Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Contorno di Patatine" è stato scritto da Daniela Tuscano
Tanto per cambiare, non c’entra un cippalippa. Cosa? Ma la religione, ovviamente. Il proclama di Gheddafi “l’Islam deve diventare religione d’Europa” fa fremere di orrore e tremore solo qualche legaiolo di Pizzighettone, bizzarramente unito a sparute pattuglie di ateisti razionalisti darwinisti copernicani, quelli cui il crocifisso in aula procura incubi ben maggiori dei crocifissi della Terra, siano essi bimbi rom arrostiti vivi o puerpere semisventrate in sala operatoria.
Sia chiaro: l’”amicizia” italo-libica ha radici lontane, visto che le basi furono gettate dal governo Prodi, poi cementate con D’Alema quindi con Berlusconi. Ma, rispetto al passato, c’è una novità: il contorno. Di patate.
Eh sì, perché il Cav. ha candidamente confessato in più occasioni di invidiare il Col. che “comanda senza lacci” e dispone delle donne che vuole senza neppure essere obbligato a pagarle. E quindi il tristo spettacolo delle “hostess” (…) in tacco a spillo e petto in fuori che sfoggiano trionfanti il “Glorioso Corano” come un contratto d’assunzione al Grande Fratello non è molto diverso da quello offerto dalle nostre politichesse lo scorso anno, sempre in occasione della visita di Muammar: signorine di bella presenza, passate dai lustrini televisivi agli scranni di Montecitorio professandosi fervide difenditrici della Morale Cattolica, sgranavano gl’incuriositi ed esitanti occhioni davanti alla paccottiglia pseudo-teologica di quel selvaggio da figurina anni ’30, che non mancava d’infonder loro un ambiguo, insinuante friccicore.
E a San Muammar già inneggiano gli agiografi: ben tre delle “hostess”, provenienti dall’Europa ormai smidollata e senza Dio, si sarebbero infatti convertite alla vera e maschia fede. Pare ne sia contento anche uno dei fidanzati delle tre, che avrebbe così commentato: “Almeno adesso ti copri”. Tutto quanto in barba alla fede dei veri credenti, musulmani o cristiani che siano, e mentre, in Iran, una donna completamente coperta sta aspettando di crepare lapidata, alla stessa stregua d’un diciottenne, sempre iraniano, accusato minorenne di sodomia nel Paese che il suo Presidente proclama “libero da omosessuali”.
Ma, come insegnano i ciellini al Meeting di Rimini, questo è moralismo: siamo tutti peccatori, no? E poi via, non si vive di solo pane: ma anche e soprattutto di petrolio. Che sarà meno gradevole al palato ma che procura tanto benessere in più (a chi può permetterselo, beninteso). E, se un retrogusto amaro un pochino resta, ci sono sempre le patatine a far da succulento contorno. E’ proprio vero, le vie del Signore sono finite. Nell’alcova.

Scandalizzati per questi tre giorni di Gheddafi? E’ da anni che in tante terre liberate dal colonialismo hanno preso il potere dittatori sanguinari, da anni che sceicchi col loro codazzo di mogli e concubine da Portofino, ai casinò, alle boutique, ai night club sono serviti riveriti e leccati per qualche mancia che buttano, è da anni che schiavi del petrolio li manteniamo, da anni che i nostri giovani lavorano per loro o per aziende che sono là, ricevendo in cambio barconi di disperati, illusi di trovare un paese umanitario e una potenza mondiale.
Da anni c’è gente che dice “Lui (il Duce) si che era un grande!” A lasciarci questi debiti e grane, senza tra l’altro a quanto mi risulta, non aver sfruttato il petrolio, ma costruendo strade che poi sono state cancellate e che adesso vogliono. A pagina 7 della stampa di oggi c’è l’elenco degli affaristi in Libia: Eni, Finmeccanica, Enel, Impregilo, Sai, Uni Credit, Telecom. Confindustria, Tarak Ben Ammar. Alcuni di questi li conosciamo vero?
Ottimo articolo. Pienamente condiviso.
Questa storia comunque ha avuto effetto su me tanto quanto il passaggio della statua del santo di turno nella processione di turno nel paesello di turno…un amaro sorriso di compassione (o scherno?). Dopo tutto, appunto, è solo folklore ha detto qualcuno…
Non capisco come possa ancora esserci qualcuno che si stupisca (e basta; tanto indignarsi fa solo male alle coronarie soprattutto se dopo l’indignazione c’è mancanza di azione o reazione) nello scoprire che possano esistere 500 ragazze in ottima salute che accettino di fare da claque al ben noto personaggio che viene a farsi un giro in giostra da noi ogni tanto. 500 ragazze la domenica e 200 nel successivo incontro. E capirai…toglietevi di dosso la pruderie e fatevi un giro in Internet tra i siti porno che offrono materiale video a titolo gratuito e scoprite quanti centinaia di migliaia di ragazze siano disposte a fare sesso a titolo gratuito.
E, provoco aspramente, se quelle ragazze si sono in un certo qual modo “prostituite” per 80 € al giorno è colpa “loro” e più genericamente colpa delle donne di queste nuove generazioni; senz’acqua od ombra, senza bagni con carta igienica (loro testimonianze) con mancamenti voluti o naturali nessuna se n’è andata (anzi due sì ma per motivi economici, ma su 500 è nulla) e facevano a gara la chi faceva la domanda più intelligente magari in cambio della falsa promessa di un’ospitata a televalcannuccia…
L’Italia oltre ad essere ormai definitivamente venuto allo scoperto come un paese di destra con propensione alla destra e che vota a destra (cosa notissima ma per qualche annetto coperta da deboli vagiti di voglia di sinistra da parte di qualche temerario avventuriero) è ormai conclamato che è un paese maledettamente maschilista, il peggiore d’Europa e maschiliste sono anche molte donne nel fare il gioco dalla parte sbagliata. Persino dai pulpiti più improbabili…dice più cose sensate sulle categoria “donne” Zapatero che la Bonino!!!
Nessuna di quelle giovanotte ha detto, una volta scoperto l’inghippo, “Me ne vado!!!” mandando a farsi fottere organizzatori e raggiranti. Macché. Non se ne accorgono neanche di essere umiliate e sfruttate, di prostituirsi. Per loro è normale come “normale” era per le migliaia di ragazze della ex jugoslavia che sceglievano il marciapiede italiano al posto della fame e delle privazioni dei loro tormentati paesi (qualcuno penserà ad un’altra provocazione qui ma è un’altra storia e potrei raccontarne delle belle in proposito, scusandomi in anticipo per l’aggettivo ‘belle’ testé usato).