Cronache dalla Luna: Terzigno 15


Dalla Luna, gli eventi di Terzigno diffondono un’eco aliena, distante.
Viene da chiedersi dove si smaltisca la monnezza qui sulla Luna e perché i terrestri di Terzigno non possono fare altrettanto.
Terzigno è nel pieno del “Parco Nazionale del Vesuvio” e quando uno sente “Parco Nazionale del Vesuvio” gli viene in mente una roba tipo Yellowstone con l’orso Yogy, Bubu, il ranger, le cascate, i cervi e magari qualche dinosauro che vive nel profondo della sterpaglia nascosto agli occhi degli esploratori in casco coloniale e portatori di colore.
Invece, a dispetto del cardillo che inaugura il filmino di presentazione del sito Parcumiera, Terzigno è questa:

e quel che resta del Parco del Vesuvio è difeso esclusivamente dalla minaccia che un giorno il Vulcano si incazzi e metta in scena “Pompei II, la Vendetta”.


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La verità è che la monnezza la produciamo noi e noi dobbiamo smaltirla. Meno se ne produce e meno se ne deve smaltire. La monnezza va differenziata, riciclata e digerita. Non si può pretendere di fare la cacca e aspettare che qualcuno si prenda il disturbo di pulirci il culo.

A Terzigno e in tutta la Campania, la monnezza ha ucciso e continua a uccidere tante persone. Le stesse che, una volta scartata la nuova TV da 60 pollici, buttano cartone e polistirolo per strada aspettando che qualcun altro se ne occupi senza rispetto per sé stessi e la città in cui vivono. Prima di protestare per la discarica sarebbe necessario protestare contro quelli che con la monnezza ci hanno fatto i miliardi: politici, amministratori, camorristi, giornalisti, professori universitari e commissari straordinari. Sono praticamente certo che se, invece di farla a Terzigno, la discarica decidessero di farla a Pollena Trocchia, quelli di Terzigno tornerebbero a guardarsi la televisione e i cazzi sarebbero dei pollenesi.

Niente di nuovo e, in fondo, niente di male. Mi sono fatto convinto che la lotta per il principio e quella per i propri interessi rispondano a due ordinamenti parimenti validi. Quello della Morale e quello Naturale. Una sorta di “utrumque ius” per il quale la legge di Dio e quella dell’Imperatore sono entrambe degne ed universali.
In mezzo rimane ciascuno di noi, dilaniato dal dubbio che la lotta per il principio leda il proprio interesse e sempre tentato di stendere la mano per rapinare i frutti prima che lo faccia qualcun altro.


15 commenti su “Cronache dalla Luna: Terzigno

      • Emanuele

        Ahahah beh, spegnere il cell subito dopo solo perchè il campo vodafone se ne va aleatoriamente al meretricio la chiamerei tirarsela come le fighette che mando regolarmente alla dolce arte della defecatio.
        Ma per te faccio un’eccezione, bisogna prenderti così..si vede che non avevi cazzi, troppo freddo fuori e poca gravità quel giorno, si vede.
        Peccato, siamo andati per terra e per mare.
        Ti voglio bene lo stesso :mrgreen:

  • doxaliber

    In realtà io sono sempre più convinto del fatto che non sia soltanto un problema di differenziazione della raccolta, ma anche un problema di economia.
    Una volta, parlo di appena 20 anni fa, producevamo molta meno spazzatura eppure la popolazione italiana non è cresciuta moltissimo da allora, ma a quei tempi l’acqua si comprava nelle bottiglie di vetro con vuoto a rendere, idem per buona parte della birra e fino a qualche tempo prima anche per il latte (che è stato credo il primo ad essere imbottigliato in plastica e poi tetrapak). Aggiungiamo a questo l’uso di piatti, bicchieri, forchette di plastica, il polistirolo che riveste qualsiasi cosa, anche quelle non necessarie, e tutti quei prodotti che sono scatole con dentro altre scatole con dentro alte scatole e giungeremo alla conclusione che c’è in giro molta più spazzatura di quanto sia necessario.
    Certo è triste vedere quanto le persone siano indifferenti all’ambiente che le circonda, verosimilmente secondo me molte di queste vivono nella sporcizia anche dentro casa altrimenti certi comportamenti non si comprenderebbero

    • fma

      E’ sicuramente anche un problema di quantità.
      Meno rifiuti produci più facile è smaltirli.
      Quel che è difficile da capire, tuttavia, è perchè, a parità di produzione, la raccolta e lo smaltimento siano un problema endemico in un posto e non lo siano in un altro.

      • diabolicomarco

        Perché esistono persone (ne vedo tante vicino casa mia) che gettano i sacchetti di spazzatura nel canale che sta davanti casa loro! Persone che abitano in case che fuori hanno ancora i blocchetti di tufo a vista mentre dentro le cristalliere con i pizzi inamidati, fuori dal cancello di casa svuotano i posacenere dell’auto e dentro hanno le aiuole e il prato all’inglese.
        Quello che non capisco è come si possa essere al tempo stesso così sciatti e così ricercati.
        Una questione di non-cultura? Di cecità? Di stupidità?

        • fma

          Secondo me l’ultima che hai detto.
          L’incapacità di prevedere due mosse in una partita a scacchi.
          Di capire che il sacchetto che hai buttato dalla finestra ti rientrerà dalla porta.

      • doxaliber

        Molto probabilmente perché vale la teoria delle finestre rotte. Più lo Stato è assente maggiore sarà l’illegalità. Io ho fatto una gita a Pompei proprio nel periodo in cui l’emergenza spazzatura era al suo culmine e sono rimasto impressionato dallo stato di degrado che ho incontrato attraversando le zone del vesuviano, ville di lusso che si alternavano a case diroccate, totale disordine nel traffico, incuria e sporcizia. Sembrava di stare in un altro mondo eppure è bastato spostarsi di qualche chilometro (verso la costiera amalfitana credo) per vedere una situazione completamente diversa e normale. Evidentemente c’è qualcosa che non va.

        • fma

          Qualcosa c’è di sicuro.
          Talvolta ho l’impressione che sia una sorta di predisposizione nazionale a non capire.
          Una volontà costante di chiamarsi fuori, di non farsi carico dei problemi finchè non ti sono entrati nel cortile di casa.
          Il gioco del cerino acceso, dall’uno all’altro, come sport nazionale.
          Alla fine qualcuno si scotta e strilla.

  • marechiaro

    Il pane vecchio per me diventa limoni e uova fresca (ho la fortuna di conoscere non veri e propri contadini che non ce ne sono più, ma gente che ha le galline…, è nato un deposito di libri usati: chi li vuole buttare, viene e li lascia e guarda fra quelli che ci sono se gl’interessa qualcosa. Io mi son tenuta un libriccino proprio vecchio, un allegato a un periodico: Collodi – Pinocchio – Storia di un burattino editore Silvio Berlusconi. Mi sembra un pezzo storico. Varrà qualcosa?

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