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Come se Dio Esistesse

27 dicembre, 2007 di Lexi Amberson  
Archiviato in Border Zone, Diritto di Replica



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Non posso dire di credere fermamente in Dio. Se Dio esiste, nel momento in cui mi ha fornita del suo kit esistenziale si è dimenticato di aggiungere l’optional della Fede. Ma poiché, nel riservarmi il resto, è stato più che generoso nei miei riguardi, Lo perdono volentieri.

Il bello è che tutti coloro che, come me, non hanno avuto il miracoloso dono della Fede, poi cercano lo stesso di comportarsi come se Dio esistesse. Cercando quindi di distinguere il bene dal male, dando un significato morale alle azioni e ai comportamenti umani, credendo in valori universali da tramandare a chi viene dopo.
E questa è la Sua forza. Perché se, al contrario, Lui non esistesse, allora vorrebbe dire che il Caso (o il Caos) che ci governa è un fenomenale Houdini, così bravo da illuderci che valga davvero la pena vivere come se Dio esistesse.

Pur non credendo nella natura divina di Gesù Cristo riconosco che è dal Cristianesimo che derivano quei valori su cui la civiltà occidentale è basata. Valori che abbiamo fatto nostri, credenti e non credenti.

Anche se, ufficialmente, la mia confessione è quella luterana, devo dire che nei miei privati tentativi di addentrarmi nella comprensione di ciò che ci guida dall’alto ho sempre trovato, nell’approccio dei protestanti, una sorta di freddo intellettualismo, come se si potesse razionalizzare ciò che la Ragione non arriva nemmeno a sfiorare. E questo, me ne sono accorta, anziché avvicinarmi mi ha allontanata ancora di più dal punto in cui tendevo.

E’ nella confessione cattolica che ho trovato maggiore ascolto. Più semplicità forse, ma anche richiami più forti e profondi verso ciò che è essenziale. L’ho sentito in maniera dolcemente prepotente nelle parole, negli sguardi e infine nella grandiosa sofferenza di Papa Wojtyla. Lo percepisco oggi nella tenacia quasi solitaria con la quale Papa Ratzinger si mette di traverso alla deriva relativistica in corso.

Mi ha fatto persino tenerezza quando ha sostenuto che l’inferno esiste. Una dichiarazione che, sui giornali, è stata battuta come fosse una curiosità un po’ retro. Chi si preoccupa più dell’inferno e del paradiso, diventate ormai due locations da barzelletta o da spot pubblicitari?

Poi, in quei giorni, capita di essere investiti dall’onda d’urto di quanto capitato a Blacksburg. E allora ti viene da pensare che, forse, l’inferno esiste per davvero e quello ne è un assaggio, un preview trailer di quelli che ti lasciano a bocca aperta. Perché c’è qualcosa capace di dilaniarti l’anima più ancora del fuoco e delle fiamme ed è l’estraniamento, il vuoto interiore, il nulla. Lontananza da Dio, incapacità a comunicare con Lui, perdersi su una strada che non porta da nessuna parte. Questa è la dannazione eterna. L’inferno.

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Curiosamente la parola inglese che definisce l’inferno (hell) ha la stessa derivazione etimologica dei termini adoperati per indicare un buco (hole) e una cavità (hollow). L’inferno è dunque un buco vuoto.

Nel quale è precipitato il killer di Blacksburg. Quella sua gestualità da kamikaze invasato è mutuata dalla triste videografia del fondamentalismo islamico, ma la sua esaltazione apparente non è che un misero guscio vuoto nel quale ha riposto tutto il suo nichilismo e il suo odio.

Ho ricevuto alcune mail in quelle ore, da amici e conoscenti, che mi pregavano di “stare attenta”. E, sì, io sto attenta, non sono facile a concedermi alle attenzioni di chi non conosco più che bene. Mi guardo intorno, osservo le persone, sono inevitabilmente streetwise.
Ma per quanto si possa essere “rotti” ad un tipo di società che è obbiettivamente dura, avere tutto sotto controllo è qualcosa d’impossibile. Come scrisse John Lennon in una delle sue ultime canzoni, pochi giorni prima di essere ammazzato in mezzo alla strada: “Life is just what happens to you while you’re busy making other plans“.

Il guaio è che in America tutto è esageratamente grande. Sono esagerate le reazioni, esagerate le liti, le violenze. Esagerata la solitudine e la follia. Che scoppia improvvisa e ti travolge…Tuttavia si tratta quasi sempre di follie solitarie, estemporanee. Sono l’espressione di inferni privati, piccole costruzioni abusive di singole menti, non l’impalcatura solenne di ideologie mirate alla cancellazione del concetto divino.

E’ in Europa che, in più occasioni, si è arrivati a stravolgere le proprie origini culturali e storiche, entrando in processi di scristianizzazione che sono sempre finiti in disumanizzanti orrori ideologici. Il nazionalsocialismo ed il comunismo sono stati esperimenti culturali che miravano a distruggere le tradizioni cristiane, sostituendole con forme di odinismo neopagano in un caso e di ateismo di stato nell’altro. Il tentativo premeditato di assassinare Dio e di farlo sparire dalla storia dell’Occidente ha reso l’Europa del secolo scorso la rappresentazione barbarica dell’inferno in terra.

E nonostante gli orrori del passato c’è un Europa, quella ufficiale, quella burocraticamente laica, che si comporta come se volesse disfarsi del complesso di Dio. L’Europa che, nel suo documento, si ostina a non riconoscere le proprie tradizioni cristiane è come un albero che venga strappato dalle proprie radici. Destinato a seccare e poi morire.

Stavolta a farsi religione di sé stessa è il laicismo dei governi europei nel momento in cui esso nega alla rappresentanza cristiana la possibilità di dare voce alle proprie credenze.

C’è un che di paradossale, se non di patologico, nel constatare come in Europa si invochino il multiculturalismo, il rispetto e la tolleranza verso le altre religioni e le altre culture (segnatamente l’Islam) e nello stesso tempo non ci si preoccupi affatto di salvaguardare e proteggere le espressioni del cristianesimo che sono la base del nostro vissuto. Anzi, in questo caso, si manifesta sempre più spesso insofferenza, dileggio, intolleranza.

Tutto questo rischia di portare ad un Occidente sempre più inconsapevole della propria identità e sempre più debole di fronte al relativismo, all’odio nichilista, all’aggressività di credenze fanatiche.

Al di là delle interpretazioni utilitaristiche legate alla celebre scommessa pascaliana, vivere come se Dio esistesse oltre ad essere conveniente è anche una necessità specifica. Per credenti e non credenti.

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Comments

95 Risposte a “Come se Dio Esistesse”
  1. SacerNaos (ex-Temple) scrive:

    Non ho parole.
    Significa non saper guardare ad un palmo di naso ma cogliere semplicemente la superfice più sottile delle cose!
    Come è possibile non vedere che è proprio la modalità del cristianesimo nella forma del protestantesimo (ma anche nel cattolicesimo) ad aver posto i findamenti per la razionalizzazione borghese e capitalista!
    Come si fa a non comprendere che distruggere Dio significa proprio distruggere tutto il sistema di valorizzazioni e di senso che ha portato il ragazzo a massacrare mezza scuola!
    Come si fa a non ricordarsi che (questa è una notizia reale) la ragazza che a Abu Ghraib faceva masturbare i prigionieri e li sodomizzava apparteneva ad una particolare confessione cristiana che ricercava particolarmente la purezza e il distacco da questo mondo!

    Una cosa è il bisogno di Fede e di credere in Dio “individuale” (come l’insonne del VALIUM, il depresso del PROZAC, l’eroinomane dell’EROINA) e un’altra è rilanciare una sfida politica, sociale.

    E poi dici:
    “E nonostante gli orrori del passato c’è un Europa, quella ufficiale, quella burocraticamente laica, che si comporta come se volesse disfarsi del complesso di Dio. L’Europa che, nel suo documento, si ostina a non riconoscere le proprie tradizioni cristiane è come un albero che venga strappato dalle proprie radici. Destinato a seccare e poi morire.
    Stavolta a farsi religione di sé stessa è il laicismo dei governi europei nel momento in cui esso nega alla rappresentanza cristiana la possibilità di dare voce alle proprie credenze.”

    Lo sai perchè un albero marcisce perchè ha le radici marce!
    Ed è proprio vero che noi (soprattutto in Italia e ora anche il buon Sarkozy che si inginocchia di fronte al santissimo) neghiamo al Vaticano di esprimersi…
    Si si è proprio vero…

  2. Annalisa scrive:

    A me sembra che certe forme di integralismo laico siano peggiori dell’integralismo religioso.
    Chi scrive certe cose, come la persona precedente, dimostra di possedere una serie di verità, come e peggio di quanto fa il Papa o qualche Ayatollah.

    Se Dio non esiste non c’è niente da distruggere, basta solo far progredire la capacità di ragionamento e la comunicazione fino al punto di renderlo superfluo.

    Invece, come sempre, la strada scelta è quella della “distruzione”. Questo amore per lo scontro e per il conflitto puzzano di guerra di religione e sono una forma medioevale di confronto.

    Poi si tira in mezzo l’aguzzina americana e se ne evidenzia l’appartenenza ad una setta cristiana.
    E’ lo stesso sistema usato dai preti quando condannano l’omosessualità come malattia basandosi sulle caratteristiche negative di un omosessuale.

    Certo, esistono omosessuali e cattolici che non sono persone per bene, ma usare l’esempio di un singolo per condannare una categoria è puerile e sleale.

    Consiglio alla persona di prima di dare una svecchiata alle sue idee, di liberarsi degli assiomi che la tormentano e di rendersi più libera.
    Certe forme di oscurantismo assiomatico sono tipiche di persone in età o di chi non accetta un confronto a mente aperta. In entrambi i casi persone incapaci di accettare opinioni diverse da quelle nelle quali si sono formate.
    Alcuni sono prigionieri delle tonache, altri prigionieri di idee che non potranno mai essere dimostrate come assolutamente vere. In entrambi i casi abbiamo uomini che rinunciano a vedere parte delle cose. In entrambi i casi, persone di questo tipo, mi ispirano paura e una certa pietà.

    Non condivido l’opinione della signora Amberson, ma mi rendo conto che parte di quel che dice è vero, perché anche io, laica e allevata laicamente, risento inevitabilmente di certi influssi e chiudere gli occhi e far finta che non sia vero è stupido.

  3. Annalisa scrive:

    Perché in moderazione?

  4. Flavio scrive:

    E per merito dei laici che sono morti per mano della chiesa che non si vive più come nel medioevo, con valori ipocriti, a scapito dei più deboli! L’Europa fa bene a non riconoscersi in un’istituzione che ha fatto centinaia di migliaia di vittime innocenti nella storia(crociate, streghe, eresie..) solo per interessi personali.. c’è chi la definirebbe mafia.
    I veri valori non sono quelli dettati dalla Chiesa, anche attuale(che ha fatto propri valori laici) ma dalle migliaia di persone che nella storia sono morte per affermare dei diritti, compreso Gesù, strumentalizzato dalla Chiesa.

    E’ piu’ facile che un cammello passi per la cruna di un’ago che un ricco entri nel regno dei cieli (Matteo XIX v.24)

  5. Vaaal scrive:

    Il picco di intelligenza di questo intervento viene raggiunto nel punto:

    Curiosamente la parola inglese che definisce l’inferno (hell) ha la stessa derivazione etimologica dei termini adoperati per indicare un buco (hole) e una cavità (hollow). L’inferno è dunque un buco vuoto.

    Formidabile. Da notare il “Curiosamente” iniziale. Sembra che io stia guardando Voyager.

    E poi
    L’Europa che, nel suo documento, si ostina a non riconoscere le proprie tradizioni cristiane è come un albero che venga strappato dalle proprie radici. Destinato a seccare e poi morire.

    Perché dovrebbe riconoscere le tradizioni cristiane? Ognuno può riconoscersi nelle tradizioni che vuole, ma i documenti ufficiali sono un’altra cosa. Bella la metafora poetica, ora piango e divento credente.

    Tremendo davvero.

    L’integralismo laico può essere peggiore all’integralismo religioso. Logico, qualsiasi forma di integralismo è pericolosa. Ogni ideologia è potenzialmente distruttiva. Beh peeeeccato.

  6. pippo scrive:

    Non riesco a capire per quale motivo, appena si inizia a parlare di certi argomenti, chi non è d’accordo deve essere considerato stupido.
    Il resto dell’intervento di Vaaal è troppo intellettuale per un sempliciotto come me, evito di commentarlo per non fare brutta figura, ma sicuramente è geniale.

    Sono morti molti laici per colpa della chiesa cattolica, è vero. Sono morti anche molti ebrei per colpa dei nazisti e dei comunisti. Anche se non cattolici sono stragi religiose anche quelle, o no?

    Il problema è che si ha difficoltà, specialmente qui in Italia, a tenere separato Cristianesimo e Cattolicesimo. E’ la prova più eclatante del grande provincialismo nel quale tutti, compreso il signor Vaaal, nonostante le tre a, siamo cresciuti.

  7. Vaaal scrive:

    Signor pippo, grazie per i complimenti, di cui preferisco non cogliere l’ironia per sentirmi sereno.
    Ehm, non ho dato dello stupido a nessuno. Ritengo che quell’intervento di Lexy Amberson sia veramente stupido (ma l’ho detto solo ora, nel commento di prima ho solo messo in risalto la geniale scoperta teologia di Lexy, per la quale -L’inferno è dunque un buco vuoto-), e questo non perché appoggia qualcosa con cui non sono d’accordo, ma perché è argomentato in maniera assurda.
    Dove ho confuso cristianesimo e cattolicesimo?
    Comunque dai non litighiamo il tuo nick mi è troppo simpatico, e poi è NATALE!
    Ciao pippo!

  8. pippo scrive:

    Io non litigo mai con chi ha tre “a” nel nome, sarebbe troppo pericoloso. Scherzo, ovviamente :-)

    Comunque non condivido la tua opinione. Non sono molto d’accordo con l’autrice del pezzo, ma non mi sembra che sia argomentato stupidamente. Almeno, con il tuo intervento, non sei riuscito a farmelo notare.

    Il massimo che si può dire è che non si è d’accordo. Eviterei aggettivi che, volenti o nolenti, comportano valutazioni sulle capacità delle persone.

    Se si accetta questo meccanismo, posso dire che anche il tuo commento è argomentato stupidamente, solo perché non sono d’accordo.
    Ci vogliono argomenti. I giudizi non mi piacciono, non aiutano a farsi un’opinione.

  9. Vaaal scrive:

    In linea di massima sono d’accordo con te: non si può dire nient’altro che non siamo d’accordo, altro rischia di offendere. Eppure sono convinto che su mente critica viga una libertà che si basa anche sulla capacità di.. andar oltre, di non offendersi, di prendersi le critiche buone e non, stupide e intelligenti (e io sono bravo a far critiche inutili) e… basta. In fondo valutare se una critica è argomentata o no non è mica cosa semplice. E dovrei pur esser nella condizione di poter scrivere cose che danneggiano solo me e la mia reputazione, con dei commenti superflui.
    No, no, sto sbagliando tutto. Saluti!

  10. pippo scrive:

    :-)

    Però sei simpatico!
    Nel frattempo leggevo il tuo sito, ho visto che sei un artista. Molto interessante, voglio approfondire.
    Lieto di averti conosciuto, anche se solo virtualmente.

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