Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Corrompi il prossimo tuo come te stesso." è stato scritto da Mumon
E poi una mattina (una delle tante) ti ritrovi a sfogliare le pagine online di un quotidiano e ti fermi a guardare un titolo con la solita aria poco convinta : “Non eleggibili i condannati per mafia” emendamento Pd al ddl anticorruzione. Sembra quasi una burla alla Salvador Dalì, uno scherzo surrealista, un paradosso di sorta, non so se più per l’idea del non eleggere condannati per mafia o per il fatto che il PD abbia pensato di presentare un emendamento e pure intelligente. Ad accodarsi a questi già abbondanti motivi di sarcastiche risate, c’è la solerzia con cui le parti politiche si sono adoperate per trasformare la strada per l’approvazione di questo decreto in un ottimo campo da campagna elettorale, uno sport assai simile al tennis che ha come effetto collaterale non “il gomito del tennista” , ma “i testicoli dell’elettore”, costretto ad assumere dosi da cavallo di balle colossali, classificate alla voce “programma di governo”, mentre i leader giocano a chi la spara più grossa (nel caso specifico a chi sembra meno corrotto”.
Tuttavia, il vero paradosso probabilmente non è nascosto tra le parole in grassetto dei titoli di giornale, ma sta loro alle spalle, forse è anche parecchio a monte. Potrebbe anche essere il fatto che un Esecutivo spacciato al popolo italiano come “d’emergenza” [vedi a tal proposito il passo del Vangelo in cui Pilato (i partiti) nel chiedere agli ebrei di Gerusalemme (l'Europa) se crocifiggere Gesù (il popolo italiano) o Barabba (le banche) si lava le mani della questione e consegna il malcapitato ai centurioni (i Tecnici)] abbia deciso di lavorare ad un ddl anticorruzione e che addirittura per portarlo avanti sia necessario votare degli emendamenti. Cosa c’è di così assurdo in tutto questo? Potrebbe essere l’implicita ammissione che la corruzione in Italia è , appunto, una vera e propria emergenza. Del resto lo è anche la mafia, il conflitto d’interessi e tante caratteristiche più o meno italiane che sono considerate quasi folklore insieme a spaghetti e mandolino (quasi quasi meglio non combatterle ‘ché nel business dei souvenir possono sempre tornare utili).
Volendoci soffermare su come perfino il PD sia riuscito a proporre un emendamento più o meno sensato al decreto, possiamo dedurne come lo stesso sia nato per non essere perfetto e per consentire a chi di dovere di continuare indisturbato a divorare barattoli di marmellata mantenendo la faccia pulita e sembrando più innocenti di prima, insomma si tratta di affinare la tecnica, non di perdere il vizio. Tra l’altro, andando a spulciare meglio tra i capelli dell’ultimo figlio del PD, qualche pidocchio lo si trova, per dirne una l’intenzione di circoscrivere il divieto a cui fa riferimento l’emendamento alle sole candidature per il parlamento nazionale e quello europeo. Ebbene, ho cercato a tutti i costi di trovare una ragione logica a questa scelta, non ci sono riuscita e sono tornata a pensare a Dalì riuscendo a trovarne una quasi surreale: sarà mica perché ” tanto gli amministratori locali non li conosce nessuno ed è meglio che con la mafia ci facciano due chiacchiere così i “picciotti” non danno noia?” Insomma, a me sembra tanto un’altra legge diretta a dare una mano di vernice alla facciata d’una politica sempre più ripugnante. Per carità, apprezzo l’intento, sono d’accordo sulla necessità di una legge simile e non c’è nulla di male se l’amministratore di condominio prende una decisione su cui almeno un po’ i condomini sono d’accordo, ma a che pro restaurare la facciata se il soffitto cade a pezzi, l’impianto fognario continua a sputare liquame e c’è un’infestazione di odiosissime e succhiasangue cimici dei letti? Se si comincia dalla facciata e si pensa poi al resto, per quanto scorretto come procedimento, va benissimo, ma io voglio il cesso a posto e le cimici fuori da casa.
Mi sembra quasi ridicolo il dover proporre un emendamento in cui si chiede che i condannati per mafia in primo grado non possano candidarsi e vengano deposti dalle loro cariche. E io che immaginavo un paese in cui legalità vuol dire anche che un condannato per mafia non può candidarsi, magari perché già dietro le sbarre, in cui le norme contro la corruzione sono scontate ed un simile reato stupisce, repelle, disgusta. Invece, io per prima ne parlo senza meraviglia, mi accorgo che la parola “corrotto” passa di bocca in bocca senza colpo ferire, che il votare qualcuno additato come tale è ormai quasi la prassi perché le alternative valide vanno via via diminuendo. È per questo che è un’emergenza, non ci stupisce più, non ci disgusta più e pian piano ci stiamo abituando anche a questo. Ancora più triste è il non potermi meravigliare se c’è chi combatte affinché la non eleggibilità per i condannati per mafia sia valida solo per le sentenze in secondo grado e non per quelle in primo grado. Del resto se non fossero risparmiati questi ultimi casi finiremmo per svuotare il parlamento e per non saper neppure come riempire i posti vacanti.
Magari non ci meravigliamo più perché , nel nostro piccolo, corrompiamo e siamo corrotti anche noi senza riuscire ad accorgercene, alla fin fine, nella realtà che viviamo, quel che stiamo facendo è ormai normalissimo. Dare una mancia per saltare una fila, non chiedere la fattura per pagare meno, fare favori in cambio di altri, tutto questo è corruzione ed è la dose quotidiana che ci ha ormai assuefatti e che giustifica le nefandezze delle istituzioni ai nostri occhi.
Mi piacerebbe che smettessimo di venderci l’un l’altro per un piatto di lenticchie e neanche troppo pieno, mi piacerebbe che imparassimo a dire qualche “no” in più ed a scandalizzarci, mi piacerebbe che la disillusione ci rendesse più consapevoli e meno rassegnati e che ciò che è “giusto” sia anche “normale” una volta per tutte.



Non solo non tocca gli amministratori locali; non tocca neanche i tanti incarichi di nomina politica; non tocca il governo (per il quale non occorre candidarsi).
Poi non tocca truffatori, omicidi, stupratori, evasori, eccetera. Evidentemente tutta brava gente.
Ma, soprattutto, prendendo di mira i mafiosi non tocca corrotti e corruttori che, in una legge contro la corruzione forse non avrebbero stonato.
Comunque l’aspetto più devastante è che sia necessario scriverlo in una legge.
Hai ragione tu: siamo tutti corrotti. Dal che, questa è una legge anti-italianità.
Io mi ritrovo più con gli ultimi due paragrafi, specialmente il secondo: mi sembra ridicola la proposta di una legge del genere, e ovviamente non perche’ credo che i mafiosi possano tranquillamente candidarsi a ruoli di potere. Ma dal pd non mi aspetto nulla di meglio, pur non facendoci ancora l’abitudine.
[...] in questa condanna ridicola che festeggiamo per la sua eccezionalità, abituati come siamo, in questo paese, ad assistere impotenti ai soprusi dello stato, che ancora vogliamo definire democratico, per non [...]
[...] avrò la risposta. È possibile, è storia, è cultura e radice. È norma istituzionalizzata, la corruzione, diventata prassi proprio grazie a queste dichiarazioni che non hanno più nemmeno il sapore della [...]