Cresima: Una Ragazzina al Catechismo Dice al Vescovo: “Non è Giusto!”

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In un paesino in provincia di Roma, Roma capitale d’Italia che ospita al suo interno un minuscolo staterello di 0,44 kmq dal nome Stato del Vaticano, in cui a norma della sua Legge Fondamentale (Costituzione), i tre poteri legislativo, esecutivo, e giudiziario che di solito negli stati moderni sono separati per evitare manie dittatoriali, sono nelle mani di uno solo, ovvero il Sommo Pontefice Sovrano dello Stato del Vaticano, sua Santità Benedetto XVI, a Montecompatri, in occasione della preparazione alla Cresima una ragazzina dice al Vescovo: «Secondo me non è giusto».

Il Vescovo, un anziano di 73 anni, che forse pensa di trovarsi ancora ai bei tempi in cui i pretacci ti “tiravano gli scappellotti” se osavi parlare troppo, illustrando la sua Legge Morale Divina (1950 del Catechismo), per la tanto decantata famiglia eterosessuale, di cui si riempiono la bocca, oltre al Vescovo, ai preti, anche tutta una serie di baciapile, che il più delle volte mettono le corna alla moglie o al marito, oppure vivono da pubblici concubini per la CCAR, parla di quale sia il ruolo degli omosessuali, che se ne devono stare al di fuori della Chiesa di Roma. La Chiesa di Roma, cioè, non li vuole gli omosessuali! Non sono Cristiani!

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Ai baciapile, che per sbaglio passano qua, poco esperti in termini peccaminosi da parti vergognose, ma nel contempo morbosamente curiosi di sapere chi si sbatte la bionda vicina di casa alle spalle del cornuto del marito baciapile pure quello, per omosessuale si intende colui il quale convive con una persona del proprio sesso, per esempio un uomo con un altro uomo, oppure una donna con un’altra donna. Secondo la posizione della Chiesa di Roma, non fanno peccato, salvo che non cedano alla tentazione del richiamo della carne e facciano sesso assieme che è cosa assai disdicevole, e soprattutto, per un prete che ha fatto voto di castità, come ho scritto in “Scent of a Woman: la moglie del prete!” cosa inconcepibile. Uno schifo insomma. Il vescovo di Frascati Matarrese dice durante la lezione del catechismo: «i gay non possono essere considerati cristiani». Una ragazzina chiede parola, come in tutte le democrazie, e dice: «Secondo me non è giusto perché i gay invece possono amarsi come un uomo e una donna». Il vecchio prelato, Vescovo o meno, si incazza, e con il tipico atteggiamento totalitario dell’oscurantismo clericale, la appella come “scema”, ed in preda al delirio di onnipotenza le dice pure “hai la capoccia vuota”. Bravo! Il vecchio prelato mi ricorda i Monsignori di una volta, ed il motivo per cui all’età di nove anni ho smesso di andare a confessarmi. La puzza della sacrestia!

Il vecchio Vescovo colpito nel suo onore, chiede ai genitori le scuse da parte dei ragazzini cresimandi, con la minaccia dell’esclusione dalla cresima per il giorno successivo. “Mamme e papà preoccupati hanno tentato di convincere i figli, inutilmente. Le scuse non sono arrivate”. Quando mi dissero, allora ero ancora in seno a Santa madre Chiesa, che non potevo fare la Cresima (avevo all’epoca 28 anni), al venerdì (per la domenica successiva), perché non avevo fatto il catechismo, risposi al prete: bene faccio a meno e perdete un cliente. Il prete arrivò a casa sabato mattina e mi disse domani fai la cresima e ti faccio da padrino! La stessa cosa più o meno avvenne quando mi sposai, dato che mia moglie è Ortodossa, pur di non perdere il cliente arrivarono tutte le autorizzazioni subito senza fare alcun corso pre matrimoniale d’altronde a che ci sarebbe servito, sapevamo ed avevamo già fatto tutto prima, visto che c’era pure una figlia da battezzare! In seguito il cliente lo hanno perso lo stesso, ma potevano anche cercare di fare qualcosa per tenerselo! Ritornando al caso di Montecompatri il Vescovo ferito nell’orgoglio e nell’onore, impartisce la Cresima lo stesso, ma durante l’omelia sputa il suo veleno parlando “direttamente con i genitori invitandoli caldamente di tenere sott’occhio i figli che «evidentemente si sono allontanati dalla retta via»”.

Quante volte nella mia vita ho sentito le parole: ti sei allontanato dalla retta via, ritorna in te! Quale retta via? Quella dei preti sodomiti? Quella dei preti pedofili? Quella dei preti stupratori? Quella dell’accumulo di immense ricchezze da parte della CCAR mentre la gente muore di fame? Ma fatemi il piacere. Mi sono pure rotto di sentire parlare di chiese in movimento, cammino, di preti che tentano di cambiare: la CCAR è quella! Quella del vecchio che dice “scema”, “hai la capoccia vuota”, “i gay non sono cristiani” alla ragazzina in attesa della Cresima. Più volte ho scritto come un omosessuale possa definirsi Cattolico, restare cioè sui registri di battesimo della CCAR, quando sa benissimo che per la CCAR stessa è un peccatore, anche se sembra che lo accolga a braccia aperte! Balle!

Mi ricordo che da bambino una volta mentre aspettavo di confessarmi, ne sono passati un pochi di anni, il pretaccio, vecchio pure quello, uscì di colpo dal confessionale, prese per il braccio la ragazza che si stava confessando e le mollò due sberle dicendole: vergognati! Prete della malora! Ora è morto, che se ne stia nel suo inferno e gli ortichino le palle a ripetizione. Questa è la CCAR, quella del vecchio Vescovo che dice i gay non sono cristiani, del prete della malora che tirò gli scappellotti alla ragazza che si stava confessando prima di me. Non ne vedo altre! E qualcuno mi chiede di rientrare nella retta via? Improponibile! Quale retta via? Quella? Se la tengano! La Binetti si tenga il suo cilicio, i baciapile si segnino pure, dicendo o Dio Dio, quando passo (accade anche questo ogni tanto), ma pensino alle mutande della propria moglie, o del proprio marito e si domandino se il prete del paese ci curiosa in mezzo.

Tu, che dici che ti bastano due secondi per definire ciò che scrivo un cumulo di schifezze, pensaci, è quella la tua Chiesa? Se è quella te la puoi pure tenere! E voi omosessuali che cosa ci restate a fare nella CCAR, siete peccatori e lo sapete, siate coerenti, “sbattezzatevi”!

Tu baciapile, che critichi me, quante volte guardi morbosamente le mutande della tua vicina di casa alle spalle di tua moglie? Tu che magari mi scrivi pazzo mitomane, rifletti! E’ quella la tua Chiesa in movimento o meno? Se è quella tienitela! Io non la voglio.

Se un abate più o meno mitrato magari chiede che roba è, e rispondono spazzatura, ricorda che « Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore » (Mt 5,27-28).

Quanti di lor signori la domenica alla messa guardano morbosamente le gambe della vicina di banco, tentando di sbirciarle magari le mutande se ha la gonna corta, e la desiderano? Nessuno? Ma dai, tiratemi la prima pietra! Siete in grado di farlo? Io sarò un pazzo mitomane, ma voi siete ipocriti!

Il catechismo del vescovo: «I gay non sono cristiani»
Fonte: Liberazione

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