Col Fiato Sospeso
3 ottobre, 2007 di harlot
Archiviato in Cazzotti, Cronache Italiane, Informazione, Meccanica delle Cose
Mentre l’Italia intera trattiene il respiro per gli appassionanti dibattiti sulla riforma del welfare, sugli “scaloni”, sulla bicicletta macchiata di sangue di Chiara Poggi e sulle imperdibili primarie del Pd, una notizia solca il cielo del Belpaese. Nulla di grave, beninteso. Nulla di allarmante. Qualcosa di cui si può tranquillamente fare a meno di parlare.
“La Stampa” del 1 ottobre riporta un innocuo retroscena. La Cosa Nostra, l’ndrangheta e O’ Sistema si starebbero mettendo d’accordo sulla spartizione del mercato della droga. Un cartello – made in Italy, questa volta. Il patto segreto è trapelato dalle dichiarazioni di un senatore di Forza Italia, Emiddio Novi, membro della commissione antimafia: “Una trattativa tra mafia, camorra e ‘ndrangheta dovrebbe portare ad una ristrutturazione della mappa del crimine”.
Che i sistemi criminali godano di ottima salute è pacifico. Alle procure mancano benzina e carta. In Calabria, addirittura, manca il personale. La riforma dell’ordinamento giudiziario firmata dal cosiddetto Guardasigilli Mastella comporterà un dissesto a livello di organici mica da ridere. L’attenzione dell’opinione pubblica è ai minimi storici. I cadaveri eccellenti – roba di altri tempi. Perché farsi un’inutile guerra? Tanto vale mettersi d’accordo. Tanto vale delinquere tutti insieme appassionatamente.

La trattativa sarebbe nata nell’ambiente carcerario. Qui gli uomini d’onore di maggior spicco possono parlare. Non tutti, però. Quelli sottoposti al regime del 41 bis lo fanno con estrema difficoltà. Gli altri, se la possono giocare. Gli altri sono intercettati, spiati, controllati a vista da una sorta di nucleo informativo-investigativo istituito dal Dap (Dipartimento di amministrazione penitenziaria). E’ grazie a questo nucleo che si sono raccolti i segnali, timidi e smorzati eppur abbastanza nitidi, dei bravi ragazzi.
Un nuovo assetto del crimine organizzato, dunque. La nuova geopolitica mafiosa. Il senatore Novi ipotizza: “I calabresi avrebbero il monopolio del traffico della cocaina, i napoletani si assicurerebbero l’esclusiva sull’hashish e le altre droghe leggere, mentre i siciliani si assumerebbero il compito di assicurare i rapporti fra le organizzazioni e il mondo imprenditoriale”. L’unico ostacolo: i magistrati.
I magistrati cocciuti. I magistrati testardi. I magistrati che indagano. Troppo in là, decisamente. Il rischio attentati è concreto. I delitti eccellenti potrebbero ricomparire sulla scena nazionale. L’aria che si respira è pesante, pastosa, magmatica. Carica di presagi. Carica, in un certo senso, di ineluttabilità. Il sotterraneo riemerge. Il grande silenzio potrebbe cessare. Il grande silenzio potrebbe cedere il passo ad un qualcosa che porta in dote una grande quantità di decibel.
Certo, il patto ha ancora da realizzarsi. E la realtà confederativa potrebbe essere solamente uno spunto indiziario. Buona, magari, solamente per un romanzo di qualche cospirazionista. Intanto, non si sa mai, ai procuratori antimafia viene raddoppiata la scorta. Ai procuratori come Salvatore Boemi. Chissà se anche Boemi segue con apprensione la riforma del welfare. Chissà se Vespa dedicherà al tema una puntata di Porta a Porta. Con in studio, magari, un plastico di un carcere e le pedine ad indicare i mafiosi ed i loro movimenti.

Noi, intanto, torniamo a seguire gli sviluppi che vengono da Garlasco. Aspettando, naturalmente, qualche aggiornamento da Rignano. In attesa trepidante di qualche bella storiaccia di sangue, da sbattere in prima serata e da seguire con un bel piattone di pasta fumante sotto il naso. L’importante, se non si fosse ben capito, è parlare d’altro. Sempre. Comunque.
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Gran parte dei cittadini di questo paese inorridirebbero se fossero costretti a dividere strade e luoghi della propria città con le persone che molti di noi sono costretti a tenere al proprio fianco.
Il dominio del territorio non è un luogo comune. E’ un fatto tangibile, un’occupazione manu militari di spazi che sfuggono ad ogni autorità che non sia quella della criminalità organizzata.
Sedere al tavolo del G8 e pretendere di esportare modelli di vita a popoli terzi a colpi di cannone mentre il sud di questo paese è sotto il controllo di un’autorità estranea, secondo me è sinceramente ridicolo.
Complimenti Gianpaolo bell’articolo, ma adesso parliamo d’altro, sempre e comunque.
Ora sono pure gli stessi imprenditori e commercianti che invocano l’arrivo dell’esercito a difesa proprio degli spazi di cui parla mc. Secondo me, allo stato attuale delle cose, non è un’idea da scartare completamente. Imho
Io credo che l’esercito per le strade di alcune città di questo paese possa rappresentare la fine di una vergognosa ipocrisia e quindi un forte segnale politico.
Sull’efficacia militare della manovra, ho consistenti perplessità.
Le mie perplessità invece sono proprio sulla lealtà di esercitanti
e comandanti
avete fatto il militare?
Sì?
E ancora credete che l’esercito possa fare qualcosa?
nessuna esperienza militare, e mi va bene così