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Crisi Senza Idee



Per una singolare coincidenza, il discorso di celebrazione del sessantenario della Costituzione italiana è stato tenuto dal Presidente della Repubblica in una delle giornate cruciali per la sopravvivenza del governo Prodi.
Così non è potuto mancare nel discorso un accenno ai problemi di stretta attualità. Tra questi, per l’attinenza che ha coi temi costituzionali, non è sfuggito al Presidente quello riguardante le riforme in campo elettorale che possono avere una ricaduta sulla vitalità e sulla speditezza dell’azione di governo.

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Vi ha accennato verso la fine del suo discorso, facendo un parallelo con la situazione in altri Paesi:

“In realtà, dovunque, quale che sia il quadro istituzionale, la speditezza del processo decisionale è chiamata a fare i conti con la realtà dei conflitti e dei rapporti di forza politici. Se per l’Italia la via concretamente perseguibile, la più ponderata e saggia è – secondo l’opinione di molti – quella di un riequilibrio entro la forma di governo parlamentare, si deve essere ben consapevoli del fatto che la stabilità dei governi e la tempestività delle decisioni anche legislative, resteranno sempre legate in non lieve misura al livello di aggregazione e di coesione tra le forze politiche che si alternano alla guida del paese, al loro grado di rappresentatività, alla loro autorevolezza”.

Insomma, sembra dire Napolitano, non basta riformare la legge elettorale, bisogna anche tornare all’autorevolezza dell’azione politica.

Non mi sembra facile, né immediato.
Mentre scrivo non so ancora se Prodi deciderà di passare la mano prima di un possibile bagno di sangue al Senato o se la sua dignitosa ma sanguinosa resistenza lo porterà a giocarsi la sorte con il pallottoliere di Palazzo Madama.
Quale che sia l’esito di questo scontro, da domani avremo un governo nuovo: o perché Prodi cadrà, o perché resterà in piedi azzoppato politicamente dopo la defezione di Mastella e soci, che gli hanno sfilato 300.000 voti di fiducia popolare, molti di più dei 24.000 che gli avevano consentito di vincere le elezioni due anni fa.

E il problema che si porrà non è – a mio modo di vedere – chi gli succederà o con quale coalizione governerà.
Il problema è che, chiunque sia o qualunque sia lo schema, a questa classe politica, da sinistra a destra, mancano idee nuove per risolvere i problemi del Paese.
Non si vedono soluzioni, nessuno che si alzi in piedi a proporre qualcosa di diverso dai soliti schemi, ormai avariati dal tempo e soprattutto dall’aver fallito le prove precedenti.

cost02.jpg

Cosa potrebbe offrire Berlusconi che non sia la riedizione un po’ più disillusa del suo governo scorso? Cosa ci possiamo aspettare a sinistra da una eventuale riedizione dell’accozzaglia di partiti eterogenei che ha governato (?) negli ultimi mesi?

E l’unica vera mezza-novità degli ultimi tempi, il PD di Veltroni, vi sembra disponga oggi (oltre che dei numeri) di quella compattezza e quell’autorevolezza che possano consentire di farne il fulcro della politica italiana?
Dove sono le sue novità? In un dibattito alla radio ho sentito Marina Salomon, una delle partecipanti alla commissione per il “manifesto dei valori”, lamentare che, nella bozza del testo, alla voce ‘lavoro’, ci sono poche righe e dicono – sintetizzo – ‘il lavoro è un diritto inalienabile di cui deve essere garantita per ciascun cittadino la stabilità’. Grazie mille, e allora? Cosa si propone per dare attuazione a questa aspirazione tanto astratta quanto indiscutibilmente condivisa?
E sulla laicità dello Stato così ci si esprime: ‘la laicita’ dello Stato e delle istituzioni e’ un valore essenziale’ ma essa va concepita ‘come riconoscimento e valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali, e quindi anche come riconoscimento della rilevanza nella sfera pubblica, e non solo privata, delle religioni’. Sì, ma in pratica che vuol dire? Per fare i DICO o qualcosa di simile Veltroni aspetterà oppure no la benedizione di Monsignor Bagnasco?

La mia sfiducia credo che non sia altro che un sessantamilionesi della sfiducia di tutti noi italiani. E’ dura sperare quando non si vedono risposte.

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Comments

5 Risposte a “Crisi Senza Idee”
  1. mc scrive:

    E il partito del popolo? Che fine ha fatto?
    Più che altro sono preoccupato per Fini, i suoi bisticcioni con Berlusconi.
    Hanno fatto pace? Si parlano? La CDL non è più un ectoplasma? e Fini non è più in guerra con Berlusconi?

    E la Brambilla, è già oltre la CDL?

  2. Fully scrive:

    @mc.
    E già, hai ragione, che fine hanno fatto? Mah….

    Quello che mi fa più rabbia è che, altrove, dove hanno la metà dei problemi nostri, non smettono di farsi le domande giuste per lo sviluppo e la crescita del loro Paese, si danno le risposte sotto forma di proposte politiche concrete e dettagliate e trovano pure chi a queste proposte si impegna a dare rapida attuazione.

    Leggere per credere

    Insisto: dobbiamo fare del tutto per importare Sarkozy. In cambio si prendano pure tutti i nostri Mille (non quelli di Garibaldi, quelli che siedono nel parlamento italiano)

  3. mc scrive:

    Evidentemente ci basta fare la gara su vino e formaggi.

  4. ilBuonPeppe scrive:

    Il problema è che, chiunque sia o qualunque sia lo schema, a questa classe politica, da sinistra a destra, mancano idee nuove per risolvere i problemi del Paese.

    Non hanno idee semplicemente perché la risoluzione dei problemi del paese non è un “loro” problema.
    Per noi cittadini comuni (concetto da definire meglio) non è più tempo di affidarci ai partiti esistenti; destra e sinistra sono “complementari”, che governi l’una o l’altra per noi cambia molto poco. Oscilliamo tra il peggio e il meno peggio…

  5. diabolicoMarco scrive:

    eheheh ho letto che per Berlusconi la CDL è viva, non è più un ectoplasma!
    Fine di berlusconi ghost buster.

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