Continuiamo a Farci del Male
29 gennaio, 2009 di ilBuonPeppe
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Ancora una volta è arrivato Natale, poi è arrivato Capodanno, e infine la Befana, come è consuetudine, si è portata via tutte le feste. Io non ho fatto gli auguri a nessuno. O quasi. Il fatto è che detesto queste formalità, questo doversi fare gli auguri, dover essere contenti, doversi divertire a comando come dei burattini. Ho fatto gli auguri solo a chi a sua volta me li ha fatti, giusto per non apparire lo scorbutico rompicoglioni che in realtà sono; solo per educazione, perché così mi hanno insegnato fin da piccolo. E così sono caduto anche io nel formalismo: nessuno è perfetto.
Lo so che tutto questo sa tanto di “io sono diverso dagli altri, non mi abbasso a certe convenzioni”, che puzza terribilmente di superiorità. Ma il fatto di essere un presuntuoso è una cosa che ho metabolizzato da tempo e con cui ormai convivo tranquillamente. E poi a me queste feste danno veramente un senso di vuoto, di comportamenti obbligati, di falsità globalizzata, che quasi non vedo l’ora di riprendere il normale tran tran quotidiano.
Così parlo del Natale con molti giorni di ritardo, ma in fondo parlare di quello appena passato o di quello di sei anni fa o del prossimo, non fa molta differenza; sono tutti piuttosto simili. E va anche bene così, perché io sono una persona semplice: mi piace stare con gli amici a fare quattro chiacchiere e scherzare bevendo un bicchiere di vino, senza bisogno di un motivo specifico per farlo, che sia una data o altro. E ho il brutto vizio (qualcuno lo interpreta così, per me è un pregio) di dire quello che penso senza tanti complimenti. Ma a Natale bisogna essere più buoni. Io no, sono bastardo come al solito.
Ma poi cosa vuoi dire del Natale? La TV ci ha ammorbato con i soliti servizi su pranzi, cenoni, dolci e altre cose che fanno alzare il colesterolo solo a guardarle; le piste da sci erano piene come non succedeva da un po’; c’è stata la solita carneficina di capodanno, quest’anno con il morto (che anche quello ci mancava); abbiamo speso il solito pacco di milioni in cose dannose o perlomeno inutili. Il tutto alla faccia della crisi.
Già! La crisi…
Ci avete fatto caso? Dalla vigilia di Natale le notizie e le discussioni sulla crisi sono diminuite fino quasi a scomparire; eh no, mica puoi rompere le palle agli italiani con la crisi durante il Natale. Sua Bassezza ha diffuso il suo messaggio prima di Natale seminando ottimismo e fiducia, e tutti si sono subito adeguati cambiando argomento e non nominando più la crisi, almeno fino alla Befana. Tutti.
No, non sto parlando degli organi di (dis)informazione; certo, hanno fatto abbondantemente la loro parte, e su questo non c’erano dubbi. Ma è il resto dell’Italia, il tanto bistrattato popolino, che si è adeguato, ben felice di avere una scusa per non pensare a quello che ci aspetta, e che in parte già viviamo.
Un piatto di tortellini, un panettone, e siamo felici; in fondo ci basta poco per dimenticare che stiamo correndo verso il precipizio, che il macchinista ha messo l’acceleratore a manetta ed è saltato giù, che i freni sono rotti e che nessuno verrà a salvarci.

Dalla crisi finanziaria stiamo entrando nella crisi economica; e se della prima molti non si sono resi conto, pensando che riguardasse solo le banche, la seconda ci arriverà addosso come un tornado. Soprattutto a noi italiani che, chissà perché, riusciamo sempre ad arrivare impreparati, sempre in ritardo e male attrezzati: così, se le cose vanno bene non riusciamo a trarne vantaggio, mentre quando vanno male raccogliamo il peggio del peggio. Saremo pure brava gente, ma anche un po’ coglioni. Quando Silvio diceva, senza crederci, “non penso che gli italiani siano così coglioni“, aveva torto: lo siamo molto più di quanto lui crede.
Ma le cose cambiano. Da qualche giorno è un susseguirsi di dichiarazioni ottimistiche, che dicono più o meno tutte la stessa cosa: “nel 2010 l’economia riprenderà a camminare”. Cacchio!
Nel 2010… Ma, ammesso e non concesso che questo sia vero, al 2010 bisogna arrivarci; poi bisognerà aspettare che tutto il meccanismo si rimetta in movimento e ricominci a produrre reddito. Solo che nel frattempo le aziende avranno chiuso, gli operai sono stati licenziati, le persone si sono indebitate, lo stato ha accumulato altri disastri. E quanto tempo ci vorrà ad assorbire tutto questo? Questo non lo dice nessuno. Certo, quella che parla è tutta gente con i soldi alle Cayman, la villa in Sardegna e lo yacht a Malta. Cosa gliene frega a loro?
E poi, tutto il mondo è paese, ma non tutto il mondo è l’Italia; per cui, quando succederà, noi assisteremo alla ripresa degli altri, mentre ancora dobbiamo capire da dove è arrivata la botta che ci ha messo al tappeto. E’ bello essere originali.
Il modello di società intorno al quale ci siamo sviluppati è fallimentare, ma quasi nessuno lo vuole riconoscere; la bella vita fatta fino ad ora non ci ha arricchito, ci ha scavato la fossa, ma continuiamo a far finta di niente mentre scivoliamo dentro. E, come sul Titanic, si continua a ballare.
Nessun governo, nessuna istituzione, nessun potere lo farà. Tocca a noi cambiare il nostro modello di vita; noi che non abbiamo il salvagente alle Cayman dobbiamo pensare al futuro nostro e dei nostri figli. Nonostante le promesse e le belle parole, nessuno lo farà per noi.
Cosa c’entra il Natale in tutto questo? Niente, appunto: è stato solo altro tempo perso.
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Grazie della foto: dà veramente la sensazione che provo io.
capolavoro.
approvo in pieno il tuo discorso, dall’inutilità del Natale alla Decrescita Felice.
che sberla!
grande peppe
…and the worst is yet to come, cantavano gli Hyades
va bè, dai, adesso non mi sembra il caso di abolirlo del tutto, io ho scritto a Babbo Natale e alla Befana e MC mi ha pubblicato….bisogna solo cambiare stile di vita, appunto: comprare non l’albero di natale ma uno di mandarino, così si ha la frutta fresca, recuperare calze e calzini messi via perchè bucati e rammendarli, andare in banca non per chiedere prestiti ma per chiudere il conto, fare la settimana bianca col corredo della nonna a letto, che appunto è tutto di lenzuola bianche, non comprare un PC nuovo ma farselo prestare in famiglia, mettendo in cambio la connessione con la chiavetta, e sperare che gli affezionati di MC non siano finiti nella discarica….fa piacere vedervi reciclati piano piano….
Io non scrivo ne a babbo natale ne alla Befana….non sò scrivere(:
uffi
Il mare Chiaro imbrunisce
al calar della notte,
non si vede più il fondo,
il buio mi spaventa,
l’oscurità cela gli spiriti della mente,
ma vedo le stelle, tremano sulle onde,
passano e ripassano con una regolarità
quasi millesimale, non è più buia la notte.
un guizzo mi tocca, il palpito del cuore risponde,
Sospiro mentre il vento mi sfiora,
alzo gli occhi e il mare è chiaro:-)
PS di un poetà dell’est certo Alex C…… che non ricordo, sembra scritta per te:-))))
E’ un ciclo tutto scende e tutto sale, e poi ,che importanza ha avere un bel albero se poi è freddo e un pc nuovo o il cel e tutto in più negli ultimi anni siamo stati abituati a spendere dimenticando come si viveva fino a qualche anno fa, quando si sale troppo poi, inevitabilmente, se si cade, fa male.
Per me, che sono ignorante, l’economia ha fatto la stessa cosa.
Buon Beppe anch io quest anno mi son limitato a rispondere solo a chi ha inviato gli auguri forse sarà effetto di tutte quelle belle parole, si deve spendere, e quando si sentono, molti pensano a fare il contrario. Natale, capodanno, befana, san Valentino, pasqua pasquetta, festa della mamma del papà, della donna, etc etc. ogni data è buona per far spendere e alla fine si perde il valore della festa vera e nessuno la sente più. Tra un po’ ne avremmo una ogni 15 giorni:-)
Il dubbio che sorge spontaneo è come una persona che sia riuscita dal niente a costruire un impero intercontinentale, non riesce ad aggiustare una virgola dell’Italia, anzi……
Scusa, ma la risposta è semplicissima. Non è che non ci riesce, non ci prova nemmenno. Banalmente, non glie ne frega niente di risolvere problemi: lui è lì per tutt’altro motivo.
Si, ma il dubbio rimane, se l’italia va bene, van bene anche le sue aziende….
le sue aziende vanno bene comunque, anzi, forse a discapito proprio degli altri.
a meno che l’aumento patrimoniale di 4 miliardi di euro (non riesco neanche a pensare a quanti cazzo di soldi sono) in 5 anni (2001-2006) non sia dovuto a una eccellente gestione dei finanziamenti
e si son tanti soldini Charlie, però è obbligato ad andare in giro scortato:-)
io no:-)
e pensa, quando va con qualcuna, si da quel che si dice solo donne, ci sono i suoi uomini, tutti nelle vicinanze, che sentono magari guardano anche ahahahahahah
bella! grazie, ma non lasciamoci prendere dal pessimismo, anche la crisi ha il suo lato positivo.
L’Italia non sarà più la meta degli extracomunitari per fare fortuna e la Lega diventerà inutile,
Non compreremo più macchine, non ci saranno incidenti, non ci ammaleremo per lo smog e resteranno disoccupati pure medici e infermieri,
i drogati non avranno più i soldi per la dose e usciranno fuori dal tunnel
non avremo più soldi per pagare le tasse, e così non faranno il tunnel in val di Susa
Susan dei marinai sarà l’unica a lavorare, nè sul marciapiede, nè nelle case chiuse riaperte ma in mezzo al mare,
affollatissimo, perchè saremo tutti in un mare di guai, però
senza il ponte di Messina,
Non ci saranno più soldi per mangiare e dimagriremo tutti e pure i dietologi resteranno disoccupati,
faremo finta di essere in coma così saranno obbligati ad alimentarci e ad assisterci
Non avranno più nulla da prenderci, lasceranno il governo e se ne andranno all’estero
e noi vivremo e moriremo felici e contenti.
Sul fatto che la crisi non sia del tutto negativa sono d’accordo. Io non sono pessimista, anzi; se fossi pessimista non perderei tempo ed energie a cercare di svegliare i miei concittadini.
Non concordo però sugli extracomunitari. Di quelli che vengono e si fermano in Italia, un’alta percentuale non lo fa per fare fortuna; non legalmente. Chi vuole lavorare davvero passa e se ne va in altri paesi.
Il problema immigrazione in Italia non è dato dai numeri, ma dalla qualità.
Era dedicata ad una signorina che ogni tanto mi sembra triste:-)
Tutti pensano al vile denaro, secondo me è un concetto capitalistico. I soldi, non sono importanti, aiutano ma portano anche tanti problemi, più bello, invece, vivere, con il giusto, magari con il sogno di realizzare qualche obiettivo pian piano.
Credo invece che il lato positivo sia un altro, chi ha saputo gestire i propri interessi, ora può comprare una casa con vasta disponibilità, può tranquillamente chiedere sconti sicuro che gli verranno concessi, i lavori di ristrutturazione inizieranno immediatamente con disponibilità delle imprese (lavorano poco), puoi arredare con sconti e a tasso 0, il mutuo sarà sicuramente abbordabile, soprattutto se si riesce a spuntare un buon tasso fisso. Stessa cosa per auto e tutto il resto. Comunque molti piangono e invece il loro tenore di vita non è cambiato.
E poi, quando iniziano queste crisi aumenta la delinquenza, statisticamente provato.
Il tunnel verrà fatto perchè è una grande opera ed è interesse di qualcuno realizzarlo.
I drogati aumenteranno per dimenticare quanto si stà male. Le macchine inquineranno di più perchè la gente non ci rinuncia al massimo non fà il tagliando o non la compra. Si mangerà mc donald per risparmiare:-) etc etc etce la gente cercherà di dimostrare che il suo tenere di vita non è cambiato….