Con i Punti della Mira Lanza
28 ottobre, 2007 di Laura Costantini
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Se non avete piu’ di 35 anni, sara’ difficile che capiate il titolo, quindi vado a spiegare:
la gloriosa MiraLanza era una fabbrica di saponi e detersivi che aveva sede in Roma, quartiere Ostiense, all’ombra del Gazometro tanto amato da Ferzan Ozpetek. Produceva sapone da bucato, sia solido che in polvere. Quello in polvere andava bene per lavare a mano o in lavatrice. Quello per la lavatrice era contenuto in un fustino di cartone di forma cilindrica (da cui il termine fustino, appunto). Alle massaie che lo compravano la MiraLanza regalava delle figurine con dei punti da raccogliere per poi ottenere un regalo. Le figurine erano molto belle e per i bambini di allora (me compresa) era una festa infilare la mano nella polvere bianca di detersivo e cercare con le dita il cartoncino duro della figurina per poi pescarla fuori, impolverata e profumata di detersivo. Quei punti furono cosi’ innovativi e famosi che ancora oggi a Roma e’ invalsa l’abitudine di chiedere all’automobilista indisciplinato: ma la patente l’hai presa coi punti della Mira Lanza?

E qui, finalmente, veniamo a noi e al tema che vorrei trattare: i titoli di studio e, nello specifico, le lauree. Non frequento più l’università praticamente dal giorno in cui discussi la mia tesi su Giuseppe Rovani, giornalista e scrittore (110 e lode con bacio accademico, tanto per dire) e quindi questa cosa dei crediti universitari l’ho scoperta sentendo parlare un giovane collega che ha preso la Laurea breve in Storia dell’Arte. Senza nulla togliere a lui (che so studente serio e coscienzioso) e a tutti quelli come lui, a me ’sta storia a) delle lauree brevi (?!), b) dei crediti (?!?), c) dei tutor (!!!!!) mi rimanda automaticamente ai famosi punti della MiraLanza e, a quanto pare, non sono l’unica a pensarlo. Andiamo per ordine.
Il Ministro Fioroni si e’ improvvisamente accorto che la scuola cosi’ com’è fa pena ed ha riscoperto (o munifico mecenate delle scienze e delle lettere) il valore di cosette come la sintassi e le tabelline, lanciando un allarmato contrordine compagni! all’indirizzo delle fantasmatiche innovazioni della Moratti e delle due tre I (Idiozia, Incompetenza, Incapacità, se non ricordo male).

Il TG1 ha scoperto che esiste un fiorente mercato dei punti della MiraLanza… pardon, dei crediti, in base al quale gente senza altra qualifica che un’assunzione presso una pubblica amministrazione può comprare una laurea senza altra fatica che mettere mano al portafogli. Lo sapevano già tutti, dite? Embé? Il TG1 e il ministro Fioroni no, non lo sapevano ancora.
Proliferano, soprattutto dopo l’elevazione agli altari della cultura dell’ambigua figura del tutor, associazioni (a delinquere?) tipo Cepu, Universitalia, Incampus che prendono (a carissimo prezzo) in carico lo studente reso incapace da anni di scuola, lo mettono a studiare sui Bignami (immagino esistano ancora, no?) poi lo spediscono davanti ad una commissione d’esame che, esaminata l’iscrizione all’associazione di cui sopra e verificato il relativo bonifico, concede magnanima il voto (o i crediti o quello che è) per andare oltre nel perseguimento di una laurea da (si spera) mettere in cornice. Ora, che a fare la pubblicità del Cepu si prestino menti eccellenti come Bobo Vieri o altri calciatori, può essere perfino giusto (sono loro il target, ragazzoni palestrati e poco propensi alla frequentazione della pagina scritta). Ma che io debba vedere il mio vecchio amico Vittorio Sgarbi dichiarare che il tutor di Incampus ti darà gli strumenti per “capire la vita”… e’ veramente troppo. Ma che e’ successo ai ragazzi? Perché non riescono più a sudare sui libri? Perchè perseguono il “tutto e subito” come se fosse un loro diritto?
Dall’alto dei miei venti esami con la media del trenta (su trenta, sia chiaro) e dichiarando orgogliosamente anche gli anni fuori corso dovuti allo sforzo di immettermi, anche, nel mondo del lavoro, rivendico l’orgoglio di tutti coloro che la laurea NON l’hanno presa con i punti della Mira Lanza!
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Bell’articolo, grazie. Un altro grazie a chi mi spiega come funzia l’università ieri, oggi e domani, anche nei commenti.
Un salutone a tutti
Sull’annuncio del Cepu c’era Del Piero una volta, ci vanno solo i calciatori li?
Un piccolo appunto: Attorno al “gazomentro” e molto prima c’erano i ragazzi di vita di PPP
Me li ricordo i punti Miralanza. Mi ricordo, anche se ero molto piccolo, che li spedii e mi arrivò anche il regalo. Stranamente non era quello che avevo scelto ma un semplice pezzo di carta che mia madre diceva essere una “CINQUEMILALIRE” con cui potevo comprare un regalo ancora più bello. Ci rimasi molto male, ricordo. Allora la mia capacità di leggere era agli inizi e non ero ancora entrato a scuola. Per me su quel pezzo di carta c’era scritto CINOVEMILA , era carta straccia e non valeva niente. Lo diedi a mia madre.
Ma, adesso che ci penso, forse quei punti non sono mai partiti, o il regalo non è mai arrivato e quei soldi volevano dire solo che i miei si erano rotti di sentirmi ripetere “ma quando arriva, ma quando arriva”.
Mira, mira l’olandesina. Mira-Lanza ti è vicina.
Credo che l’articolo sia un po’ esagerato. Primo perchè dimostra che la brava autrice non ha capito davvero tanto della riforma universitaria. Secondo perchè non pone adeguatamente l’attenzione sul vero cancro dell’università italiana: la mancanza degli investimenti. Per quei pochi soldi che gli atenei ricevono, riescono – sono riusciti negli anni – a fare miracoli da non poco, persino nel campo della ricerca. Cepu et al. sono soltanto fenomeni tangenti, che non intaccano minimamente la qualità di studenti (sani) e docenti (bravi). Semmai, i problemi sono alcuni fenomeni di malcostume visti la scorsa estate, quelli si che sono cancri.
Ad ogni modo, e ti parlo da laureando di laurea specialistica in lingue e letterature straniere ( e con la tua stessa media voto, più o meno), ti dico che non credo di saperne meno di un mio collega laureatosi vent’anni fa. Anzi, ti dirò di più, che la mia esperienza di laurea triennale+laurea specialistica mi ha formato in un modo che io ritengo di alto livello, a livello di teoria e alivello di prassi.
Ma l’Italia, a volte, ha troppa paura ed è restia ad accettare cambiamenti strutturali come la riforma, ed anzichè cercare di migliorarli tende a screditarli. Ma la paura del nuovo è un altro discorso.
per andare oltre nel perseguimento di una laurea da (si spera) mettere in cornice.
“si spera”…da mettere in cornice e “non utilizzare”..
Ma a me sorge il dubbio che i medici che “non curano”, gli anestesisti che “uccidono”, i magistrati che “liberano” etc.etc. abbiano studiato con Cepu…
O forse è meglio sperare che sia così?
:)
Perchè se così non fosse, gli “altri” tanti incompetenti..La laurea come l’hanno presa?
Luna
@ Luna: Dato che sono in Messico, mi ritrovo circondato di un casino di ingenieri che hanno anche svariati “master”, i quali non capiscono nulla (per non dire altro), la mia donna a preso una laurea in Business International dove una materia era disegnare siti web in HTML e Flash (Macromedia)
, l’anno scorso li hanno dato il diploma (laurea), come dici te, da incorniciare, perché lei non ha capito un cavolo, ma ha una laurea che li permette di avere un posto di lavoro.
Quanti ce ne sono in giro per il mondo in queste condizioni?
Prima di tutto voglio dire che di anni ne ho 24 e i punti della mira lanza me li ricordo lo stesso (grazie mamma)
Poi, rivendico con te l’orgoglio di quelli che non vogliono “tutto e subito”, che, per tenere una media alta e un portafogli rimpinguato, non esitano a finire fuori corso.
Come tu stessa dici, il target di questi soggetti “preparatori” è quello che è. Fidati, non perché ne sia certo ma perché ne sono convinto, che le università serie (e sono tante, nonostante tutto) non si faranno minimamente tangere dai vari cepu, al limite si attiverà un meccanismo di “concorrenza” che potrebbe alzare il livello dell’offerta universitaria.
Voglio dire, uno è liberissimo di spendere le sue migliaia di euro come gli pare, sarà lo stesso “mercato” a non remunerarlo come uno che si è fatto – scusate – il culo sui libri. Qualche figlio di papà sicuramente sarà sistemato, ma non credo si corra il rischio di vederlo a presidente della repubblica (non ancora, almeno).
Tutto questo si può sintetizzare con: “vai al cepu? e mo’ so cazzi tua”
@Luna: sul tuo dubbio circa medici, anestesisti e magistrati ho un solo commento:
no comment
Non penso sia così giusto essere così drastici a riguardo. Come dici tu stessa, la serietà e la coscienziosità esulano da un trenta e lode con bacio accademico e relativa istituzione di festa nazionale per tanta brillante carriera universitaria. Per esempio un premio nobel (oltretutto uno che ha scoperto l’acido desossiribonucleico, mica l’acido citrico) ha dimostrato che persino un premio svedese non apporta questo gran che se non lo si ha di proprio. Eppure penso che il vecchio Watson non abbia mai usato Mira Lanza.
Riguardo la laurea a punti posso dire che si, è abbastanza improponibile. Il più delle volte i programmi delle varie facoltà lievitano fino a raggiungere un numero di esami che solo asceti d’altre ere riuscirebbero a dare rientrando nei tempi canonici (sono asceti, hanno i tempi canonici). Oppure volendo essere più coerenti devo dire che c’è bisogno di uno spirito di abnegazione che io non posseggo e di altrettanta intelligenza che nemmanco posseggo. E non ho nemmeno mai picchettato qualche ministero per laurearmi in tempo! A volte sono davvero poco filantropico…
Oltretutto posso assicurare chiunque che gli stessi docenti non ci abbiano ancora capito molto riguardo i crediti. Il che concorre a crare non poche disfunzioni e perdite di tempo. Bisogna essere svegli per orientarsi a colpo sicuro tra queste cose, specie in una facoltà di lettere. Specie nella facoltà di lettere della Sapienza. Ed io non sono sveglio, quindi non mi oriento e perdo tempo.
A detta di questo sembrerebbe che chi ha determinate capacità sia ancora oggi favorito nel laurearsi in tempi accettabili e che non sia proprio una raccolta punti come nella tua visione. Io queste capacità non le ho e mi laureerò in storia quando ormai la mia figura professionale verrà sostituita da più pratiche macchine del tempo (e si potrà prevedere pioggia e sole con un’efficienza impressionante).
Insomma, il 30 e lode non è sempre sintomo di maestosa intelligenza, ci sono molte strade per arrivare ad incorniciare un diploma di laurea degno di ritratto. Così anche lo studio “matto e disperatissimo”, non è detto che vada necessariamente oltre una media alta e porti ad acquisire una certa professionalità.
Potrei concludere dicendo: pensiamo più alle persone e meno ai titoli.
Certo, io l’anno prossimo sarò fuori corso, in tutto questo tempo non mi sono introdotto da nessuna parte, sono troppo pigro per mettermi al primo banco durante i corsi e non cicapiscounacca di niente, ma questo non fatelo pesare in quello che ho appena detto…
Forse scopro questo articolo (ed i punti di Mira Lanza) un po’ in ritardo… e lo trovo ancora attuale…
Cara Laur(e)a, probabilmente hai ragione: e’ una truffa… ai danni degli STUDENTI… non di chi una laura gia’ ce l’ha (oh, credo di aver dimenticato una “e”, che sbadato).
Perdonami il tono un po’ piccato, se puoi… e’ che tocchi un tasto dolente… magari l’avessi saputa prima questa storia dei $oldi, dei dipendenti pubblici e del tutto e $ubito..!
Visto che appendere un titolo sulla targhetta di casa va’ cosi’ di moda… e’ come frequentare le Eccellenze, avere due macchine sportive in garage, il babbo che paga i conti delle multe, delle notti brave e dell’universita’…
Manca qualcosa? Non certo la voglia di studiare e capire… manca un’alternativa in un sistema giuridico che, a parer mio, ha legalizzato le raccomandazioni “PER TITOLI ED ESAMI” ed eliminato della piu’ democratica dicitura “o cultura equivalente”.
Se sono tanto bravi, tutti ’sti dottori, com’e’ che quando insegnano all’Universita’ i loro studenti non capiscono una mazza? Sono diventati tutti dei deficenti scapestrati ’sti ragazzi?
Mandiamoli tutti a fare i calciatori!!! (in ;A)
Vogliamo ripartire tutti da zero e vedere quanto valgono le laure(e) di ieri e di oggi?
Mia nonna gia’ dice che l’unica differenza tra gli analfabeti di oggi e quelli di ieri e’ che quelli di oggi hanno la laurea… ma per fortuna lei non conta: nemmeno lei e’ laureata..!
P.S.: Non te la prendere troppo per quel bacio accademico…