Commissariare l’Italia: Voglio i Colonnelli!

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Commissariare l’Italia: Voglio i Colonnelli!" è stato scritto da dellefragilicose

La democrazia è un lusso. Un lusso che si guadagna con la ricchezza economica, quella culturale e la consapevolezza politica. La democrazia da hard discount, a prezzi stracciati, nella quale viviamo noi è una presa per il culo colossale come chiamare “mozzarella” un impasto informe prodotto in Germania da latte di animali imprecisati che diventa blu subito dopo che l’hai comprata.
Queste idee non ci sono venute in mente adesso. Che la “democrazia” in oro placcato nella quale ci facciamo coccolare fosse un fallimento l’abbiamo scritto in tempi ampiamente precedenti alla crisi e l’abbiamo ribadito anche recentemente, quando abbiamo auspicato una soluzione Zeta per l’Italia (il noi non è un plurale maiestatis, è solo la conseguenza derivante dallo scrivere sotto l’azione di differenti personalità).

Lo spunto per ribadire questi concetti arriva dalla discussione sviluppatasi sullo scritto di Eduardo Quercia dove si metteva in evidenza l’inefficienza civile del Sud del nostro paese nell’individuare una classe politica degna di questo nome. Al che, mi cito, io ribadivo:

non si può mettere sullo stesso piano l’alfabetizzazione politica e culturale di un medio cittadino delle antiche democrazie nord europee con quella di un medio cittadino campano, siciliano, calabrese o pugliese (lascio fuori i lucani di cui rispetto l’antica cultura montanara e contadina solo disgraziatamente collocata così maldestramente al sud, nemmeno nei laboratori celesti si fa tutto a perfezione).

Casal di Principe, Scampia, Salerno, Pozzuoli (solo per rimanere a casa mia, ma Bari, Palermo, Crotone ecc. non pensino di essersela cavata) non sono nelle condizioni sociali, culturali e economiche di definire autonomamente una direzione politica seria. Diciamola per una volta apertamente e senza mezzi termini. E’ mia intenzione scrivere una breve nota su un paio di casi puntuali che dimostrano come un commissariamento fatto per bene risolva i problemi, senza stare a farsi domande sui massimi sistemi. Mentre, infatti, ci si interroga sulla liceità di certe ipotesi intellettuali, i bambini crescono e si formano in un ambiente che ne fa delle persone minorate nelle prospettive e nelle capacità di comprensione.

Dire che parte di questo paese, il Sud nello specifico, sia incapace di avere una rappresentanza democratica è un atto di onestà intellettuale al quale non intendo sfuggire. E lo faccio da uomo del Sud, senza timore di essere tacciato di razzismo. Qui non è in gioco il mio nome (falsissimo), ma il futuro di bambini privati dell’opportunità di dare a sé stessi e al mondo, tutto quello che possono donare.

Intendiamoci, non è che nel resto del paese la situazione sia sostanzialmente migliore, la mia opinione è che l’Italia sia una vergogna tra le “democrazie” occidentali da Lampedusa a Campione, ma non è che allargando la macchia di merda si riesca a risolvere meglio il problema.
La supina accettazione dell’ingiustizia, la rassegnazione alla convivenza con il crimine organizzato la pretesa di vivere di assistenza pubblica (ricordate le prove per essere assunti in regione Sicilia?)  che c’è nel Sud del nostro paese è più merda della merda del resto e meriterebbe una trattazione immediata e radicale.

A conforto di questa mia opinione vi cito due esempi. Le ASL di Napoli e Salerno sono state affidate recentemente al commissariamento di due ufficiali dei carabinieri. Il Generale Maurizio Scoppa a Napoli e il Colonnello Maurizio Bortoletti a Salerno. A Napoli Scoppa è già sotto tiro per aver abolito incarichi e poltrone da lui valutati inutili. In questo caso, sindacati, dirigenti e politica si sono trovati tutti improvvisamente d’accordo per dichiarare guerra a Scoppa ed isolarlo nei confronti dell’amministrazione e dell’opinione pubblica.
A Salerno, il colonnello Maurizio Bortoletti si è mosso con maggiore visione strategica. Lasciando, almeno per ora, stare i santi e le loro poltrone si è concentrato sui fanti della spesa. Qualche numero.

  • L’ASL di Salerno ha oltre 9000 dipendenti.
  • L’ASL di Salerno ha un fatturato annuo di 1,6 miliardi e una perdita netta iscritta a bilancio di 1,7 miliardi  (3400 miliardi delle vecchie lire).
  • L’ASL accumulava un debito di oltre 700.000 euro al giorno. 260 milioni all’anno.

Bortoletti prende la guida dell’ASL meno di 12 mesi fa e inizia a pagare i fornitori, si porta in leggero attivo sui finanziamenti e riduce la spesa del 90% (novanta per cento). Come? Semplicemente stabilendo qualche regola, rendendo pubblici gli atti (che prima lo erano solo formalmente) e mettendo in competizione reale i fornitori. Ascoltate questi cinque minuti di intervista dal programma “24 mattino” di Radio 24. Cinque minuti per capire come ci stanno prendendo per il culo con la cazzata della democrazia e perché sarebbe necessario da domattina sospendere i diritti civili sul Sud dell’Italia e commissariarla sine die.

Premere sul triangolino per ascoltare

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Dove la politica non arriva, ci pensano i tecnici. Ma cosa succede quando anche i tecnici iniziano a cincischiare, a promettere e non mantenere, a tirare il sasso e nascondere la mano? Allora arrivano i generali e i colonnelli dei carabinieri.

Io non ho bisogno di democrazia in oro puro a 8 carati. Ho bisogno di riduzioni di spesa del 90% che si trasformano in servizi, tagli di tasse, investimenti, cibo, vestiti e futuro. Proviamo i colonnelli al Sud e poi, se funzionano, in tutto il paese. Poi, tra vent’anni o anche trenta, se si svilupperà la sufficiente coscienza politica, i colonnelli scompariranno cancellati dalla storia. Sì, magari non vorranno andare via e toccherà cacciarli, ma sono sicuro che a quel tempo sarà ricominciato a scorrere sangue nelle vene di tutti e non chinotto.

Se servirà saremo in grado di tagliargli la gola e seppellirli, senza fare “mi piace” su facebook o mettere petizioni su firmiamo.it. Così, con un coltello senza seghetto, come si fa da millenni e come, purtroppo, ora non sappiamo più fare.

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Avrei voluto essere Rocco Siffredi. Mi consolo scrivendo cazzate.

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