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Cronache Crepuscolari

11 marzo, 2007 - 9:55 di  
Archiviato in MenteCritica




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Col passare degli anni mi sono accorto che intorno a me la percezione del tempo è radicalmente cambiata. L’esperienza di un uomo comune che oggi ha settant’anni è praticamente inutile. Per la maggior parte della sua vita non ha potuto nemmeno immaginare la rete informativa planetaria, la telefonia personale e la pervasiva potenza del calcolo automatico. Nello stesso tempo quanti di noi pianterebbero degli alberi e li curerebbero per tutta la vita sapendo che i primi frutti potranno essere colti solo dai propri nipoti?
Sembra che in questo Paese si sia persa la percezione della profondità temporale dell’esistenza e che passato e futuro siano collassati in un unico, eterno presente.  I giorni si succedono come fotogrammi di una pellicola sulla quale si imprime una sola ed unica data, oggi. Nessun ricordo di ciò che è stato, nel bene e nel male, e nessun programma per ciò che sarà.
L’esperienza mi ha insegnato che ciascuno di noi si sente eletto nei confronti del destino. Sono gli altri a perdere il lavoro, gli altri ad andare in ospedale, gli altri a scontrarsi con la cieca ferocia del caso, gli altri a morire. E’ come se si avesse l’assurda certezza che certe cose a noi non possono succedere e che, quando verrà il nostro turno, proprio per noi sarà fatta un’eccezione. La realtà è che se solo per un attimo smettessimo di guardare il film, ci accorgeremmo che a noi è già successo e che sicuramente accadrà ancora di trovarci di fronte a cose che non siamo in grado di affrontare e che ci espongono alla mercè di una comunità sociale che non esiste più. 




La verità fondamentale è che da soli non siamo nulla. Nessuno di noi, nemmeno il più ricco o il più forte, può fare a meno degli altri e la degenerazione del paese in cui si vive diventa la corruzione e la consumazione del nostro stesso corpo e della nostra stessa vita.
Le ragioni per le quali la comunità nella quale siamo nati si è dispersa sono tante. Il mondo, come già detto, è diventato diverso. Le culture e i popoli tendono a confrontarsi e nessuno può pretendere che tutto sia uguale a quello che si vede in “Poveri ma Belli”.  Però, la mia impressione è che in questo processo la nostra identità sia andata perduta e questo non consentirà mai nessuna integrazione perchè se una cultura non esiste più, non può integrarsi con le altre, può solo disperdersi ed essere dimenticata. Per sempre.
La prova è che il confronto civile delle idee non esiste più. La rissa e le urla hanno sostituito il dibattito e l’esposizione degli argomenti in televisione e sulla stampa. Il nostro Paese si è trasformato in un unico immenso stadio dove gruppi di ultrà si scontrano tra loro per motivi incomprensibili e dove la violenza cieca e brutale è l’unico strumento di confronto.
E’ per questo che io e i miei amici abbiamo voluto MenteCritica. Io conosco il mio passato. Non tutto quello che ho scritto mi piace e sono sicuro che avrei potuto trovare modi miglior per dire quello che penso, ma l’ho scritto ed ho accettato il confronto civile con tutti. Gridare in televisione o litigare allo stadio vuol dire dimenticare ciò che è stato e precipitarsi nel futuro come farfalle impazzite. Se esiste una soluzione al nostro problema non è a Roma. Il nostro futuro, la pace nella quale vivranno i nostri bambini sono scritti nel cuore di ciascuno di noi. Ognuno ne possiede un pezzetto e litigare e rifiutare il confronto vuol dire rinunciare a quel pezzo di verità.  Su MenteCritica diciamoci tutto, ma diciamocelo in modo da capirci.  Le regole sono semplici, leggetele. La squadra per la quale tifate non ci interessa, le vostre opinioni personali sì.
E parliamo, solo per un attimo, del futuro. Ho titolato questo editoriale “Cronache Crepuscolari”. Uno dei miei desideri più grandi sarebbe che, trascorso il tempo necessario, ne potessi scrivere un altro riferendomi, questa volta, alla luce della nascita del giorno che ha lo splendido colore del principio.
E se questo non sarà, speriamo che il destino sia clemente con ognuno di noi.

Oggi apriamo con la breve storia di una ragazza come tante che lavora per Mac Donalds, un articolo sul fatto che a New York ci sono ancora oggi in giro persone che moriranno di 11 settembre e una riflessione fuori dal coro sull’impatto mediatico del rapimento di Daniele Mastrogiacomo. Buona lettura. E ricordate che MC è anche casa vostra. Sosteneteci scrivendo per noi e mettendo un link sui vostri siti. Grazie.

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Comments

8 Risposte a “Cronache Crepuscolari”
  1. marco il buono scrive:

    il bambiniello è nato.

  2. Emanuele scrive:

    Questo post ha quasi l'aria di un piccolo manifesto.

    Cosi sia!

  3. sandokan scrive:

    Forse mi sbaglio, forse tu sei DFC. Non è il posto per farti l’elogio (che tu non vorrai, credo), nel senso che avrei dovuto farlo nel tuo vecchio blog, ma ti ho scoperto un attimo prima che “chiudesse”. Ti confesso che a volte mi sembravi un po’ un vecchio cazzone criticatutto, ma sempre interessante e mai banale. Ho sempre intravisto un linea rossa nei tuoi articoli: l’anima. Potrei dire anche l’onestà, ma – di questi tempi – corro il rischio di sembrare ruffiano. Ho cercato anche di capire chi eri e dopo aver letto un tuo articolo . . . ecco, ti ho immaginato con la faccia di Gaber; non so se conosci la canzone “Qualcuno era comunista”? Beh, ti calza addosso perfettamente (almeno per me).

    Per il resto che dire; abbiamo molti problemi, è vero. E la soluzione non sta a Roma o meglio: non la troveranno le persone che adesso stanno a Roma. Cambiamole. E’ banale, ma fin che ci sarà questo sistema non abbiamo molte alternative. Oppure cambiamo le regole del gioco. Il mondo è tremendo, anzi il “mondo degli uomini” è tremendo; quello della natura è, a modo suo, onesto. Gli uomini no! Non tutti almeno. Non quelli che contano, a quanto pare.

    Malgrado questo sono convinto che non viviamo nel mondo peggiore possibile; credo che agli uomini che ci hanno preceduto sia andata molto peggio (mediamente). Purtroppo in molte parti del mondo le cose girano così anche oggi e spesso per colpa nostra (magari indiretta): chi di noi non usa la benzina, non compera qualche oggetto low cost prodotto in Cina, chi non ha un oggetto in oro. Ma per aiutare loro, dobbiamo cambiare prima noi.

    Oggi siamo ostaggio dei vari De Gregorio, Pallaro, Mastella, Futa, Senatori a vita vari. Sono sicuro che la prossima volta saranno ancora lì, loro o i loro emuli.

  4. MenteCritica scrive:

    Ciao Sandokan,

    No, non sono DFC come non sono MenteCritica. Probabilmente ho indossato una maschera in passato e ne indosso una anche adesso.

    E' vero, il mondo cambia con una lentezza che brucia le nostre vite e lascia ai nostri figli raccogliere cio' che abbiamo seminato. Ma è proprio questo il senso. Se si smette di seminare non raccoglierà più nessuno. Quando indossavo la maschera di DFC scrissi che ero rassegnato al fatto che sarei morto combattendo senza vedere la fine della guerra. Ora che indosso la maschera di MenteCritica non ho cambiato idea. Ma io lavoro per una ditta che non lascia spazio per frivolezze come la vita di un singolo dipendente e quindi faccio il mio lavoro di formica senza farmi troppe domande.

    Comunque ti volevo ringraziare Sandokan. Hai cercato di descrivermi con parole che sono certo ritieni lusinghiere. E' una cosa inutile, e proprio per questo bellissima e preziosa. Spero di rileggerti.

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  1. [...] Cronache Crepuscolari dell’11 marzo 2006. [...]

  2. [...] queste le parole con le quali tre anni fa ho inaugurato queste pagine. Rileggendole mi rendo conto che la speranza è stata mal riposta. Il destino non è stato [...]

  3. [...] scoperto di essere anche il Comandante Nebbia) oltre che dfc, Produci Consuma Crepa di Marco e Cronache Crepuscolari, sempre mio, che può essere considerato il vero e proprio manifesto su cui è stata fondata [...]



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