Clamoroso: Ieri Sera Berlusconi è Venuto a Casa Mia! 10


Ieri sera, che so, potevano essere le otto o giù di li, avevo già messo a posto il ferro, fatta una bella doccia e mi predisponevo a quella pallida imitazione di cena alla quale sono obbligato dal mio stato di salute attuale, quando in salotto mi ritrovo Berlusconi.
Per un attimo rimango interdetto anche perché calzoncini, zoccoli e maglietta con su scritto “War – Xmas for bad guys” non è esattamente la mise con la quale ricevo ospiti. Comunque lui ci sa fare con queste cose e rompe subito il ghiaccio.

Ciao G.“, mi fa. Sì è vero, lo ammetto. Mi chiamo G.. E’ una lunga storia di nonni, bisnonni e desiderio di perpetuazione associato ad affettuosa volontà di compiacere. Lasciamo perdere. Tutti mi chiamano L.. Nemmeno mia madre mi riconoscerebbe se mi presentassi come G., anche se a chiamarmi G. sono sicuramente l’unico al mondo.

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Berlusconi, evidentemente, non lo sa perché anche quando mi ha scritto la sua lettera prima delle elezioni,  esordiva con un pomposo e leggermente ridicolo “Caro G.“.

Buonasera” faccio io gelido. Per chi non lo sapesse sono “misantropo, superbo, altero, freddo e scostante” (onesta e oggettiva definizione di una dolcissima e mai dimenticata principessa dal sapore di miele). Poi, a dire la verità, mi indispone ritrovarmi estranei in salotto dopo aver speso una fortuna in sistemi di sicurezza.”Sono venuto a riprendermi la scarpa” dice Silvio.

Io lo fisso senza parlare e poi gliela vado a prendere. Avevo già deciso di buttarla, ma poi me ne ero dimenticato. Cerco un vecchio giornale per avvolgerla, ma lui fa cenno che non importa. Certo, che non riesco ancora a capacitarmi che sia lui in persona a occuparsi di certe cose. Gliela porgo, ma proprio mentre lui sta per prenderla io la tiro indietro leggermente e gli chiedo “Ma non doveva essere lei a portarne un’altra?

Lui, che è rimasto col braccio teso e la mano aperta, sorride beato e dice “Tu non hai votato e poi, non mi dire che ci avevi creduto veramente“.

No, non ci avevo creduto. Gli do la scarpa e lui la mette in una bella borsa dove ce ne sono già un molte altre. “Allora è tutto?” faccio io, anche per fargli capire che vorrei dedicarmi alle mie zucchine alla scapece (ma senza olio).

Lui per tutta risposta mette gli occhiali, tira fuori un foglietto e mi dice “No, ci sarebbero anche 7,70 euro da versare. 300 milioni di euro, 39.000.000 di contribuenti. Abbiamo arrotondato per recuperare un po’ di evasori.“.
Io dico che non mi sembra di avere spiccioli e lui, imperturbabile “Posso cambiare“.

Ho solo una banconota da cinquanta. Lui la prende, controlla le increspature con l’unghia come fanno i benzinai e mi da il resto. A volo mi accorgo che mancano cinque euro. Lui mi sorride come per dire “E dai non te la prendere. Ci ho provato“.

Quando se ne va vedo che fa per prendere le scale. “Scusi” gli dico, “non prende l’ascensore?“. Lui “Non ci sperare G., mi tengo in forma. Durerò a lungo” e scompare nel buio.

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Mentre accosto e prendo nota del numero di serie sulla console del sistema di rilevazione di prossimità, mi viene in mente che ora l’imprenditore che prenderà in mano l’Alitalia si trova anche un bel prestito da 300 milioni di euro erogato dal più comprensivo dei creditori: la Repubblica Italiana governata da Berlusconi. Invece di prendere soldi ai francesi, ne abbiamo cacciati altri per finanziare qualcuno che non conosciamo ancora. E questo sicuramente per amor del tricolore.

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Dopo aver chiuso la porta, mi sono ricordato di aver lasciato solo Berlusconi in salotto mentre cercavo la scarpa. Conoscendo il tipo mi prende un timore. Con il cuore in gola corro a controllare. Il ferro, il portafoglio, la foto con la cornice d’argento, l’orologio automatico con riserva di carica, i cucchiaini d’argento, il salvadanaio di mia nipote. Sembra tutto a posto.
Per ora.

Con affettuoso e doloroso ricordo del Maestro di cui oggi, più che mai, si sente tanta mancanza. Nonostante la cronaca ci sia propizia, potremmo bruciare mille vite, Maestro, senza riuscire nemmeno lontanamente a mettere in scena una pallida imitazione del suo genio. S’abbia pace nel nostro ricordo Maestro.

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10 commenti su “Clamoroso: Ieri Sera Berlusconi è Venuto a Casa Mia!

  • Ph3/D

    ..lo so che e’ poco intelligente…ma vorrei sapere la ricetta delle zucchine alla scapece senza olio… perche’ io senza olio non le riesco neanche ad immaginare..ma magari sono buone lo stesso.. 🙂 Ph

  • Comandante Nebbia

    Uguale a quella classica. Quando viene il momento di mettere l’olio, però, ti dimentichi.

    Purtroppo, a volte, accade che il sapore dei cibi diventi una componente sacrificabile della vita. 🙁

  • Fully

    Mi aggiungo, con commozione al ricordo del Maestro.

    Quanto ai 7,70 euro, con fraterna solidarietà li aggiungo anch’io al mucchio di tutti quelli che ho dovuto cacciare finora per Alitalia, Trenitalia, Italia.it, ecc. ecc. ecc. e…. (pluff … sembra incredibile!!!): neanche si vedono più!

  • Cambiamo Pianeta

    @Fully: solitamente per indicare qualcosa che all’improvviso sparisce si usa “puff”…credo in questo caso si possa parlare di un significativo lapsus freudiano, poiché “pluff” più si addice ad un sasso che colpisce la superficie dell’acqua o anche ad uno stronzo particolarmente solido che impatta la conchetta d’acqua ristagnante sul fondo del WC…e qui sta, a mio modesto parere, il significato profondo del lapsus.

  • piero

    haahahaahahahhaahah bella storia per un attimo ho creduto che davvero era a casa tua se viene da me il terzo piano basta credo almeno che non abbia anche le ali -_-

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