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Clamoroso: La Verità sulle Intercettazioni Silvio-Mara. Con Immagini Esplicite e Trascrizioni in Codice

22 ottobre, 2008 - 10:29 di  
Archiviato in Accademia DFC, Meccanica delle Cose




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Attenzione. Il contenuto di questo articolo potrebbe non essere adatto a tutti. Si declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che decideranno spontaneamente di proseguire.

La Parte e il Tutto





Immaginate un foglio bianco sul quale siano disposti lettere, numeri, simboli di interpunzione e caratteri tipografici:

8888 8888888888888888888888888 888888888 8:::888 88888888888888888888888888 ::::::88888 888888 8888 888888888 888888: :::::::888:: :8888888888888888 88888888888 888888::::8:::::::::::88888888888888888888 888888888::: ::8:::::::::M888 888 8MAmmmAMVMM888*88888888 88888888

Applicando il sistema tradizionale di interpretazione di questi simboli (la lettura) molto probabilmente essi non ci trasferiranno alcun significato.
Proviamo adesso ad allontanarci dal foglio ed a guardare i simboli tutti insieme e non in sequenza come facciamo quando li leggiamo. Il risultato potrebbe stupirci:

donna nuda
Immagine osé, ma pertinente in quanto funzionale allo sviluppo del discorso.

La figura che percepiamo, infatti, non deriva dall’interpretazione meccanicistica di ciascuna lettera o della loro successione, ma dalla visione d’insieme delle lettere stesse. Cioè, ciascuna lettera non trasmette alcun messaggio, ma tutte insieme lo fanno. Il tutto è maggiore della somma delle parti.

Quella che ho appena illustrato è un fenomeno emergente e si ascrive genericamente al principio di Emergenza di un sistema complesso che nulla ha a che fare con i soldati per strada e i deliri dei minestri della difesa.

In natura esistono molte strutture emergenti. Ad esempio un formicaio. Tutte le formiche agiscono in piena autonomia e non esiste alcun sistema di coordinazione centralizzato, eppure il formicaio, inteso come struttura sociale, ha un comportamento ben definibile e prevedibile.
Anche i progetti Open Source come Linux e WikiPedia sono fenomeni emergenti come orgogliosamente si legge su Wiki:

Questi progetti decentralizzati e distribuiti non sono possibili senza un gran numero di partecipanti, nessuno dei quali conosce da solo l’intera struttura. Ognuno edita e conosce solo una parte, ma tutti hanno la sensazione di partecipare a qualcosa di più grande di loro. Il feedback dall’alto aumenta motivazione e unità, mentre il contributo dal basso incrementa la varietà. Questa unità nella diversità causa la complessità delle strutture emergenti.

L’Emergenza è anche, apparentemente, in contrasto con la seconda legge della termodinamica in quanto “crea ” ordine in contrasto con il principio che l’entropia è in continuo aumento nell’universo. Il trucco consiste nel riflettere sul fatto che, osservando un sistema aperto anche se localmente avviene un aumento dell’ordine, ciò avviene estraendo informazioni e ordine dall’ambiente circostante con bilancio comunque negativo.

Riduzionismo e Olismo

Immaginiamo di dover studiare uno di quei pannelli pubblicitari composti da migliaia di lampadine colorate. Possiamo usare due approcci. Con il primo analizziamo ogni singola lampadina, i relais che ne comandano l’accensione e lo spegnimento, i timer che regolano i circuiti e la quantità di energia necessaria per l’accensione e lo spegnimento. Alla fine avremo descritto completamente il pannello?
Certo. Fisicamente il pannello risulterà completamente descritto, ma ne avremo compreso la funzione?
La risposta è no.

Per comprenderne completamente la funzione dobbiamo azionare il pannello, metterci di fronte e guardare le immagini e le scritte che formano le lampadine accendendosi e spegnendosi.

Il primo approccio allo studio del pannello è un approccio riduzionista. In pratica si studia un fenomeno complesso dividendolo in sistemi più semplici e analizzando ciascun sistema singolarmente. L’approccio riduzionista è stato fondamentale in fisica per la risoluzione di numerosissimi problemi e ha una valenza eccezionale nella vita quotidiana quando siamo costretti a risolvere questioni molto complicate.

L’altro approccio, quello di mettersi di fronte al pannello e guardare le scritte, si definisce approccio olistico e si giustifica ipotizzando che il significato di un sistema non possa essere descritto esclusivamente con lo studio delle sue componenti.
I due approcci sembrano in assoluta contraddizione. In realtà sono solo due livelli di percezione diversi, entrambi necessari alla completa comprensione delle cose.

Il Paradosso del Gatto Morto

C’è un aspetto interessante di quello che ho appena detto che non emerge immediatamente, ma è probabilmente il più suggestivo.
Il fenomeno “scritta sul tabellone luminoso” o quello “donnina nuda fatta con i caratteri ascii” esistono solo ed esclusivamente perché esiste qualcuno in grado di recepirli non in quanto emissione disordinata di fotoni, ma in quanto elementi di percezione. Quindi, l’esistenza o meno di un fenomeno dipende dal suo osservatore. L’osservatore “influenza” l’evoluzione del fenomeno.

La precedente clamorosa affermazione trova una straordinaria conferma nello studio degli stati sovrapposti delle particelle elementari che hanno la proprietà di trovarsi in diverse posizioni contemporaneamente e di anche di avere diverse quantità d’energia diverse al medesimo istante.

Ciò conduce alla conclusione che si può mettere un gatto in una scatola e averlo contemporaneamente vivo o morto fino a quando non si apre la scatola per verificarne lo stato. Leggere per credere. Evidentemente, il nostro ruolo nell’universo è meno banale di quello che tendiamo a credere.

Silvio, Mara e la Meccanica delle Cose

A questo punto molti di voi, almeno quelli che avranno avuto la pazienza di leggere fino a questo punto si chiederanno cosa c’entra il titolo con lo svolgimento.
Sono molto deluso. Se vi state facendo queste domande avete letto usando un approccio riduzionista trascurando completamente quello olistico e avete una concezione del tempo lineare e primitiva. Spero che vogliate rileggere il tutto con maggiore attenzione e comprendere, finalmente, che ciò che appare è sempre, assolutamente sempre, diverso da ciò che è proprio perché è in una condizione di esistenza ambigua fino a quando non lo osservate.

Fatevi una mente critica. Di questi tempi conviene.

dedicato a Valeria

conosco i segreti del mondo e te ne farò dono

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Comments

62 Risposte a “Clamoroso: La Verità sulle Intercettazioni Silvio-Mara. Con Immagini Esplicite e Trascrizioni in Codice”
  1. lupoalburnino scrive:

    Ho letto attentamente l’articolo e non ho capito nulla, ma non per colpa tua. Sono io l’ignorantone. Però, la mia morbosa curiosità mi spinge a chiederti quali sono stati e si ci sono stati i rapporti tra Brelusconi e Carfagna.
    Se gli amici hanno capito tutto, beati loro, mentre io li invidio. Se si trovano nelle mie stesse condizioni, li prego di chiederti di chiarire, come si fa con un bambino di prima elementare, il significato delle vocali e delle consonanti e come si combinano insieme!

    • Le persone che hai citato non c’entrano nulla e qui nessuno sa o vuole sapere nulla dei loro affari personali.

      Silvio e Mara sono due nomi propri di persona che si riferiscono a due archetipi platonici e non hanno alcuna rappresentazione nel mondo reale.

    • grick scrive:

      Ma e’ chiarissimo: devi fare uno stampato dell’articolo e osservarlo da una decina di metri di distanza :D

      Non solo capirai la verita’ sulle famose intercettazioni, ma riporta qualche trascrizione della stele di rosetta e due passi della Divina Commedia che non guastano mai :)

  2. Doxaliber scrive:

    Bella la donna in formato ASCII. :mrgreen:

  3. DFC, sono notoriamente tonta, ma ho provato ad allontanarmi e ad osservare; l’unica cosa che ho visto e’ che questo articolo e’ talmente olistico da essere autoreferenziale, cioe’ la sua unica finalita’ e’ “disegnare se stesso”.

    Come le mani che disegnano le mani di Escher.

    La sensazione che mi da’ e’ questa.

  4. missblue scrive:

    Bellissima “La Cura” di Battiato.. ahhh..

    Cmq, ho capito. Non so come, ma ho capito. :-)

  5. Emanuele scrive:

    Grande Prof,
    quando si insegna accademia mi metto in prima fila

  6. Vortexmind scrive:

    Ci fossi stato tu a spiegarmi certe materie avrei finito decisamente prima :D

  7. tusaichi scrive:

    Quindi è come i mostri notturni dei bambini: chiudi gli occhi.. e spariscono tutti!

    proviamo.

  8. icy scrive:

    Ma lo sanno tutti che l’entropia non esiste :D

    E comunque, dal punto della meccanica quantistica, esiste una probabilità finita per cui Silvio e Mara abbiano rifatto assieme scene degne di nove settimane e mezzo, ed in ogni momento sulla scrivania di un giornalista qualsiasi possono comparire le loro foto compromettenti (o su qualche sito un loro video) per un certo lasso di tempo.

    E’ tutta questione di indeterminazione :D

    Ps: la storia del gatto non ho mai capito perché scandalizzi così tanto. Se metto in una scatola chiusa un getto e sparo alla scatola è ovvio che il gatto possa essere colpito o meno (incertezza duale con quella del decadimento dell’atomo-trigger della fiala di cianuro), e che rimanga vivo/morto fino a quando non osservo la scatola.


    • usare un elettrone fa molto più quantistico rispetto alla fisica classica di un proiettile.
      E’ ovvio no?

      • icy scrive:

        Si è più quantistico un elettrone, ma non c’era bisogno della meccanica quantistica per dirmi che il gatto sarebbe rimasto vivo/morto fino a quando non aprissi la scatola.

    • Vortexmind scrive:

      Il fatto è che la tua non è un’analogia, a meno che tu non utilizzi un proiettile quantistico che una volta sparato potrebbe anche andare a Canicattì invece che nella scatola :D

      • icy scrive:

        Non ho capito perché non sarebbe una buona analogia xD

        • Vortexmind scrive:

          Vediamo se ho capito …

          allora: un proiettile sparato da una pistola è un fenomeno deterministico che è totalmente spiegabile con le leggi della fisica classica. Quindi se io sparo alla scatola, supponendo di avere le debite misurazioni, posso dire esattamente che traiettoria il proiettile ha avuto e cosa ha attraversato nella sua corsa e dove diavolo è andato a finire insomma :)

          Invece la particella radioattiva che decade non è un fenomeno soggetto alla fisica classica (che si basa su calcoli “esatti” se mi passate il termine), ma è un fenomeno soggetto alla fisica quantistica (che si basa su equazioni probabilistiche). E in questi termini, a scatola chiusa, è “vero” che il gatto sia vivo e anche morto. Perchè a scatola chiusa (senza sapere) la particella è decaduta E contemporaneamente non è decaduta.

          Mentre il proiettile O ha colpito il gatto, o non lo ha colpito … i due eventi non possono essere veri contemporaneamente.

          Ora vediamo se dfc mi cazzia …

          • nessuna cazziata
            non avrei saputo dire di meglio

            In realtà il tutto parte dal principio di indeterminazione di Heisenberg e al fatto che l’elettrone è contemporaneamente nei due stadi fino all’osservazione (stato sovrapposto).
            Quindi lo stato di vita/morte è contemporaneo e non alternativo come nel caso dell’esplosione di un colpo di pistola che è soggetto alle leggi della balistica.

            • grick scrive:

              Piccola coda: se non ricordo male il principio di Heisenberg enunciava anche che l’osservazione stessa in realta’ alterava il sistema.

              Quindi non avremmo saputo mai con certezza se il risultato osservato sarebbe stato uguale a quello ottenuto da un “osservazione” non intrusiva ( se sono riuscito a dirlo non troppo cervelloticamente).

            • Già…Heisenberg!!
              Egli disse però anche, sempre nel suo memorabile Principio, che la misurazione incasina ulteriormente le cose…l’osservazione inevitabilmente influenza il sistema.
              Con la storia del gatto, potrebbe voler dire che prima di aprire la scatolo non so se è vivo o morto…la devo aprire per verificarne le condizioni vitali…e magari finisce che l’alito pestilenziale, derivante da abbondante pranzo a base di aglio, gorgonzola e peperoncino, lo secca all’istante.
              Non so bene perchè vi siete incarogniti su questo aspetto, quando (se non ho clamorosamente frainteso il tutto) l’articolo voleva parare altrove e su ben altre questioni.
              Si tratta di un momento di maxi-pippa-scientifica-collettiva?

            • icy scrive:

              Esatto, un OT enorme :D

            • icy scrive:

              Non concordo sul fatto che i due eventi nel caso del proiettile non possano essere veri contemporaneamente. Fino all’osservazione non possiamo saperlo (è lo stesso principio su cui si basa la meccanica quantistica), quindi le due condizioni coesistono contemporaneamente.

              Anche perché il decadimento radioattivo è una black-box, si sa il come decade, attraverso quali interazioni è mediato il processo, ma non il perché (e di fatti il decadimento è un fenomeno statistico), ovvero la causa. Quindi per analogia, anche se posso determinare perfettamente la traiettoria del proiettile, ho davanti a me una scatola chiusa e non so se il gatto è sulla traiettoria del proiettile o meno, ho solo una certa probabilità che ciò sia vero. L’analogia nel mio esempio non è traiettoria del proiettile/stato dell’atomo e il risultato, ma posizione del gatto/stato dell’atomo e il risultato ;) (senza contare che nell’esempio di Schrodinger l’incertezza è temporale, nel mio caso spaziale).

              E un senso della meccanica quantistica è che certi fenomeni sono di tipo statistico e preservano un comportamento probabilistico fino a che non vengono osservati.

              • grick scrive:

                Guarda a occhio e croce se spari a una scatola con un gatto dentro non e’ che ci sia molta indeterminare:

                * verso stridente subito seguito da silenzio e liquido viscoso che cola dal foro -> Hai centrato il gatto in testa.

                * verso stridente che diventa lamentoso. Liquido viscoso che cola dal foro -> Hai preso il gatto, lo stato sara’ molto deterministico a breve.

                * Versi impazziti. Scatola molto agitata -> Hai spaventato un gatto a (quasi) morte.

                Poi dico io perche’ i gatti? Non possiamo fare degli ottimi esempi soddisfacenti anche con i parlamentari?

  9. simona_rm scrive:

    Mi piacerebbe dire qualcosa di intelligente, chessò….Bosoni! Ecco!

    Vorrei intervenire, con qualcosa di appropriato….ma mi si sono un po’ aggrovigliate le idee. Vado a dipanarle; perchè il senso l’ho capito, ma mi mancano le parole. Ed io finchè non trovo le parole……..

  10. Sara scrive:

    Ahahah che bello lo so che per questo post ti ho ispirato col mio commento in qualche articolo fa!!! :mrgreen:
    Grande per la frase sull’entropia e sui sistemi complessi perchè hai detto in una frase un concetto che più o meno ho sempre pensato ma non sono mai riuscita a formularlo così! In più quando hai detto che l’insieme è superiore alla somma dei singoli, mi è subito venuta in mente una squadra sportiva, ed è assolutamente così e mi diverto troppo a parlarne con le mie compange di squadra!
    Per quanto riguarda i sistemi complessi, adesso voglio proprio leggere qualcosa in merito, comunque per la loro interazione col “mondo reale” è proprio questo il problema, che tanti riescono a vedere solo qualche lampadina scollegata, i complottisti si arrampicano sugli specchi per ore e ore cercando di interpretare il significato delle lampadine messe insieme ma senza neanche sapere che sono lampadine, e pochi riescono quantomeno a osservare l’una e l’altra cosa.
    Per quanto riguarda invece il gatto, ho letto questa cosa sullo stesso sito in cui si sosteneva che per ogni nostra scelta si crea un universo parallelo. Ora, al solo pensiero di infiniti big bang, scontri tra protoni, tutti gli esperimenti del cern mi viene male, e comunque penso che loro percepiscano solo le scelte binarie, ma in realtà ci possono essere molte più opzioni, e in realtà se pensiamo alle interazioni molecolari in natura alla faccia degli universi paralleli, qualcuno dovrebbe cominciare a incrociarsi per la mancanza di spazio. Ho fatto tutto sto discorsone inutile per dire che è vero che Einstein ha dimostrato la dilatazione del tempo con l’aumentare della quota, il che sembra una cosa molto bizzarra, e che quindi potrebbe essere vera anche la teoria degli universi (voglio deviare l’universo in cui sono piena di ragazzi bellissimi ricchissimi e perfetti e vivo in un mondo in cui piove quando necessario ma mai addosso a me), ma mi sembra una cosa della portata delle scie chimiche.
    E per rispondere a te che dici “Evidentemente, il nostro ruolo nell’universo è meno banale di quello che tendiamo a credere”…. Ciò è vero se pensiamo che uccidiamo un gatto -cioè una vita- con qualcosa di radioattivo che decadendo attiva il cianuro (era una cosa del genere quell’esperimento), ma è falso se pensiamo che il gatto non è SIA vivo SIA morto, è O vivo O morto ma noi non lo sappiamo!! Così non è molto più semplice? E’ un paradosso semplicemente per il fatto che il presupposto logico è errato! Secondo me, poi magari ho scritto due castronerie sulle due leggi universali migliori in questo momento, ma è stato divertente scriverle quindi intanto va bene così, nel caso ci penserai tu a correggerle! …Chissà come stanno i protoni dell’universo in cui ho scelto di non scrivere questo commento…Forse i vostri protoni che fa rima con elettori di sinistra stanno meglio!

  11. Framaulo scrive:

    Grande articolo.
    Complimenti.

    « Giunto a trent’anni, Zarathustra lasciò il suo paese e il lago natio, e si ritirò sui monti. Là, per dieci anni, senza stancarsi, godette del suo spirito e della sua solitudine. Ma alla fine il suo cuore mutò, e un giorno si alzò con l’aurora, avanzò verso il sole e così gli parlò: “O astro grande! Cosa sarebbe mai la tua gioia se non vi fossero coloro che illumini!” »

  12. Bell’articolo…ma mi sorge spontanea una domanda:
    questo complesso sistema di singole teste di minchia verso cosa, a tuo avviso, si sta operando? Io un’idea me la sono fatta da tempo…ma vorrei conforto.

    P.S.: a Lupoalburnio, che morbosamente chiede, dirò che Mara parrebbe, secondo maligne voci, aver usato nei confronti di Silvio un approccio “Oral-riduzionista”.

  13. fablues scrive:

    Molto bello.
    Lascio questo commento e corro a leggere la pagina sul paradosso del gatto.

  14. FrancescO scrive:

    Gran bell’articolo. Credo che lo 0,02% della popolazione italiana possa capirlo già solo in maniera riduzionista.
    Una parola sul paradosso del gatto di Schrodinger: il gatto vivo e il gatto morto sono miscelati in egual misura. I più non afferrano perché la nostra mentalità è ancora “deterministica”, siamo ancora all’800. L’introduzione di una nuova logica superiore include i 2 casi limite (gatto vivo=1 e gatto morto=0), ma in più prevede un intervallo probabilistico intermedio. Finché il gatto è chiuso nella scatola la funzione d’onda di probabilità della variabile vita del gatto è =0,5 cioè in termini “deterministici” il gatto è metà vivo e metà morto, o, se volete, sia vivo che morto. Se apro la scatola il valore della funzione diverrà o 0 o 1 (morto o vivo), MA avrò distrutto il sistema, non potrò più studiarne l’evoluzione. In sostanza, l’osservazione modifica l’esperimento. Lo scienziato è parte dell’esperimento, non più osservatore esterno che misura e basta. Inoltre se misuro una variabile perdo informazioni su un’altra (principio d’indeterminazione di Heisenberg).

    Ho detto bene?

    Continuate così!

  15. Ribadisco quanto già detto prima…non ci si è vagamente allontanati delle intenzioni dell’articolo?

    • Tritumbani scrive:

      Perchè?
      I temi toccati sono diversi
      Si potevano approcciare i commenti da svariati lati, forse voleva essere un confronto fra approccio riduzionistico ed olistico ( tralaltro grazie a DFC per avermi permesso di conoscerere due parole che potrò sfoggiare in qualche riunione di amici dopo abbondanti libagioni di grappa)

      Filosofico
      Religioso
      Sociologico
      Algebrico (non euclideo)
      Fisica
      Hardcore

      se quello fisico ha stuzzicato di più i lettori non può che deporre a favore degli stessi ed heisemberg e Schrödinger si prestano a tutte queste considerazioni dette anche pippe mentali

      Se il suggerimento principale del post è quello di guardare da lontano, questo può significare:
      in modo distaccato (filosoficamente parlando)
      Montesquieu e le lettere persiane
      o dall’esterno
      inteso come per esempio “sistemi algebrico matematici consistenti”
      Solo con lo zaino colmo di filosofia posso scalare l’enorme montagna della matematica
      oppure dall’esterno come sistemi relazionali Watzlavick , dove si approcciano i rapporti tra due persone come una black box dove … mi fermo qui
      ma in tutti e tre i casi il risultato di uno sguardo sul mondo e sui nostri due eroi (lui e lei) in particolare può essere solo una grassa risata.

      uno sguardo appena meno distaccato tinge la risata di amaro

  16. lupoalburnino scrive:

    Io l’ho sempre detto che sono un ignorante. In fisica e in quantistica, che non appartengono ai miei studi, sono una frana completa.
    Esiste un proverbio che dice: “Si parla a suocera perchè nuora intenda”.
    Quel poco che ho capito, a cazzo, rassomiglia un pò a quegli articoli di giornali che nei titoli sparano notizie eccezionali e poi nell’articolo tutt’altro.
    Ossia: Silvio e Mara non c’entrerebbero nulla, ma il titolo è servito per attirare l’attenzione sull’articol
    Però, non sono convinto che Mara e Silvio siano lì come cavoli a merenda!

  17. PandaTriste scrive:

    Bello questo articolo anche se devo ammettere che ci ho messo un po’ per capirne il senso..ma credo sia volutamente un po’ enigmatico :D

    P.S.:io non sono un fisico,ma un aspirante matematico,forse non ho apprezzato subito per quello :P

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