Crepare di Spread 2


Secondo Monti lo spread sale perché Squinzi, il presidente di confindustria, dice un paio di frasi poco azzeccate. Bene, se pure fosse vero, lo spread dovrebbe salire ancora di più perché se la stabilità dei tassi di un sistema nazione ha oscillazioni così paurose solo per delle dichiarazioni, allora non esiste un sistema nazione, ma solo l’immagine che un paese che vuole dare di sé stesso. Una specie di miraggio che si proietta per sembrare quello che non si è.

Quello che Monti evita di dire è che

  1. il calo del PIL in Italia di quest’anno, stime confindustria, è più vicino al 3% che al previsto 2
  2. il meccanismo “salva spread”, che era stato celebrato anche su queste pagine (per fortuna che altri non si sono fatti infinocchiare come me) non si è concretizzato in una disponibilità infinita ed automatica di fondi, inducendo la speculazione a credere che si tratti di una mera istituzione di principio che troverà difficilmente applicazione pratica
  3. la tanto decantata spending review, pur comprendendo tagli di province, prepensionamenti degli statali, eliminazioni di uffici giudiziari e soppressione di piccoli ospedali, consentirà un risparmio di soli 3,2 miliardi in tre anni, mentre oltre 22 di quelli recuperati, andranno a copertura di nuove spese.
  4. la riduzione di spesa pubblica non è stata sufficiente a scongiurare un altro aumento dell’iva con disastrosi effetti recessivi sui consumi.
  5. il tempo passa, le elezioni del 2013 si avvicinano e i nostri creditori sono terrorizzati dalla prospettiva di dover trattare con un governo debole tenuto insieme solo dall’anti-anti-politica degli avversari di Grillo.

Insomma, anche al più ottuso di noi è chiaro che non è colpa di Squinzi se lo spread con il debito tedesco torna intorno ai 5 punti e il fatto che Monti utilizzi queste scuse ridicole dovrebbe farci preoccupare seriamente.

Da qualche anno incomincio a temere l’estate. Sembra che in questi mesi torridi e distratti, chi non si concede requie nella vita per perseguire i propri interessi concentri la sua azione quasi per approfittare della lieve dissolutezza che si impossessa di noi quando il caldo, l’odore di crema solare e la vicinanza della famiglia ci fanno tornare tutti un po’ più bambini, ai tempi delle vacanze scolastiche.

Forse, durante il prossimo agosto, mentre sorseggiamo una bibita fredda, non sarà la congestione a farci venire il mal di pancia, ma lo spread. E allora, malati di anarchia o no, dovremo fare i conti con un rientro anticipato in classe con la maestra che ci aspetta per darci una bella “spalmata” di benvenuto. Io, anche quest’anno, non andrò in vacanza.