Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Come ti Riciclo il Farmaco Sporco – Il Ritorno del Talidomide" è stato scritto da Lameduck .
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Negli anni ‘50 fu realizzato e immesso sul mercato quello che sembrava il farmaco ideale, il Contergan© (o Distaval©, tra i molti nomi commerciali che assumeva).
Era un sedativo meraviglioso ma privo dei pericolosi effetti collaterali dei barbiturici. Ne potevi prendere un’intera confezione e non rischiavi la morte per overdose. Era talmente blando che veniva consigliato alle donne in gravidanza alle quali per giunta era in grado di togliere la nausea mattutina. Il nome molecolare della mirabolante sostanza era imide dell’acido n-ftalil-glutammico, ovvero talidomide.
La ditta tedesca produttrice del farmaco, la Chemie Grunenthal, investì in una campagna di marketing senza precedenti che, attraverso inserzioni su riviste mediche e informazione diretta e martellante ai medici fece entrare il talidomide praticamente in ogni casa, tra l’altro in alcuni land tedeschi senza l’obbligo di prescrizione medica. Una specie di innocua aspirina da somministrare a tutti, e da consumarsi come le caramelle. Una panacea di tutti i mali da dare anche ai bambini, come recita questa pubblicità dell’epoca: “La vita del tuo bambino può dipendere dalla sicurezza del Distaval”.
Dopo qualche anno tuttavia cominciarono a comparire casi di neurite multipla che sembravano collegarsi all’uso del Contergan©. Alcuni pazienti che lo assumevano regolarmente lamentavano formicolii agli arti e vere e proprie sindromi neurologiche.
Il cammino trionfale del talidomide però proseguì, tanto da regalare alla CG utili di milioni e milioni di marchi.
Il talidomide dalle uova d’oro fu mescolato ad altri principi attivi e rientrò in decine e decine di prodotti farmaceutici destinati anche a curare il banale raffreddore.
I farmaci contenenti talidomide a quell’epoca venivano venduti in undici paesi europei e in molte altre parti del mondo. In Italia era presente sul mercato con ben una decina di nomi diversi.
Negli Stati Uniti però non passò le forche caudine della FDA a causa, o per meglio dire grazie alla caparbietà di una ricercatrice, Frances K.O. Kelsey che rigettò per ben due volte la domanda di ammissione del talidomide negli Stati Uniti, non persuasa della bontà della sperimentazione effettuata sul farmaco e preoccupata per gli effetti collaterali neurologici e i possibili effetti teratogeni, ossia la possibilità di causare malformazioni congenite nel feto.
Anche in Turchia un eminente ricercatore fu in grado di scoprire gli effetti teratogeni del talidomide semplicemente cambiando la razza di animale sul quale testarlo.
Nel 1956 un ginecologo australiano osservò un aumento dei casi, normalmente rarissimi, 1 su 4 milioni, di focomelia (malformazione congenita agli arti) nei neonati, e per primo collegò i danni fetali all’uso del Contergan© in gravidanza.
Nel 1961 il dottor Widukind Lenz denunciò ad un congresso di pediatria i gravissimi effetti collaterali del talidomide e ne chiese il ritiro dal mercato. Poco tempo dopo fu definitivamente dimostrata la responsabilità del farmaco per le gravissime malformazioni su almeno 10.000 bambini nati nel periodo del suo massimo utilizzo.
La casa farmaceutica inizialmente reagì con la negazione degli effetti collaterali e tentò anche di intimidire con pesanti minacce di morte i medici che avevano denunciato pubblicamente la nocività del talidomide.
Il talidomide fu infine ritirato dal mercato e quel nome rimase legato per sempre alle immagini impressionanti che comparivano sulla stampa di allora di bambini con le braccine attaccate direttamente alle spalle o con pinne al posto delle gambe.
Il processo tenutosi in Germania nel 1967 condannò la Chemie Grunenthal a risarcire le vittime del talidomide con milioni di marchi. I paesi colpiti crearono strutture adeguate al sostegno alle famiglie con figli focomelici.
E in Italia? Ufficialmente i nati deformi a causa del talidomide riconosciuti allora furono appena una ventina, ma a distanza di quasi cinquant’anni, una recente proposta di legge per l’assegnazione di un vitalizio alle vittime parla di circa 120-150 persone ancora in vita. Ricordate il fenomeno dei “pittori con la bocca e con il piede”, dalla cui associazione ogni anno ricevevamo i biglietti d’auguri natalizi da acquistare a fronte di un’offerta? Fra loro molti erano figli del talidomide.
Si deve aggiungere che il talidomide fu ritirato dal mercato italiano nel 1962, con un anno di ritardo rispetto agli altri paesi e che sul caso, nonostante le relazioni mediche congressuali che riferivano l’aumento preoccupante di casi di focomelia, vi furono molte reticenze dei governi di allora a fornire dati precisi sul numero effettivo di vittime.
Private di ogni sostegno morale, medico ed economico, le famiglie spesso finivano per nascondere i loro figli sfortunati e vergognarsene. L’unica assistenza che lo Stato italiano ha finora concesso alle vittime del talidomide è stata l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, riconosciuta tardivamente grazie all’articolo 3 del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27.
Questa la storia di cinquant’anni fa. Il farmaco che genera mostri viene accantonato e dimenticato.
Poi, come sempre più spesso accade, si pensa di riutilizzare il prodotto ritirato, magari riciclandolo come “farmaco orfano”, definizione che indica quei farmaci che sono utilizzati per patologie rarissime e quindi non hanno mercato, oppure sono stati ritirati per vari motivi, compresa la loro tossicità.
In molti paesi, se una molecola viene fatta rientrare nella categoria degli “orfani”, la casa produttrice può ottenere ingenti finanziamenti statali, esenzioni fiscali e innumerevoli altri benefici.
La scoperta, qualche anno fa, che il talidomide dà sollievo ai malati di lebbra provvede a sdoganare il killer di bambini una prima volta.
La seconda quando si comincia a parlare di Talidomide come farmaco anticancro per le sue proprietà angiostatiche (paradossalmente responsabili anche delle stesse malformazioni focomeliche) e viene lanciato nuovamente sul mercato dalla multinazionale Celgene con il nome di Thalomid© per il trattamento del mieloma multiplo.
Altri studi lo definiscono un farmaco ideale per alcune patologie legate all’AIDS.
Insomma, nonostante sul sito della Celgene vi siano avvertimenti sulla teratogenicità del farmaco (e vorrei vedere!) e raccomandazioni a caratteri cubitali sulle modalità d’uso si ha l’impressione che la gallina dalle uova d’oro abbia ricominciato a covare e che prima o poi ci vedremo riproporre il talidomide come panacea di tutti i mali. Come cinquant’anni fa.
La tragedia del Contergan© fu provocata dalla criminale leggerezza di coloro che non eseguirono test approfonditi sulla tossicità della sostanza e furono accecati dalla prospettiva di guadagni illimitati grazie al sedativo perfetto. Oggigiorno, quante garanzie abbiamo che quella lezione sia stata imparata? Che campagne ancora più massicce sui media non sarebbero capaci di far passare di nuovo come quasi innocuo qualunque farmaco, anche dal passato orrendo come il talidomide?
Siamo certi che dietro al riciclaggio di farmaci “sporchi” vi siano serie ricerche oppure solo manovre speculative e di marketing, come ho scritto nel mio ultimo post del caso del bupropione, antidepressivo fallito e dannoso riciclato come pillola contro il fumo?
Quei piccoli senza braccia e gambe non sono brutti incubi del passato, stanno lì a ricordarci che la medicina può trasformarsi in generatrice di mostri se si lascia incantare solo dal profitto.

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Lo so che sono brutto, ma fa lo stesso un saluto
@mentecritica su twitter.
Grazie!
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Da brivido.
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Pensare che la nostra salute è in mano a "certa" gente lascia davvero molto da pensare….
Brava, bisogna parlarne e far conoscere il più possibile queste cose, soprattutto se c'è il rischio che torni ad essere utilizzato.
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5 stelline!
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Ecco, questo articolo, Lameduck, mi piace molto.
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La nostra salute è in mano nostra.
Se prendiamo una aspirina va bene, ma quando si inizia a parlare di Ritalin o quant'altro bisogna tirar fuori le antenne e cercare, chiedere, informarsi…
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Il processo Grunenthal è un caso-scuola dei corsi di diritto penale comparato. Dubito che la molecola immessa sul mercato sia la medesima che componeva il Contergan. Voglio dire, se è la stessa prima o poi i nuovi produttori subiranno un processo simile – se gli va male. Qualsiasi consulente legale del cazzo lo potrebbe prevedere. Oh, beh…poi c'è da tener conto del fatto che per il profitto alcune aziende non guardano in faccia nessuno. Ma proprio nessuno
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Mio Dio !!!
I bambini non si toccano, mai !!!
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scusatemi ma state facendo il passo più lungo della gamba.
non mi sembra che l'utilizzo di questo farmaco per casi selezionati di mieloma multiplo o nell'eritema nodoso equivalga a dire impiego in larga scala.
gli effetti teratogeni si conoscono (purtroppo) e quindi non verrà utilizzato nelle giovani donne, o non verrà più prescritto ai bambini, ma sinceramente non comprendo tutta questa apprensione in merito.
mi sembra che nessuno rivalutando questa molecola, utilizzandola peraltro in casi selezionati di malattia voglia equipararla alle zigulì.
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No, infatti, anche secondo me non c'è il rischio panacea che ci fu negli anni '60. Almeno da questo, credo, qualcosa dovremmo aver imparato.
Però…
Però su con le antenne
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Brava lame, sembrava di leggere una puntata di report.
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Io credo che moltissime persone, non tecniche, siano convinte che esistano protocolli così consolidati e perfetti che cose come quelle descritte nell'articolo non possono mai accadere.
Io credo che far sapere che cose come queste accadono e che i protocolli devono rispondere anche a criteri economici, oltre che scientifici, è un sistema per aumentare la coscienza critica delle persone.
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benissimo, però finchè ci si limita ad aumentare la coscienza critica.
quando invece si crea anche allarmismo laddove non è necessario è bene chiarire le cose.
quindi un articolo così ben fatto non meritava una considerazione come" ….si ha l’impressione che la gallina dalle uova d’oro abbia ricominciato a covare e che prima o poi ci vedremo riproporre il talidomide come panacea di tutti i mali. Come cinquant’anni fa." in quanto totalmente fuoriluogo.
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@ roberto
è notizia di oggi. In alcuni paesi si sta pensando di ritirare l'Aulin perchè lo si sospetta responsabile di provocare gravi danni epatici in pazienti che lo assumono regolarmente. Questa è la notizia. Poi viene il commento e il TG1 che fa? Telefona alla Roche (produttrice del farmaco) che rassicura il telespettatore che l'Aulin è un farmaco sicuro, non bisogna abusarne, leggereattentamente il foglioillustrativononsomministrareaiminoridi12anni.
Fine del servizio, passiamo alle previsioni del tempo. Io, che ho appena preso l'Aulin giorni fa per un fastidioso mal di denti rimango con il dubbio. Fa male o non fa male? Che tipo di informazione credibile è questa? In questo contesto informativo è proprio così assurdo pensare che se un domani rimettessero con leggerezza il talidomide sul mercato non ci sarebbe l'incaricato della casa farmaceutica che va in tv e con voce suadente dice che possiamo stare tranquilli? Fine, passiamo alle notizie sportive.
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aggiungo: dov'è l'organismo indipendente che, al riparo dalle pressioni economiche e di interesse, studia in maniera seria gli eventuali effetti collaterali dei farmaci? Negli Stati Uniti la FDA è rimasta un ente ancora molto serio, ma più la ricerca viene ormai finanziata quasi completamente da BigPharma e più aumenta il rischio di ricerche "pilotate".
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Per esperienza diretta (ho un fratello che vive da quasi 20 anni in Irlanda) vi dico che sono diversi i farmaci venduti in Italia e non in quel Paese.
I miei nipotini piccoli – come tutti i bambini – si feriscono spesso. Mio fratello ha pensato di comprare del Cicatrene, farmaco che ai suoi tempi era molto popolare. La farmacista gli ha detto che è stato ritirato dal mercato perché hanno scoperto che…
- ma passiamo alle notizie sportive –
La Roma vince la coppa Italia. All'Inter non basta il 2-1 dal momento che la Roma era forte di un 6-2 incassato nella partita di andata…
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quanto all'aulin, non so, prima di esprimere un'opinione in merito vorrei documentarmi, vorrei solo rassicurarti sul fatto che probabilmente la lesività dell'aulin è stata "dimostrata" (se lo dice un TG non mi fido, meglio cercare altre fonti) su persone che lo assumevano cronicamente, ma è lo stesso problema di tutti i farmaci e in generale di tutte le sostanze esistenti.
l'unica considerazione che mi viene da fare è che guarda caso in tempi in cui nei TG si parla spesso di terapia del dolore ed utilizzo di oppiacei ora salta fuori che l'aulin fa male (favorevolissimo all'utilizzo degli oppiacei, ma in Italia probabilmente per far passare certi concetti, l'importante è screditarne prima un'altro.)
quanto al talidomide, ripeto che non è una novità trovare dei farmaci "abbandonati" e "riesumati" a distanza di tempo per il trattamento di qualche patologia. non si sta rivalutando questo farmaco in relazione alle credenziali che aveva quando fu messo in commercio anni fa ma per il trattamento di specifici e ripeto specifici casi di una patologia, il mieloma multiplo, che ha un'incidenza di 2-4 casi ogni 100.000 persone.
non trovo quindi il nesso per ipotizzare un nuovo impiego in larga scala.
@dm: la lista di farmaci che col tempo verranno progressivamente ritirati perchè si scoprirà che sono potenzialmente dannosi si allungherà sempre più, ma questo non solo perchè le ricerche iniziali sono pilotate ma perchè possibili manifestazioni statisticamente irrilevanti o sconosciute in campo di sperimentazione si presenteranno più frequentemente.
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ritengo di essermi sufficientemente documentato sull'accaduto (aulin).
6 casi di grave epatotossicità dal '99 al 2005, a cui sicuramente si assoceranno casi meno gravi.
possiamo considerarla una statistica significativa se raffrontata ai milioni di consumatori?
ad ognuno le sue considerazioni, comunque niente di nuovo rispetto a quanto riportato in letteratura.
torniamo sempre al solito punto: abuso di sostanze.
se ritenete significativa la statistica riportata allora è meglio che prendiate tutti i farmaci che avete in casa e li buttiate (il paracetamolo è pericolosissimo, per non parlare dell'aspirina).
rivolgetevi alla medicina alternativa (quella per così dire scientificamente non provata).
con i fiori di bach risolverete ogni problema ma attenzione al tè di erbe anche lui è epatotossico.
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Complimenti, veramente un bell' articolo.. sono arrivato fino in fondo senza nemmeno accorgermene, e ora me ne vado con un dubbio…
"Quei piccoli senza braccia e gambe non sono brutti incubi del passato, stanno lì a ricordarci che la medicina può trasformarsi in generatrice di mostri se si lascia incantare solo dal profitto".
Forse non ho interpretato bene questa frase: tu dici che i poveri bambini nati malformati a causa dell' immensa brama di profitto della Chemie Gruenenthal, che hanno dovuto arrangiarsi a vivere in quelle condizioni per tutta la vita sono dei mostri generati dalla medicina? se è così sono senza parole..
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L'autrice non ha bisogno della mia difesa di ufficio.
Mostro non va inteso nella sua accezione negativa. Da definizione di wikipedia,
E' evidente che l'autrice si riferiva alla non ordinarietà dell'aspetto dei bambini e nello stesso tempo evidenziare il disappunto di chi doveva ne valutava la condizione.
Questo secondo me.
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pur non condividendo il titolo dell'articolo e alcuni post, volevo segnalare che la visione della mineserie "Contergan" in programma al festival della fiction di Roma è stata annullata poichè la casa farmaceutica produttrice del talidomide (tutt'ora sotto processo) ha fatto ricorso alla corte suprema tedesca.
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Grazie Roberto.
Lo segnaleremo all'autrice che forse ne trarrà ispirazione per un'appendice a questo articolo.
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ho una malattina chiamata lupus eritematoso da 7 anni ora non rispondo piu ai soliti farmaci ho bisogno del talidomide ma non sitrova in farmacia sapetedove lo posso trovare grazie mille a tutti
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Ciao Francesca,
hanno diagnosticato da qualche giorno a mio padre la mielofibrosi adiopatica. Anche noi abbiamo difficoltà nel reperire la talidomide, hai avuto qualche informazione utile su dove poterla trovare?
Grazie1000
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ciao francesca anch’io ho il tuo stesso problema anche se la malattia diversa e sono disperato nn riesco piu a trovare la talidomide se dovessi percaso avere notizie in merito ti sarei davvero grato se mi dessi delle dritte utili…grazie
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Ho davvero bisogno di reperire la talodomide per la mia malattia è davvero una questione di vita me ne è rimasta ancora per un mese soltanto…capsule da 10mg
per favore aiutatemi
grazie
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