Controllo sulle Transazioni Monetarie. Privacy o Giustizia Fiscale?
26 novembre, 2007 - 16:00 di Giovanni Grobo
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Le banche italiane, e non solo quelle italiane, a un mondo dove il danaro contante sia abolito e tutte le transazioni siano operate in maniera elettronica.
La posizione dei governi non può essere che favorevole. Se un ministro delle finanze ha veramente a cuore i destini del paese che amministra, non può che . Transazioni elettroniche equivalgono a transazioni tracciabili. Quindi maggiore controllo sui flussi di danaro con conseguente diminuzione dell’evasione fiscale. Anche il ministro degli Interni, quello che si occupa della sicurezza, dovrebbe essere felice. Tracciare il flusso del denaro, consentirebbe di individuare immediatamente arricchimenti ingiustificati e passaggi illeciti. Bisogna diffidare dei politici che si dicono contrari alle transazioni tracciabili. Nella migliore delle ipotesi non ne hanno capito l’importanza. Nella peggiore si fanno paladini di interessi poco chiari.
Per lo stesso motivo diffidate del vostro dentista quando si lamenta perché non potrà più accettare .

E noi, che ci guadagniamo noi dall’usare la moneta elettronica al posto di quella cartacea? Se vogliamo ignorare i vantaggi sociali derivanti da una maggiore giustizia fiscale e da una lotta più efficace ai grandi potentati criminali, nulla. Anzi, se siamo degli evasori o lavoriamo nel campo dei narcotici, la cosa ci comporta dei seri danni.Ed è appunto questo quello sul quale è necessario riflettere. Man mano che questo processo andrà avanti, ci sarà una lotta sempre più aperta e violenta tra chi dalla moneta elettronica vuole guadagnare e chi con la moneta elettronica teme di perderci. Gli avversatori cercheranno di convincerci che se tutte le transazioni sono tracciate, qualcuno potrà conoscere il numero di bottiglie di vino che compriamo, i pacchetti di sigarette, i film porno e così via. Insomma, sarebbe possibile farsi un quadro totale e completo dei nostri vizi e delle nostre abitudini. E’ vero, è indiscutibilmente vero. L’argomento è forte ed ineccepibile. Ancora una volta sarà necessario scegliere tra privacy e sicurezza. Io la mia risposta ce l’ho. Voi provate a darvi la vostra. Però prima di lasciarvi a profonde riflessioni, vi faccio una domanda. Quanti di voi voterebbero per l’abolizione delle targhe alle macchine solo per poter andare a puttane con maggior discrezione?
Controllo sulle Transazioni Monetarie. Privacy o Giustizia Fiscale? è di Giovanni Grobo

Paragone azzeccatissimo.
Spammo per aggiungere una riflessione ulteriore: l'unico motivo per cui preferisco il contante all'elettronico è la "sensazione fisica" del denaro che spendi.
A livello di percezione spendere, che so, 300 € consegnando manualmente 6 banconote da 50 € a qualcuno è ben diverso dal cliccare in Paypal e vedere un numeretto che cambia.
Anche io non uso carte di credito et simila, solo contante, e spendo quando li ho se li ho.
Mi aiuta molto nella vita.
E se poi sono le banche che controllano lo spaccio di droga ???
Io non voglio essere obbligato ad usare una carta di credito, anzi non voglio avere nemmeno un conto corrente.
A costo di tornare al baratto, dico NO.
E se, come dicono, serve a stanare gli evasori, non dimentichiamoci che le tasse le pagavano anche nell'antica Roma e, a quel tempo, non esistevano nemmeno le penne.
a mio parere, la virtualizzazione totale della moneta è un fatto imprescindibile ed ineluttabile.
E' un po' come quelli che non amavano il cellulare. Quanti saranno adesso a non averlo in tasca?
Credo anche io che la virtualizzazione della moneta sia un fatto ineluttabile, ma non sono affatto convinto che sarà un passo per il progresso sociale.
Forse è vero che sul piano del controllo dell'evasione fiscale potrebbe portare dei (piccoli) vantaggi, ma credo che alla fine a guadagnarci di più sarebbero proprio quelli verso cui confluiranno tutte queste tonnellate di dati su gusti e decisioni mentre l'evasore avrà dalla sua un fiscalista che saprà trovargli la ruga giusta in cui nascondere il malloppo.
E comunque la minore evasione fiscale sarebbe dovuta esclusivamente ad una "repressione" e quindi non sarà mai metabolizzata. No, l'evasione fiscale si combatte culturalmente, si combatte con servizi efficienti, con una burocrazia efficiente, con l'affermazione che l'evasore è il primo-nemico di ognuno di noi cosa che al momento non è possibile visto lo stato in cui versa la nostra classe politica. L'evasione si combatte con l'emarginazione sociale degli evasori.
Ridurre, anche di poco, gli spazi di libertà per risolvere un problema, anche grave, è un errore madornale. La libertà va difesa sempre e comunque, anche quella di andare a puttane senza targa (senza considerare il maggior gettito derivante dalla legalizzazione della prostituzione, tanto per restare in tema).
So che non si dovrebbe fare ma mi viene da citare Benjamin Franklin: "coloro che sono pronti a scambiare la libertà per la sicurezza non avranno, nè meritano, nessuna delle due".
@Cosimo:
Come sempre quando si parla di soldi, occorre distinguere tra il principio e l'abuso: tutte le situazioni che citi rientrano nell'abuso, a mio avviso. Come tali, vanno combattute e condannate proprio per salvaguardare la bontà del principio.
Qualsiasi strada costruita dall'uomo può essere percorsa in almeno due direzioni, l'importante è 1- sapere quale sia quella giusta, 2- attuare tutte le contromisure perchè le altre non vengano praticate, 3- poter adeguatamente perseguire chi decide di praticarle comunque.
Cosimo,
presenti delle opinioni ottimamente argomentate. Il problema è che il confine, estremamente mobile, tra libertà e sicurezza è già "arretrato" notevolmente senza che nessuno lo abbia percepito come restrizione politica.
Il telefono, internet, l'interconnessione informativa dei dati, sono sistemi tracciabili ed allo stesso tempo indispensabili. Un mondo che rinunci ad utilizzarli ricorda un utopia pastorale irrealizzabile, almeno al momento.
Le tue affermazioni sono condivisibili in linea di principio, ma il principio è bandito da questo sito. Quindi cerchiamo di individuare un compromesso accettabile e creiamo delle regole per gestirlo.
E' l'unica opzione che abbiamo.
Fa piacere sentire qualcuno che, ogni tanto, va contro il comune sentire. Sono totalmente d'accordo con grp: il contante deve essere eliminato ogni volta che sia possibile.
C'è anche un altro vantaggio, che grp non ha sottolineato: se non ho contante non possono rapinarmi. Se mi rubano le carte di credito, li lascio andare e con una telefonata le blocco. Fine del problema.
@vortexmind
Quello della "percezione" è senz'altro un problema, ma dipende dalla cattiva abitudine di non tenere una piccola contabilità personale. Non ci vuole molto, basta volerlo.
@cosimo
L'evasione fiscale non si risolve con la repressione? Certo, non "solo", ma "anche". Ci vuole la repressione, ci vogliono gli incentivi, ci vuole la semplificazione, ci vuole l'efficenza, eccetera. Mettendo tute queste cose insieme, nel tempo potrà diventare un fatto "culturale" anche pagare le tasse.
Dici che "La libertà va difesa sempre e comunque". No, non credo proprio. La libertà di ognuno va difesa solo finchè non pregiudica quella di qualcun altro.
E non mi parlare di privacy. Il principio è molto importante, ma la legislazione attuale non serve assolutamente a tutelarla, bensì a garantire i grandi interessi contro i diritti dei cittadini.
So benissimo quanto il confine tra libertà e sicurezza sia già arretrato e so per esperienza personale dove tutti quei dati e quelle tracce che lasciamo con i nostri apparecchi elettronici vadano a finire e quale sia l'uso che se ne fa.
Mi scuso per aver buttato sul tavolo una questione di principio ma credevo che la libertà potesse esserne esonerata e in ogni caso stavo rispondendo alla domanda dell'autore del pezzo: "Ancora una volta sarà necessario scegliere tra privacy e sicurezza. Io la mia risposta ce l’ho. Voi provate a darvi la vostra."
In ogni caso sul piano dell'evasione fiscale l'estinzione del denaro contante non dà nessun vantaggio concreto. Dal mio dentista io già adesso dovrei pretendere una ricevuta corrispondente all'importo esatto che gli ho pagato, non dà nessun vantaggio l'uso di una carta di credito/debito.
E' tutta la cultura della complicità in chiave anti-statale, del vantaggio personale a discapito di chicchessia, dell'amico-dell'amico che poi magari un giorno…, dell'egiosmo come virtù che ha bisogno di intervento. Sennò ci limitiamo alla cura sintomatologica e ci crediamo in salvo.
Io, sinceramente, penso che un italiano di oggi sia più libero di un italiano di un secolo fa.
Questo anche se un secolo fa non esistevano telefoni e computer.
Il problema è che, per funzionare, la società sembra richiedere un certo livello di repressione e controllo. Questo può essere ottenuto con la polizia per strada o controllando le chiamate, quando e come viene ritenuto opportuno da chi ne ha il potere.
Comunque, Cosimo, qui non si fanno eccezioni …
Chiaramente è solo un piccolo scherzo. Apprezzo molto il tuo contributo alla discussione.
I controlli sulle transazioni monetarie così come si fanno oggigiorno sono un po' ridicoli. Di conseguenza, l'auspicio delle banche è un po' interessato e un po' inutile. O quantomeno prematuro.
Fosse per me anche per comprare le sigarette pagherei in carta di credito