Cinque Pezzi Facili 11


Facciamo qualche riflessione e facciamola basandoci sui fatti di cronaca e sui numeri piuttosto che sulle generiche affermazioni di principio alle quali, poi, spesso non segue altro che il compiacimento per averle espresse.

1) La cronaca di questi giorni ci dice chiaramente che, in Europa, nessuno vuole gli immigrati. Si va dalle posizioni più oltranziste dei paesi del Gruppo di Visegrád (Polonia, Cechia, Slovacchia e Ungheria) fino a quelle possibiliste della Germania a cui, però, interessa solo materiale umano formato, selezionato ed in grado di essere inserito rapidamente nel ciclo produttivo, possibilmente a costi bassissimi. Nel mezzo ci sono le posizioni ondivaghe della Spagna, che da una parte accoglie la nave rifiutata dall’Italia e dall’altra erige barriere elettrificate e quella ipocrita della Francia, la cui accoglienza è solo in termini di principio, ma nei fatti si ferma a numeri bassissimi con episodi di respingimento e violenza indegni.

2) Gli immigrati non li vuole nessuno perché, aldilà delle affermazioni ecumeniche di buona volontà, pace tra i popoli, generosità e fratellanza, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di persone nullatenenti, senza nessuna competenza se non quella della forza delle braccia, che non parlano la lingua del paese di accoglienza, bisognose di tutto e che si appoggiano sul sistema di sostegno sociale al 100%. Magari, dopo anni, iniziano anche a finanziarlo, ma con i piccoli contributi che possono derivare da lavori a bassissima qualificazione, oppure, come più spesso accade, rimanendo nella fascia a tassazione zero con diritto a esenzioni, assegni di sostegno, abitazioni a locazione agevolata.

3) Un’immigrazione con queste caratteristiche, una volta che le persone di buon cuore si sono messe in pace la coscienza facendola sbarcare, è quasi sempre abbandonata a sé stessa. E’ inevitabile che chi faccia una vita grama sia più indotto a commettere reati da privazione quali furto e appropriazione indebita. Ed è quello che puntualmente accade. L’incidenza su questi reati, in Italia, ha un picco impressionante in corrispondenza della popolazione immigrata. E’ questo, purtroppo, è solo un aspetto di questo problema. L’incidenza dei reati commessi dagli immigrati è impressionante anche nel caso di omicidi volontari, lesioni volontarie e violenza sessuale, tipologie di reato non immediatamente collegate alla condizione di bisogno materiale. Questo si spiega col fatto che molto spesso le persone che arrivano giungono da aggregazioni sociali violente, dove la vita delle persone vale zero. Alcuni di questi sono cresciuti in culture nella quali una donna che chiede un passaggio o veste una gonna corta è una donna che cerca un’avventura. Certo, solo una parte degli immigrati commette reati violenti, ma il numero è alto e un reato violento prevede una vittima uccisa, violentata o ferita. Questa è una cosa che raccontano freddamente i numeri. Vi lascio un link ad uno studio elaborato sulla base di dati ISTAT, non su chiacchiere. Leggetelo e guardate i grafici. E’ impressionante.

4) Venendo allo specifico del caso italiano, dal 2015 al 2018, sono sbarcate in questo paese seicentomila persone, gran parte delle quali ricadono nelle considerazioni di cui ai punti 2 e 3. L’impatto sul welfare italiano, già al collasso causa crisi economica, è stato imponente. Nel giro di tre anni, ad esempio, il sistema sanitario nazionale, con finanziamenti in contrazione, si è dovuto caricare della gestione di altri seicentomila potenziali utenti che non hanno portato nessuna contribuzione. Ora, è terribile dirlo, ma non mi tiro indietro: portiamo il conto, e giustamente, di chi perde la vita cercando di arrivare nel nostro paese, ma io mi chiedo se il fatto che il servizio sanitario nazionale, già inefficiente di per sé, intasato da questo afflusso improvviso, non abbia fatto altre vittime in termini di allungamento delle liste di attesa, prestazioni non erogate o ricoveri non avvenuti. Se esiste uno studio e qualcuno lo conosce, vi prego di segnalarmelo.

5) Stranamente questo era un problema solo italiano fino a un paio di mesi fa. Fino a quando, cioè, l’Italia si limitava a raccogliere naufraghi oppure a predisporre sbarchi per quelli raccolti dalle ONG per poi successivamente disperderli sul proprio territorio lasciando ai suoi cittadini l’incombenza della “integrazione”. Appena questa attitudine accomodante si è rallentata, l’Europa ha iniziato a sfasciarsi e, come riportato nel punto 1, nessuno esplicitamente vuole queste persone. Ora, mi chiedo quale fosse il piano dell’esecutivo che ha preceduto quello in carica. Esisteva? perché nessuno ce lo ha mai esposto? E se un piano non esisteva, visti anche gli impatti sul paese di cui ai punti 3 e 4, non si configura un comportamento degno di un’indagine per verificare se sussistano delle responsabilità penali oltre che politiche (che non sono perseguibili)?

Infine una considerazione generale. Non è possibile ragionare a risorse infinite. Questo può permetterselo chi campa di affermazioni di principio, ma la vita impone scelte severe. Tutte le vite hanno lo stesso valore, ma un comportamento irresponsabile e lassista nella gestione di fenomeni imponenti può portare alla compromissione delle regole di convivenza con le vittime che ne possono conseguire. Questo è già avvenuto ed è destinato a peggiorare nell’immediato futuro quando, quel che resta dell’Europa, andrà definitivamente a picco e i nostri fratelli europei si sfileranno definitivamente da questo problema lasciandoci soli a difendere settemila chilometri di costa.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

11 commenti su “Cinque Pezzi Facili

  • fma

    Il fenomeno delle migrazioni inizia con la caduta del muro di Berlino, una barriera che separava il mondo ricco da quello povero. Dapprima si muovono i capitali, poi gli uomini.
    È il 1991 quando arrivano a Brindisi le prime carrette provenienti da Valona, traboccanti di albanesi a grappoli. Il democristiano Andreotti propone l’adozione di massa. È sufficiente un albanese per famiglia! Che ci vuole?
    Gli italiani fanno orecchie da mercante e il fenomeno, malgrado l’indefesso lavorio delle organizzazioni caritatevoli, non si placa, tant’è che nel 1997, sei anni dopo, Berlusconi si commuove e piange davanti ai migranti e alle loro sofferenze, in favore di telecamere, sicuro di rappresentare il sentimento di tutti gli italiani. Mai più cose simili!
    Invece il travaso di essere umani dai paesi poveri a quelli meno poveri continua e una decina d’anni dopo, io e Doxa, ne discutiamo qui su Mente Critica e ancora oggi io e te ne riparliamo qui su Mente Critica.
    È il fenomeno dei vasi comunicanti. Gli togli lo sbarramento e l’acqua si muove fino a che i bacini non si portano allo stesso livello. C’è in giro gente convinta che gli uomini debbano essere liberi e uguali e il fenomeno non vada assolutamente contrastato, se mai favorito. Sono quelli che i migranti fanno il lavoro che non vogliono più fare gli italiani e meno male che ci sono le badanti perché gli italiani non hanno più tempo per i propri vecchi se mai la colpa è di quelli che sfruttano i migranti facendogli raccogliere i pomidoro. Nel frattempo quelli che abitano ai piani bassi si ritrovano l’acqua in casa e votano per Salvini. Il Partito Democratico dice che ne discuterà al prossimo congresso.
    Viviamo in un paese in cui troppa gente s’è innamorata delle proprie idee e non riesce più a vedere le cose per quel che sono. Per governare un fenomeno è necessario innanzitutto valutarlo per quel che è, decidere cosa si vuol fare e avere la forza per farlo. Altrimenti sono chiacchiere.

  • Emilio

    Sto raggiungendo sempre più il convincimento che le persone vicine a me più intransigenti nel sostenere l’accoglienza, che si definiscono di “sinistra” o addirittura “comunisti” mentre vivono situazioni di privilegio sociale e di diritti blindatissimi, vivaddio magari meritati, diventerebbero feroci reazionari non appena il loro bel castello dovesse realmente, ma realmente, scricchiolare. Fino a quel momento di verifica… parole.

  • doxaliber

    Fino a quando, cioè, l’Italia si limitava a raccogliere naufraghi oppure a predisporre sbarchi per quelli raccolti dalle ONG per poi successivamente disperderli sul proprio territorio lasciando ai suoi cittadini l’incombenza della “integrazione”. Appena questa attitudine accomodante si è rallentata, l’Europa ha iniziato a sfasciarsi e, come riportato nel punto 1, nessuno esplicitamente vuole queste persone.

    Il fenomeno era già iniziato prima, visto che Schengen nei fatti è stato sospeso ai confini con l’Italia, per tutte le persone che premevano per fuggire verso altri paesi Europei.
    Ora il problema si è esteso, perché il cambio di rotta del governo italiano sta mettendo in crisi gli altri governi europei, in primis la Merkel, che rischia seriamente di non arrivare a mangiare il panettone.

  • LucioB

    Senza voler essere polemico: 1) ma abbiamo dati che tutti i 600000 importati siano rimasti su territorio italiano, soprattutto quei 500000 che non hanno diritto alla richiesta di asilo?
    2) se solo 100000 hanno avuto diritto alla richiesta di asilo gli altri 500000 NON hanno diritto a prestazioni gratuite del SSN se non in regime di urgenza e non credo che un clandestino vada spesso in PS a rischiare di essere identificato quindi non credo che le liste di attesa si siano allungate
    3) ma una piccola analisi sulla legge Fini-Bossi che nei fatti ha bloccato l’immigrazione economica regolata no? Solo colpa di Renzi?

    • doxaliber

      Senza voler essere polemico: 1) ma abbiamo dati che tutti i 600000 importati siano rimasti su territorio italiano, soprattutto quei 500000 che non hanno diritto alla richiesta di asilo?

      La maggior parte sono stati sistemati in strutture di accoglienza. Da qui hanno fatto richiesta di asilo. I tempi affinché la richiesta di asilo sia analizzata, rifiutata/accettata, più i ricorsi e quindi il cittadino formalmente espulso sono superiori all’anno, quando si fa tutto velocemente.
      Una volta rifiutato l’asilo il migrante non viene rimandato a casa, non ci sono quasi mai accordi bilaterali con il paese d’origine. Egli viene semplicemente espulso e messo in mezzo a una strada.

      Ora, poniamo il caso che una percentuale piuttosto alta di questi migranti in attesa di asilo, oppure espulsi decida di attraversare il confine. Sia perché i tempi dell’asilo sono lunghissimi, sia perché la maggior parte sanno che non ne avranno diritto. Cosa che succede quotidianamente. Di fatto l’attraversamento è quasi impossibile perché tutte le rotte migratorie sono bloccate. Da Ventimiglia non si passa, dal Brennero nemmeno, dalla Slovenia è praticamente impossibile. Schengen è sospeso nei fatti da quando è iniziata la migrazione. I controlli suoi treni, sulle strade, sui valichi sono continui e serrati. Magari una piccola parte passa, ma è veramente la minima parte.

      2) se solo 100000 hanno avuto diritto alla richiesta di asilo gli altri 500000 NON hanno diritto a prestazioni gratuite del SSN se non in regime di urgenza e non credo che un clandestino vada spesso in PS a rischiare di essere identificato quindi non credo che le liste di attesa si siano allungate

      Credo che gli ospedali debbano curarti senza l’obbligo di richiederti il permesso di soggiorno. E comunque i migranti presenti nelle strutture di accoglienza vengono sicuramente sottoposti a visite periodiche presso strutture ASL e hanno diritto alle cure, anche ordinarie.

      Il costo dei migranti è attualmente di 5 miliardi di Euro, così dicono tutti i giornali. La domanda è: a quali risorse dello Stato li abbiamo tolti?

      • Emilio

        Confermo in prima persona, avendo lavorato per mesi e mesi recentemente presso una grande struttura di aclcoglienza presente su tutto il territorio.
        Le persone accolte, almeno per quanto riguarda quella organizzazione e al nord, vengono assistite e seguite per ogni tipo di infermità e per ogni tipo di medicina specialistica, oltre ad avere assistenza da un medico di base convenzionato. Con tanto di ambulatorio dentistico in loco. E mi pare degnissimo ed irrinunciabile,
        ma non è detto che sia sostenibile economicamente.