Confessioni di un Disabile di Merda! Viva Oscar Pistorius…

Toh quei simpaticoni della IAAF (federazione internazionale atletica leggera) non accetteranno i nuovi test portati dall’atleta sudafricano.
Premetto che Pistorius non è un disabile, ma come dice lui è un uomo senza gambe!
Forse tanti di voi penseranno che lo dice perché è un cinico, ma secondo me lo dice per non mancare di rispetto ai veri disabili che non possono fare nulla senza aiuto.

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Ora Pietro Mennea ha detto: “il caso di Pistorius è davvero unico: non credo che qualcuno deciderà mai di tagliarsi le gambe per vincere l’oro olimpico” e più volte ha detto che ha un po’ di vantaggio in partenza, ma poi nel corso della gara quel vantaggio sparisce.

Un professore tedesco di biomeccanica che, probabilmente, non ha mai corso in vita sua, ha detto che ha un vantaggio del 25% quindi facendo dei calcoli dovrebbe fare i 100 metri piani in 7,31 secondi (il record è 9,74), i 200 metri piani in 14,49 secondi (il record è 19,32) e correre sui 45 Km orari, più o meno come un levriero. Voi a chi credereste a Mennea o al Prof.?

Miei cari della IAAF smettetela di sparare cazzate, che Pistorios non dovesse correre con i “normali” lo avete deciso a prescindere dai test di bio-meccanica.
Quei test vi servono come scusa per non farlo correre, per stare in pace con le vostre coscienze e soprattutto per nascondere la verità!
Le donne devono stare nel loro ambiente naturale, cioè la cucina e noi disabili chiusi in un ghetto con i nostri simili, così da non spaventare i bambini dei “normali”.
Vi ricorda forse qualcosa? A me quei giornalini nazisti dove gli Ebrei venivano dipinti come dei mostri.
Ohhh scusate sono stato antisemita paragonare gli Ebrei ai disabili, che cattivo che sono.
Vi prego non venite a buttarmi giù la casa, io non posso criticare moralmente quel che fa’ il governo d’Israele poi sono stato sicuramente frainteso.
Ah la separazione tra “normali” e disabili non l’ho inventata certo io

Per una volta ammettete che avete paura che un disabile possa essere più intelligente o possa addirittura battervi in un qualsiasi sport.
Non dite di no perché ho sperimentato sulla mia pelle, con soprusi e dispetti cretini, che tanti, non so dall’alto di cosa, si sentono superiori di noi disabili o preferite Poveri storpi? Diversi? Handicappati? Mongoloidi? Poverini? Mentecatti? Figli di un dio minore? Reietti della società? Scherzi della natura? Mostri? Esseri mitologici metà uomo o donna e metà sedia a rotelle? Angeli? Bambinoni? Cartoni animati avariati? Invisibili? Ininquadrabili? Asociali? A-stronzi? Non amabili? Ribaltabili? Odiabili? Sono l’orso Yoghi? Winnie dei pooh? Non so più che scrivere? Vi saluto? Ciao?

Il titolo forte è una dotta citazione

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Francesco Orsenigo

Francesco Orsenigo’s avatar

Io crederei al prof.
E perché mai non dovrebbe aver mai corso in vita sua?
Che ne sai?
E’ un professore, ha studiato ’ste cose per tutta la vita, tu invece spandi retorica.

E Pietro Mennea chi é invece?

Che l’IAAF avesse giá deciso a priori l’hai deciso TU a priori, visto che l’unico supporto che dai alla tesi é che il professore tedesco potrebbe non aver mai corso.

E le DONNE!?
Cosa c’entrano le donne!?
E ovviamente anche il nazismo, sennó la retorica non é completa.

Manca solo “E i bambini! Pensate ai bambini!!!”

“Per una volta ammettete che avete paura che un disabile possa essere più intelligente o possa addirittura battervi in un qualsiasi sport.”
Ma stai male?
A me sta benissimo che Pistorius possa correre piú velocemente di me, che le donne del mio corso di laurea abbiano surclassato gli uomini nella votazione finale e in generale che ci sia gente che ha il pisello piú lungo del mio.

Ma continuo a pensare che, per quanto le competizioni sportive ufficiali siano ridicole di per se, la decisione dell’IAAF sia legittima.
Ammiro Pistorius, perché é uno che si sbatte per ottenere quello che vuole, ma si sta scontrando con la stupiditá intrinseca di trovare motivi validi per mettere le persone su un podio.
Cosa valuta la competizione?
L’impegno di un atleta o il suo “dono” naturale?
Perché se valuta l’impegno, allora basta chiedere “per quanto ti sei allenato?” e poi metterli sul podio di conseguenza, se valuta il “dono naturale”, Pistorius é fuori.
Perché Pistorius con le sue gambe artificiali si e non un disabile con una bicicletta speciale?

Hai scritto un intero articolo senza entrare nel merito della questione, semplicemente prendendotela a vanvera.
Io posso capire che i soprusi e i dispetti facciano star male, ma non é cosí che farai valere le tue (piú che legittime) ragioni.

[Rispondi a questo commento]

Orsenigo
sarebbe il caso di essere un meno aggressivo nei commenti.

Nel merito.
Il nostro paese è decenni indietro nell’integrazione dei disabili nelle società civile.
Il fatto che un disabile si senta escluso ed in competizione con il resto del mondo è un problema nostro, non suo.

Da convenzionalmente abile, quale sono io e penso sia tu, non siamo in grado di valutare l’impatto emozionale che la storia di Pistorius può avere nei confronti di una persona al quale non è stato dato di poter fare dello sport.
Ridurre il tutto ad una mera questione sportiva con tanto di calcoli e considerazioni meritocratiche mi è sembrato superficiale e banale.

Tornando al metodo.
Il tono del tuo commento non mi è piaciuto. In genere, specialmente quando non si conoscono le persone a cui si rivolge la parola, civiltà imporrebbe toni meno diretti e più cortesi.

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A quanto ne so, la separazione fra “diversamente abili” e cosiddetti “sani” non è nata per proteggere i sani ma per permettere un confronto meno frustrante a chi presenta qualche handicap motorio. Quando quest’handicap dovesse essere superato anche grazie alla tecnologia, la ragione di tale separazione cessa di esistere, automaticamente.

Mi viene in mente, fra l’altro, un esempio che forse è poco calzante: un cuoco in sedia a rotelle dovrebbe essere escluso dal programma “la prova del cuoco” se per lui muoversi con questo presidio significasse raggiungere più rapidamente i vari settori dell’area della competizione?

Ho francamente difficoltà a capire dove risieda il problema di ammettere Pistorius alle competizioni in un mondo dove le pratiche di doping sono diffusissime (ricordo a chi avesse la memoria corta che le sostanze dopanti spesso hanno una vita plasmatica tanto bassa da rendere sufficiente la cessazione dell’assunzione uno o due giorni prima degli esami del sangue perché non ne risulti traccia). Credo che i problemi nell’ambito sportivo siano in ben altri settori

[Rispondi a questo commento]

Francesco orsenigo ha colto il punto:
@L’impegno di un atleta o il suo “dono” naturale?
Perché se valuta l’impegno, allora basta chiedere “per quanto ti sei allenato?” e poi metterli sul podio di conseguenza, se valuta il “dono naturale”, Pistorius é fuori.

purtroppo nessuno lo dice ma pistorius non è un atleta che viene dall’atletica leggera. Dal 2004 si allena con le protesi e già si può permettere il golden gala. pistorius non si accorgere di essere uno strumento per arrivare a rendere legittimi trucchetti tecnici: l’uso di scarpe particolari magari che allunghino la falcata o che la rendano più simile a un salto può andare bene per pistorius e non per un normodotato? pensate quanti soldi la ditta che permette a pistorius di correre può fare anche solo con un brevetto. e pistorius? di fronte a un brevetto tecnico che permetta all’Atletica di evolversi in formato hi-tech verrebbe dimenticato senza pietà.

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Francesco Orsenigo

Francesco Orsenigo’s avatar

@ComandanteNebbia: Ho riletto il mio intervento.
L’unico punto in cui sono stato eccessivamente aggressivo é quando ho scritto “Ma stai male?” e per questo me ne scuso.

Costui disqualifica in tronco quello che dice un professore e insulta un organo ufficiale senza addurre altro motivo che le sue paranoie, pompa la propria rabbia accostando il suo problema al nazismo e al sessismo come neanche il peggio politicante farebbe e mi appioppa paure meschine che non penso di avere.

Da figlio di disabile ho trovato l’intero articolo inutilmente aggressivo, retorico e pretenzioso e non ho intenzione di trattare un disabile diversamente da come tratto chiunque altro: ha proposto il suo articolo e gli ho detto cosa ne pensavo.

Ammetto di essere stato molto aggressivo quando avrei potuto essere piú costruttivo, ma mi sento preso per il culo quando qualcuno cerca di tirarmi dalla sua parte semplicemente scaricando rabbia ingiustificata su qualcun’altro.

[Rispondi a questo commento]

Il problema di Pistorius è: “le protesi gli danno un vantaggio”. Ma rispetto a chi e cosa? Rispetto agli altri atleti paralimpici senza quelle protesi sicuramente il vantaggio sussiste (motivo in più per non farlo gareggiare coi paralimpici), ma certamente rispetto ai “normalmente abili” non è assolutamente avvantaggiato. Dire che le protesi sono meglio delle gambe normali significa non aver proprio capito niente della natura, significa non aver capito che un insieme stupefacente di leve dinamiche, elastiche, flessibili, regolate dal cervello in ogni millimetro di movimento è infinite volte meglio di pezzi di carbonio o qualsiasi altro materiale. Io poi non so se chi critica Pistorius per questo fatto l’ha mai visto correre veramente in gara: per compensare il fatto di non avere le gambe deve fare movimenti compensatori evidentissimi con le anche.
E i professori dicono quello che vogliono, bisogna vedere cosa ci sa dietro.
E io l’ho visto gareggiare al golden gala di Roma, lui era nella categoria “B”, quindi di livello inferiore, e arrivava tre secondi dopo gli altri, che nei 400 metri non sono pochi. Quindi il vantaggio non vedo dove sia. Ricordo poi che la motivazione principale è che Pistorius in curva perde terreno rispetto agli altri, ma in rettilineo no. E quindi? Uno che è lento in partenza ma poi recupera non lo facciamo gareggiare perchè ha un vantaggio rispetto agli altri? Chi vince non può più vincere perchè ha un vantaggio rispetto agli altri?
E quando si dice “ammiro Pistorius per il suo coraggio”, poi bisognerebbe coerentemente capire il motivo del suo coraggio, e capire che se non può correre è perchè c’è una federazione internazionale che fa finta di essere rigida su queste cose per mostrare che ha criteri integerrimi, e poi lascia passare il doping (come dice giustamente Uyulala) come se niente fosse.
Perchè si è sempre pronti a condannare Marion Jones che si è dopata col testosterone, ma poi non si vuole vedere che TUTTE le atlete con cui correva avevano lo stesso suo fisico, che certo non è proprio femminile.
E poi c’è una questione a monte: se la IAAF non avesse detto che Pistorius non può correre, nessuno si sarebbe posto il dubbio “Pistorius ha dei vantaggi?”. Il fatto che intrappola è il meccanismo secondo il quale si segue qualche opinione e ci si fida perchè “l’ha detto il professore”, senza chiedersi “perchè l’ha detto il professore?” “lo pensava veramente?” “forse gliel’ha fatto dire qualcuno?” “forse ha vantaggi nel dire questo?” “Aspetta che leggo le motivazioni e i suoi calcoli, perchè che cavoli se è così sicuro di questi vantaggi avrà sicuramente dei calcoli!”…Invece niente, non ci si chiede quali siano le dinamiche, non ci si rende conto che se si ammira il coraggio di Pistorius bisogni assolutamente pretendere che possa gareggiare, perchè lui ha diritto allo sport, e ha diritto di gareggiare coi normodotati se lo desidera, e ha diritto di essere eliminato al primo turno.
E il passaggio
“Per una volta ammettete che avete paura che un disabile possa essere più intelligente o possa addirittura battervi in un qualsiasi sport.”
è fondamentale per capire che a volte si può aver paura della diversità, ma è solo confrontandosi con essa che si può avanzare.

[Rispondi a questo commento]

esse.comesono

esse.comesono’s avatar

Ho letto con attenzione l’articolo di “buscialacroce” ed i relativi commenti all’articolo. Al di là delle diverse e personali considerazioni sul problema della disabilità e sulla reale difficoltà che i disabili hanno a vivere una vita dignitosa, va sottolineato che per responsabilità della società civile e per la totale disattenzione da parte dei cittadini ai loro problemi, i disabili spesso poco rispettati e malamente sopportati, hanno pieno diritto di rivendicare rispetto per la loro dignità e maggiore attenzione per la loro condizione. Detto questo, trovo eccessivo e carico di significato conflittuale il tono risentito ed a tratti anche cattivo dell’autore dell’articolo che “non accettandosi” come dovrebbe, attribuisce anche a coloro che leggono e che innocentemente si avvicinano all’articolo ed evidentemente al problema, comportamenti e forme mentali distorti nei confronti della disabilità che non possono e non devono trovare riscontro tra persone civili e sinceramente convinte del valore della dignità dell’uomo abile o disabile che sia. Personalmente dopo una straordinaria e difficile esperienza vissuta come volontaria in una comunità di disabili, me ne guarderei bene dal ritenere avventurosamente che si possa avere paura di persone che, pur mancanti e carenti in certe parti del loro corpo, brillano per intelligenza, per sensibilità e per la forza della loro razionalità.
Una piccola nota destinata al signore “delle fragili cose”.
La seguo sin dalla costituzione del suo blog e sin dal suo primo articolo. Il suo blog si è sempre caratterizzato per la sua specificità, per il suo pungente tratto ironico ma anche per i qualificanti ed interessanti contenuti che evidenziano la sua versatilità culturale e la sua competenza scientifica. Le do atto che con la creazione di MC Lei ha dato impulso ad un dibattito franco, costruttivo, quasi sempre libero ma a tratti…non so come dire…”costretto” e limitato da opinioni e da punti di vista che sembrano andare in una stessa direzione. Ne è esempio di ciò il pressochè unanime consenso e plauso che Lei ha intorno ogni volta che sostiene certe tesi o porta avanti determinati discorsi. Difficile trovare una fuori dal coro. E se la cosa non La disturba, vorrei poter esprimere il mio risentimento nei suoi confronti quando si erge a censore davanti al tono del tutto corretto di Orsenigo che è stato rispettoso delle opinioni dell’autore dell’articolo e di cui io non sono avvocatessa difensore. Credo che il modo più significativo, ed il più rispettoso delle altrui opinioni e dignità, sia quello di esprimere civilmente le proprie idee seppur contrastanti, seppur conflittuali, in un confronto leale, senza pregiudizi e senza far differenza tra abili e disabili, tra intelligenti e non, tra compatibili ed incompatibili, perchè la diversità in quanto specificità è quel che rende ciascuno di noi unico e non riproducibile.
Gentile DFC, non La ringrazio per una risposta che non Le chiedo.

[Rispondi a questo commento]

Caro Francesco Orsenigo la mia si chiama provocazione e come vedi funziona!
Se non sai riconoscere il sarcasmo dalla rabbia, che non uso, non so cosa farti, sarcasmo deriva dal greco sarcasmos che deriva da sarkazein ovvero “lacerare le carni”, io lo uso misto a parole taglienti come lame per far parlare della disabilità perché è l’unico mezzo che funziona!
In questo paese non si possono fare battute sui disabili, ma sarò libero di scherzare sulla mia condizione o no?
Le sai riconoscere le battute comiche dalle cose serie?
Sarai anche figlio di un disabile ma non puoi sapere cosa pensa un disabile.
Non devi prenderla sul personale perché io mica me la sono presa con te e poi mica fai parte della IAAF? Se li ho offesi che mi facciano causa..
Bello mio se ha troppo vantaggio con le protesi di carbonio trovino un altro materiale meno elastico invece di dire no e basta.
Poi se ha tanto vantaggio perché gli altri corridori non si tagliano le gambe e corrono con le protesi?
Ho accostato il problema al nazismo perché ogni volta si parla solo dello sterminio degli Ebrei, ma dello sterminio dei disabili, degli zingari e degli omosessuali non ne parla nessuno!

X esse.comesono
Che non mi accetto per come dovrei è una tua opinione che non rispecchia la realtà.
Sarai anche stata volontaria in una comunità di disabili, ma penso che non hai capito molto del nostro mondo come tanti assistenti sociali.
Tu dici che io accuso la gente, io intendevo alcuni e non tutti, di avere comportamenti e forme mentali distorte nei confronti della disabilità, ma la realtà è che c’è molta ignoranza sulla disabilità ad esempio a pochissimi in Italia viene in mente che un disabile abbia bisogno di una donna.
Uno dei pochi che aveva capito il mio mondo era Fabrizio de André, dal quale prende spunto la mia presunta “cattiveria” che mi accusate di avere.

“Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente, o la curiosità di una ragazza irriverente che si avvicina solo per un suo dubbio impertinente: vuole scoprir se è vero
quanto si dice intorno ai nani, che siano i più forniti della virtù meno apparente, fra tutte le virtù la più indecente.”

I disabili spesso tra di loro sono molto cattivi e si scambiano delle battute che possono sembrare ciniche agli occhi di chi guarda!
Se non credi si possa aver paura di un disabile, non penso che tu ne abbia eh, prendi una sedia a rotelle e vai in giro facendo finta di essere disabile e poi mi racconti!
L’unica che ha capito la frase: “Per una volta ammettete che avete paura che un disabile possa essere più intelligente o possa addirittura battervi in un qualsiasi sport.” è stata Sara
“è fondamentale per capire che a volte si può aver paura della diversità, ma è solo confrontandosi con essa che si può avanzare.”

E soprattutto ridete di più e arrabbiatevi di meno, ah grazie per il processo che mi fate ogni volta :-)

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Quoto esse.comesono ed il suo impeccabile (anche dal punto di vista stilistico) commento. Quanto a Pistorius, espressi la mia opinione nei suoi confronti nel precedente articolo: Pistorius! Se leggi MC ti voglio dire una cosa: CORRI, Pistorius, sbattitene delle Olimpiadi! Vola, Pistorius, realizza il tuo sogno VERO!
Vorrei poi spezzare una lancia in favore di Francesco Orsenigo perché quando dice “ma stai male?” si tratta per me di un intercalare, un modo per dire “ma cosa stai dicendo?”
E’ vero che rivolgendosi a MC, Buscialacroce dovrebbe avere già in partenza un’idea che il suo “target” non sia quelli che definiscono il disabile “un impiccio della coscienza” ma d’altro canto mi sento di interpretare il “voi” dell’articolo in maniera un po’ più indiretta.
D’altro canto, Francesco, l’apoteosi finale (diciamo a partire dal nazismo fino al Ciao?) un po’ “ci sta bene” nel merito dell’articolo, un po’ è provocatoria. Dubito che l’autore volesse tacciare di nazismo l’IAAF o qualcuno dei lettori.
A me l’articolo è piaciuto, posta la mia posizione rispetto al caso Pistorius trovo che Buscialacroce scriva bene e peraltro fa bene a scrivere un disagio comune a molti “disabili”: e cioè l’astio per chi li tratta da diversi (e ce ne sono) con pietismo e indifferenza.
Come dicevo tempo fa, le cose stanno cambiando. In meglio. No, non mi riferisco alle “maratone organizzate” ovviamente ma alle persone che iniziano a mettere in mezzo polizia e avvocati invece di piegare la testa, persone che di fronte alla violazione dei propri diritti non rispondono più incazzandosi col proprio prossimo chiunque sia ma cercano di andare dritti dai responsbili.

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Oh, comunque @esse.comesono, un piccolo appunto.
Comandante Nebbia secondo me ha fatto bene a chiedere a Francesco di usare un po’ più di cortesia, a meno che io non confonda il compito dei commenti, che è quello di criticare l’articolo.

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@Orsenigo
Ognuno ha il diritto di dire ciò che pensa qui su MC. Considero mandatorio un certo tono di cortesia che favorisca la discussione costruttiva e non inneschi flames. Per le flames ci sono migliaia di siti disponibili in rete. Qui riposiamoci e ragioniamo. Essere figli di disabile non autorizza nessuno ad aggredire nessuno. Incidente chiuso per me.

@esse.comesono
Io, invece, La ringrazio per la costanza della Sua attenzione. Sulle questioni relative alla comunanza di visioni che caratterizza MC, visto che non chiede il mio punto di vista, non lo esprimerò dato che non amo imporre la mia presenza intellettuale.
La saluto con gratitudine.

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Francesco Orsenigo

Francesco Orsenigo’s avatar

@buscalacroce:
La tua provocazione funziona nel senso che stiamo tutti focalizzati sul tema in modo costruttivo o nel senso che sei riuscito a comunicare le tue idee in modo chiaro, comprensibile e accettabile a chi ti legge?

Quando le persone si arrabbiano, tirano su un muro e rifiutano sistematicamente tutto quello che dici loro.

“[...] io lo uso misto a parole taglienti come lame per far parlare della disabilità perché è l’unico mezzo che funziona!”

Trovo talmente tante cose sbagliate in questa frase che non sarei in grado di rispondere in modo appropriato.
Mi chiamo fuori dalla discussione perche’ non mi sento in grado di gestirla decentemente.
Mi scuso della scortesia.

[Rispondi a questo commento]

Francesco vuoi capire che non ce l’ho con te, ma solo con un certo tipo di persone e non capisco perché te la prendi tanto!
In televisione, sui giornali ci trattano solo con pietismo e questo non mi piace perché non parlano dei problemi reali.
Io passerò per stronzo è vero, ma qualcuno almeno legge e forse cercherà di cambiare!
Se vuoi mandami una mail e dimmi perché sbaglio, le critiche se costruttive vanno bene.

[Rispondi a questo commento]

Che ci sia del pietismo è vero, ma è un comportamento che si attua con chiunque sia in una qualche forma di difficoltà.
Chettedevodì, prendi qualsiasi campagna di sensibilizzazione per le sorti dell’africa: c’è sempre una carrellata di bambni con le mosche in bocca che se fossi io quel bambino di certo non mi farebbe piacere essere testimonial di un messaggio posto in quei termini. Preferisco di gran lunga un “viva l’afrìca” (tonica sulla “i” con una scorzetta di limone) di covatta.
Però potrebbero far correre pistorius alle olimpiadi se accetta di farlo con una musichina triste di sottofondo.

Per quanto riguarda l’andare in giro in carrozzella non è cosa. Faccio fatica a svitare un barattolo, figurati a spingermi tra marciapiedi insormontabili, scivoli con l’auto blu del ministro delle infrastrutture parcheggiata sopra, traffico incazzato e progetti di un urbanista pazzo.
Così come verrei travolto da un autobus se volessi andare in giro ad occhi chiusi cercando di orientarmi con un bastone.

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può essere che il vantaggio di Pistorius stia nel non sentire l’affaticamento ai polpacci che invece hanno gli altri corridori durante l’enorme sforzo fisico della gara?
può essere che il vantaggio stia nel fatto di “non avere il peso dei polpacci” da dover trascinare? (sì ok, mi direte che gli mancano però i polpacci per aiutarsi a spingere in avanti)

faccio queste domande per assoluta curiosità, non per provocare.

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Kpl nulla di tutto ciò dicono che le protesi sono più elastiche delle gambe di carne, ossa e tendini perde in curva e guadagna in rettilineo e al golden gala è arrivato 3° nei 200, credo, quindi tutto sto vantaggio non ce l’ha!

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ehm… ma al di là delle questioni meccaniche e dinamiche, io volevo sapere se se è mai parlato di un vantaggio biologico!
Cioè, Pistorius vero che ha due gambe in meno su cui poter contare, ma ha anche due gambe in meno che si affaticano!

è una caz***a quella che dico oppure qualcuno della IAAF ci ha già pensato prima di me??
non sono mica scemi quelli lì!

e poi scusate, ma pensate un po’ come si devono sentire i concorrenti normodotati di Pistorius in caso di sconfitta…
c’è anche un po’ di politica nella scelta di non farlo gareggiare. IMHO.
parola di incompentente.

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Da quanto ho letto è solo un problema di elasticità del carbonio tutto qui!
All’inizio alcuni facevano storie anche per gli atleti disabili che partecipavano alle gare di tiro con l’arco o con la pistola con i normodotati, dicendo che da seduti fosse più facile, ma non era affatto così.
Pistorius vorrebbe solo correre poi se perde sono affari suoi è un rischio che avrà calcolato, come a dire non importa se ce le piglio basta che meno!
Vedi kpl dici una cosa giusta “ma pensate un po’ come si devono sentire i concorrenti normodotati di Pistorius in caso di sconfitta…”
Si devono comportare come si comportano con tutti i corridori, non è una sfida disabile normodotati ma atleta-atleta.
Metti caso che giochi a scacchi, a carte, con i videogiochi con me, tu mi fai vincere solo perché sono disabile? hai paura di battermi?
Se sono più bravo di te mi fa piacere vincere, ma se sei più bravo tu devi vincere tu non pensando alle conseguenze, al massimo mi arrabbio e ti dico qualche vaffa come farebbe chiunque.
Prendi Alex Zanardi secondo te in gara gli altri piloti lo trattano meglio solo perché non ha le gambe?
A quelli della BMW a detto: “Vi ci voleva l’handicappato per vincere” :-)
Vincere per il pietismo è brutto ti ricordi quando Armstrong fece vincere Pantani sul mont Ventoux e Pantani si arrabbio come una bestia?
Ecco se fai vincere un disabile perché ti fa pena o provi pietà succede la stessa cosa.
Bisogna vedere al di là della disabilità, come fanno i bambini, ti chiamano signore e già è un buon inizio, ma poi arrivano i grandi e gli dicono non disturbare il signore che è malato.
Tu hai la stessa curiosità di un bambino e questa è una cosa buona.
Le cose basta chiederle con civiltà poi anch’io mi posso sbagliare, come nessuno non posseggo la verità assoluta!

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ma giocare a scacchi e guidare un’auto non è come correre!
le gare dei 100m e 200m sono le più fisiche in assoluto (sono un runner principiante e ho da poco imparato che per fare grandi prestazioni velocistiche devi allenare ogni singolo muscolo del tuo corpo!) e i partecipanti non si allenano tutto l’anno solo per divertimento!

sicuramente Pistorius perderebbe contro un Tyson Gay, ma vogliamo parlare del quarto classificato che poteva arrivare terzo (cioè a medaglia) se non ci fosse stato uno che non è “dotato” come tutti gli altri?
è come assistere ad un incontro di boxe tra un pesopiuma normodotato e un peso massimo con le gambe in composito… secondo voi chi vince?
negli sport “muscolari” (escludendo quindi il tiro con l’arco o il tiro a volo) secondo la mia modesta opinione dovrebbero partire tutti ad armi pari.
se Pistorius vuole comunque gareggiare con i normodotati lo faccia pure, ma secondo me dovrebbe farlo solo durante le numerose esibizioni di atletica, non in gara. questo per rispetto di chi l’atletica la fa per professione, allenandosi con sacrificio (come fa Pistorius) - per ottenere gloria e denaro (Pistorius ha detto di volere solo la gloria) - e con dolore… anche ai polpacci che Pistorius non ha.

se nel parco dove abitualmente vado a correre dovessi incontrare un Pistorius qualunque (e sicuramente mi darebbe una sonora lezione visto il mio livello :D ), sarei davvero contento per lui; ma se me lo dovessi trovare in una gara olimpica di sicuro manderei a stendere la IAAF… (e se fosse Powell o Gay a farlo non sarebbe una bella cosa!)

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Mi piace questo post, grande chi l’ha scritto e GRANDE Pistorius!
C’è gente idiota al mondo ragazzi, gente che riesce ad essere invidiosa anche di chi non ha le gambe…Ma non ve la dovete prendere e sapete perchè?Perchè vedono in lui la forza che loro non hanno…Perchè non si è mai arreso.
Io non sono disabile ma mi è capitato di essere invidiata in situazioni spiacevoli e sapete cosa mi sono detta? MEGLIO ESSERE INVIDIATI CHE COMPATITI!!!Tanto meglio…Un grande abbraccio senza compatimento(nel suo significato italietto), con patos (nel suo significato originario) e con tanta stima.

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per kpl: non ti rendi conto davvero di quello che dici, non hai un minimo di sensibilità…Lui non ha dolore nei polpacci ma riesce a darsi la spinta con quel pezzo di carne che gli è rimasto…Io al tuo posto invece mi sentirei onorata di gareggiare contro un avversario così e se dovessi perdere con lui la prenderei sportivamente e gli chiederei di insegnarmi a vivere.
IMPARA A VIVERE!

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@EmmeIan
Sei libera di esprimere quello che pensi, come è libero di farlo kpl. Che mi sembra abbia espresso i suoi dubbi in modo non offensivo per nessuno.
“Impara a vivere” invece è una affermazione assolutamente inaccetabile e fuori luogo.

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EmmeIan.. che ne sai tu di quanta sensibilità ho io??
E comunque non si sembra di aver negato a Pistorius l’onore di essere ad altissimi livelli nonostante il suo handicap!
Ho solo espresso dei dubbi, credo (anzi, spero) costruttivamente.

Ho anche aggiunto che provo grande ammirazione per lui, e se un giorno (e qui ci vuole un gesto apotropaico) dovessi perdere anche io le gambe, di sicuro avrei il suo esempio come punto di riferimento.
E non nascondo di averlo già adesso, con tutti gli arti funzionanti.

Quello che sto chiedendo a tutti è se è giusto per un atleta professionista gareggiare con un handicappato.
Sei percaso convinto che alla IAAF siano tutti dei cinici insensibili? E’ una decisione molto difficile da prendere, e ripeto che potrebbe esserci anche una motivazione “politica” al fatto che Pistorius sia stato escluso dalle competizioni ufficiali.
Politica, non pietà.

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