Cosa Uccide di Più? Questione di Percezione.
9 novembre, 2009 di doxaliber
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Questione di percezione. In questo periodo siamo terrorizzati dall’influenza A, alcuni di noi temono di morire e quando si leggono certe notizie non si può che provare dispiacere. Eppure i numeri, tra allarmismi e minimizzazioni, continuano a dirci che l’influenza A, almeno per ora non è più temibile della normale influenza stagionale.

(c) kerotenex on deviantART
Il Ministero della Salute parla di 21 morti, un numero infimo se confrontato ad esempio con il numero di morti sul lavoro dall’inizio dell’anno, 890, oppure al numero di morti a causa di incidenti stradali circa 8000 l’anno secondo il Ministero della salute, o ai 25.000 morti per alcolismo. 21 morti, probabilmente niente se confrontato al numero imprecisato di persone decedute a causa del fumo, di cui però non abbiamo dati a disposizione.
Non confronto questi dati per fare demagogia spicciola, non voglio dire che l’influenza A non sia pericolosa, ma che statisticamente è più facile morire recandosi al lavoro con la propria auto dopo essersi fumato la prima sigaretta del mattino per riprendersi dalla serata al pub con gli amici che non schiattare a causa del virus H1N1.
Eppure per i morti sul lavoro non ci sono vaccini, per l’alcolismo abbiamo un ministro che minimizza gli effetti dell’alcool ed il suo partito di appartenenza che chiede l’innalzamento dei tassi alcolemici. Mi piacerebbe vedere in televisione vice ministri, che al pari di Fazio, ci rassicurano sul fatto che si faranno più controlli nei cantieri per evitare altri morti, che si combatterà il fumo per ridurre l’incidenza del cancro e che sarà vietata la pubblicità degli alcolici perché pericolosi. Mi piacerebbe anche leggere giornali che, al pari di quanto stanno facendo con l’influenza A, redigono inchieste allarmanti sul lavoro nero, sulla precarietà, sui danni causati dall’alcolismo giovanile. Mi piacerebbe anche vedere più italiani preoccupati per tutto ciò che invece si lasciano quotidianamente scivolare addosso e che, come stanno facendo con l’influenza A, fanno di tutto per evitare di mettere a rischio la propria salute, il proprio benessere e quello dei loro cari. Ma so che questo non succederà, perché è tutta una questione di percezione e siccome, esattamente come per la vaccinazione, dietro alcool, sigarette e lavoro nero ci sono interessi da tutelare, allora è necessario creare percezioni diverse a seconda dei casi.

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Cambiamo il mondo allora!!!
Andando al lavcoro si muore anche se non si fuma sigarette al mattino e la sera prima non si è stati al pub o chissà dove…
Hai dimenticato gli infortuni domestici…. Per coloro che magari voglione restare chiusi in casa evitando ogni tipo di contatto coi prossimi….
Dimmi tu di cosa hai paura???
Pensi anche tu di poterti ammalare e morire di una malattia o pensi di morire dopo una serata al pub o per incidente stradale o per incidente di lavoro o magari domestico?
Non so se il mio è un discorso demagogico o populistico…..
Ma non riesco a capire quello che realmente vuoi dire?
Se poi vuoi evidenziare la stubitità umana che ha paura di tutte queste cose e che in un periodo di possibile pandemai, prende la macchina per intasare gli ambulatori medici o ospedali dove cmq qualche virus è sempre li che ci aspetta, se non ci ferma prima un incidente stradale, o magari sta tutta la settimana a casa ma se c’è una festa al l’ipermecato, prende la macchina e va con i bimbi tutti accalcati e le guanciotte rosse, ti do’ ragione… Ma non ne posso più di ste storie tra influenza e stragi e morti sul lavoro ecc. Come se, se non ci fosse qualcuno che c’è lo dice, nessuno lo sa e nessuno ci pensa!
e magari ci saranno pure commenti che danno ragione a chi ci fa notare questi fatti! Ma non si esprime in prima persona dicendo realmente in cosa ha paura.
Non comprendo la tua contestazione, mi sembra chiaro dove l’articolo voglia andare a parare e non capisco il discorso riguardante le mie paure. Ognuno ha le sue, il problema è capire da cosa sono indotte.
La contestazione, non era contro te! Ma contro l’essere umano in genere….
Me compresa!
Credo che chiunque sappia dei rischi che corre se va in auto, può succedere…
Come chiunque sa del rischio che si corre se si beve se si fuma e se si fa questo mettendosi al volante dopo e durante, compreso fare sesso orale in macchina mentre uno dei due guida… Ma alcune volte capita, magari perchè si è giovani o magari perchè si ha fretta….
Però quando si parla di influenza tutti si spaventano…. Ma se c’è come ho detto sopra, in un momento in cui si parla di pandemia, una festa in un iper mercato dove offrono castagne e vino o porchetta o chissà che…. La paura sembra scomparire e tutti li accalcati in un luogo chiuso, senza lavarsi ne mani e ne chissà che a prendere l’omaggio… Poi la mattina dopo tutti a parlare di nuovo di influenza….. I suini siamo noi molte volte!!!!!
é l’effetto chi più parla più … Non lo so…
Io forse più che la paura di morire ho la paura di vivere, ma è una cosa che mi piace, quella di vivere ed anche molto.
Ma come si sà prima o poi…. Tocca a tutti e speriamo tutti il più tadi possibile.
Condivido pienamente. Ci sono fattori di rischio molto seri quali alcol, fumo e incidenti stradali dei quali si parla poco e male perché legati ad interessi economici molto importanti.
La pubblicità dell’alcol è vergognosa, il mercimonio operato dallo stato sul fumo è ipocrita. Dopo la patente a punti la sicurezza stradale è scomparsa dalle pagine dei giornali.
Non è l’influenza A a farmi paura, ma l’inefficienza dell’organizzazione e la confusione che si è creata. Di fronte a problemi più seri rimarremmo tutti indifesa in balia del destino.
Sono d’accordo, è un discorso che faccio spesso anch’io. Senza contare che se fosse una pandemia tanto pericolosa e diffusa, qui a scuola da noi (tra bicchieri, bottiglie e sigarette passate di bocca in bocca) saremmo già tutti a casa con la febbre a pregare di guarire.
Poi è ridicolo, hanno portato a scuola dei cartelli con le istruzione per prevenire l’influenza. A parte il modo in cui sono scritti (un testo per bambini di prima elementari) che gli ha già fatto prendere una valanga di prese in giro e gli ha fatto perdere serietà e credibilità… fra le utili regolette c’è anche quella di lavarsi bene le mani con acqua e sapone, cosa che comunque si dovrebbe fare a prescindere. Sì, peccato che il sapone a scuola è davvero un optional, e io non lo vedo da quando ho finito le elementari. Roba da ricchi, il sapone. Qua già mancano banchi e sedie.
ancora manca il sapone nelle scuole?
pensavo che fosse un problema della mia scuola anni 60 …
[papà mode on]
Comunque passarsi bottiglie, sigarette e cose del genere è una pessima abitudine.
Lo so che fa tanto comunità, ma è veicolo per infezioni magari non pericolose, ma molto, ma molto fastidiose (herpes).
[papà mode off]
Sì lo so, ma è un po’ come una droga: quando ci sei dentro fai fatica a perdere il vizio! Ma anche qui penso sia questione di buon senso, con un po’ di attenzione si evitano i problemi maggiori. Fortunatamente di solito sono gli altri che si attaccano dopo di me (che fondalmente sono sana), quindi non ho problemi! ^^
Sinceramente non so com’è la situazione a livello “saponario” nelle altre scuole… da me non c’è mai stato, ma mi è capitato di trovarlo in un altro liceo. Le cose fondamentali, comunque, mancano tutte: niente carta igienica, niente sedie (spesso qualcuno è costretto a passare sette ore di fila sugli sgabelli), e banchi tutti rotti. Non so se questo è dovuto a studenti che distruggono il materiale o alla reale mancanza di soldi. Io comunque propenderei per la prima, visto che abbiamo venti macintosh di ultima generazione nel laboratorio di grafica.
No che c’entra.
Sono sicuro che gli arredi li scassano gli studenti, ma qui c’è poco da fare.
Non mi dire che avete ancora quei banchi di formica verde con la striscia nera di plastica in cima per mettere le penne …
In quanto a sapone e carta igienica, sono pressoché certo che il problema riguardi un po’ tutte le scuole.
E’ una questione di mentalità italiana. Al cesso si deve soffrire. Ancora oggi, bar e ristoranti elegantissimi hanno cessi indegni.
Comunque, siamo in pieno OT. O no?
Non è anche l’indecenza di servizi igienici di scuole, ospedali e uffici pubblici a contribuire alla propagazione di infezioni?
Sì, apposta. E pensare che le norme igieniche per i locali pubblici in teoria sono severissime, almeno da quanto so io…
Risposta da barista, per vicende vissute.
Dopo aver ristrutturato completamente il locale, vennero i NAS. Naturalmente il bagno era in ordine, tutto pulito, e molte cose nuove. Sonoriusciti a farmi una multa di 600000 Lire perchè avendo igienizzato a fondo la vetrinetta delle brioches, non avevo rimesso il cartello degli ingredienti perchè vecchio.
Per quanto riguarda l’alcolismo, provate a spiegarlo all’Ufficio delle Entrate che non rientrate negli studi di settore perchè non volete ubriacare la gente!
Per quanto riguarda la mortalità, ricordiamoci anche di tutti quei piccoli lavoratori in proprio che strozzati dalla crisi, dai debiti, rovinati dal fisco perchè evasori a prescindere sono spinti al suicidio.
non è il mio caso anche se di cartelle galattiche da pagare ne ho non avendo chiesto il condono, e solo per questo.
Non le pagherò, anche perchè soldi non ne ho, nemmeno per stare a casa per una banale influenza.
Dovesse succedere, non è un suicidio!
So quanti fastidi devono sopportare coloro che vendono alimenti e bevande, ho delle conoscenze tra chi lavora nel settore.
Ne prendiamo nota.
Condivido l’articolo, anche se in effetti ci vedo un po’ di retorica. Mi fa venire il mente l’azienda che organizza il “kick off di fine anno” e il dipendente che lo vuole boicottare perché i suoi padroni spendono per un ristorante di lusso ma non alzano le paghe indegne dei dipendenti…
Il punto secondo me è uno, e lo dirò in modo semplice: i nostri occhi non mettono a fuoco sotto alla frazione di millimetro. Non abbiamo nessun tipo di sensazione riguardo alle malattie, quindi appena sentiamo che alcuni di noi muoiono di una cosa simile al “raffreddore” iniziamo subito a tingere le porte col sangue di agnello…
Forse il mio problema è che hai usato argomenti come malattia, alcool e fumo: cause fin troppo strumentalizzate. “un ubriaco investe…” e allora pensiamo sia l’alcool il problema.
Ora dirò una cosa ancora più impopolare: se un operaio in cantiere vede che l’azienda non gli fornisce l’elmetto di sicurezza o i guanti e se vede che non può fare nulla per far cambiare idea all’azienda, SI DEVE COMPRARE L’ELMETTO E I GUANTI PRESSO NEGOZI SPECIALIZZATI COI PROPRI SOLDI. La morte non ascolta queste storielle di principio per le quali l’azienda deve fornire gli strumenti (posto che l’azienda debba, ovviamente). Ora, è vero che così dicendo implicitamente giustifico gente che si imbottisce di farmaci con ricetta di medico compiacente per evitare a tutti i costi di ammalarsi. Ma cos’altro possiamo fare? Avete provato a entrare da un pediatra di recente? Io ci ho provato e a parte la folla, c’era la tizia al gabbiotto che attraverso il vetro mi diceva “Per carità! Non porti sua figlia qui!” chiudendo repentinamente le tendine…
Il fatto è che siamo deboli di testa e spaventati all’idea di morire. Di invecchiare. Di ammalarci. Di non farcela. In Natura questa è una cosa precisa ed ha un nome: prassi. Cosa possiamo fare? Non guardare la TV, senz’altro. Non leggere i giornali italiani. Disciplinarci. Essere pronti a morire domani. In sintesi (una frase che mi ritrovo a ripetere ultimamente, ci cambio la prima parte per questa occasione): l’influenza fatale siamo noi.
Non chi, tra datore di lavoro e dipendente, debba acquistare l’elmetto. So però, perché conosco persone che ci lavorano, che gli ispettori del lavoro non sono messi nelle condizioni di nuocere alle aziende che non regolarizzano i dipendenti e non rispettano le norme sulla sicurezza nei cantieri. Anche lì a prendere le multe sono i soliti fessi. I dati sull’alcolismo sono spaventosi, senza considerare che in quel numero non sono considerate le persone uccise da qualche automobilista ubriaco.
Chiaramente non discuto che debba essere l’azienda a dover regolamentare e garantire la sicurezza (nelle vesti non tanto del proprietario quanto delle persone nominate). Volevo mettere il riflettore sul fatto che il lavoratore per primo deve garantire la propria sicurezza. Abbiamo l’obbligo di conoscerci meglio per poterci meglio tutelare.
Quanto all’alcool provo a spiegare il mio punto di vista: le persone uccise da automobilisti ubriachi secondo me non devono rientrare nelle statistiche sull’abuso di alcool, perché il fatto di ubriacarsi non è la causa degli incidenti. Cioè, non investo un povero cristo perché sono ubriaco ma perché sono un pessimo automobilista (anche da sobrio).
Questo perché personalmente mi ritengo uno che si “ubriaca coscienziosamente”, e quando voglio bere (mi succede di voler bere alle occasioni che meritano, che sia un buon vino o un mix di grappe e amari o una bell’oretta in compagnia di un buon rum sgranocchiando tocconi di cioccolato fondente) chiedo a mia moglie di guidare. Allo stesso modo se ho sonno (che sia in autostrada o in città), parcheggio e pisolo una mezz’oretta abbondante. Non è ciò che ho assunto il mio problema, sono io che ne faccio un uso stupido. Quindi, per quanto mi riguarda, le leggi contro le sostanze non servono, sono delle non-soluzioni. Arriveremo al ritiro della patente e multe salatissime per un bicchiere di vino (o ci siamo già?) senza aver risolto la questione di fondo: molti di noi sono dei pessimi automobilisti.
Quando hai bevuto fai guidare tua moglie, lì è la chiave di tutto. Non vi è dubbio che i limiti alcolemici siano necessari e che la repressione contro chi guida in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti sia un dovere dello Stato. Ovviamente io non sono un proibizionista per cui sono contrario al divieto di vendita delle sostanze alcoliche ma se uno è così idiota da ubriacarsi e poi mettersi alla guida allora io Stato gli faccio passare un brutto quarto d’ora. Purtroppo non esiste un metodo per misurare il sonno perché altrimenti il principio sarebbe lo stesso.
Verissimo, e chiaramente sono in parte d’accordo. Ma questo intervento dello Stato è, come altri, spiraloide e deresponsabilizzante. Non basandosi sulla presa di coscienza (perché multa e ritiro della patente sono solo beghe) il mio prossimo obbiettivo sarà quello di “evitare di farmi beccare”… quando invece una conoscenza di se’ si può fare attraverso l’esperienza e basterebbe ad eliminare la stragrande maggioranza degli incidenti. Non serve Freud, ne’ per conoscersi e ne’ per capire che il motivo per cui guidiamo male è il fatto di aver trasferito l’abilità di guida all’inconscio, rendendo ogni movimento automatico e permettendo al guidatore un altissimo livello di distrazione.
Non ricordo se l’ho scritto altrove qui su MC ma lo ribadisco, anche se mi rendo conto che suona davvero strano: non sono esattamente un liberista, ma se lo Stato gestisce la strada, i miei atteggiamenti al volante, le sostanze contenute nel mio corpo, la mia interpretazione della segnaletica, allora lo Stato sia anche proprietario della mia macchina, della mia assicurazione, della manutenzione del veicolo e della benzina che serve a spostarsi. In quel caso sono anche disposto a un prelievo di sangue in loco… capirai, se non pago macchina benza e assicurazione gli do anche un po’ di midollo
Scherzi a parte, l’intento è sempre quello. Siamo noi a dover gestire la nostra vita dove possibile, lo Stato dovrebbe occuparsi delle cose che non possiamo controllare minimamente perché non abbiamo i sensi ad aiutarci (influenze, inquinamento, controlli alimentari, ecc.). Certo è che ci basiamo ancora molto (troppo) su ciò che dicono la TV o i giornali…
chiedo a mia moglie di guidare. Ah, ma allora non è più valido il detto: donna al volante pericolo costante?
Si potrebbe cambiare così:
Donna al volante,meglio dell’amante?
Anche se ho alcool a gogò a portata di mano sono quasi astemia, ma tutti i piccoli incidenti che ho fatto, rovinando solo la macchina sono stati dovuti a colpi di sonno e a stress. Se girando per burocrazie inutili causiamo un incidente, quasi quasi dovrebbe esserne colpevole chi ci stressa…e così uso il treno, dove tornando alla chiave del post d’igiene nei bagni è meglio non parlarne. Eppure se un bar è sporco posso sceglierlo, ma una scuola, un ospedale, un mezzo pubblico, un tribunale (si, anche lì manca anche la carta igienica e ti tengono dalle 9 del mattino alle tre del pomeriggio! per rimandarlo poi!)No! Le tasse per mantenere i Nas, si pagano anche per questo o sbaglio?
Ah!! I proverbi sono la saggezza dei popoli!

Io la vedo ancora secondo il vecchio adagio, e anche mia moglie mi pare abbastanza d’accordo
Ciò nonostante “moglie al volante, meglio del marito barcollante” (il proverbio qui parte da “Ciò nonostante”… e dovrebbe finire con “… specie se dietro c’è un poppante”, ma questo è solo il mio caso)
Comunque prima o poi inizieremo a capire che è il caso di smetterla con l’informatore attivo e l’informato passivissimo come è oggi, e in un futuro abbastanza vicino le informazioni presenti saranno soggette a discussione da parte degli utenti, un po’ come avviene per le informazioni passate su Wikipedia (magari su una piattaforma in stile Google Wave) di fatto costituendo un’evoluzione dell’attuale immenso lavoro dei bloggers. Il primo passo sarà inevitabilmente quello di smetterla di essere informati passivi e lasciare da solo questi informatori attivi che per un po’ continueranno a parlarsi addosso…
Dice: è una questione di percezione.
Vorrei anche vedere che non fosse così, non stiamo mica parlando della cosa in sè.
Ma la percezione è manipolata, dietro ci sono degli interessi: naturlich!Potrebbe essere diversamente?
Ma bisognerebbe essere più sensibili agli infortuni sul lavoro, ai danni dell’alcool e delle sigarette: si e no.
Ognuno è sensibile a ciò che lo tocca più da vicino.
Mentre se vogliamo metterla in termini etici, si per gli infortuni sul lavoro.
Meno per sigarette e alcool: se vuoi puoi farne a meno, se usi la ragione, se no farà il suo corso la selezione naturale della specie.
Non credo che gli taliani siano così sensibili all’H1N1 perchè vittime della manipolazione mediatica, nè diretta, nè subliminale.
Mi pare più verosimile pensare che il genere umano conservi una memoria ancestrale degli spaventosi tracolli che ne hanno segnato la storia.
Il colera, la peste, il vaiolo, la lebbra…
E l’H1N1, fatte le debite proporzioni, appartiene a quella famiglia.
Il fumo e l’alcool no.
Sicuramente l’idea della pandemia è una nostra paura ancestrale ma allo stesso modo non vi è dubbio che l’effetto mediatico abbia il suo enorme peso, non foss’altro perché senza i giornali le persone non saprebbero nemmeno dell’esistenza di questa H1N1. Il panico è normale si abbia quando la pandemia è in corso ed uccide le persone vicino a te, così avveniva una volta, ora invece il panico inizia prima ancora che la malattia arrivi nel paese. Ricordo ancora che l’hanno scorso, per l’aviaria, volevano fare fuori i cigni di un’area protetta perché ritenuti pericolosi, ci mancava solo che le persone si presentassero con il fucile.
Non sono d’accordo nemmeno sulla questione fumo e alcool, perché i costi sociali ricadono anche su di me e fino a qualche anno fa ero pure costretto a respirare il fumo di altri senza essere tutelato in alcun modo.
Io non sono proibizionista ma trovo assurdo che lo Stato ti venda il fumo e nello stesso tempo impedisca la diffusione di altre droghe leggere che forse (ma non ho dati in merito) non sono più dannose dell’alcool e delle sigarette.
Ora che il fumo è vietato nei locali pubblici ed io posso respirare normalmente i fumatori non mi danno più fastidio.
In merito all’alcool invece la questione è ben più complessa perché se tu bevi e poi ammazzi qualcuno allora non stai ammazzando solo te stesso, quindi trovo gravissimo che un Ministro della Repubblica e tutto il suo partito facciano campagna per aumentare i limiti del tasso alcolemico solo perché i venditori di prosecco hanno avuto un calo di vendite. Questo è giocare sulla vita delle persone.
Un fugace distinguo in merito al prosecco.
Sicuramente è il partito dei produttori a spingere (ma un buon bicchiere di prosecco, in chiunque non abbia particolari problemi con l’esistenza, si spinge da sè,secondo me), ma certamente dall’altra parte, per “interessi ideologici” che non sono meno interessi in quanto ideologici, c’è il partito delle dame (e dei dami) di San Vincenzo. Quelli che: adesso te lo dico io come devi vivere, quel che è bene e quel che è male.
Pranzare senza un bicchiere di vino è privarsi di una delle gioie, rare, dell’esistenza.
A mio modestissimo parere.
Non saprei, non sono un bevitore. Ma un bicchiere di vino a tavola, se non guidi esattamente nell’istante dopo aver mangiato, non credo che ti metta a rischio di ritiro patente. In quanto al partito di chi vuole decidere come devi vivere credo che il partito che promuove l’idea secondo cui “un’ombra di vino non ha mai fatto male” sia proprio uno di quelli che vuole decidere come devi vivere. Io personalmente non sempre stato contrario ai divieti, fino a quando non è a rischio la salute altrui. Guidare ubriachi mette sicuramente a rischio la salute altrui.
Se abbassano il limite, come vorrebbe qualcuno, si.
Non vedo come il partito dell’ombra possa essere il partito che ti dice come devi vivere.
L’affermazione secondo cui guidare ubriachi mette a repentaglio la salute altrui è troppo banale per meritare un commento.
Mi sembra che la Lega Nord, che difende strenuamente la libertà di bere, non sia un partito che lotta per la libera determinazione del cittadino visto che con la maggioranza vuol decidere quando dobbiamo morire (testamento biologico), che religioni dobbiamo professare, con chi ci dobbiamo sposare…
L’affermazione sugli ubriachi che sono un pericolo all’apparenza sembra banale ma in realtà sono ben pochi gli alcolizzati (o in generale le persone soggette a dipendenze) che si rendono conto di questo.
Non ho detto niente a favore dell’ubriachezza.
E neppure della Lega Nord.
Ho solo difeso il diritto al piacere di un bicchiere di prosecco (di quello buono).
Continuo a pensare che non sia peccato.
Così come continuo a pensare che non sia peccato se uno, per una certa cosa, la pensa come la Lega Nord; per un’altra come l’ex PCI; per una terza come Margaret Thatcher; per una quarta come Sant’Agostino… e via enumerando.
Il politicamente corretto, personalmente, non mi ha mai convinto.
Già, ma quello che volevo dire io è che sicuramente non appartengo al partito delle dame di S. Vincenzo solo perché ritengo gli attuali limiti sui tassi alcolemici più che appropriati e non credo con questo di essere uno che intende imporre il suo volere sugli altri (infatti quelli che vogliono imporre il loro volere sugli altri su quasi tutte le questioni mi pare che nel qual caso siano proprio i leghisti che nello difendono il diritto di bere). Fermo restando che mi pare logico non essere contrario aprioristicamente verso le altrui idee, qualunque sia il partito di appartenenza (tanto più visto che io non mi sento rappresentato da nessun partito) credo che sia irresponsabile bere prima di mettersi al volante. Io stesso ho visto persone prendere l’auto pur non essendo in grado di guidare quindi non mi si può dire che le persone sono in grado di capire quando sono ubriache e quando no, ergo tali limiti devono essere necessariamente stabiliti dalla legge.
Non ho mai pensato che tu appartenessi alle dame di San Vincenzo.
Tuttavia continuo a pensare che le dame esistano e facciano danni.
Il tasso alcolico consentito nel nostro paese è di 0,5 g/l.
Così come in tutti i paesi europei, tranne che in Svezia 0,2 e nel Regno Unito 0,8.
Volerlo portare a 0,2, negando a chi pranza fuori un bicchiere di vino(uno!), io, al contrario di quello che pensi tu, non lo ritengo appropriato.
Nel senso che penso, magari mi sbaglio, che non ci farà guadagnare assolutamente nulla
Io ho scritto di ritenere gli attuali limiti “più che appropriati”, anche se francamente non me ne intendo.
I limiti dovrebbero stabilirgli gli esperti, credo. Ti faccio notare che nell’articolo i link che propongo parlano di “innalzamento” del limite di tasso alcolemico.
Cito le notizie, riportate dalla stampa, a cui mi riferisco:
15/12/2008
il presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci (PDL) ha annunciato che è pronta una proposta di legge condivisa da PD & PDL per portare il tasso alcolico massimo consentito nel sangue degli automobilisti allo 0.2%
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia e alla droga, Carlo Giovanardi, è favorevole alla proposta di legge anche se, fuori dai ‘cavilli’, sottolinea che il limite allo 0,2 g/l significa praticamente imporre un tasso alcolemico pari allo zero: ovvero anche una birra, durante i pasti può mettere nei guai, quindi, secondo Giovanardi, meglio sarebbe sancire il principio “chi beve non guida”.
credo che ad uccidere sia la disinformazione o piuttosto la mistificazione della suddetta. una sano atteggiamento critico ci salvera’… grazie mente per il tuo contributo!
grazie, troppo gentile