per l’esattezza).

  9. anna scrive:

    Di tutta questa storia Berlusconi-Noemi ho capito solo una cosa: che il problema spazzatura a Napoli, la sua promessa di essere presente in realtà era una copertura per andare dalla pollastrella . Il problema corna sono affari di sua moglie, ma tutto l’ambaradan a spese dei cittadini sono invece affari nostri e in quanto tale, mi fanno girare le cosidette.
    Per quanto riguarda invece il problema di come tirerà le cuoia, bè, francamente, non ci ho pensato, il mio tirare a campà assorbe tutte le mie energie….

    • quindi per il bruciatore a Chiaiano gli abitanti dovrebbero prendersela con Noemi?

      Speriamo che non ci pensino anche loro :-)

      • anna scrive:

        chiaramente no, che c’entra la ragazzina? piuttosto con i governanti locali e con chi produce rifiuti evitabili, specialmente quelli tossici.
        Ripeto, ho altri problemi per la testa e questa cosa non l’ho seguita a fondo, comunque potessi avere tempo, capacità e notizie certe, senz’altro mi occuperei di come ci amministrano e non delle loro avventure. Essendo donna, posso dire che essere una ragazza carina non sempre è piacevole e se non si ha lo stomaco giusto per soddisfare voglie di vegliardi facoltosi ci si crea non poche grane. Un comune uomo se respinto rompe le scatole con dispetti che puoi sopportare o affrontare ma chi detiene posti di potere può romperti le scatole ancora di più e legalmente. Va bè adesso non tirate fuori che a Chiaiano mettono il bruciatore perchè la Noemi del posto ha detto no… sono solo chiacchiere queste, ma se io fossi al posto di Noemi con questa logica si ritroverebbero anche la centrale nucleare. Tranquilli, concittadini, non ho l’età e neanche il fisico! e poi, io vorrei che mio figlio fosse stato “educato” da Berlusconi: college , vacanze, guardie del corpo, dentista e tutto il resto pagato, soprattutto molto assente, che male avrebbe potutto fargli? Solo dargli una mamma più serena, senza il problema di affitti e bollette da pagare! (se mio figlio leggesse, non ci crederebbe: sa che capa tosta ho)

  10. inwin scrive:

    venerdì 22 maggio 2009

    La sindrome di Commodo

    L’ONU ci fa sapere che in Africa ci sono 11 milioni di profughi a causa di guerre, carestie e inondazioni (1). Oltre al solito immancabile numero undici ci informa che alcuni stati ospitano fino a 250mila di questi disperati.
    Il tono dell’articolo è propedeutico a una nuova campagna di falsificazione sulla necessità di accogliere milioni di “migranti” in Europa attraverso il suo ventre molle che è, manco a dirlo, l’italia.
    Mentre Maroni si batte come un leone per inserire l’immeritevole italia nel consesso dei paesi civili, il sistema globalista è sempre vigile affinché nessuna frontiera europea sia chiusa.
    Indicativo il fatto che l’ONU se la prenda con l’ex belpaese sul problema immigrazione e non con Malta, perché quello un paese anglosassone, inoltre l’amministrazione Obama sta iniziando un giro di vite sui clandestini di stampo prettamente “leghista” ma con la significativa differenza che non incasserà le critiche feroci di Repubblica, Unità, Manifesto e gli altri giornali “progressisti” (2).
    L’Australia, uno degli stati meno densamente abitati del globo, ha una legislazione in materia talmente rigida che se un paese europeo intendesse copiarla pari pari rischierebbe di fare la fine di Serbia e Irak: bombardato dalla Nato, con la “benedizione” dell’Onu, da armi illegali come l’uranio impoverito o vietate dlla Convenzione di Ginevra come il fosforo bianco!
    Fino a qui niente di nuovo.

    Ma la cosa che la gente non ha ben compreso è che in italia l’immigrazione è PIANIFICATA e ORGANIZZATA dalle stesse strutture istituzionali nell’intento di salvare i privilegi di se stesse. Il che può avvenire solo SALVANDO L’UNITA’ STATUALE.
    E l’unità “nazionale” la si salva in un solo modo: CREANDO UN POPOLO “ITALIANO” METICCIO annientando le DIFFERENZE ETNICHE tra le varie popolazioni che abitano la penisola.
    Mussolini fu il precursore.
    Spedì i Veneti nelle paludi pontine e i Romagnoli in Sardegna. E inviò i meridionali in Sud Tirolo.
    Prima gli cambiò nome, ridenominandolo “Alto Adige”, un’entità storicamente mai esistita, e poi italianizzandolo a suon di immigrati.

    Questo è esattamente ciò che Roma capitale ha in progetto con la Padania.
    Riempirla di extracomunitari, comunitari di ogni razza, per meglio nascondere anche le vistose differenze fenotipiche tra meridionali e settentrionali, e poi chiamarli “italiani” con tanto di diritto di voto, rappresentanza parlamentare estendendo a tutti la cittadinanza.
    Esempio di “italiani OGM” sono i conduttori dei programmi televisivi, in onda da Roma, i quali grazie ad artefici tecnici sfoggiano pelle chiarissima. Le giornaliste Rai e Mediaset esibiscono capigliatura biondiccia e nasini all’insù come fossero tutte sorelle.
    OGNI notizia trasmessa dai telegiornali nazionali è attentamente vagliata, soppesata, manomessa per mostrare che “siamo tutti uguali” ma in fondo meridionali e romani sono più capaci, belli e meritevoli.

    Ormai TUTTE LE FORZE POLITICHE E SOCIALI, ad esclusione dell’arera leghista , INNEGGIANO agli ingressi liberi e si oppongono a quei “respingimenti” che sono LA NORMA in qualsiasi paese civile dotato di frontiere e diritti di cittadinanza DEGLI AUTOCTONI non dei primi venuti clandestinamente.
    La “querelle” sui “respingimenti” finirà che la Padania dovrà accettare TUTTI gli immigrati che Roma deciderà di mandare sopra l’Arno.
    Lo scopo è di cancellare le tradizioni locali, come i dialetti, e sostituirli con l’”italiano” ma quello televisivamente romanesco del “a me, me sembra” e “che stai a dì”.
    Così le ridondanti trasmissioni di arte culinaria servono a creare un “sentimento” alimentare “nazionale” cancellando le variegatissime tradizioni gastronomiche locali, grazie alle quali, la penisola è il posto dove si mangia meglio al mondo. Ci tolgono anche questo.

    Mentre i salari crollano e il precariato dilaga, a Milano il prefetto si strugge per trovare alla caterva di zingari una sistemazione ed un posto di lavoro. Quello che non c’è per i milanesi.
    L’italia è uno dei pochi paesi UE che non ha posto una moratoria all’ingresso dei Rom dopo l’entrata della Romania nell’Unione.
    Da Roma e dal Meridione gli zingari li hanno cacciati per concentrarli a Milano.
    In modo da fare dire ad un qualche ente che “le statistiche dicono che c’è più criminalità nel capoluogo lombardo che nella capitale”.
    Le mafie meridionali fanno affari d’oro con i clandestini che dopo essere stati sfruttati in nero vengno spediti in Padania per essere assistiti a spese deile comunità locali.
    Per poi pontificare che “l’assistenzialismo c’è anche al Nord”.

    Sindrome di Commodo.
    Come il loro antenato imperatore, i romani vincono solo se le gare sono truccate a loro favore.
    Poche sono le rassomiglianze tra l’autentico figlio di Marc’Aurelio in comune con il Commodo, impersonato da Joaquin Phoenix, del film “il Gladiatore” di Ridley Scott. Che scendeva nell’arena dei gladiatori per battersi, ma unicamente in tenzoni combinate a suo favore.
    Dopo avere NEGATO i finanziamenti per collegare Malpensa al resto del mondo, via terra e via cielo BLOCCANDO gli “slot”, hanno fatto dire ai loro sudici servi che era “una cattedrale nel deserto” e che “Malpensa va venduta” (ricordate Beppe Grillo? A chi voleva farla vendere? Alla società Aeroporti Roma?).
    Inoltre nel provvedimento sul riordino del trasporto aereo dei governo unionista furono introdotte limitazioni ai voli internazionali dagli scali minori.. Provvedimento teso a favorire Fiumicino, designato unico hub, che fu definito testualmente “ridicolo” da un portavoce di Ryanair.

    Non si parla più delle grandi opere padane.
    A breve neppure dell’Expo a Milano, sopraffatta dall’”emergenza immigrazione” INASPRITA dal comportamento di magistrati, prefetti, questori. Tutti meridionali sul libro paga dello statalismo centralista.
    In compenso Berlusconi, che a Milano non si fa più neanche vedere, ha sancito che il ponte sullo Stretto è una priorità! Per chi?
    Nel napoletano il problema dell’immondizia è solo stato nascosto sotto il tappeto dell’ipocrisia berlusconiana del “fare”. Poiché il fatto è che ai campani PER MOTIVI ETNICI frega nulla di raccogliere, tantomeno differenziare la spazzatura. Con l’arrivo dell’estate il problema inasprirà sotto il profilo sanitario. Succederà che le regioni padane SARANNO COSTRETTE beccarsi la “rumenta” terronica.
    DUE MILIARDI di euro per il problema rifiuti in Campania, senza risolvere alcunché. MIGLIAIA DI MILIARDI di vecchie lire regalati alla Fiat per giganteschi impianti automobilistici che adesso chiude senza colpo ferire, al costo di migliaia di “esuberi”.
    Immensi agrumeti e frutteti sradicati senza misericordia nella piana di Gioia Tauro per fare spazio un porto costato cifre enormi di denari dei contribuenti per farlo divenire il più grosso varco di ingresso di droga in Europa.

    Entrano liberamente, attirati da ogni regalia garantita a Roma, CENTINAIA DI MILIAIA DI CRIMINALI, DI AMMALATI CRONICI, DI INVALIDI AL 100%. A farne le spese maggiormente le regioni padane che sarano trafosrmate in un vero inferno.
    Le carceri esplodono e ormai a ritmo mensile di promulgano amnistie/indulti/ depenalizzazioni/condoni e, considerando che NON si fanno le espulsioni, i criminali immigrati saranno così tanti da superare i cittadini onesti in numero.

    Del resto, guardatevi attorno.
    Gli “italiani” mostrano volti sempre più incarogniti e imbufaliti mentre gli immigrati sfoggiano sorrisi e allegria contagiosi.
    Nn ci vuole molto a spiegarlo.
    Nelle peggior crisi mondiale dal dopoguerra gli stranieri in italia hanno trovato la terra promessa.
    Non solo possono impunemente commettere quasi qualunque reato, ma anche se sono clandestini, hanno diritto a sanità e scuole per i figli, con insegnati di sostegno, completamente gratuite. Se non hanno casa e lavoro, i comuni sono obbligati a fornire un sussidio e le assistenti sociali a sbattersi per trovare loro una sistemazione.
    Diversamente dagli “schiavi di Roma” per cui avere un impiego è divenuto una chimera quanto sperare di ottenere un sussidio e le case a prezzo di mercato un sogno impossibile.

    Per l’OCSE i salari italiani sono i più bassi d’Europa, ma la casta fa entrare milioni di disperati in competizione per un posto di lavoro sempre più irreperibile. Un “dumping sociale” a cui sarà impossibile opporsi pena sentirsi dare dei “razzisti”.
    Idem per le pensioni.
    Gli oneri impropri dell’INPS, in maggior parete costituiti dall’ASSITENZIALISMO A MERIDIONALI E IMMIGRATI, stanno per divenire così preponderanti da mandare a gambe all’aria il sistema previdenziale pubblico qualunque “innalzamento” dell’età pensionabile abbiano in mente gli stronzi nei palazzoni dell’EUR.
    Che l’”invecchiamento della popolazione” sia un grossolano pretesto per riformare le pensioni viene dimostrato chiaramente da due fatti:
    A – In Padania ci sono numerosissime province IN ATTIVO per i conti previdenziali nonostante vi siano molti anziani.
    B – La gran quantità di immigrati è costituita in massima parte da giovani o giovanissimi per cui l’età media dei residenti nella penisola NON si sta alzando.
    Eppoi, dato che per andare a riposo ci vogliono già 65 anni di età o 40 anni di contribuzione che diamine significa “innalzare l’età pensionabile”?

    Dicono che il Sud è “povero” perché c’è la mafia.
    Ma la “mafia” sono loro, i mafiosi sono MERIDIONALI mica giapponesi!
    I consessi criminali del sud “fatturano” CENTINAIA DI MILIARDI DI EURO. Ciascuna delle tre principali organizzazioni, siciliana, campana e calabrese ha un giro di affari annuale ESENTASSE SUPERIORE a quello della Fiat!
    Il Meridione è RICCO non povero!

    L’arroganza del potere capitolino è rimasta immutata in 18 secoli.
    E al crepuscolo degli dei romani il potere diverrà sempre più intollerante a requisitorio.
    Tuute le “authority” , i centri di ricerca, gli organismi di controllo “nazionali” vengono allocati dall’Urbe in giù in ossequio al proverbio secondo il quale “CHI NON LAVORA, COMANDA”.

    La magistratura si guarda bene dal toccare REALMENTE il Cavaliere Blù poiché egli fu fatto “scendere in campo” dai “poteri forti”, LA MAFIA, in combutta con lo stato centralista per togliere i voti alla Lega al Nord, altrimenti prima o poi il movimento di Umberto Bossi avrebbe ottenuto la maggioranza dei voti e forzato la secessione.
    A Roma tra i fondatori di Forza italia anche Marcello Dell’Utri, “plenipotenziario” di Cosa Nostra “in continente”. In casa di Gianni Letta su siglato il “patto della crostata” (3) in favore di un sistema elettorale bipartitico che escludesse i movimenti politici territoriali di cui anche il referendum del 21 giugno prossimo è espressione.
    Basta osservare ora i pupazzi e bambole berlusconisti in Lombardia nelle trasmissioni politiche nei media locali arrampicarsi sugli specchi per giustificare lo scempio che Roma capitale sta compiendo contro la Padania.
    Particolarmente buffo è un certo Piergianni Prosperini, un pagliaccio mandato sul palco mediatico a recitare il ruolo del milanese ruspante e dialettale, che sciorina grottesche argomentazioni a perorare le posizioni di un indifendibile “kippah” Fini.

    E a ben pensarci Berlusconi fa rivivere l’imperatore Commodo, quello della sceneggiatura purtroppo.
    Sprezzante verso popolo volendo esautorare la rappresentanza popolare (il parlamento attuale e il Senato Romano nel film). Impulsivo e intollerante delle critiche verso i suoi colpi di testa. Corroso dal sospetto di essere tradito dagli amici.
    Imprigionato nella sua morbosità incestuosa, verso al sorella Lucilla l’uno, l’altro verso una ragazzina napoletana che un giorno potrebbe rivelarsi essere sia sua figlia naturale che sua amante.
    Ma la vita reale non ricalca mai le trame dei film.
    Noi non intravediamo un Generale Massimo “Ispanico”, che possa porre fine all’incantesimo in un’arena reale, o virtuale nel dibattito politico.

    Invece nell’abisso del disfacimento di questo stato in avanzata decomposizione la follia balcanica delle ”enclavi” che le etnie dominanti si costruiranno a colpi di kalashnikov non appena i magistrati, prefetti e poliziotti terroni se ne infischieranno dell’”orine pubblico” dal giorno in cui non riceveranno più lo stipendio. Anzi, per “affinità elettive”, si uniranno facilmente alle mafie d’importazione.
    La sindrome di Commodo caratterizza gli Ultimi Giorni dell’italia terminale.

    F. Maurizio Blondet

    1 ) http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE54I03I20090519
    2 ) http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/05/19/usa-giro-di-vite-di-obama-contro-gli-immigrati-clandestini/
    3 ) http://www.geocities.com/comdirel/j1/cds80310.htm

    falsoblondet.blogspot.com

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  1. [...] di nuovo negli occhi, dovevamo essere capaci di cacciarlo via con le nostre mani e dimenticarlo come scrissi ai tempi di Noemi. Invece, a partire da Fini, abbiamo avuto bisogno della spallata di una specie di velina [...]

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