Corruzione e Moralità: Quello che Saviano non ti Dice
26 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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La crisi sistemica che attanaglia l’Italia è una cosa seria, non il solito argomento salottiero con il quale intellettuali e politici animano le trasmissioni televisive, scrivono libri o articoli sui quotidiani.
Non può essere affrontata con le minacce di destabilizzazione(1) perché se un sistema si regge sulla paura di crollare sotto il suo stesso peso non può durare comunque, né può essere regolata con quattro righe demagogiche e banali come fa Saviano(2), giusto per fare atto di presenza e dare l’ennesima dimostrazione di prosa vuota e pomposa(3).

Che la gran parte della responsabilità sia attribuibile alla classe dirigente è dimostrato dai fatti di cronaca e, per certi versi, è eticamente inequivocabile perché chi detiene il potere è sempre e comunque primariamente responsabile del sistema che conduce.
La sentenza della cassazione sul caso Mills, dove, a rigor di logica, per quanto prescritto il reato, il corrotto sarà costretto a risarcire il corruttore(4), l’articolazione perversa degli appalti per i lavori del G8 dove esisterebbe addirittura la prova filmata del fatto che si conoscevano già gli aggiudicatari delle gare d’appalto ancor prima che la gara stessa fosse conclusa(5) e le dimensioni titaniche della truffa nella quale si troverebbero coinvolte due delle più importanti realtà industriali nel campo delle telecomunicazioni (Telecom e Fastweb) ci raccontano di un paese decapitato dove, piuttosto che di singoli carcinomi, è ormai più opportuno parlare di metastasi diffusa nell’intera classe dirigente.
Quello che però va detto e ripetuto centomila volte è che il resto della colpa è di ciascuno di noi. Abbiamo sbagliato quando abbiamo delegato senza controllare, quando abbiamo tollerato senza protestare l’amputazione dei nostri diritti e quando, meschinamente, abbiamo goduto nel nostro piccolo dello sfascio del sistema beccando le briciole che cadevano dalla tavola dove “i signori” siedono a ricca imbandigione.
L’emergenza è che tutto questo passi come l’ennesimo scandalo silenzioso, al quale siamo rassegnati. L’emergenza è che tutto ciò non faccia sentire nel cuore, nello stomaco, nella mente di ogni italiano (qualsiasi sia il suo credo e la sua posizione politica) un’indignazione che lo porti a ribellarsi, a dire: “Ora basta”.
Basta, dice Saviano appellandosi ai cuori e alle menti di chi lo legge come se si trattasse di allestire una spedizione contro le terre dominate dai Borboni. Basta, dice Saviano e chiede che ci si indigni contro questo stato di cose.
Io credo che sono anni che gli italiani non fanno altro che indignarsi per poi sentirsi per tramite di questa indignazione civilmente realizzati come quelli che si sentono cristiani solo perché provano pietà per un mendicante e lasciano un misero obolo.
Quello che dovrebbe dire Saviano e che non vi dice, perché a chi legge non piace sentirlo, è che l’indignazione, il sentirsi diversi e distanti dalla corruzione e dalla decadenza morale, non basta e non è nemmeno giustificata.
Se la classe dirigente del nostro paese è drammaticamente corrotta, e che sia corrotta è più di un’ipotesi, se il dibattito culturale nazionale si coagula intorno a Sanremo, se l’evasione fiscale è così diffusa, la colpa principale è di chi questa classe dirigente la sostiene con spirito calcistico più che politico, di chi Sanremo se lo guarda e di chi le tasse non le paga.
Qualcuno aveva firmato la presenza ed era sparito, qualcun altro girovagava nei dintorni. Ma c’era anche chi aveva fatto di più sottoscrivendo non solo l’orario di entrata e quello di uscita, e non solo per la giornata, ma anche per quella successiva. Con l’aggiunta dello straordinario. I carabinieri della stazione di Schiava, che lunedì hanno svolto una serie di controlli, hanno denunciato per truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione e falso commesso da incaricato di pubblico servizio, sessanta dipendenti (una decina pregiudicati) del consorzio unico di bacino di Napoli e Caserta. Si tratta dei lavoratori in servizio a Tufino, che operano in località Paenzano dove ci sono due discariche dismesse. I dipendenti in servizio, che sono poco più numerosi di quelli denunciati, sono addetti alla manutenzione della discarica, dal controllo dei teli alla raccolta del percolato. In realtà erano stati assunti per provvedere anche alla raccolta differenziata e a quella della spazzatura, ma nel corso degli anni quasi tutti i comuni aderenti al consorzio hanno preferito uscire dall’associazione e appaltare il servizio a ditte private. Grazie a un improprio utilizzo delle norme che regolano i passaggi di cantiere sono riusciti in molti casi a far lievitare il numero dei dipendenti. E poi nei consorzi sono confluiti tutti i dipendenti delle ex discariche gestite da manager legati alla camorra. Infine si è aggiunto un gran numero di assunzioni clientelari sulle quali tuttora indaga la magistratura. Tutti si sono andati ad aggiungere ai duemila lsu che entrarono in servizio nel 2001. [...]
un dipendente aveva accumulato, ma solo sulla carta, una presenza giornaliera di ventitré ore. Per non parlare delle indennità, dei rimborsi spese e dei riconoscimenti ad personam.(6)
Se qualcuno non è in grado di disciplinarsi in funzione di non appropriarsi indebitamente di poche centinaia di euro, perché qualcun altro dovrebbe negarsi l’opportunità di impadronirsi di milioni?
E’ vero, le cifre sono diverse, ma il deperimento sociale che ne deriva non dipende dai numeri in gioco, ma dall’attitudine a ignorare l’interesse comune in funzione del proprio.
Una nazione ha molti motivi per esistere. Uno di questi è proteggere i propri cittadini dall’idea stupida ed inefficiente che un minimo vantaggio per il singolo possa giustificare un grave danno di sistema.
Chi corrompe e ruba milioni di euro distrugge il tessuto sociale del nostro paese, ma i suoi figli studieranno all’estero e, quando verrà il momento, potranno decidere dove vivere.
Chi gratta cento euro di straordinario fa un danno morale equivalente, ma i suoi figli rimarranno qui a scontare la cambiale sottoscritta dai genitori.
Quando capiremo questo, cambieremo noi stessi e cominceremo a pretendere, se necessario con la forza, che tutti rispettino il nostro diritto al futuro, forse le cose inizieranno a cambiare. Se poi vi basta indignarvi e scaldare i vostri cuori, andate qui, lasciate un commentino o una firmetta all’appello e poi passate oltre.
Tra un paio d’ore non ricorderete più nulla.
- Scajola: «C’è rischio destabilizzazione» Sull’inchiesta della Dda: «Ogni iniziativa giudiziaria ha contraccolpi». Corriere [↩]
- leggi e dimmi tu [↩]
- secondo me [↩]
- risarcimento a Palazzo Chigi di 250 mila euro per danno all’immagine dello Stato e 10mila euro per le spese processuali – fonte [↩]
- vedi video [↩]
- Il Mattino [↩]
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Scherza con i fanti ma lascia stare i santi. Su doxalog non ricevevo un commento dal secolo scorso ma mi è bastato prendere in giro Saviano e le sue ovvietà per sentirmi subito dare del cretino.
Stavolta, però, il fervorino non deve essere sembrato all’altezza nemmeno a quelli di repubblica normalmente molto generosi con Saviano.
L’appello è stato su poche ore, poi è stato discretamente messo da parte.
Il moto del pianeta non ha subito variazioni.