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Criticare la Chiesa a Prescindere. E’ Cosa Buona e Giusta?

13 ottobre, 2007 di VOLTaire  
Archiviato in La diversa Opinione



mau1.pngE’ fuori dubbio che la Chiesa, per i molti che non l’hanno mai frequentata e che non conoscono le scritture sacre, sia qualcosa di misterioso, arretrato e a tratti “medievale”. In Italia, per un motivo o per un altro, vi siamo legati, prima di tutto geograficamente e poi culturalmente.

I Cristiani italiani vengono criticati in modo spietato per la loro inettitudine oppure per la loro falsità nel frequentarla. Ritengo che non si possa fare di tutta un’erba un fascio. Quello che giusto è giusto, diamo a Cesare quel che è di Cesare, per citare Uno famoso.

Questo è il punto di vista di un Cristiano che frequenta la Chiesa Cattolica italiana e che, malgrado i suoi sforzi di accettarla, non riesce ad approvare, proprio tutto, quel che la Chiesa professa.
E’ lo stesso punto di vista di chi ha studiato molto bene sui Vangeli di Matteo e Marco con l’aiuto di un diacono per due anni.
E’ lo stesso punto di vista di chi però ha fede in Dio e in Gesù Cristo ed ascolta la Santa Messa, cercando di saperne sempre di più sulla sua religione, sul Mistero di Cristo.
Ed ancora è il punto di vista di chi cerca tra le notizie, i libri, le persone, di capire se è il caso di considerare la religione una grande fregatura, un’invenzione di qualche pazzo per tenere buone le masse…

Beh, ancora nessuno mi ha convinto sapete? La mia fede è rinnovata ogni volta.

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Sull’arretratezza della Chiesa posso rispondere che 2007 anni di storia sono pochi per poter sentenziare su questioni come DNA, Matrimoni, Provette.

Voi state chiedendo praticità alla Chiesa. La Chiesa non può essere “ pratica ”. Come potrebbe? Il dovere della Chiesa è quello di divulgare la religione di Cristo. Ma attenzione bisogna uscire dalle logiche terrene e “ spicce ”. Non stiamo decidendo se fare un Parcheggio o un Mc Donald in mezzo al parco Sempione. Stiamo decidendo, ad esempio, se una vita possa essere stravolta nel suo DNA oppure no.

A chi mi chiede, tristemente, cosa farei se mia madre stesse morendo e l’unica soluzione fosse quella di usare organi “ nati ” in provetta rispondo, con le lacrime agli occhi, che se non avessi altri mezzi, andrei a rubare quegli organi da qualsiasi laboratorio anche strettamente sorvegliato.
Però direi anche che non si può colpevolizzare la Chiesa dell’essere così conservatrice. In fondo non conosciamo niente dell’Universo, dei meccanismi della vita. Basti pensare al cervello. L’umanità ha fatto passi da gigante, ma è già abbastanza? Chi lo può dire?
Io credo che la Chiesa addirittura si sia già esposta moltissimo. Non è facile la sua posizione, si trova in mezzo tra Dio e gli uomini. Chi sarebbe in grado di fare di meglio?

Un’altra domanda che alla quale avrei difficoltà a rispondere è: “Pur sapendo che esistono dei metodi per salvare delle persone è giusto non usarli per una questione etica? “.

Il nostro Stato, che se ne dica, è laico. Se i nostri politici non sono in grado di prendere decisioni laiche, non è certo colpa della Chiesa.
Fatte queste premesse posso dire che, a mio modesto parere, la Chiesa fa bene a non salvare quelle vite. Questo perché sarebbe come uccidere una persona per salvarne un’altra. O creare una persona in provetta per salvarne un’altra.

Io purtroppo sono molto ignorante in materia di “ materiale genetico umano ed animale”,
però se le posizioni della Chiesa sono queste, credo che si siano informati a sufficienza per prendere quella posizione. Mi sto fidando, magari a torto.

Credo che per rispettare tutti e la vita non solo dal punto di vista religioso si debbano cercare altre strade. Criticare la Chiesa a prescindere non mi sembra né intelligente, né tanto meno una soluzione.

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Comments

20 Risposte a “Criticare la Chiesa a Prescindere. E’ Cosa Buona e Giusta?”
  1. gerardo scrive:

    Non è facile la sua posizione, si trova in mezzo tra Dio e gli uomini. Chi sarebbe in grado di fare di meglio?

    Saper far meglio non lo so , ma sicuramente molti vorrebbero qualcuno che giochi pulito, non che faccia il gioco delle tre tavolette con i dogmi, la politica, i soldi.

    Giocare pulito come la vedo io probabilmente vorrebbe dire l’estinzione della chiesa come la conosciamo adesso ma da una religione una persona si aspetta che non usino mezzucci da simil delinquenti.

  2. Sara scrive:

    Io da cattolica credo che la chiesa debba condurre la gente nella vita quotidiana, questo è un concetto base, non si può ancora affermare la dicotomia tra terreno e divino, tra corpo e mente, siamo andati oltre, e anche la religione è andata oltre quando Dio s’è fatto uomo. Questo è un passaggio fondamentale per capire la vera natura della religione cattolica, annebbiata dall’epoca medievale in cui la chiesa affermava il contrario (vedi punizioni fisiche). Il bisogno della trascenza (questo è anche un concetto psicologico) può venire solo dopo il soddisfamento degli altri bisogni, come in una piramide. La trascendenza è la punta della piramide, i bisogni fisiologici sono la base. Poi viene il bisogno di sicurezza, poi gli altri. Quindi cercare la trascendenza senza riconoscersi nella propria intereza è impossibile.
    In più in questa vita terrena come facciamo a non pensare a logiche “terrene o spicce” quando la vita terrena è l’unico breve segmento della nostra esistenza che conosciamo?
    Poi credo che per antonomasia la chiesa debba divulgare il dogma, e questo è giusto. Ma il dogma è in parte sconosciuto o difficilmente spiegabile, dato che si tratta di “messaggi” divini, e contiene una simbologia vastissima.
    Il difetto della Chiesa (che commettevano i farisei all’epoca) è che non rispetta alcuni precetti, primo tra tutti quello di accogliere l’altro e il diverso.
    Questo è il problema di adesso, cioè un Papa che continua a sputare NO tutti i giorni, quando ci sarebbero le occasioni per rafforzare messaggi Cristiani, come ad esempio quello della dignità umana a prescindere, o dell’errore della discriminazione (sto pensando ad esempio ai gay).
    E poi invece di notare la simbologia della genesi si tenta di negare l’evoluzione darwiniana (che è palesemenete corretta, in questo caso più di 2000 anni bastano per spiegare il fenomeno dell’evoluzione).
    Per quanto riguarda poi la politica, non è vero che se un politico la pensa come la chiesa è una pura coincidenza e la chiesa non c’entra. Sarebbe come dire che la gente vota perchè casualmente la pensa come i leader politici senza averli sentiti…
    Ultimamente la chiesa sta facendo molte pressioni sulla politica, e anche qui non rispetta la sua stessa religione, perchè ad esempio al family day sono andati politici divorziati, conviventi, dovevano vietare loro di andarci se erano così convinti di quello che asserivano.
    Poi ci sono tutte le questioni economiche e di potere…
    Ma credo che sia spiegabile col fatto che nel progetto divino fosse già contemplata l’imperfezione umana che fa parte della sua stessa natura, e si manifesta quindi in tutti gli ambienti e in tutte le istituzioni, compresa la chiesa.
    Però trovo giusto riconoscere che la chiesa in Italia svolge con le parrocchie anche ruoli educativi (anche qui ovviamente ci sono problemi in alune parrocchie dovuti ai preti), consente aggregazione e gioco, io ho fatto gli scout, è grazie anche a loro che ho sviluppato la mia capacità critica.

  3. serpiko scrive:

    Non credo che si critichi la chiesa a prescindere.

    Anzitutto bisognerebbe stabilire cosa si critica, della chiesa. Vi sono critiche sterili, critiche su pretesti etici, critiche su pretesti ideologici etc etc. Poi vi sono le cosiddette critiche “terze”, che fondamentalmente sintetizzano un “ma perchè non si fanno gli affari loro” che molti rivolgono ai deputati delle varie chiese che non si occupano di problemi temporali ma che tentano di esercitare influenze su decisioni secolari.

    Chiese, ho detto. Plurale. Perchè non abbiamo ancora visto quale chiesa venga criticata. Qui risposta è semplice: quella cattolica in primis, quella ebraica subito dopo. Ovvero le due istituzioni religiose che nella nostra Italietta tentano di depositare il loro seme fuori dal terreno di loro proprietà. La prima con prepotenza, la seconda con discrezione. La prima con despotismo illuminato, la seconda anche grazie a movimenti di borsa.

    Poi dobbiamo stabilire chi le critica.
    I loro fedeli? A volte. Ne hanno il pieno diritto, e un pochino andrebbero ascoltati.
    I loro antagonisti? E chissenefrega, è normale che un antagonista si comporti come da suo epiteto.
    I laici? Uhm. E perchè i laici, neutrali nei confronti della religione, dovrebbero perdere il loro tempo criticando la chiesa?
    Facciamo un esempio pratico.
    _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

    Piacere, sono serpiko. Un laico.
    Ho pieno rispetto dei fedeli e della Costituzione del mio stato, che lascia loro qualsiasi possibilità di culto. Le faccende della chiesa e dei fedeli non mi riguardano.
    Ma.
    Non ammetto, per reciprocità, che una qualunque chiesa venga ad occuparsi di faccende anche mie.
    Si vogliono dare dei principi ai propri fedeli? Ben venga, pieno diritto. Se si renderà necessaria una votazione ed essi saranno in maggioranza, avranno pieno diritto di sancire legalmente i propri principi. Diverso è il caso in cui questi principi si tenti di farli entrare senza bussare, dalla finestra, contattando direttamente chi ha il compito di legiferare e tentando di far leva sul suo moralismo di fedele. Ennò. Non parliamo di incapacità a reagire, facciamo un passo indietro ed esaminiamo prima la volontà di influire che sta a monte. Esaminiamo la subdola intenzione di chi s’è votato alla correttezza e alla verità per scelta di vita.
    Ecco che si costringe il laico a prendere una posizione di difesa (badare bene, non di attacco!), lo si rende in automatico un antagonista: se questo vuole salvare la libertà di sancire i propri diritti, deve necessariamente lottare.
    Se poi la mia reazione rafforzerà le certezze di chi ha scelto la fede incondizionata, poco importa. Non sarò io certo a sopire la mia determinazione in difesa di quanto mi spetta.

    Ecco il punto, Volt. Non mi si parli di attacco. Per favore.
    Non sai quanto volentieri eviterei di dovermi difendere.

  4. serpiko scrive:

    E’ giusto che aggiunga il mio disappunto nei confronti delle sole due stelline per l’articolo di VOlt.
    Credo che i lettori abbiano giudicato l’argomento più che l’articolo in sè, e non lo trovo corretto: il pezzo mi sembra ben proposto ed equilibrato.

  5. marco il buono scrive:

    @Volt e Sara, siete due persone con la testa sulle spalle ed è piacevole leggervi, siete parte di una gran massa di credenti che, ad esempio, esprimono posizioni favorevoli alle unioni omosessuali.
    Benissimo nessuno ha nulla contro di voi, il problema è che in tv e nelle chiese non siete voi a parlare, ma uno sparuto numero di porporati che dice cose opposte alle vostre…come la mettiamo?
    Quando mi permetto di criticare la chiesa non certo mi rivolgo a voi ma a quelle persone vestite in maniera stravagante, che rompono la laicità dello stato in cui vivo…anche se alla laicità dello stato in cui vivo ho smesso di crederci proprio per colpa di papi e cardinavi vari.

  6. Silent Enigma scrive:

    Se i nostri politici non sono in grado di prendere decisioni laiche, non è certo colpa della Chiesa.

    Su questo non v’è alcun dubbio. Davvero nessuno, abbiamo i politici che ci meritiamo, del resto :-)
    Permettimi di osservare come, però, siano gli stessi alti rappresentanti della chiesa a cavalcare quest’onda per…ehm…convincere i politici.

    Vedi recente referendum abrogativo provinciale sui finanziamenti alla scuola privata in trentino: il vescovo si scomoda per annunciare, per l’ennesima volta, che un buon cristiano non va a votare. Solita storia ad ogni cazzo di referendum: il quorum di questo mi sembra si aggiri sul 18%, col 97% di sì, ovviamante.
    Ora dico, perfetto, è lecito, è lecito anche che gli ottusi media (pur se l’angolazione è diversa da quella ottusa) di questo territorio diano risalto a queste parole. Quello che mi deprime è che si giochi così sporco con temi che non riguardano soltanto chi usufruisce delle scuole paritarie, non riguardano soltanto chi si affida a dio o chi per esso nel determinare l’inizio o la fine della vita, ma riguardano tutti. Tutti, anche chi il voto non può esprimerlo perché troppo giovane, troppo malato o troppo vecchio.
    Credo che ogni cittadino, quando chiamato ad esprimersi in modo così netto ma semplice, debba onorare questa chiamata, altrimenti non è più un cittadino della comunità, ma un parassita. Imho.
    E la chiesa, in questo caso specifico che la storia recente ha vissuto in un paio di occasioni, ha fatto di tutto per far fallire la laicità che reputi presente nel nostro paese.

    p.s. grazie per la citazione nel titolo ;-)

  7. marco il buono scrive:

    @TSC all’inizio non avevo capito, poi sono scoppiato a ridere.

  8. Emanuele scrive:

    tusaichi è un copione :-P

  9. Demetrio De Sio scrive:

    Piacere, sono Demetrio. Un laico (cristiano).

    Il bello è proprio qui: anche nell’equivoco di questo termine.

    E da qui parto.

    Laico significa sia “non religioso” nel senso di non appartenente a nessuna religione, o persino contrario alle confessioni religiose, ma anche, nell’ambito della Chiesa Cattolica, “non Religioso” nel senso di “non chierico”, ossia di non appartenente alla gerarchia, ma appartenente al “popolo”.

    Da notare pure che etimologicamente il significato di “popolo” (laòs), che qui costituisce la radice di “laico”, corrisponde a “suddito“…

    Un bel casino, no?

    Comunque, per dire come la penso da laico nel senso no solo di “cristiano non chierico”, ma di cristiano con gli occhi aperti, la Chiesa non va criticata se svolge quello che è la sua missione: diffondere l’insegnamento di Cristo.

    Se lo distorce, come spesso avviene, è preciso dovere di chi ne fa parte evitare di girare gli occhi dall’altra parte o di declinare le proprie responsabillità.

    Chi ha il potere ce l’ha perché gli viene attribuito da qualcun altro.
    Se questo potere non viene riconosciuto, cessa.

    E’ come per un cittadino qualsiasi occuparsi o meno di politica, intesa non come “partiti” ma come “servizi ai cittadini”. Se ce ne disinteressiamo evitando di controllare l’operato dei nostri rappresentanti, e non destituendoli se non fanno ciò per cui sono pagati, di che cosa ci lamentiamo?

    Non a caso in Italia esiste un parallelismo così forte tra Chiesa (Cattolica, perlopiù) e politica, e tanti inciuci e tante ingerenze e tanti intrecci.
    Perché siamo noi che deleghiamo e poi ci disinteressiamo.

    Personalmente da cristiano vaglio tutto, e se c’è qualche incongruenza non accetto “dogmi”, tanto meno “a prescindere”.

    I dogmi non li ha inventati Cristo: questa è una cosa su cui non si riflette e che invece dovrebbe essere.
    Insieme a tante inutili prescrizioni e obblighi, sono spesso stati inventati di sana pianta per tappare dei lampanti buchi che un ragionamento onesto avrebbe facilmente smontato, e per coprire gravi incongruenze e debolezze.

    Un paio di esempi:
    - un papa con le “mani in pasta” nel mercato del pesce? Astinenza dalle carni il venerdì.
    - fedeli ubriachi e addormentati durante le celebrazioni? Obbligo di digiuno dal giorno prima (poi tre ore prima, poi un’ora prima) della Eucarestia.
    - rischio di disperdere i capitali accumulati dai sacerdoti in eredità ai propri eredi? Obbligo di celibato (tanto – col nepotismo – chi deve, si sistema lo stesso).
    - perdita del potere temporale? Dogma dell’infallibilità del Papa.
    - brama di potere e di ricchezza? Crociate, invasioni e guerre sante di vario tipo, perché “Dio lo vuole“. Con tanto di benedizione in chiesa delle armi che ammazzeranno gli “infedeli” (ma non erano “il prossimo”, quello dell’”altra guancia”?)
    - perdita di consensi? rischio di far “scoprire” i punti deboli delle costruzioni filosofiche da arrampicatura di specchi? Condanna delle eresie (con la morte sul rogo, si badi bene!), incluse le scoperte di scienziati del calibro di Galileo; caccia alle streghe (quasi sempre soltanto levatrici e guaritrici o persone di cultura superiore a quella loro consentita).
    - esigenza di inglobare e coprire culti e superstizioni precedenti, di fornire esempi di obbedienza cieca alla Chiesa? Culto dei santi. Fino alla sfacciata falsificazione di biografie e reliquie.
    - casse vuote o non sufficientemente piene? Culto delle reliquie e dei santuari. (Avete mai sentito di un bambino ebreo che è stato circonciso 4-5 volte? Ebbene, a Gesù hanno fatto succedere anche questo, visto che si conservavano diversi suoi prepuzi… Tutti tranquillamente “venerati”.)
    - serve un po’ di controllo psicologico, puntando magari su uno degli istinti più forti? Confessione privata, divieti fino al ridicolo in materia sessuale. Dogma dell’immacolata Concezione (per far quadrare i conti con i divieti di cui sopra).
    - le donne danno fastidio in una gerarchia maschilista? Divieto al sacerdozio femminile, riduzione allo stato di “ancelle”, al massimo.
    - ma le donne sono oltre il 50% degli abitanti della Terra, come dargli un contentino senza dargli direttamente importanza? Culto della/e Madonna/e (vedi anche il precedente culto dei santi).

    E la lista potrebbe continuare a lungo…

    Quanto di questo è insegnato da Gesù? Niente.
    O addirittura (e più spesso) il contrario.

    Lui invece di usare dogmi ha parlato chiaro (per quanto poteva per non cessare la sua missione dopo cinque minuti, ma poi sufficientemente chiaro da essere ammazzato). Sapeva di non poter dire subito tutto a tutti, che ci sarebbe voluto un po’ di tempo perché tutto il suo messaggio fosse ben capito e attuato.

    Ma purtroppo nel tempo questo messaggio è stato addirittura distorto. E la pietà e l’amore per i poveri e gli ultimi è diventata connivenza con i potenti e i ricchi. L’amore per la Verità, quella che rende liberi, è diventato occultamento di delitti e condanna di persone che hanno preferito l’onestà alla falsità (ultimo: don Sante, insieme ad altri 150.000 preti sposati nel mondo che per la Chiesa “non esistono”).

    Ho ascoltato qualche ora fa di sfuggita (e disgustato) un intervento in TV proprio di don Sante a confronto con Alessandra Mussolini, la quale sosteneva che lui, se aveva preso una decisione doveva fare quello e basta: o prete, o sposato.

    L’insigne “teologa”, ed esperta di questioni di fede, non ha nemmeno preso in considerazione il fatto che una cosa è diventare sacerdoti, e un’altra è il voto del celibato.

    La Chiesa Cattolica ha imposto il celibato ai sacerdoti, ma quella non è affatto una condizione naturale, né è stato sempre così (almeno non fino al 1070 circa), né Gesù l’ha mai detto, né Gesù ha mai fondato un sacerdozio così come è inteso oggi.

    E nulla si dice dei danni che tale condizione innaturale provoca in tante persone che invece avrebbero potuto dare tanto al prossimo, di tanti preti che finiscono dallo psicologo, tormentati tra il senso del “dovere” e la naturale inclinazione, vittime di depressione se non proprio di turbe, per non parlare del fenomeno affatto raro della pedofilia e del concubinato.

    Se in questo, come in altre cose, la Chiesa sbaglia, io – da laico – dovrei dire “ok, va tutto bene?”.

    E qui torniamo all’equivoco del termine.

    Laico = “non aderente a nessuna confessione”.
    “Che me ne frega, basta che non cerchino di imporre nulla a me.”

    Laico = “popolo” (etimologicamente parlando: “suddito”), “non chierico” ma di confessione Cattolica.
    “Se lo dice la Chiesa, va tutto bene”. (Che mi ricorda tanto: “l’ha detto la TV”).

    Laico = “non chierico”, cristiano ma con gli occhi aperti.
    “Non corrisponde agli ideali trasmessi da Gesù Cristo. E’ una distorsione inaccettabile. Va cambiata, e al più presto. Col dialogo, naturalmente, ma se pensano che io accetti supinamente che si proclami in nome di Dio qualcosa che va contro i Suoi insegnamenti e la stessa natura di ciò che ha creato, stanno freschi e possono starsene tranquillamente in piazze e chiese vuote. Le piazze sono tante, le chiese quasi altrettante.”

    Non “a prescindere“, quindi, ma “a ragion veduta“.

    E chest’è.

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