Cinematica della Statica 8


Una volta superata la fase effervescente della giovinezza, la maturità e la vecchiaia con le loro serene consuetudini possono offrire un confortante viatico per coloro che percorrono la strada che porta al tramonto. Il segreto per percorrerla serenamente è saper comprendere il messaggio delle piccole che cose che si rincorrono uguali di giorno in giorno.

E’ per questo che le prime pagine dei giornali in rete di oggi incominciano a trasmettere una delicata sensazione di pace e leggera sonnolenza. Quel piacevole torpore che prende alla fine del giorno, quando, di fronte all’ennesimo insignificante spettacolo televisivo, gli occhi si chiudono in un piacevole preambolo della notte incipiente e dell’estremo abbandono.

Oggi come ieri. Le stesse parole, le stesse cose. Un passato in bianco e nero che si sovrappone ai rutilanti colori del presente attenuandoli e diluendoli in una successione di fotogrammi tutti uguali ed assolutamente indistinguibili l’uno dall’altro.

Infine è ciò che tutti noi veramente ricerchiamo. Una sorta di cortina ovattata nella quale avvolgerci per isolarci dalla tensione e dalla sfida della novità e dell’incerto.
Il Papa, il baciamano, la Chiesa, la Società, la sicurezza, la Politica. Tutto si confonde e si fonde in una sorta di scudo che ci protegge da negri, ricchioni, zingari e da tutte le paure ed i pericoli che ci hanno aggredito appena lasciato il ventre della mamma ed affacciati a questo luogo di fetore, sofferenza, sangue e perdizione.

Senza nemmeno bisogno di cercarla, tagliarla e iniettarla, questa sorta di eroina ci entra negli occhi e nelle orecchie e diventa parte di noi rendendoci ciechi e sordi come immersi di nuovo nel liquido amniotico. Galleggianti e sospesi in un mondo che non è né vita né morte. Finalmente anestetizzati ed inerti come avremmo voluto restare per sempre se avessimo potuto scegliere veramente.


8 commenti su “Cinematica della Statica

  • Fully

    Mi piace, è un esercizio che cerco di praticare anch’io – nel mio piccolo – quello di denunciare il piccolo spessore (per non dire il vuoto) e le contraddizioni della nostra vita politica.
    A questo riguardo mi permetto di segnalare un editoriale comparso oggi sul Corriere che mi pare si incanali nel medesimo filone: link

  • missi

    Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
    Chi è contento che sulla terra esista la musica.
    Chi scopre con piacere una etimologia.
    Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
    Il ceramista che premedita un colore e una forma.
    Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
    Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
    Chi accarezza un animale addormentato.
    Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
    Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
    Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
    Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo

  • pacatoegentile

    C.N. su con la vita! lo so che sei stanco, lo sono anche io, ma non cedere anche tu al torpore e diventare uno dei tanti zombie presenti in italia.

    Le cose non cambiano oggi e non lo faranno nemmeno domani, pero’ la speranza non muore mai.

    cheer up!

  • Alexandro

    Hai delineato splendidamente e sempre con sottile e intelligentissimo sarcasmo lo scenario in cui stiamo vivendo oggi. Forse con eccessivo pessimismo, come se vivessimo in una società simile a quella di Brave New World , immaginata da Aldous Huxley.

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