Corte Suprema del Canada: le Detenzioni di Guantanamo Violano le Leggi dello Stato e le Leggi Internazionali 4


La Corte Suprema del Canada (SCC), il 23/05/2008, ha deliberato che i Pubblici Ufficiali Canadesi hanno violato la Carta dei Diritti e delle Libertà, che tra l’altro è analoga alla Carta dei Diritti Statunitense, fornendo agli Stati Uniti le registrazioni delle interrogazioni del cittadino canadese Omar Khadr. I giudici sono giunti a questa conclusione verificando che Khadr, quando fu interrogato dalla polizia Canadese, era già detenuto e perseguito presso il carcere di Guantanamo, zona di detenzione dove si agisce in violazione delle leggi Statunitensi e delle leggi sul Diritto Internazionale.

Khadr aveva appena 15 anni quando nel Luglio 2002 fu sparato e poi catturato in Afghanistan dalle forze statunitensi. La Corte Suprema del Canada, citando tra l’altro identiche decisioni prese dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, ha scritto nella sentenza che: “le condizioni in cui Mr. Khadr fu catturato e fu ritenuto perseguibile, erano illegali sia per le leggi Statunitensi che per le leggi Internazionali nel momento in cui i Pubblici Ufficiali Canadesi interrogarono il Sig. Khadr, fornendo poi tali informazioni alle autorità Statunitensi”, per tale motivo ha ordinato agli stessi ufficiali di fornire agli avvocati difensori di Khadr copia degli interrogatori.

Omar Khadr

Omar Khadr

Jameel Jaffer, direttore della ACLU (American Civil Liberties Union) ha dichiarato:

La decisione odierna della più alta corte di giustizia del Canada indica chiaramente come il sistema legale che ha permesso la detenzione e le accuse contro Omar Khadr era fondamentalmente illegale. Mentre l’amministrazione Bush continua a ritenere che la Costituzione degli Stati Uniti non si applichi a Guantanamo e che i prigionieri ivi detenuti non abbiano il diritto di difendersi davanti ad una corte, la decisione della corte Canadese è una dichiarazione che Guantanamo non è un’isola senza legge. Bisogna sottolineare che la decisione presa dalla corte Canadese è basata in larga parte sulle decisioni che a sua volta la Suprema Corte degli Stati Uniti ha emesso negli ultimi quattro anni”

La ACLU ha anche inviato un fascicolo allo U.N. Commitee on the Rights of the Child (Comitato per i diritti del bambino, si ricorda che Khadr aveva 15 anni quando fu arrestato) sottolineando come la mancanza di tutele per i presunti bambini soldato detenuti in custodia militare dagli Stati Uniti violi gli standard internazionali e come il processo contro Omar Khadr sollevi molti dubbi, anche in merito all’uso di testimoni le cui dichiarazioni sono state rilasciate sotto tortura. Il Comitato ha iniziato ad esaminare il rispetto, da parte del Governo degli Stati Uniti, dei protocolli internazionali sui bambini coinvolti in conflitti armati.

Jennifer Turner, un’altra attivista dell’ACLU, ha affermato:

Portando avanti la persecuzione contro Omar Khadr gli Stati Uniti si candidano a diventare la prima nazione sviluppata al mondo, dopo il Processo di Norimberga a giudicare un ex bambino soldato per crimini di guerra.

Il 22 maggio scorso le Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione in quanto la detenzione, il trattamento e la persecuzione di Omar Khadr violano le leggi internazionali e questo è uno schiaffo alle ormai accettate pratiche internazionali in materia.

Immagini dal carcere di Guantanamo

Fonte: ACLU, personalmente inoltre consiglio la visione dell’inquietante documentario “Road To Guantanamo”, in cui si raccontano le vicissitudini di 4 giovani inglesi di origini Pakistane, detenuti e torturati a Guantanamo, per poi essere scarcerati dopo 2 anni senza che fosse mai stata formulata un’accusa contro di loro.


Informazioni su Contributo redazionale

A seguito di un attacco hacker il database degli autori degli articoli di MC è stato compromesso. Questo articolo è stato scritto da un contributore di MC, ma non è stato possibile risalire a chi. L'autore, se lo ritiene opportuno e necessario, può richiedere la ri attribuzione del contenuto via contatti del sito.

4 commenti su “Corte Suprema del Canada: le Detenzioni di Guantanamo Violano le Leggi dello Stato e le Leggi Internazionali

  • ema aka mascherabianca

    Ma era un brutto sporco e cattivo terrorista. Sicuramente feroce e, almeno, autore di decine di attacchi kamikaze contro gli stati uniti. Chi non si comporterebbe in questo modo per salvare il proprio paese da questi mostri? Oppure ci saranno altri motivi? Cmq ci si può ricondurre alla domanda: Da che parte staranno gli stati uniti? Da quella di chi rispetta sempre i diritti degli uomini oppure no? Ma dove ho già letto questa domanda?

  • Silent Enigma

    ma il bill of rights è per i cittadini americani! 🙂
    quanto alla portata internazionale del trattato, ricordo che gli stati uniti non hanno ratificato neanche mezza della miriade di dichiarazioni/convenzioni sui diritti umani partorita nel continente americano.

    inoltre, non esistono “leggi” internazionali: la cogenza delle norme contenute nei trattati non è facilmente rinvenibile se non si adottano strumenti atti all’enforcement (penso ad esempio alla corte europea per i diritti dell’uomo, corte interamericana, la stessa corte penale internazionale) che stabiliscano a priori come procedere in caso di infrazioni.
    La difficoltà nell’ottenere risultati emerge in tutta la sua impotenza quando gli stati vìolano accordi internazionali che non hanno mai sottoscritto

  • Doxaliber

    ma il bill of rights è per i cittadini americani! 🙂

    Si, infatti. Ma secondo quanto riportato nella fonte la “Canadian Charter of Rights and Freedoms” è analoga alla Bill Of Rights statunitense. Per il resto di diritto internazionale non capisco niente.

  • Iniquo

    Il diritto internazionale ha un’effettività prossima allo zero, le uniche cose che funzionano sono gli arbitrati.
    Comunque gli Stati Uniti non sono firmatari di molti trattati internazionali di grande spessore “civile”, come ad esempio quello che istituisce il tribunale penale internazionale.
    Questa sentenza della corte canadese formalizza quel che si sa e che è provato dal 2002: rapimenti e torture messe in atto da Stati Uniti con la collaborazione di alcuni alleati (Italia inclusa) e le vittime non sono solo i “beduini” ma anche cittadini inglesi, canadesi e statunitensi.
    Quando si dice di voler contrastare il terrorismo (cosa smentita dagli interessi in gioco e dai risultati) bisognerebbe almeno avere la decenza di non usare metodi terroristici.

I commenti sono chiusi.