Del Diritto alla Sessualità dei Disabili 43


gabbia.jpgPer il mio primo articolo su MenteCritica, visto che il problema riguarda anche me, ho deciso di affrontare un tema leggero leggero “i disabili e la sessualità”.
Ricordate quando in “Amarcord” di Fellini lo zio matto, impersonato da Ciccio Ingrassia, sale sull’albero ed inizia ad urlare “voglio una donna”?
Ecco tanti disabili sono così, ma nessuno dei benpensanti o dei falsi moralisti ascolta quell’urlo e, se l’ascolta, fa finta di nulla girando la testa dall’altra parte. Naturalmente non parlo di voi lettori, ma dei politici che ci considerano soltanto quando facciamo dei gesti estremi, vedi Nuvoli e Welby.
Un po’ di tempo fa la Chiesa diceva che i disabili dovevano evitare la sessualità affidandosi alla spiritualità offrendo il loro dolore a Dio. Una volta Giovanni Paolo II disse che la persona disabile ha bisogno di amare e di essere amata, ha bisogno di tenerezza, di vicinanza, di intimità ma nessuno se lo è filato di pezza tanto per voi basta proteggere l’embrione poi, una volta fuori, sono affari suoi.

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La mentalità ormai è ferma a “gli ultimi saranno i primi, ma solo nel regno dei cieli“. Tra l’altro, non mi è giunta prova tangibile della sua esistenza!
Per farvi capire la situazione vi faccio un esempio: anch’io, Buscialacroce, purtroppo sono disabile. Per alcuni ignoranti storpio, per i burocrati portatore di handicap, ma poi dove cacchio lo dovrò portare proprio non so?
Torniamo all’esempio: una sera parlavo con una ragazza, che tra l’altro mi piaceva pure, passa una mia parente e mi fa “che bella sta ragazza, che è la fidanzata di tuo fratello?” Il fanculo, da far tremare i muri, mi si è strozzato in gola solo perché era mia zia.
Ecco noi disabili siamo trattati come asessuati se usciamo con una donna pensate subito che possa essere a) una badante, b) una crocerossina, c) una parente, d) pia donna, c) escort ma non quella costruita dalla Ford.
Ma io dico, perché non può essere la nostra ragazza, una nostra amica o una che semplicemente ce la da’? (il discorso vale anche per le ragazze, basta cambiare qualche articolo e qualche vocale)

In Olanda, Danimarca, Svizzera ci sono donne o uomini, poi dipende dai gusti, che sotto pagamento fanno sesso con i disabili, ma in Italia manco a parlarne. Già mi vedo l’ira di zio Benedetto the 16th.
Ci usano solo per fare audience in tv. Costanzo e la De Filippi docunt, facendo scattare pietismo in voi e incazzature in noi, senza parlare dei veri problemi.
Qui in Italia l’unico metodo che abbiamo noi disabili per stare con una donna è pagarla, ma mica possiamo dire “mamma mi porti a puttane?“. Così cerchiamo con internet le escort o accompagnatrici a 400€ per due ore.
Io non so se prima di passare a miglior vita andrò con una escort. Notate bene non dico con una prostituta di strada perché quelle povere ragazze spesso sono costrette a farlo e quasi sempre non è una loro libera scelta

C’è chi l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione,
bocca di rosa ne’ l’uno ne’ l’altro lei lo faceva per passione
Fabrizio De André.

Ai moralisti dico che non avere rapporti praticamente di nessun genere con le ragazze mi ha devastato l’autostima. Ho 25 anni, sono ancora vergine. A 17 anni sono stato abbracciato una volta da una ragazza e, ancora prima, a 14 anni ho ricevuto un bacio per gioco e quella si è pure schifata. Poi mi chiedono perché da quello che scrivi sembra che odi le donne. Boh? Fate un po’ voi!
Certo, anche i mass media non è che ci diano una mano facendo credere a tutti che conta solo chi è bello e perfetto e noi, figli di un Dio minore, dobbiamo essere rinchiusi in qualche istituto così occhio non vede cuore non duole.

Gli Italiani hanno il brutto vizio di nascondere i problemi sotto il tappeto, come la polvere. Ghettizano la gente, scaricano la colpa sugli altri e poi, come succedete qualcosa, si lamentano.
L’aspetto sessuale è importante, ma l’atto meccanico fine a se stesso dopo un po’ stufa. Noi disabili cerchiamo l’amore che è una cosa un tantino diversa.
Tanti miei amici ormai hanno rinunciato all’amore, ma non hanno il coraggio di dirvelo. Io ho quasi perso la speranza e sto diventando sempre di più un cinico bastardo privo di sentimenti.

N.d.R.

Ripropongo questo pezzo perché ho saputo che l’autore è morto, vittima del suo male, il 18 luglio del 2012. Nei nostri radi rapporti è stato sempre rude, diretto, energico, come si evince da questo post. Era disabile, ma non era un debole. Trovate altri suoi post a questo link.

Così va la vita.

Alcuni commenti di altri disabili a questo articolo:

  • Lettore anonimo: Ottimo! Io ho 28 anni… Vergine, assolutamente scontento di ciò. Ho trovato questo sito proprio mentre cercavo in rete una escort. Purtroppo non trovo nulla, cioè non riesco a convincermi per via anche dei costi e poi perché ho problemi di organizzazione… Ti giuro, sto molto male a causa di questo problema!
  • Io sono Marco ed ho 30 anni. Sono disabile per una malattia che mi ha danneggiato gravemente le articolazioni, dall’età di 10 anni. Anch’io non ho mai avuto una ragazza, mai un bacio o nemmeno un abbraccio, però non ho mai ricevuto un rifiuto. Nel senso che non ho mai corteggiato nessuna, non perchè non volessi farlo, ma come potrebbe una ragazza stare con me dato che significherebbe farmi da badante. Se mi piace una ragazza io vorrei vederla felice, quindi non è con me che deve stare…
    Ho passato alti e bassi terrificanti negli ultimi 6 mesi perché sono diventato amico di un angelo (mia collega di lavoro) è il più bel rapporto di amicizia con una donna che io abbia avuto (solo 4 negli ultimi 5-6 anni, prima mai). Non sono mai stato così vicino a cedere e dirle che mi piace moltissimo, ma poi sono riuscito a frenarmi, ancora una volta. Probabilmente lei lo avrà capito. Da un mesetto ho raggiunto un equilibrio molto più che discreto e sto decisamente meglio. E’ una ragazza meravigliosa ed ora che è tornata a Roma continuiamo a sentirci. E’ il più bel rapporto che io abbia mai avuto con una donna (di amicizia ed è molto di più di quello che speravo di poter avere…). Mi ha arricchito tantissimo…
  • Paolo: Ho 33 anni sono disabile al 100% , fino a 32 ero ancora vergine, per anni mi sono illuso di trovare l’amore. L’anno scorso avevo deciso che dovevo farlo, che mi sarei liberato dal peso della verginità. A dicembre un mio amico mi ha prestato casa sua e ho fatto sesso con una escort, una persona di grande sensibilità, dolcezza e bellezza. L’ho rifatto pochi giorni fa. Ho recuperato tutta l’autostima persa, ora mi sento un uomo completo. Dicono che è peccato, ma godere è sublime, avere una donna addosso è una sensazione bellissima e ha migliorato laa qualità della mia vita. Volevo solo dire che le donne sono meravigliose e non mi sembra giusto avercela con loro per questo motivo.
  • Luigi :Sono un altro disabile. Il consiglio che do è che noi per primi dobbiamo toglierci i panni del disabile prima degli altri, perché in molti casi siamo proprio noi stessi i più grandi nemici, ma mi rendo conto che c’è tanta ignoranza accentuata dall’esteriorità che la società mette sempre davanti. Ricordiamoci sempre che gli psicologi non li hanno inventati per i disabili.
    La vita è una guerra e noi siamo in prima linea. La vita è meravigliosa!

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43 commenti su “Del Diritto alla Sessualità dei Disabili

  • OfeyWatson

    Il mondo perde un cinico, un bastardo, un bravo scrittore, una persona che (dai suoi articoli) sembrava oltre la stupida ipocrisia che tanto spesso rovina interi popoli.
    Da cinico e da bastardo, mi dispiace. Altri porteranno avanti queste idee e queste battaglie, non seconde nè meno prioritarie alle proprie.

    • Django

      Spero con tutto il cuore che sia riuscito ad “avere una donna addosso, una sensazione bellissima” prima di morire. La butto là e magari è una cazzata, ma esistono facilitatori di rapporti sessuali tra disabili? Lungi da me la ghettizzazione, ma forse dovrebbe essere un ramo della psicologia e della fisioterapia che andrebbe sviluppato. Magari solo come tirocinio.

      • OfeyWatson

        Col rischio calcolato di attrarre tutti gli improperi dei professionisti del ramo: a mio dire (non solo mio) la psicologia non è una scienza, e spesso procede a sciocche e inutili categorizzazioni (che io definisco QUASI ciarlatane) che mi fanno pensare che la tua proposta sarebbe utile solo limitatamente.

        • Django

          Forse non mi sono spiegato bene: il tirocinio non era auspicato per gli psicologi, ma un tirocinio ed una educazione ad esprimere la sessualità per le persone disabili che certo non vorrai affidare ai camionisti o, peggio ancora ai preti…

          • Django

            Comunque non illudiamoci: non esistono diritti di nessun genere per quanto riguarda l’accesso ai “piaceri della vita”. E’ una lotta spietata per tutti, abili e non. Non esiste un diritto all’amore o all’affetto: esiste solo la decisione delle persone civili e volenterose di mettersi nei panni degli altri, di abbattere limiti pseudo morali, di abbattere barriere pseudo legali e di permettere un commercio non eccessivamente speculativo per fare accedere coloro i quali hanno limiti di autonomia ad un palliativo surrogato di sessualità. L’affetto, se c’è, è frutto del caso benevolo e di circostanze fortunate che non possono essere garantite per diritto. Così è la vita.

      • T__a__m__y

        Ciao Django, un mio amico counselor, operatore all’interno di una Cooperativa presso un centro disabili, ha presentato un progetto su questo argomento alla cooperativa stessa, finalizzato a far prendere coscienza di questi bisogni sopratutto ai familiari, che spesso ignorano o preferiscono ignorare tali esigenze. Purtroppo non credo abbia avuto un seguito positivo. Perchè le disabilità sono di vario genere, ma il diritto ed il bisogno è lo stesso.

        • Django

          Grazie, era proprio quello che intendevo ed il prosieguo da te descritto ci mostra quanto indietro nei fatti siamo come società. Persino guardandola da un solo punto di vista “scientifico”, ovvero come necessità fisiologica di scarico (anche psichico), soprattutto nella fascia giovanile in cui le pulsioni sono gigantesche, si comprende la necessità assoluta di affrontare il problema.

  • Parusia

    Per lavoro vivo molto quell’ambiente…
    C’è un grande straparlare di migliorare la qualità della vita, garantire una piena inclusione sociale, rispondere ai bisogni, il valore della persona, ecc…ecc…ecc…ma poi del bisogno di sesso non ne parla nessuno (voglio essere provocatorio…tutti i vari operatori trasmettono amore alle persone assistite ma spesso questi ragazzi/adulti hanno bisogno del contatto fisico, non dell'”amore” platonicamente inteso).
    Anche nei vari manuali, libri, articoli, anche dei grandi studiosi questo problema o non viene trattato o viene solo accennato.
    La verità è che in Italia, su queste tematiche, siamo davvero anni luce indietro, l’idea del sesso=peccato ce la portiamo addosso, quindi spesso, e mi è capitato di farlo, quando ho chiarito con colleghi o altri interessati al tema, sul fatto che anche il disabile più o meno grave, sente il bisogno di avere una soddisfazione sessuale, la reazione è stata o di imbarazzo, o di “questo è un depravato che pensa le cose sporche con i disabili”. Da lì in poi ho capito che il tema resterà per un bel po’ ancora sotto il tappeto. Invito solo a riflettere sul fatto che in alcune disabilità il soggetto non può nemmeno dedicarsi all’autoerotismo.

    • Django

      Grazie Parusia, le tue precisazioni chiariscono punti che non vengono immediatamente alla coscienza, io per esempio non ci avevo pensato.

  • Vittorio Mori

    “Qui in Italia l’unico metodo che abbiamo noi disabili per stare con una donna è pagarla, ma mica possiamo dire “mamma mi porti a puttane?“” – mah, mica solo i disabili, anche le persone “normali”. Certe cose si pagano in molti modi, farlo direttamente coi soldi è molto crudo, ma tant’è. Io penso che lil disprezzo per la prostituzione in Italia sia solo di forma e non di sostanza. Purtroppo nella patria mondiale del bigottismo, dell’ipocrisia, dei pretipedofili, del mammismo parafascista, e del “fate come io dico e non come io faccio”, questi problemi resteranno ovviamente nel limbo. Un mio amico disabile siciliano, sulla sedia a rotelle, mi confidò tempo fa che era molto preoccupato perché non trovava più prostitute “decenti” a buon mercato, per i suoi, umanissimi, bisogni. Lo capisco, perché pure lì è un settore pieno di improvvisati “temporary shop”, la prostituta professionista, 5stelle, è oramai merce rara e costa una barca di €. In giro c’è un mare di fuffa, il cui solo ed unico scopo è sficcarti più soldi possibile al minimo del lavoro e al minimo dello sforzo. In un paese come il nostro, con la feroce repressione sessuale attuata dalle supermamme e dai preti – quasi tutta a scapito degli uomini – ovvio che sia così, basta un pelo di f..a e si smuovono le montagne.

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