Prendo spunto da un interessante articolo su Internazionale.it scritto da una blogger peruviano-colombiana, Juliana Rincòn Parra, per parlare di un argomento a cui magari pochi danno importanza oppure non hanno voglia e curiosità di parlarne. L’articolo in questione lo trovate qui e segnalo anche l’interessante blog di Juliana che trovate qui. Come scrive l’Internazionale “Se Time ha inserito una blogger tra le cento persone più influenti del mondo ci sarà un motivo”.
Spesso quando si parla di paesi europei o esteri si prendono per scontato alcune frasi stereotipate o luoghi comuni. Può succedere parlando di gusti “…alle tedesche piace l’italiano” oppure parlando della cultura sessuale “…le brasiliane sono meno pudiche e sono facili” oppure altre cose “…gli svizzeri sono puntuali” “…i messicani girano con il sombrero”. Tutti questi stereotipi sono dovuti a che cosa? Probabilmente all’ignoranza cioè alla non-conoscenza e alla pigrizia, quella pigrizia che non ci fa verificare le cose come stanno davvero. Faccio un esempio che mi è capito. Qualche mese fa sono uscito con la mia ragazza (è di Belo Horizonte, Brasile) ed un suo amico colombiano. All’uscita di un locale a Cesena incontro un mio amico, diciamo più conoscente che amico, che dopo avergli presentato i due si mette in una discussione che ha dell’incredibile. Sosteneva che un suo amico era andato in Colombia e viaggiando in macchina constatò che esisteva una sola strada principale, per il resto erano tutte strade bianche. Solita visione di un paese latino americano povero, sottosviluppato, terzo mondo ecc. ecc. I paesi sudamericani hanno i loro problemi (come ce li abbiamo in Italia), sicuramente esistono tantissime disuguaglianze e contrasti nelle loro realtà (l’esempio questa volta reale può venire dal Brasile, e sono le favelas incorporate nelle grandi megalopoli, vedi Rio de Janeiro), ma perché non si guarda un po’ più in là, perché non si scava un po’ più a fondo nelle cose? Sono paesi da cui si può imparare e conoscere tanto, facciamolo ora.
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Tag: discriminazione, pregiudizi, stereotipi
Simone
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3 commenti
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7 Ottobre, 2007 a 12:33
Comicomix
Lo stereotipo è la difesa dietro cui celiamo la nostra superficialità. Certo provare a conoscere situazioni, fatti, persone è più faticoso (perchè richiede tempo, apertura montale e capacità di analisi) e anche rischioso (perchè può distruggere qualche castello di carta che ci siamo costruiti).
Ma è molto, molto più appagante che restare nel recinto della propria ipocrisia.
Un sorriso festivo
Mister X di Comicomix
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7 Ottobre, 2007 a 19:43
Miguel
Abito in Messico, ci sono molte persone che portano il “sombrero” perché forma parte della sua cultura, alcuni vengono disprezzati dalla “Jet Set” perché li considerano poveri, altri della “Jet Set” portano il “sombrero” in certe occasioni per un concetto di “Mexican Pride”, nella mia città (San Pedro garza García - Monterrey) credo che ci sono più Mercedes Benz, Porsche e Lamborghini che a Milano, mentre a 20 Km. c’è la gente che vive in baracche fatte li latta e prendono 8 dollari al giorno per lavorare in qualche fabbrica americana, giapponese o italiana. Louis Vuitton ha aperto un negozio l’anno scorso per fornire il mercato femminile, in speciale le borse, la donna di una certa fascia sociale che non porta una Vuitton è decisamente “out”.
A volte vado per lavoro al sud del Messico, dove non esiste tutto questo benessere, la gente e tendenzialmente indigena, statura bassa, pelle oscura, il ristorante più figo ha le sedie ed i tavoli regalati dalla Coca-Cola, ti salutano quando passi per strada, non vedi McDonalds, si mangia la cucina tradizionale casalinga nei posti che trovi sulla strada. Un altro mondo nello stesso paese, quindi, come ben definito nell’articolo, non possiamo mettere un “timbro” a una nazionalità solo per quello sentito dire. Non tutti gli spagnoli siamo “toreros” e balliamo flamenco, non tutti gli italiani sono mafiosi, non tutti gli svizzeri sono puntuali…
Saluti
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7 Ottobre, 2007 a 20:48
MenteCritica
Azz, non tutti gli svizzeri sono puntuali?
Mi crolla un mito.
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